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10 ottobre 2026
NASCE NEL 1290 NEL GRANDE FORTILIZIO
9 ottobre 2026
THE “SANCTI CONRADI LEGATE”
by Umberto Battini
historian of S. Corrado
| image of the year 1917 of Calendasco, the square with the church |
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A copy is preserved in an original ink, in the State Archives of Piacenza in the Notarial Fund.
The important document was published in full, both in photographic format, and in the Latin transcription and Italian translation in the book “S. Corrado Confalonieri - I Documenti Inediti Piacentini” published in 2006 by Umberto Battini.
That book also contains a historical critique of the notarial document, of crucial importance for the history of the Holy Hermit.
The Legate written in the Curia is approved and decreed by the Bishop of Piacenza who publicly approves it. The notarial deed states that the Confalonieri family had been feudal lords of Calendasco for centuries.
It is written down in black and white that after an investigation into the public life of Saint Corrado, it has been concluded that the Saint was physically born in the town of Calendasco.
It is written that for all these very reasons, the Saint elected Patron Saint was to be most venerated in that country.
As we have seen from the documentation, in fact the local cult in Calendasco was very strong.
In that distant Middle Ages, who in the Sicilian land of Noto could have known of a small town called Calendasco, a fiefdom of the Santo family who lived among them?
And we must not forget a historical event that is also crucial to the events in Corradi: the murder of Pope Paul III's son in Piacenza, Pier Luigi Farnese, by the conspirator Giovan Luigi Confalonieri, a feudal lord living in Calendasco: it was September 10, 1547.
From that moment the cult towards St. Corrado suffered a strong “stop” to its spread in Piacenza and in particular in the town of the Confalonieri: Calendasco.
After the saint's death in 1351, given his distance from his homeland, it became more convenient to define him according to the case “of Piacenza” or “Piacentino” in a general sense.
In a predictable manner, after the 1617 curia deed that testifies to his birth in the village, as the documents recorded clearly show, Piacenza's cult was concentrated only on Calendasco.
The two monuments: the 13th-century castle, the Confalonieri fiefdom, and the convent hospital for pilgrims, the Saint's first retreat after the fire, encouraged the Noble Patron to bring prestige to the local church, founded in the 8th century.
From 1617, a chapel with an altar for Holy Mass was built in the church, it was completely decorated, and the large painting that still stands there in plain sight to devotees was placed.
Also important is the 1971 fresco in the apse, where the majestic Saint Corrado stands among the saints next to the crucified Christ; a fresco painted by the Piacenza painter Luciano Ricchetti.
historian of S. Corrado

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ARCA DI S. CORRADO
8 ottobre 2026
7 ottobre 2026
IL RAID SUL PO DEL 2025
UN ARTICOLO STORICO DEL 2020
IPOTESI CORRADIANA
6 ottobre 2026
RICORDO DEL 2015






Calendasco 21 febbraio 2015 Cerimonia del Dono del Cilio a San Corrado
MONUMENTI CORRADIANI STORICI
RELIQUIA E ALTRI DATI IMPORTANTI
5 ottobre 2026
SUORE CLARISSE A PIACENZA
THE RETURN TO HIS LAND
BRINGING SAN CORRADO CONFALONIERI
Calendasco where he was born in the body and then converted in the hermitage and in Piacenza
And then the passage to the Confalonieri Castle where he was born in 1290.
With obviously the stop in Piacenza too.
Wishful thinking, a simple devotional dream, but who knows!
It would be up to the Religious and Civil Authorities to carry out the entire organizational process.
Never put brakes on the Divine Providence that every Christian must believe in and which is also extensively covered in Christian Doctrine.
4 ottobre 2026
IL CONGIURATO NEL 1547
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| Pierluigi Farnese in un ritratto del Tiziano e il castello dei Confalonieri a Calendasco |
RITORNO ALLA TERRA NATALE
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| San Corrado Confalonieri quadro fine XVI sec in Calendasco |
3 ottobre 2026
IL CANCELLO DEL SANTUARIO
L'INGRESSO AL SANTUARIO DI NOTO
LA FRASE SUL CANCELLO
Tratta dal libro dell'Esodo
Quando ci avviciniamo al Santuario di San Corrado nella Valle dei Tre Pizzoni anche detta da secoli dai devoti Valle dei Miracoli, veniamo accolti al cancello d'ingresso da una frase solenne incisa a caratteri color oro: Porta Coeli ne appropries solve calceamentum locus in quo stas, terra sancta est.
