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6 giugno 2026

SAN ROCCO I DATI

I DATI
DA GIOVANE SAN ROCCO SI FECE TERZIARIO
IL CULTO DIVULGATO DAI FRANCESCANI 
Papa Paolo III lo inserisce nel catalogo dei Terziari
 
di Umberto Battini
    divulgatore storico 
 
Leggendo la Vita di San Rocco scopriamo che dopo la perdita dei due genitori, quindi un fatto molto significativo e toccante, il giovane e nobile Rocco prende la decisione di farsi terziario.  
Come è indicato nella bolla papale Supra Montem del 1289 - regola per i terziari - resta però allo stato laicale senza affiliarsi a nessuna piccola comunità terziaria francescana come era quella ad esempio cui aderì S. Corrado Confalonieri presso Calendasco di Piacenza.

Si dedica quindi al volontariato di carità in ospedali per poveri malati e pellegrini ed a un certo momento parte pellegrino.


L'aspetto che si vuol significare qui è quello d'essere stato S. Rocco un vero e proprio penitente francescano: infatti fin da bambino visse molto da vicino l'ideale francescano e come S. Corrado ne fu attratto e dopo i fatti decisivi della vita.  
San Rocco aderì a questo ideale terziario, vissuto in modo solitario come era tra le possibilità della Regola del tempo per i laici cioè la Supra Montem.

Con atto formale papa Paolo III nel 1547 con la bolla "Cum a nobis" inserisce San Rocco ufficialmente nel catalogo dei Santi del Terzo Ordine di San Francesco de penitentia nuncupati, e che dal 1447 era un Ordine come quelli già conosciuti cioè con propri conventi, ospedali, oratori e un proprio Ministro Generale etc.

Papa Urbano VIII approva ufficialmente il culto nel 1629  e papa Innocenzo XII nel 1694 prescrive ai francescani di celebrarlo con solennità.

Ovviamente S. Rocco già dai primi decenni del 1400 è molto venerato e conosciuto come protettore dalla peste e il suo culto si propaga nel popolo rapidamente e soprattutto grazie ai francescani cappuccini dal 1500, e quindi la Chiesa di Roma arriva a farne indagine e compiere gli atti che abbiamo sopra descritto.

Quindi sul dato che S. Rocco sia un penitente terziario francescano non esistono dubbi: culto da sempre portato avanti dai francescani ed ufficialmente inserito nel Catalogo del Terz'Ordine, senza che gli altri ordini francescani facessero proteste, come ad esempio i frati Minori oppure i Conventuali o i Cappuccini.

In questi decenni il culto sanrocchino, causa la non precisa conoscenza della sua Vita, lo ha posto tra i santi laici anonimi, ma così non è, cioè non è il caso di San Rocco di Montpellier.  Egli appartiene al francescanesimo, e fin dalla sua giovinezza per scelta personale, una scelta quindi poi estesa a tutta la sua santa vita, e poi passata alla Storia sacra e umana del Santo della Peste Rocco.
 
testo Umberto Battini 
           divulgatore storico 
 
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LA PACE DI COSTANZA IL PREACCORDO

ECCO I DATI STORICI DEL FATTO
UN ARTICOLO DEL 2023 
DA ILPIACENZA.IT
quotidiano piacentino online


 

5 giugno 2026

TRAGHETTI PER CARRI

LUNGO IL PO I TANTI TRAGHETTI
PER PASSARE DA SPONDA A SPONDA
Erano molti proprio perchè lo spostarsi dei contadini
e dei loro carichi agricoli erano giornalieri

si pagava un dazio di transito  foto IA di U B

 

4 giugno 2026

SERIETA' E RICERCA

RICERCA E SERIETA'
VANNO DI PARI PASSO
Lo studio e la ricerca corradiana piacentina
 
di Umberto Battini
    storico di S. Corrado e divulgatore 

San Corrado Confalonieri e Calendasco, tanta documentazione inedita emersa dagli archivi

Ma la ricerca d'archivio a chi è riservata? A qualche privilegiato?
No! La ricerca d'archivio è aperta a tutti, chiunque può andare in Archivio di Stato a Piacenza e Parma o Milano e fare una ricerca storica. 

E' quello che iniziai quasi 30 anni fa, così ho fatto io!
Sacrificando il tempo libero per dedicarmi alla polvere di queste carte preziose, facendole passare una ad una, a volte con successo a volte invece senza risultati.
Ma a furia di ricercare le carte sono saltate fuori!
Basta andare tra le carte antiche e impolverarsi le mani, sfogliare carte raccolte in faldoni. Basta avere la voglia di guardare tra libri, fogli, e cartelle e leggere le carte e sperare di ritrovarci qualcosa di importante o utile allo studio.
Intanto bisogna ribadire che Calendasco vanta oltre 400 anni di Patronato di San Corrado! Cioè è Patrono e Protettore di questo comune e di questa gente piacentina calendaschese da più di quattro secoli!

