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10 ottobre 2026

NASCE NEL 1290 NEL GRANDE FORTILIZIO

IL CASTELLO ERA IL FEUDO
DEI CONFALONIERI
Militi del vescovo di Piacenza
 
Come si afferma nel Legato Sancti Conradi del 9 agosto 1617, scritto dal notaio in Curia a Piacenza, con la presenza e l'approvazione dello stesso Vescovo del tempo, San Corrado è nato in questo luogo. 
 

 

9 ottobre 2026

THE “SANCTI CONRADI LEGATE”

THE “SANCTI CONRADI LEGATE” 
OF 9 AUGUST 1617 DRAWN UP 
IN THE CURIA IN PIACENZA

by Umberto Battini
historian of S. Corrado 

image of the year 1917 of Calendasco, the square with the church
 
This text was published in the Author's 2024 book "THE DOCUMENTS OF WORSHIP IN SAN CORRADO" and is reserved property
if you copy something cite the source


Among the archive documents, the original copy of the Legato Sancti Conradi is also preserved.
A copy is preserved in an original ink, in the State Archives of Piacenza in the Notarial Fund.
The important document was published in full, both in photographic format, and in the Latin transcription and Italian translation in the book “S. Corrado Confalonieri - I Documenti Inediti Piacentini” published in 2006 by Umberto Battini.
That book also contains a historical critique of the notarial document, of crucial importance for the history of the Holy Hermit.

The Legate written in the Curia is approved and decreed by the Bishop of Piacenza who publicly approves it. The notarial deed states that the Confalonieri family had been feudal lords of Calendasco for centuries. 
It is written down in black and white that after an investigation into the public life of Saint Corrado, it has been concluded that the Saint was physically born in the town of Calendasco.
It is written that for all these very reasons, the Saint elected Patron Saint was to be most venerated in that country.
As we have seen from the documentation, in fact the local cult in Calendasco was very strong.
 
By tradition, San Corrado was said “of Piacenza” because, in distant Noto, the capital city was taken into consideration. 
In that distant Middle Ages, who in the Sicilian land of Noto could have known of a small town called Calendasco, a fiefdom of the Santo family who lived among them? 
And we must not forget a historical event that is also crucial to the events in Corradi: the murder of Pope Paul III's son in Piacenza, Pier Luigi Farnese, by the conspirator Giovan Luigi Confalonieri, a feudal lord living in Calendasco: it was September 10, 1547. 
From that moment the cult towards St. Corrado suffered a strong “stop” to its spread in Piacenza and in particular in the town of the Confalonieri: Calendasco.

After the saint's death in 1351, given his distance from his homeland, it became more convenient to define him according to the case “of Piacenza” or “Piacentino” in a general sense.
In a predictable manner, after the 1617 curia deed that testifies to his birth in the village, as the documents recorded clearly show, Piacenza's cult was concentrated only on Calendasco.

The two monuments: the 13th-century castle, the Confalonieri fiefdom, and the convent hospital for pilgrims, the Saint's first retreat after the fire, encouraged the Noble Patron to bring prestige to the local church, founded in the 8th century.
From 1617, a chapel with an altar for Holy Mass was built in the church, it was completely decorated, and the large painting that still stands there in plain sight to devotees was placed.
 
This was followed by frescoes of the Life of the Hermit, the request for relics directly from Noto, and then the obtaining from the arm preserved in Piacenza, the Relic of the Left Thumb Finger.
 
In the church there is also the imperious statue for processions, and then the gift of the other painting from 1700, with the saint kneeling in the cave in front of the Holy Virgin. 
Also important is the 1971 fresco in the apse, where the majestic Saint Corrado stands among the saints next to the crucified Christ; a fresco painted by the Piacenza painter Luciano Ricchetti. 
 
by Umberto Battini
historian of S. Corrado 
This text was published in the Author's 2024 book "THE DOCUMENTS OF WORSHIP IN SAN CORRADO" and is reserved property
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ARCA DI S. CORRADO

IL CORPO DEL SANTO
CUSTODITO IN QUESTA ARCA D'ARGENTO

foto del 2010 con l'Arca di San Corrado esposta nella grotta inglobata nel Santuario nella Valle dei Tre Pizzoni in località San Corrado fuori le mura


7 ottobre 2026

IL RAID SUL PO DEL 2025

LE FOTO DEL PASSAGGIO
NELL'ALVEO A CALENDASCO

lunedì 2 giugno 2025
RAID PAVIA VENEZIA 

Nel 2026 causa il Po in grande secca la partenza è stata a S. Nazzaro d'Ongina e quindi non sono transitati i motoscafi del Raid nel tratto ovest del Po di Calendasco