La frase significa: Porta del Cielo, non avvicinarti prima togli le scarpe, il luogo nel quale stai è Terra Santa. E' una frase della Bibbia, del libro dell'Esodo capitolo 3 versetto 5, molto usata da secoli, per indicare luoghi venerabili ed importanti per il cristianesimo e per la fede.
La si ritrova spesso questa scritta, facendoci caso, in luoghi dove han vissuto i santi e certamente questa terra dove sorge il Santuario di S. Corrado con la sua ed altre grotte di uomini di vita penitente ed eremitica, è terra benedetta e santa!
Ecco quindi il monito, l'avvertimento dato a chi si avvicina: un modo di svegliare la coscienza religiosa e spirituale del fedele, per fargli comprendere che questo posto è speciale perchè chi ha vissuto qui lo ha fatto secondo la totale dedicazione alla vita del Vangelo.
Nei secoli questa frase, sebbene scritta in lingua latina, era compresa da tanti o perlomeno ne veniva spiegato il significato profondo al popolo dai sacerdoti, per essere capita e saper avvicinarsi a questi posti benedetti con discrezione e molto rispetto. Ai nostri giorni passa un poco inosservata o sembra quasi un ornamento artistico, mentre da sempre ha tutto un altro valore e significato.
E' quasi ovvio che chi si avvicina a questi Santi Luoghi è certamente portato lì da senso di fede e devozione, ma senza dubbio comprendere in pieno la frase che ci accoglie aiuta a dar ancor più un senso di riverenza al luogo e a quanto in esso si vede e ammira!
La grotta ci riporta alla mente il San Corrado vivo, uomo, che lì vive e cammina, passa le giornate tra piccoli lavori di campagna per il sostentamento, curando orto e piante di frutto e poi la penitenza e la preghiera, il vero motivo per cui S. Corrado vive fine alla morte lì!
E quindi conoscendo di quella severa e nobile frase che ci accoglie, noi fedeli ancora di più riusciremo a meditare nella mente e col cuore sulla bellezza e la fortuna di poter camminare su terra santa e benedetta, in un lembo di Cielo, che è quello a cui dovremmo e dobbiamo tutti aspirare. Canta infatti una strofa del melodioso Poemetto al Patrono musicato e composto da don Salvatore Rametta di Noto: Valle misteriosa dei Pizzoni, lembo sei di Cielo sulla terra!
Ogni volta che andiamo lì, attraversiamo la porta del Cielo, sembra quasi incredibile a dirsi, ma certo, come devoti, lo sappiamo bene il nodo al petto che prende appena ci si incammina su quel vialetto, diretti alla Santa Casa del Nostro Amato, pronti poi a sciogliere a Lui le nostre lacrime e i nostri grazie per il bene che mai ci fa mancare!
LA MADONNA DEL SANTO ROSARIO
2 ottobre 2026
LA PESTE E IL SANTO ROCCO
IL BRACCIO D'ARGENTO
IL RITORNO NELLA SUA TERRA
L'ATTO NOTARILE
1 ottobre 2026
IL VIAGGIO DEL PATRONO
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| immagine grafica qui sopra creata da Umberto Battini |
29 settembre 2026
LO STATUTO DEGLI OSTI
25 settembre 2026
EL ESCUDO
LA HISTORIA BAJO LOS OJOS
CASSONATO DE MADERA
EL ESCUDO DE LOS CONFALONIERI
DE CALENDASCO
de Umberto Battini
En el salón superior del castillo de Calendasco, se ha salvado milagrosamente la casona de madera del techo que está toda pintada con el escudo de armas de la casa de los Confalonieri.
Es el testimonio vivo, que aquí habitaron con orgullo, decorando los ambientes donde vivía diariamente.
Junto al salón hay también una gran sala, también casona de la misma manera, que es la habitación del nacimiento de San Corrado dei Confalonieri en 1290! Y por supuesto, con los mismos escudos decorativos.