La Tradizione storica indica in Calendasco il convento del Gorgolare ove erano i frati penitenti terziari che accolgono San Corrado dopo l'incendio!
Lo hanno scritto fior fiore di storici antichi. E sempre a Calendasco nel 1290 il Santo Terziario francescano è nato nella camera superiore che dà sulla caminata magna del castello dei Confalonieri del paese.
Ma dove è scritto?
E' scritto in carte d'archivio nel Fondo Notarile dell'Archivio di Stato di Piacenza e in quello della Parrocchia di Calendasco, precisamente nel documento detto Legato Sancti Conradi del 9 agosto 1617.
Scritto dal notaio e cancelliere della Curia vescovile di Piacenza dentro al Palazzo del vescovo di Piacenza!

L'atto è degno di fede perchè scritto da notaio di Curia davanti a testimoni e sottoscritto e firmato dal Vescovo di Piacenza in persona!
Vi si legge che i Confalonieri erano da secoli feudatari di Calendasco e che proprio a Calendasco San Corrado ha avuto la sua origine terrena e che ne è Patrono!
Anche il castello lo testimonia nella sua struttura: il cassonato ligneo del 1300 del soffitto è tutto tappezzato dallo stemma dei Confalonieri.

Tante altre nuove carte importantissime ho ritrovate e verranno rese pubbliche al più presto perchè tutti i devoti sinceri possano sapere della storia e del culto in terra piacentina di San Corrado Confalonieri.

Genericamente a Noto si è sempre detto S. Corrado essere di Piacenza, ma va da sè che è una informazione fittizia, fatta perchè non c'erano notizie certe e ovviamente a Noto, a quei tempi antichi presero per riferimento la città capoluogo dell'Emilia, ove il Santo era originario.

Non avendo notizie a quel tempo, così come è certo, ma sapendo i netini che era piacentino, venne semplice dirlo nativo della città! In effetti a Noto come avrebbero potuto immaginare che era feudatario di un luogo vicino a Piacenza, era molto più semplice parlare della città.
Lo studio che ho potuto fare mi testimonia la feudalità dei Confalonieri a Calendasco per almeno oltre i 200 anni e lo possiamo leggere in carte di notaio antiche, e anche vedere nella struttura guelfa del castello del paese e negli affreschi dello stemma della Casata Confalonieri che sono pitturati.

una pagina del Legato Sancti Conradi del 1617

Quando i Netini scrissero a Piacenza nel 1610 di fare ricerca storica sul Santo perchè a Noto di lui della sua vita piacentina non si sapeva niente, scrissere nero su bianco già però che sapevano da alcuni storici, che era feudatario di Calendasco! 

La ricerca iniziò e la concluse il Vescovo di Piacenza omologando il Legato di San Corrado del 1617 voluto dal Landi e dove il notaio fece in duplice copia il prezioso e importante documento, una carta in più pagine scritta da un notaio e firmata anche dal Vescovo di Piacenza ha un valore di legalità e verità che non sono criticabili!
Un qualsiasi storico serio non metterà mai in discussione un documento di notaio curiale del genere!
Solo la mancanza di buona fede o di ignoranza delle regole di come era redatto un documento di notaio con valore legale, può portare a dire che quello che è scritto nel Legato non corrisponde al vero!
Ma fino a prova contraria, e per il buon senso comune, un atto notarile è inoppugnabile, così come anche al giorno d'oggi.
Viva San Corrado nato a Calendasco nel 1290 nel castello e nato a vita spirituale nel romitorio del paese dei francescani nell'anno 1315! 
Gli Anziani di Noto che governavano la città nel 1600, scrissero a Piacenza ben 3 lettere nel 1610, chiedendo in una se fosse possibile fare delle ricerche storiche in archivio su San Corrado per sapere di più della sua vita ed anzi essi scrivono che già loro sapevano che fosse stato feudatario di Calendasco!

Scrissero tre lettere: una agli Anziani del Comune di Piacenza, una al Duca Farnese ed una al Vescovo di Piacenza.