ALCUNE FOTO DI UMBERTO BATTINI per il progetto ILMOVIAGGIOAPO



UN ARTICOLO STORICO DEL 2020

ECCO PROPOSTO UN ARTICOLO
STORICO INTERESSANTE
uno tra le decine dedicati a San Corrado
e pubblicati da Umberto Battini negli anni
 
ARTICOLO DA ILPIACENZA.it
del 13 febbraio 2020 di Umberto Battini
 
 


IPOTESI CORRADIANA

UNA IPOTESI DEVOZIONALE
RIPORTARE SAN CORRADO CONFALONIERI NEI SUOI LUOGHI NATIVI
 
A Calendasco dove è nato in corpo e poi convertito nel romitorio e a Piacenza 
 
Un pio desiderio devozionale, forse un giorno poter vedere l'Arca di San Corrado esposta nella Chiesa di Calendasco e poi portata in processione, passando per il Romitorio ospitale dove venne accolto nel 1315 e dove si convertì dopo il fatto dell'incendio.
E poi il passaggio al Castello dei Confalonieri dove nacque nel 1290.
Con ovviamente la sosta anche a Piacenza.
 
Un pio desiderio, un semplice sogno devozionale, ma chissà!
 
Toccherebbe alle Autorità Religiose e Civili tutto il procedimento organizzativo.
Mai mettere freni alla Divina Provvidenza al quale ogni cristiano deve credere ed ampiamente trattata anche nella Dottrina cristiana. 

l'Arca con il corpo di San Corrado  Traslazione di Noto del 2010 foto Umberto Battini

 




6 ottobre 2026

RICORDO DEL 2015

UN AVVENIMENTO STORICO
NOTO A CALENDASCO

Alcune immagini del 21 febbraio 2015 quando si è verificato un avvenimento entrato nella Storia del culto di San Corrado: la Cerimonia del Dono del Cilio al Patrono 

                                                








      




Calendasco 21 febbraio 2015 Cerimonia del Dono del Cilio a San Corrado

 

MONUMENTI CORRADIANI STORICI

A CALENDASCO
ECCO I LUOGHI CALPESTATI
DA SAN CORRADO
 
Dalla nascita, alla Damnatio memoriae fino alla conversione
 
S. Corrado Confalonieri - Calendasco 1290 Noto 19 febbraio 1351 

 

RELIQUIA E ALTRI DATI IMPORTANTI

VENERATA RELIQUIA DI SAN CORRADO
 
Nel libro dell'anno 2024 la storia del Reliquiario
che la contiene oltre ai documenti, anche in formato
fotografico, del dono reliquie direttamente da Noto
alla chiesa di Calendasco nel 1907 e 1927 e tanto altro

Circa 150 anni fa il culto era importante per il paese e 
degnamente rinvigorito dall'arciprete, che fece anche
affrescare la chiesa con episodi della Vita di S. Corrado 

Senza scordare gli altri libri storici documentali
 

 

 




5 ottobre 2026

SUORE CLARISSE A PIACENZA

MEDIOEVO PIACENTINO
ECCO I DATI STORICI
DELLE SUORE CLARISSE 
articolo da ILPIACENZA.it

 

THE RETURN TO HIS LAND

A DEVOTIONAL HYPOTHESIS
BRINGING SAN CORRADO CONFALONIERI 
BACK TO ITS NATIVE PLACES
 
Calendasco where he was born in the body and then converted in the hermitage and in Piacenza
 

l'Arca con il corpo di San Corrado  Traslazione di Noto del 2010 foto Umberto Battini

 

 
 
Devotional wishful thinking, perhaps one day to be able to see the Ark of San Corrado displayed in the Church of Calendasco and then carried in procession, passing through the hospitable hermitage where it was welcomed in 1315 and where it converted after the fire.
And then the passage to the Confalonieri Castle where he was born in 1290.
With obviously the stop in Piacenza too.
Wishful thinking, a simple devotional dream, but who knows!
It would be up to the Religious and Civil Authorities to carry out the entire organizational process.
Never put brakes on the Divine Providence that every Christian must believe in and which is also extensively covered in Christian Doctrine. 
 


4 ottobre 2026

IL CONGIURATO NEL 1547

Loisi Confalonier 1547
FEUDATARIO  PASSATO ALLA STORIA
Da Calendasco a Piacenza nel PLAC

di  Umberto Battini
      storico locale/agiografo di San Corrado Confalonieri

PLAC Pallavicino Landi Anguissola Confalonieri
 
Il famosissimo quartetto, che dai cognomi dei feudatari congiurati, venne passato alla storiografia con l’iniziale del loro cognome e da qui il PLAC (che era anche l’abbreviazione però riferita a Piacenza, sulla moneta coniata dal povero assassinato).
Tra i maggiori nobili piacentini era appunto anche Giovanluigi Confalonieri castellano e feudatario di Calendasco; Giovanluigi amava Calendasco, quel piccolissimo borgo a due passi dal fiume Po e a quattro passi dalla città.
 