En mis estudios e investigaciones en el Archivo de Estado de Piacenza documenté muy bien parte de la historia del castillo y de los Confalonieri, y esto es legible en mi volumen "S. Corrado Confalonieri - I Documenti Inediti Piacentini" de 2006.
Este techo arqueado, es también una prueba enérgica de la presencia activa y muy noble de los Confalonieri aquí en este castillo de Calendasco: fueron feudatarios muy amados.
En cierto modo fuera de los esquemas de aquella edad media que nos hace creer que los feudatarios son todos desplazados o explotadores, y en el próximo volumen también se tratará este hecho.
Un hecho único es el de los Confalonieri en Calendasco que en ningún otro lugar del territorio piacentino donde habitaban residentes de la casa, podemos encontrar huellas profundas de su habitar como feudatarios avariados.
Un castillo defensivo pero al mismo tiempo habitado de forma estable por los Confalonieri, aunque esto nos puede parecer extraño hoy en día por el hecho de que este castillo, ahora desnudo, es espartano y masivo, pero los hechos y documentos de la época hablan diferente.
Umberto Battini
BATTUTA DI CACCIA
NELL'ANNO 1315 IL FATTO DELLA CACCIA
La causa che spinge il nobile Corrado a dare una svolta alla sua vita è collegata senza ombra di dubbio al fatto dell’incendio che provocò durante una battuta di caccia.
La famiglia del santo era guelfa, intimamente legata alla chiesa piacentina e molto vicina ai francescani.
La Tradizione dell’incendio, che si è tramandata da secoli nel piacentino, narra di due possibili luoghi: la località Case Bruciate di Travazzano nei pressi di Carpaneto – ove i Confalonieri possedevano una Casa Torre con delle terre presso Celleri – oppure il Villa Campadone – luogo vicino a Calendasco e rientrante nel feudo che gli stessi qui avevano.
Un ‘molino brugiato’ c’è anche nei pressi dello stesso paese e proprio ove nel 1805 le mappe catastali napoleoniche indicano il “molino Raffoni”, quello legato alla tradizione del gorgolare.
Ma anche una nuova ipotesi per collocare l’incendio causato dal giovane san Corrado può aggiungersi a queste: infatti non molto lontano da Calendasco, a pochi chilometri – (circa quattro) - in direzione di San Nicolò a Trebbia, esiste una località chiamata ‘la Bruciata’ di antica memoria.
Il fatto eccezionale è dato da una pergamena dell’11 gennaio 1589: è una investitura di un fondo terriero di 200 pertiche fatta dai monaci di Quartazzola (località a pochi chilometri da Piacenza posta non molto lontano dal fiume Trebbia) ad un certo Cesare Viustino che è erede del fu Alfonso.
La pergamena riporta che le terre sono poste nel territorio di Calendasco, in direzione di San Nicolò e nel luogo detto “alla Brugiata”: una vasta area agricola coltivata di ben 200 pertiche (pensate che un campo da calcio è di circa 4 pertiche piacentine).
A diritto questo grande spazio rurale fatto di campi coltivabili, vitigni e zone a bosco può essere ritenuto il luogo dell’incendio di san Corrado Confalonieri?
Per restare in argomento una carta sempre dei frati Bernardini di Quartazzola del 23 giugno 1654 testimonia del fitto di terre ad un certo signor Viustino (discendente dell’altro prima citato) poste alla “Bre” in territorio di Calendasco che sono al ridosso confinale con i paesi di San Nicolò e Santimento.