Proprio il Vescovo di Piacenza mons. Claudio Rangoni fece compiere una ricerca che diede i suoi frutti e venne messa nero su bianco nell'occasione della scrittura del Legato di San Corrado.
 Il documento notarile si conserva in due copie originali: una in Archivio di Stato a Piacenza ed una in Archivio Parrocchiale a Calendasco!
E' stato scritto dal Notaio e Cancelliere della Curia vescovile di Piacenza propria nel Palazzo del Vescovo il 9 agosto 1617.
Tra i Testimoni convenuti anche il Vescovo in persona che alla fine sottoscrive l'atto diplomatico notarile approvandolo e firmandolo. 
Già nella prima pagina si dice che i Confalonieri furono per vari secoli feudatari di Calendasco paese della diocesi di Piacenza posto al di là del fiume Trebbia.
Alla pagina 12 si possono leggere tradotte dal latino, delle affermazioni inportantissime!
Cioè che San Corrado Confalonieri, che già era Patrono di Calendasco, nello stesso paese vi era nato fisicamente!

particolare del Romitorio ospitale di Calendasco oggi abitazione privata

Quello che viene trascritto è la sintesi di una ricerca storica fatta a quel tempo, infatti viene messo nero su bianco tradotto dal latino che "dopo una ricerca sulla vita fisica" su S. Corrado "ut in eius vita publica tipis mandata videre est" - si può con certezza dire che "San Corrado è nato fisicamente nello stesso luogo di Calendasco" e cioè che "in eodem loco iste Sanctus ut praefertur, vitam terrenam duxit" cioè nello stesso paese di Calendasco - ut praefertur cioè come è accertato! ha avuto la sua origine terrena!
E la parola "eodem" cioè "nello stesso luogo" viene tutta intorno puntinata per dare vigore a quanto affermato!

Nello stesso luogo "eodem" ove è Patrono (riferito a Calendasco) il Santo è anche nato, qui ha avuto l'origine terrena!
Un atto notarile fatto in curia vescovile di questo tipo non può in nessun modo essere messo in discussione.
Un qualsiasi storico serio mai si sognerebbe di negare quanto in una carta del genere viene scritto e affermato, proprio perchè è un documento ufficiale di Notaio e Cancelliere e fatto davanti a testimoni e allo stesso Vescovo di Piacenza che addirittura "loda, approva e firma" tutto!
E' un atto diplomatico notarile in latino.

Si comprende quindi che fino al 1617 la dicitura che San Corrado era nato a Piacenza era solo fittizia, e proprio da Noto nel 1610 gli Anziani scrivono per chiedere più notizie certe, e il Vescovo di Piacenza le fa fare e le mette nero su bianco, per mano del Notaio e tutto avviene nello stesso palazzo vescovile!
Se le cose fossero state diverse avrebbe evitato di scriverlo, e maggiore importanza è il fatto che ad affermarlo è proprio l'Autorità religiosa cioè il Vescovo!
A Calendasco San Corrado avevano appurato che vi era nato perchè avevano fatto indagini - ut in eius vita publica tipis mandata videre est!
Per dovere di serietà, di buona fede bisogna accettare senza dubbio alcuno quello che fu ricercato storicamente a quel tempo, e su espressa richiesta di Noto!
E da  oltre 400 anni ormai questo è scritto e affermato, inoltre la certezza storica che già avevamo nel piacentino, era il convento dove si ritirò nel 1315 già nominato da storici antichissimi, e altro dato inoppugnabile è  che Calendasco vanta ben 400 anni di Patronato, cioè  Protettore del paese e della gente di questo luogo.

La ricerca storica antica va rispettata ed accettata perchè da sempre è importante e soprattutto nel caso di San Corrado, del quale a Noto della vita piacentina si conosceva quasi nulla, e infatti scrivono nel 1610 per avere dati in più sul Santo e li ottengono dal Vescovo che accerta quanto detto!

La buona fede, l'apertura della mente e del cuore deve far accettare questo dato, che non cambia niente dal punto di vista devozioale, ma anzi arricchisce e aiuta la venerazione, e Calendasco vanta ancora una documentazione ricchissima di carte sui Confalonieri che furono feudatari per secoli del posto come testimonia anche il castello con il cassonato del soffitto ligneo del 1300 pitturato con lo stemma dei Confalonieri. 

Chi fa ricerca storica seria non può in nessun modo mettere in discussione questo documento che è un atto legale pubblico fatto da un Notaio e Cancelliere di Curia di Piacenza e firmato dallo stesso Vescovo!

Anzi dobbiamo essere fieri che sia stato fatto questo lavoro di ricerca già nel 1617 su proposta arrivata direttamente da Noto, e che per onore del vero va preso molto sul serio per rispetto del nostro Santo Patrono.