E’ molto interessante un fatto: i quattro del PLAC per “passare” la città all’imperatore Carlo V si unirono in congiura per disfarsi del dominio Farnese.
 
Era stato nominato a capo del ducato di Parma e Piacenza il figlio di papa Paolo III Farnese, cioè Pierluigi. 
Tralascerò di entrare in dettagli o diatribe storico/politiche che nel tempo e fino al tutt’oggi ci sono tra gli storici: cioè se questo omicidio abbia o meno portato benefici alla città di Piacenza.
 
Pierluigi Farnese in un ritratto del Tiziano e il castello dei Confalonieri a Calendasco

Noi di Calendasco vantiamo nei Confalonieri appunto due insigni personaggi: uno è il santo francescano Corrado (nato nel castello del paese nel 1290) e l'altro Giovanluigi, congiurato nel 1547.
Stessa casata ma due stoffe diverse, anche se, nei carteggi d’archivio di Stato che ho potuto visionare mai mi è apparso un fatto negativo di questa casata dei Confalonieri nei confronti del bene del paese di Calendasco che dominavano in tutto il suo circondario, ma anzi apparivano molto ben disposti verso la gente e l’arciprete che reggeva la loro parrocchia.
 
L’assassinio avvenne il 10 settembre 1547. 
Il papa stesso aprì un’indagine. E purtroppo con quel fatto dell'omicidio, venne bloccato il culto di San Corrado a Piacenza e in Calendasco. 
 
Qualche anno dopo Piacenza tornò nelle mani dei Farnese ma per la confisca dei beni del congiurato ci vollero quasi 40 anni! E l’unica vendetta dei Farnese sul Confalonieri di Calendasco fu che lui dovette andare a vivere fuori dal ducato, e si scelse Milano dove fu creato Capitano di Giustizia! 
 
Ed i proventi della vendita del castello di Calendasco e di tutto il suo ricco feudo, furono versati dal Landi direttamente a Giovanluigi. 
Ed il Landi fu per Calendasco un degno feudatario successore dei Confalonieri. 
 
Ma in un prossimo mio lavoro, si conterranno anche documenti e più precise notizie su questo ed altri fatti che fan bella la nostra terra, ricca di storia e aneddoti dimenticati.
 
Umberto Battini
 
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RITORNO ALLA TERRA NATALE

IL RITORNO DEL SANTO 
NELLA TERRA NATIA

Niente è impossibile ed i pii desideri non vanno smorzati

Chissà mai che il Penitente del Terz'Ordine Francescano poi divenuto eremita, forse un giorno - anche non troppo lontano - possa fare ritorno nei luoghi che lo videro nascere, crescere, cambiare la vita. Un pio desiderio più che lecito.

San Corrado Confalonieri, nato a Calendasco nel 1290 e morto a Noto il 19 febbraio 1351
 

San Corrado Confalonieri quadro fine XVI sec in Calendasco

 

3 ottobre 2026

IL CANCELLO DEL SANTUARIO

L'INGRESSO AL SANTUARIO DI NOTO

LA FRASE SUL CANCELLO

Tratta dal libro dell'Esodo

di Umberto Battini
    storico di San Corrado 


Quando ci avviciniamo al Santuario di San Corrado nella Valle dei Tre Pizzoni anche detta da secoli dai devoti Valle dei Miracoli, veniamo accolti al cancello d'ingresso da una frase solenne incisa a caratteri color oro: Porta Coeli ne appropries solve calceamentum locus in quo stas, terra sancta est.

La frase significa: Porta del Cielo, non avvicinarti prima togli le scarpe, il luogo nel quale stai è Terra Santa. E' una frase della Bibbia, del libro dell'Esodo capitolo 3 versetto 5, molto usata da secoli, per indicare luoghi venerabili ed importanti per il cristianesimo e per la fede. 

La si ritrova spesso questa scritta, facendoci caso, in luoghi dove han vissuto i santi e certamente questa terra dove sorge il Santuario di S. Corrado con la sua ed altre grotte di uomini di vita penitente ed eremitica, è terra benedetta e santa!

Ecco quindi il monito, l'avvertimento dato a chi si avvicina: un modo di svegliare la coscienza religiosa e spirituale del fedele, per fargli comprendere che questo posto è speciale perchè chi ha vissuto qui lo ha fatto secondo la totale dedicazione alla vita del Vangelo.