ILMIOVIAGGIOAPO UN SUCCESSO

24 settembre 2026
DATI REALI
PRETI DI CALENDASCO
-
Orso 804 Presbiter di Calendasco
-
Stabelfredus 892 Presbiter di Calendasco
-
Guglielmo De Ferraris 1462 Rettore
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Antonio Delmiglio 1548 Rettore fino al 1565
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Luca Angelo Palmolini 1565 Rettore fino al 1584
-
Ottaviano Delmiglio 1584 Rettore fino al 1592
-
Lodovico Pozzi 1592 Rettore fino al 1595
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Gian Luca Comini 1595 Rettore fino al 1605
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Marco Antonio Ciavaroni 1605 Rettore fino al 1614
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Giovan Battista Martani 1614 Rettore fino al 1619
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Orlando Malchiodi 1619 Rettore fino al 1622
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Lazzaro Costamezzana 1622 Rettore fino al 1637
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Innocenzo Malosteri 1637 Rettore fino al 1640
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Bernardino Cernuschi 1640 Rettore fino al 1661
-
Giuseppe Molinari 1670 Arciprete fino al 1679
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Alessandro Marzolini 1679 Arciprete fino al 1707
-
Alessandro Giovani Marzolini 1707 Arciprete fino al 1754
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Lodovico Baccini 1754 Arciprete fino al 1808
-
Antono Cavallotti 1808 Arciprete fino al 1812
-
Giuliano Guglieri 1812 Arciprete fino al 1849
-
Giovanni Brugnoni 1849 Arciprete fino al 1857
-
Angelo Bacchetta 1857 Arciprete fino al 1881
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Eugenio Chiesa 1881 Arciprete fino al 1896
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Egidio Agazzini 1896 Arciprete fino al 1896
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Giovanni Caprara 1897 Arciprete fino al 1938
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Giuseppe Castiglioni 1938 Arciprete fino al 1955
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Federico Peratici 1955 Arciprete fino al 1983
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Francesco Pallastrelli 1984 Arciprete fino al 1996
Carlo Maria Ossola 1997 Arciprete fino al 2002
sono poi seguiti don Silvio Cavalli, mons. Massimo Cassola, don Fabio Battiato, don Fabio Galli e inizierà il ministero a Calendasco domenica 25 ottobre 2026 don Matteo Di Paola che però resta parroco insediato in San Nicolò a Trebbia
RAGGUAGLI SULLA CHIESAE DETTAGLI STORICICostruita su di un rialzo di terra protettivo in epoca longobardadi Umberto Battinistorico di S. Corrado e divulgatore
interno della chiesa di Calendasco foto di Umberto Battini
Dirò della chiesa: la parrocchiale di Santa Maria. E’ di fondazione longobarda lo dicono le pergamene del Codice Diplomatico Longobardo. Ce ne sono di scritte a Calendasco e Trevozzo ma anche a Pavia e pure a Milano in Santambross’ e ci richiamano il presbitero del momento abitante in Kalendasco. Notarili del 769, 784, 804, 892 etc etc.La più grandiosa ristrutturazione fu svolta nel 1734. Poi nel 1970-71 ci fu quella di don Federico Peratici per il giusto adeguamento al Vaticano II (su questa faccenda avrò da rievocare di più a tempo debito).La chiesa prima del 1734 era “quasi quadrata” – fere quadrata dice una carta del tempo!Con le capriate e il pavimento di legno: non sorprende! la chiesa è scritto essere costruita su monticello e quindi ben al riparo dalle piene umidicce e malsane del Po. Era quindi un luogo elevato quel tanto che bastava a mantenere i piedi sull’asciutto, paro paro è ancora uguale oggi.C’è anche (ben nascosta ma c’è) una antica finestra in ordine romanico, tra due muri – uno posticcio ed uno originale, è un rimasuglio coi baffi, un documento lapideo che vale oro, un testimone muto che urla (tipo Legato Sancti Conradi!).CHIESA D'ORIGINE LONGOBARDALe chiese longobarde non di rado han fattura a pianta quadra, architettura in uso negli identici anni tra i bizantini che eran padroni fino a Modena.Sappiamo il nome di due nostri vecchi preti longobardi: ed ecco apparire Stabelfredus e Orso che sopra al conto erano anche potenti, con proprietà immobili in luoghi ben oltre la terra piacentina. Officiavano a Kalendasco con diritto di decima sui poveri rurali del posto.Decima al prete, così tanto per cambiare. In fin dei conti un piatto di zuppa te lo concedevano sempre nello xenodochio, quasi a tutte le ore, bastava bussare. Toc toc toc.Molto altro materiale storico su questa chiesa, lo ho già pubblicato, più dettagliato, nei libri ed in alcuni articoli precisi storici.se copi cita la fonte


























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