Piaccia o non piaccia un documento del genere non può essere criticato ne tacciato di essere falso, per chiunque abbia buon senso e conoscenza di studio del valore legale dei documenti! La scienza che li studia nelle università, si chiama ancora oggi "Diplomatica".

Umberto Battini
storico di S. Corrado e divulgatore 
 

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3 giugno 2026

TASSE DI PASSAGGIO

ECCO COME FUNZIONAVA
UN INTERESSANTE ARTICOLO
di Umberto Battini divulgatore storico 

IL CASTELLANO VISCONTEO

DIRITTI E DOVERI 

DI UN CASTELLANO VISCONTEO
articolo di Umberto Battini divulgatore storico
dal quotidiano piacentino ILPIACENZA.it
di domenica 8 febbraio 2026


NOTIZIE SUL GORGOLARE

IL "GORGOLARE" DI CALENDASCO
NELLA SUA STORIA
Ecco il mio articolo storico che potete leggere al link sopra indicato


LA GOGNA PER IL FURTO

LE LEGGI CRUDELI
DEL MEDIOEVO PIACENTINO
ECCO I DATI

 

2 giugno 2026

ROMITORIO 2024 LIBRO

RICORDO DEL 22 GIUGNO 2024 
NUOVO LIBRO CON I VERBALI INEDITI
DEL CULTO NEL BORGO DI CALENDASCO
"I DOCUMENTI DEL CULTO A SAN CORRADO Le carte originali di Calendasco circa il Patronato secolare" edizioni Studi Corradiani 2024 autore Umberto Battini
 
LA PRESENTAZIONE DEL LIBRO NEL 
ROMITORIO MEDIEVALE A CALENDASCO
Pubblico attento e cordiale in un fresco tardo pomeriggio

Nel piccolo cortile davanti all'ingresso dell'antico hospitale dei pellegrini, nel piccolo borgo di Calendasco di Piacenza, una platea composta da adulti e un gruppetto di bambini, ha preso parte alla presentazione del libro.

Lo scrittore Claudio Arzani ha tracciato la linea storica della vita del Santo, cogliendo l'attenzione soprattutto dei bambini, attentissimi alle vicende del milite medievale.
La relazione dello scrittore siciliano Carmelo Sciascia si è incentrata su alcune questioni storiche del Santo nativo di Calendasco, evidenziando il lavoro di ricerca e studio sulle carte d'archivio svolta da Battini in quasi trent'anni e messa nero su bianco in tre preziosi libri.

Umberto Battini l'autore del nuovo libro ha fatto una analisi del contenuto del nuovo testo, con documenti di Calendasco che spaziano dal '700 al secolo scorso, dove la venerazione al Patrono del borgo era grandiosa, tutte carte mai pubblicate.

Alla fine il M° Bruno Grassi, proprietario del medievale luogo, ha offerto ai presenti un rinfresco graditissimo.


IL LIBRO DEL 1984

I PENITENTI DI CALENDASCO
dal libro San Corrado Confalonieri Patrono di Noto, edito a Noto 1984, di p. Giovanni Parisi TOR MA EDITO nella prima edizione a Torino nel 1960
 
SAN CORRADO
il romitorio e hospitale del 'gorgolare' e il superiore frà Aristide di Calendasco

A non molta distanza da Piacenza, e precisamente nel luogo ove sorge l'attuale borgo di Calendasco, molti anni prima dei fatti del nostro Corrado era in gran fama un convento di eremiti del Terz'Ordine, dove, appartate dal mondo tra le preghiere, la penitenza e il lavoro manuale, anime assetate di evangelica perfezione vivevano nell'esercizio delle più eroiche virtù.
Il luogo veniva detto dagli antichi storici, del «Gorgolare» e doveva trovarsi, con tutta probabilità, proprio all'inizio del moderno abitato.

INGRESSO DEL ROMITORIO HOSPITALE IN CALENDASCO oggi abitazione privata

[Infatti il molino posto poco discosto dal luogo dei Penitenti, aveva il canale delle acque che davanti all’hospito piegava a gomito verso destra, in direzione del borgo; le acque che facevano girare la grande pala creavano ovviamente un salto imponente che andava a creare quel rumore caratteristico che nel linguaggio comune chiamiamo gorgoglio e da qui la derivazione antica che indicava il luogo presso al Gorgolare. ndr]