Nei secoli questa frase, sebbene scritta in lingua latina, era compresa da tanti o perlomeno ne veniva spiegato il significato profondo al popolo dai sacerdoti, per essere capita e saper avvicinarsi a questi posti benedetti con discrezione e molto rispetto. Ai nostri giorni passa un poco inosservata o sembra quasi un ornamento artistico, mentre da sempre ha tutto un altro valore e significato.

E' quasi ovvio che chi si avvicina a questi Santi Luoghi è certamente portato lì da senso di fede e devozione, ma senza dubbio comprendere in pieno la frase che ci accoglie aiuta a dar ancor più un senso di riverenza al luogo e a quanto in esso si vede e ammira!

La grotta ci riporta alla mente il San Corrado vivo, uomo, che lì vive e cammina, passa le giornate tra piccoli lavori di campagna per il sostentamento, curando orto e piante di frutto e poi la penitenza e la preghiera, il vero motivo per cui S. Corrado vive fine alla morte lì!

E quindi conoscendo di quella severa e nobile frase che ci accoglie, noi fedeli ancora di più riusciremo a meditare nella mente e col cuore sulla bellezza  e la fortuna di poter camminare su terra santa e benedetta, in un lembo di Cielo, che è quello a cui dovremmo e dobbiamo tutti aspirare. Canta infatti una strofa del melodioso Poemetto al Patrono musicato e composto da don Salvatore Rametta di Noto: Valle misteriosa dei Pizzoni, lembo sei di Cielo sulla terra!

Ogni volta che andiamo lì, attraversiamo la porta del Cielo, sembra quasi incredibile a dirsi, ma certo, come devoti, lo sappiamo bene il nodo al petto che prende appena ci si incammina su quel vialetto, diretti alla Santa Casa del Nostro Amato, pronti poi a sciogliere a Lui le nostre lacrime e i nostri grazie per il bene che mai ci fa mancare!



LA MADONNA DEL SANTO ROSARIO

CALENDASCO 
FESTA DELLA MADONNA DEL ROSARIO IL 7 OTTOBRE

A Calendasco questa celebrazione è un'antica tradizione religiosa, che già nel secolo scorso veniva festeggiata con una piccola sagra paesana.
La santa messa era partecipatissima, era un giorno di festa per il borgo. 
Sappiamo che era abitudine allestire anche una balera. 
Dalla documentazione che ho potuto studiare e pubblicare, questa festa nasce ufficialmente a Calendasco verso la fine del '500 nel ricordo della famosa Battaglia di Lepando del 1571.
E in contemporanea a Calendasco viene costituita una Confraternita della Madonna del Rosario, anche questa attestata nei documenti ufficiali, carte e documenti che possiedo in copia e che raccontano tanta storia.

la facciata della chiesa di Calendasco (Piacenza)

 




2 ottobre 2026

LA PESTE E IL SANTO ROCCO

ECCO ALCUNI DATI STORICI
IMPORTANTI
da ILPIACENZA.it quotidiano online
articolo di Umberto Battini
del 16 agosto 2024


 

IL BRACCIO D'ARGENTO

IN ARGENTO MASSICCIO
REALIZZATO CON LE OFFERTE DEI DEVOTI NETINI

Il Reliquiario del Braccio di S. Corrado
 
di Umberto Battini
    storico di S. Corrado 
 
A Noto oltre al Corpo del Patrono, custodito come ben risaputo, in una stupenda Arca d'argento, in Cattedrale si conserva anche la Reliquia del Braccio, che viene solennemente esposta durante le sante celebrazioni Patronali giornaliere agostane e di febbraio.
Realizzato dall'argentiere di Milano Devecchi. 
Nell'anno 2025 ricorrevano i 75 anni della sua realizzazione e di quando venne donato dal Popolo Netino Devoto a S. Corrado.
Nelle immagini potete notare dove sono posizionate le scritte dedicatorie ricerca-studio già presentata nel 2020.
 
