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24 luglio 2026

ALCUNI DATI DELLA CHIESA

RAGGUAGLI SULLA CHIESA
E DETTAGLI STORICI
Costruita su di un rialzo di terra protettivo in epoca longobarda

di Umberto Battini
    storico di S. Corrado e divulgatore 

interno della chiesa di Calendasco foto di Umberto Battini

 


Dirò della chiesa: la parrocchiale di Santa Maria. E’ di fondazione longobarda lo dicono le pergamene del Codice Diplomatico Longobardo. Ce ne sono di scritte a Calendasco e Trevozzo ma anche a Pavia e pure a Milano in Santambross’ e ci richiamano il presbitero del momento abitante in Kalendasco. Notarili del 769, 784, 804, 892 etc etc. 
La più grandiosa ristrutturazione fu svolta nel 1734. Poi nel 1970-71 ci fu quella di don Federico Peratici per il giusto adeguamento al Vaticano II (su questa faccenda avrò da rievocare di più a tempo debito).
La chiesa prima del 1734 era “quasi quadrata” – fere quadrata dice una carta del tempo!
 
Con le capriate e il pavimento di legno: non sorprende! la chiesa è scritto essere costruita su monticello e quindi ben al riparo dalle piene umidicce e malsane del Po. Era quindi un luogo elevato quel tanto che bastava a mantenere i piedi sull’asciutto, paro paro è ancora uguale oggi. 
C’è anche (ben nascosta ma c’è) una antica finestra in ordine romanico, tra due muri – uno posticcio ed uno originale, è un rimasuglio coi baffi, un documento lapideo che vale oro, un testimone muto che urla (tipo Legato Sancti Conradi!).
 
Le chiese longobarde non di rado han fattura a pianta quadra, architettura in uso negli identici anni tra i bizantini che eran padroni fino a Modena. 
Sappiamo il nome di due nostri vecchi preti longobardi: ed ecco apparire Stabelfredus e Orso che sopra al conto erano anche potenti, con proprietà immobili in luoghi ben oltre la terra piacentina. Officiavano a Kalendasco con diritto di decima sui poveri rurali del posto. 
Decima al prete, così tanto per cambiare. In fin dei conti un piatto di zuppa te lo concedevano sempre nello xenodochio, quasi a tutte le ore, bastava bussare. Toc toc toc.


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