Entrando, infatti, per la via principale si scorge a sinistra una costruzione assai antica, la quale, per quanto rimaneggiata, ritiene ancora caratteristiche sia di antichità che di convento. A fianco dell'ingresso, in avanti, col prospetto sulla pubblica via, un ambiente, adibito ora ad uso profano, mostra evidente la sagoma di una chiesetta, che gli abitanti indicano come il luogo ove il Santo vestì l'abito religioso.

un articolo a doppia pagina di Umberto Battini sul quotidiano di Piacenza La Cronaca

L'esistenza di questo romitorio si può storicamente far risalire al 1280-1290. 
Era a capo della religiosa comunità, in tale periodo, Fra Aristide, al quale qualche documento dell'epoca dà il titolo di Beato, ma che certamente era uomo di grande prudenza e di singolari virtù. 
Verso il 1290 come abbiamo altrove detto, venne invitato da S. Chiara a recarsi in Montefalco, in Umbria, per essere da lui spiritualmente diretta e per essere nel contempo istruita intorno alla pratica della professione dei tre voti monastici, già in uso in quella sua comunità del piacentino.

Sollecitato dalla generosità dei signori Bennati, costruì in Montefalco il convento di S. Rocco, che divenne uno dei più rinomati dell'Ordine, poiché vi fu celebrato nel 1448 il primo Capitolo Generale. Cosicché sappiamo con certezza che la comunità religiosa del Gorgolare di Calendasco, della quale era a capo Fra Aristide, esisteva almeno fin dal 1290.
Ora fu appunto a questo antico e solitario romitorio del nostro Terz'Ordine che nel 1315, dopo avere atteso per un paio d'anni alla definitiva sistemazione dei suoi molti beni e delle gravi pendenze, scaturite dal fatto dell'incendio, che Corrado venne umilmente a bussare per essere accolto tra gli umili eremiti del Poverello d'Assisi.
Il perché egli si sia precisamente diretto a questo convento del Terz'Ordine e non ad altro luogo più remoto da Piacenza, ove avrebbe potuto vivere in maggior nascondimento, non sapremmo propriamente dirlo. Forse fu la grande fama di santità o la personale conoscenza di Fra Aristide ad attirarvelo, come pure poté essere il fatto che il romitorio gli era già familiare trovandosi vicino al suo castello se non addirittura nell'ambito delle sue stesse possessioni calendaschesi.
 
ESTRATTO dal libro San Corrado Confalonieri Patrono di Noto, edito a Noto 1984, di p. Giovanni Parisi TOR

SE CITI QUESTO TESTO RICORDATI DI DIRE LA FONTE, PER CORRETTEZZA!
 

1 giugno 2026

IL RITROVAMENTO

ECCO IL DOCUMENTO 
CHE CERTIFICA LA NASCITA
DI SAN CORRADO A CALENDASCO
Dopo le accurate ricerche che vennero fatte,
così come risulta nel notarile del 9 agosto 1617
 
Documento di 23 pagine ritrovato nel 1998
da Umberto Battini e pubblicato per intero nel volume del 2006
sia in formato fotografico anastatico, con il testo in latino
e la completa traduzione in italiano 

VIAGGIO MEDIEVALE E OSPITALITA'

VIAGGIARE E OSPITALITA'
A CAVALLO E A PIEDI
La sosta negli ospitali 

di Umberto Battini
    divulgatore storico 

L'accogliena dei pellegrini negli ospedali aveva anche una distinzione sociale, infatti il pellegrino era distinto nettamente: quello a piedi e quello a cavallo. 
A cavallo viaggia il ricco mentre il pellegrinaggio  a piedi è quello comune, del ceto povero e quindi obbligato a peregrinare in modo penitente più greve, passo dopo passo.

La foresteria per i ricchi solitamente è dentro alle mura di un luogo monastico e qui le celle per l'alloggio sono più confortevoli che nel classico hospitale hospitum destinato a tutti.

La strada è percorsa sia da pellegrini e mercanti che dai soldati, strumenti del potere. 
La Via Francigena nasce con l'epoca longobarda ed è costellata da luoghi di accoglienza per chi viaggia principalmente a piedi e nei secoli successivi l'itinerario per Roma diventa ben definito per chi giunge dall'europa nord-ovest cioè Francia e anche dall'Inghilterra.

La caritas che è la prima delle virtù teologali, con l'infermitatis  è ben legata anche allo stato di povertà ed anche di malattia e in questo contesto nasce l'ospedale del medioevo che era assolutamente luogo pubblico ed anche gratuito di carità. 

E la società del tempo sviluppa un concreto assetto di ospitali che sorgono ad un giorno di cammino l'un dall'altro, insomma una costellazione importante di questi luoghi di accoglienza e cura.

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