Foto e ricerca a cura di Umberto Battini, studioso di San Corrado
 

 

IL RITORNO NELLA SUA TERRA

UNA IPOTESI DEVOZIONALE
RIPORTARE SAN CORRADO CONFALONIERI NEI SUOI LUOGHI NATIVI
 
Calendasco dove è nato in corpo e poi convertito nel romitorio e a Piacenza 
 
Un pio desiderio devozionale, forse un giorno poter vedere l'Arca di San Corrado esposta nella Chiesa di Calendasco e poi portata in processione, passando per il Romitorio ospitale dove venne accolto nel 1315 e dove si convertì dopo il fatto dell'incendio.
E poi il passaggio al Castello dei Confalonieri dove nacque nel 1290.
Con ovviamente la sosta anche a Piacenza.
Un pio desiderio, un semplice sogno devozionale, ma chissà!
Toccherebbe alle Autorità Religiose e Civili tutto il procedimento organizzativo.
Mai mettere freni alla Divina Provvidenza al quale ogni cristiano deve credere ed ampiamente trattata anche nella Dottrina cristiana. 

l'Arca con il corpo di San Corrado  Traslazione di Noto del 2010 foto Umberto Battini

 


 

L'ATTO NOTARILE

ECCO IL DOCUMENTO 
CHE CERTIFICA LA NASCITA
DI SAN CORRADO A CALENDASCO
Dopo le accurate ricerche che vennero fatte,
così come risulta nel notarile del 9 agosto 1617
 
Documento notarile di 23 pagine ritrovato nel 1998
da Umberto Battini - storico di S. Corrado e pubblicato per intero nel volume del 2006 in formato fotografico anastatico, con il testo in latino
e la completa traduzione in italiano.


1 ottobre 2026

IL VIAGGIO DEL PATRONO

LA MAPPA DEL PERCORSO
E' STATO UN LUNGO PELLEGRINAGGIO
Infine la svolta eremitica a Noto

di Umberto Battini
    storico di San Corrado Confalonieri 

Analizzando le varie fonti storiche che ci parlano di S. Corrado, e ragionando con rigore logico su certi accadimenti, ecco che è ben ipotizzabile questo percorso, durato parecchi anni, prima di giungere a Noto.
Ad esempio va tenuta in considerazione la durata della sua vita da convertito, nel 1315 nel romitorio ospedale per pellegrini di Calendasco. Luogo gestito da terziari laici francescani, laici riuniti in fraternità come prevedeva la Regola "Supra Montem" del 1289 data da papa Nicolò IV.
E poi il periodo di noviziato in quel luogo, che sappiamo doveva durare qualche anno, prima di poter ricevere l'abito grigio vero e proprio da terziario.  Quindi la partenza dall'ospitale di Calendasco, per dirigersi ormai vestito dell'abito grigio penitenziale, verso Assisi e poi Roma.
Ipotizzabile il viaggio in Terra Santa? Analizzando nel concreto le Fonti Storiche che abbiamo, prima di tutte "La Vita di San Corrado" che si conserva a Noto nel Libro Verde della Curia vescovile, possiamo vedere che il racconto agiografico è stringato. Troppo succoso e riassuntivo per essere la cronaca della Vita di S. Corrado, intesa come decennale, cioè senza interporre il Viaggio a Gerusalemme e il ritorno per Malta, anche qui con indizi da non sottovalutare.
Non a caso, mons. Nunzio Zappulla, in un suo studio sul fatto del 1943, rimarcava l'arrivo di San Corrado a Noto nell'anno 1343. 
Cosa ben plausibile. Ma anche tanti altri buoni indizi portano a scegliere questo tipo di "percorso" del Pellegrino Penitente. 
E questa è solo la base di un più articolato studio storico-cronologico.

immagine grafica qui sopra creata da Umberto Battini



 

29 settembre 2026

LO STATUTO DEGLI OSTI

GLI OSTI DI PIACENZA
E LO STATUTO DEL 1720
ECCO COSA AVEVANO DECISO

articolo da ILPIACENZA.it quotidiano online
di domenica 27 settembre 2026
articolo di Umberto Battini 
 

 

25 settembre 2026

EL ESCUDO

LA HISTORIA BAJO LOS OJOS
CASSONATO DE MADERA

EL ESCUDO DE LOS CONFALONIERI
DE CALENDASCO

de Umberto Battini

      estudioso de S. Corrado y divulgador histórico 
  

En el salón superior del castillo de Calendasco, se ha salvado milagrosamente la casona de madera del techo que está toda pintada con el escudo de armas de la casa de los Confalonieri.

Techo de madera del siglo XIV, así como el castillo.
Es el testimonio vivo, que aquí habitaron con orgullo, decorando los ambientes donde vivía diariamente. 

Junto al salón hay también una gran sala, también casona de la misma manera, que es la habitación del nacimiento de San Corrado dei Confalonieri en 1290! Y por supuesto, con los mismos escudos decorativos.

En mis estudios e investigaciones en el Archivo de Estado de Piacenza documenté muy bien parte de la historia del castillo y de los Confalonieri, y esto es legible en mi volumen "S. Corrado Confalonieri - I Documenti Inediti Piacentini" de 2006. 

castillo del siglo XIII de Calendasco que fue feudo de Confalonieri

Hoy las búsquedas han avanzado y mucho, incluso sobre la casa de los Confalonieri del ramo que ha habitado físicamente en Calendasco, dentro del castillo y los expondré en un próximo libro en el que estoy trabajando intensamente desde hace tiempo.

Este techo arqueado, es también una prueba enérgica de la presencia activa y muy noble de los Confalonieri aquí en este castillo de Calendasco: fueron feudatarios muy amados.
En cierto modo fuera de los esquemas de aquella edad media que nos hace creer que los feudatarios son todos desplazados o explotadores, y en el próximo volumen también se tratará este hecho.

Un hecho único es el de los Confalonieri en Calendasco que en ningún otro lugar del territorio piacentino donde habitaban residentes de la casa, podemos encontrar huellas profundas de su habitar como feudatarios avariados.

Un castillo defensivo pero al mismo tiempo habitado de forma estable por los Confalonieri, aunque esto nos puede parecer extraño hoy en día por el hecho de que este castillo, ahora desnudo, es espartano y masivo, pero los hechos y documentos de la época hablan diferente.
 
Umberto Battini 

estudioso de San Corrado y divulgador histórico

 


BATTUTA DI CACCIA

ECCO UN TESTO SUL SANTO PATRONO DI CALENDASCO
dal quotidiano online ILPIACENZA.it
del 22 febbraio 2026 



NELL'ANNO 1315 IL FATTO DELLA CACCIA

L'AREA ANTICA DI CALENDASCO
L’INCENDIO

di Umberto Battini
    agiografo di San Corrado

La causa che spinge il nobile Corrado a dare una svolta alla sua vita è collegata senza ombra di dubbio al fatto dell’incendio che provocò durante una battuta di caccia. 
Siccome fu incolpato del danno un innocente contadino, Corrado lo fa liberare ammettendo la colpa: lui è il colpevole e lui è l’uomo da punire. 
Gli antichi Statuti piacentini sono da datare al 1322-36, Galeazzo I Visconti milanese e Signore di Piacenza morì nel 1328, gli studiosi propendono perché “una compilazione di norme da lui ordinata, potrebbe essere avvenuta soltanto nel periodo fra il 29 dicembre 1322 in cui ritornò al potere, e il 1327 in cui ne fu deposto. 
 
In questo arco di tempo cade appunto la compilazione del 1323 cui si aggiunsero altre norme che risultano confermate nel 1336 da Azzone Visconti... ed altre ancora poste sotto gli anni 1341-1342” e proprio queste antiche leggi trattano anche dell’incendio: “Munita di sanzione penale era soltanto la norma relativa all’incendio doloso, e la pena variava a seconda dell’entità del danno arrecato... tuttavia il condannato poteva sottrarsi alla pena corporale pagando al Comune la somma di 200 lire entro quindici giorni dalla condanna, e risarcendo completamente il danno”. 
 
Per la cessione dei beni in caso di dover pagare per un danno causato, quale appunto l’incendio, oltre alla forma della espropriazione dei beni da parte del potere civile, poteva essere attuata “la volontaria cessione di tutti i beni da parte del debitore”.

La famiglia del santo era guelfa, intimamente legata alla chiesa piacentina e molto vicina ai francescani. 
Nello stesso borgo di Calendasco esisteva una piccola comunità di frati laici della Penitenza, cioè del Terzo Ordine francescano che erano conosciuti per il loro modo di vivere in povertà al servizio di tutti, anche dallo stesso giovane Corrado.

La Tradizione dell’incendio, che si è tramandata da secoli nel piacentino, narra di due possibili luoghi: la località Case Bruciate di Travazzano nei pressi di Carpaneto – ove i Confalonieri possedevano una Casa Torre con delle terre presso Celleri – oppure il Villa Campadone – luogo vicino a Calendasco e rientrante nel feudo che gli stessi qui avevano.
Un ‘molino brugiato’ c’è anche nei pressi dello stesso paese e proprio ove nel 1805 le mappe catastali napoleoniche indicano il “molino Raffoni”, quello legato alla tradizione del gorgolare. 
Il molino bruciato posto a Calendasco confina con la strata levata, cioè la strada che è rialzata proprio per far sì che il rivo macinatore possa far quel salto necessario a smuovere la grande pala del molino.

Ma anche una nuova ipotesi per collocare l’incendio causato dal giovane san Corrado può aggiungersi a queste: infatti non molto lontano da Calendasco, a pochi chilometri – (circa quattro) - in direzione di San Nicolò a Trebbia, esiste una località chiamata ‘la Bruciata’ di antica memoria.

Il fatto eccezionale è dato da una pergamena dell’11 gennaio 1589: è una investitura di un fondo terriero di 200 pertiche fatta dai monaci di Quartazzola (località a pochi chilometri da Piacenza posta non molto lontano dal fiume Trebbia) ad un certo Cesare Viustino che è erede del fu Alfonso.
La pergamena riporta che le terre sono poste nel territorio di Calendasco, in direzione di San Nicolò e nel luogo detto “alla Brugiata”: una vasta area agricola coltivata di ben 200 pertiche (pensate che un campo da calcio è di circa 4 pertiche piacentine).

A diritto questo grande spazio rurale fatto di campi coltivabili, vitigni e zone a bosco può essere ritenuto il luogo dell’incendio di san Corrado Confalonieri? 
A mio avviso si, con un buon margine di possibilità, data dalla ragionevolezza che una così vasta possessione terriera sia ricordata nel ‘500 con il nome ‘Bruciata’, sintomo che lì vi fu nei tempi andati un possente incendio che ancora segnava la toponomastica e la memoria della gente.

Per restare in argomento una carta sempre dei frati Bernardini di Quartazzola del 23 giugno 1654 testimonia del fitto di terre ad un certo signor Viustino (discendente dell’altro prima citato) poste alla “Bre” in territorio di Calendasco che sono al ridosso confinale con i paesi di San Nicolò e Santimento.
A buon diritto ritengo che se la certezza per l’incendio corradiano non è possibile darla per scontata, tutto quello che la vecchia storiografia dava come unico dato, cioè citando solo ed esclusivamente quale posto del danno ‘le Case Bruciate’ dell’area di Travazzano, sia da ritenere sorpassata e ampiamente messa in discussione dai nuovi dati storici inediti che ho rintracciato in Archivio di Stato di Parma e Piacenza: cioè il molino Bruciato di Calendasco e soprattutto l’area agricola nel territorio dello stesso Calendasco chiamata ancora nel 1589 la Bruciata, ha più valore storico per crederla area dell’incendio corradiano, al contrario di quello che può essere un toponimo relativo a delle poche case andate bruciate.

testo preso dal volume "I Documenti Inediti Piacentini di San Corrado Confalonieri" edito nel 2006 - Calendasco - di Umberto Battini

il testo non riporta le note a margine contenute invece nel libro, con tutti i riferimenti di Archivio di Stato e dei Fondi citati

se copii cita autore e web  
 



ILMIOVIAGGIOAPO UN SUCCESSO

MOSTRA EVENTO E RACCOLTA FOTO VIDEO
UN PROGETTO CHE E' ORMAI UN TESORO DELLA MEMORIA 

 
E' un bel progetto quello de ILMIOVIAGGIOAPO che si staglia in più anni, andando a ritroso, per raccogliere video ed immagini del Po, del suo cambiamento stagionale, delle sue piene, piccole e grandi.
 
Un Archivio che raccoglie centinaia, se non migliaia di foto e video relativi al Po, al tratto di circa 20 km di una sponda piacentina. Con incursioni anche su sponda Lombarda del Grande Fiume.
Tra foce Lambro, foce Tidone e foce Trebbia.
 
Interessante la Mostra Evento del 2023 sull'Antropocene Archeologia di Plastica, che si è tenuta a Calendasco sotto l'antico Portico del Romitorio ospitale francigeno, oggi di proprietà privata. Luogo importante per la storia del paese.
 
Per quella Mostra di oggetti , strambi, variplastici e ferrosi, rinvenuti nel Po in secca, rifiuti che inquineranno le acque del fiume e le falde per centinai di anni, arrivò anche la Rai Tv per un servizio per il Telegiornale. Insomma un fatto importante, in ogni aspetto.
 
L'Archivio foto e video ed il Progetto ILMIOVIAGGIOAPO è realizzato da Umberto Battini, appassionato cultore del Grande Fiume e divulgatore storico.
 



24 settembre 2026

DATI REALI


UN BLOG MOLTO SEGUITO
SUPERATE LE 300MILA INTERAZIONI
 
dati ufficiali ANALYTICS al 23 settembre 2026 
 
 
 

PRETI DI CALENDASCO

ELENCO DEI PRESBITERI E ARCIPRETI
RESIDENTI NELLA CHIESA DI CALENDASCO
NEI SECOLI

L'elenco è aggiornato solo fino al 1997
 
interno chiesa di Calendasco alcuni anni fa foto U B

  • Orso                                                      804          Presbiter di Calendasco

  • Stabelfredus                                        892          Presbiter di Calendasco

  • Guglielmo De Ferraris                       1462          Rettore         

  • Antonio Delmiglio                             1548          Rettore fino al 1565         

  • Luca Angelo Palmolini                     1565          Rettore fino al 1584         

  • Ottaviano Delmiglio                          1584         Rettore fino al 1592         

  • Lodovico Pozzi                                   1592           Rettore fino al 1595         

  • Gian Luca Comini                             1595          Rettore fino al 1605         

  • Marco Antonio Ciavaroni                1605        Rettore fino al 1614         

  • Giovan Battista Martani                  1614        Rettore fino al 1619         

  • Orlando Malchiodi                            1619         Rettore fino al 1622         

  • Lazzaro Costamezzana                    1622        Rettore fino al 1637         

  • Innocenzo Malosteri                          1637        Rettore fino al 1640         

  • Bernardino Cernuschi                        1640        Rettore fino al 1661         

  • Giuseppe Molinari                              1670         Arciprete fino al 1679      

  • Alessandro Marzolini                          1679        Arciprete fino al 1707      

  • Alessandro Giovani Marzolini           1707       Arciprete fino al 1754      

  • Lodovico Baccini                               1754         Arciprete fino al 1808      

  • Antono Cavallotti                             1808        Arciprete fino al 1812      

  • Giuliano Guglieri                                1812         Arciprete fino al 1849      

  • Giovanni Brugnoni                             1849        Arciprete fino al 1857      

  • Angelo Bacchetta                             1857        Arciprete fino al 1881      

  • Eugenio Chiesa                                  1881         Arciprete fino al 1896      

  • Egidio Agazzini                                   1896         Arciprete fino al 1896      

  • Giovanni Caprara                             1897         Arciprete fino al 1938      

  • Giuseppe Castiglioni                         1938        Arciprete fino al 1955      

  • Federico Peratici                                1955         Arciprete fino al 1983      

  • Francesco Pallastrelli                          1984        Arciprete fino al 1996      

  • Carlo Maria Ossola                             1997        Arciprete fino al 2002      

    sono poi seguiti don Silvio Cavalli, mons. Massimo Cassola, don Fabio Battiato, don Fabio Galli e inizierà il ministero a Calendasco domenica 25 ottobre 2026 don Matteo Di Paola che però resta parroco insediato in San Nicolò a Trebbia

    RAGGUAGLI SULLA CHIESA
    E DETTAGLI STORICI
    Costruita su di un rialzo di terra protettivo in epoca longobarda

    di Umberto Battini
        storico di S. Corrado e divulgatore 

    interno della chiesa di Calendasco foto di Umberto Battini

     


    Dirò della chiesa: la parrocchiale di Santa Maria. E’ di fondazione longobarda lo dicono le pergamene del Codice Diplomatico Longobardo. Ce ne sono di scritte a Calendasco e Trevozzo ma anche a Pavia e pure a Milano in Santambross’ e ci richiamano il presbitero del momento abitante in Kalendasco. Notarili del 769, 784, 804, 892 etc etc. 
    La più grandiosa ristrutturazione fu svolta nel 1734. Poi nel 1970-71 ci fu quella di don Federico Peratici per il giusto adeguamento al Vaticano II (su questa faccenda avrò da rievocare di più a tempo debito).
    La chiesa prima del 1734 era “quasi quadrata” – fere quadrata dice una carta del tempo!
     
    Con le capriate e il pavimento di legno: non sorprende! la chiesa è scritto essere costruita su monticello e quindi ben al riparo dalle piene umidicce e malsane del Po. Era quindi un luogo elevato quel tanto che bastava a mantenere i piedi sull’asciutto, paro paro è ancora uguale oggi. 
    C’è anche (ben nascosta ma c’è) una antica finestra in ordine romanico, tra due muri – uno posticcio ed uno originale, è un rimasuglio coi baffi, un documento lapideo che vale oro, un testimone muto che urla (tipo Legato Sancti Conradi!).
     
    CHIESA D'ORIGINE LONGOBARDA 
    Le chiese longobarde non di rado han fattura a pianta quadra, architettura in uso negli identici anni tra i bizantini che eran padroni fino a Modena. 
    Sappiamo il nome di due nostri vecchi preti longobardi: ed ecco apparire Stabelfredus e Orso che sopra al conto erano anche potenti, con proprietà immobili in luoghi ben oltre la terra piacentina. Officiavano a Kalendasco con diritto di decima sui poveri rurali del posto. 
    Decima al prete, così tanto per cambiare. In fin dei conti un piatto di zuppa te lo concedevano sempre nello xenodochio, quasi a tutte le ore, bastava bussare. Toc toc toc.
    Molto altro materiale storico su questa chiesa, lo ho già pubblicato, più dettagliato, nei libri ed in alcuni articoli precisi storici. 


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