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28 marzo 2026

RADICI CHE PARLANO

I LIBRI CHE RACCONTANO
CON PRECISIONE DOCUMENTALE


27 marzo 2026

A TEATRO

   ALTRI TEMPI
 

IL QUADRO

SAN CORRADO CONFALONIERI
Terziario Penitente ed eremita francescano
Calendasco 1290 - Noto 19 febbraio 1351
il quadro antichissimo di Calendasco (Piacenza)
della fine del XV secolo 
un libro aperto d'arte sacra che parla con simboli
 
foto di Umberto Battini 
            storico di S. Corrado e divulgatore 




MULINI A PIACENZA

IL MIO ARTICOLO
DAL QUOTIDIANO WEB ILPIACENZA
del 17 giugno 2023 

LA PESTE NEL 1630

 
UN MOMENTO TRAGICO
CHE COLPI' ANCHE BORGONOVO

 

UN CASTELLANO MEDIEVALE

DIRITTI E DOVERI 

DI UN CASTELLANO VISCONTEO
articolo di Umberto Battini
dal quotidiano ILPIACENZA.it
di domenica 8 febbraio 2026


 

PEDAGGIO DEL 1267

ECCO COME FUNZIONAVA
UN INTERESSANTE ARTICOLO

 

VESCOVO CONTE

ERA UNA PERSONALITA'
CON GRANDE POTERE POLITICO
questo articolo di Umberto Battini
è dal quotidiano ILPIACENZA.it
di domenica 1 marzo 2026 

 


XENODOCHI

ECCO I DATI STORICI DELL'ACCOGLIENZA NELL'ALTO MEDIOEVO PIACENTINO
articolo dal quotidiano ILPIACENZA.it
di domenica 8 marzo 2026
articolo di Umberto Battini 

 


26 marzo 2026

IL PORTONE

DA VINCI E PIACENZA
E IL BRACCINO CORTO DEI PRETI
 
di Umberto Battini
    divulgatore storico 
 
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a fine di questo testo trovi il link di un mio articolo di giornale su questo argomento
 
Minuta di lettera dal Codice Atlantico
Messer Leonardo da Vinci a fine del 1400. Scrive ai Fabbriceri del duomo di Piacenza che volevano far portoni di bronzo. 
Li consiglia che ci vuol “bono maestro e bona opera”. 
Purtroppo questi preti rifiutarono l’offerta leonardesca. Costava troppo.
 
Da buoni piacentini preferirono tenersi i portoni in legno che di quello ce ne avevano a macca nei loro possessi boschivi. 
Certo a legger oggi vien la pelle d’oca, ma così vanno i tempi e la storia. Amen. 
 
Però è bello pensare a quale valore artistico e che attrattiva turistica ci porterebbe oggi l’aver della cattedrale un enorme e certamente meraviglioso portone bronzeo firmato Da Vinci! 
Giustamente, per non creare illusioni, secoli dopo anche il dipinto di Raffaello in S. Sisto  qui a Piacenza, prese il largo. 
Stavolta era roba da frati!
 
articolo storico di Umberto Battini 
  
Umberto Battini
divulgatore storico
se copii cita la fonte web 

LA CASATA MOLTO EGEMONE

CONFALONIERI
UNA CASATA EGEMONE
 
di Umberto Battini
     storico di S. Corrado e divulgatore 
 
La Casata dei Confalonieri a Piacenza e nel territorio ha radici molto lontane, già nel 846 compare nominato Anduyno de Confalonieri in una carta relativa a Bobbio per il diritto dei benedettini di navigazione libera sui fiumi Po e Ticino. 
 
Piacenza in età longobarda aveva la sede di un Ducato, mentre i carolingi la resero centro d’un Comitato. 

Nel Registrum Magnum di Piacenza troviamo nominati i Confalonieri in tanti atti della comunità. Suore nel monastero di S. Giulia di Brescia che aveva i diritti per la navigazione sul Po, il porto e traghetto posti al nord-ovest di Piacenza, tra i quali quello appunto di Calendasco, nel 1198 erano la domina Helena Confanoneria e la domina Mabilia Confanonera. 

In un’altra carta del 1277 compare nominata sempre per diritti relativi al Po, Leonor Confalonieri ed in un Cartula societatis fatta a Piacenza il 17 febbraio 1200 si legge di Arduino Confanonerius che chiede per sè e per Giovanni Rogna il diritto di estrarre acqua dal Nure per mezzo di un canale, per portarla a due molini in costruzione.

Sappiamo con certezza che erano al servizio del Vescovo nei secoli XI – XIII, ed in quanto famiglia guelfa a seconda dei momenti politici di Piacenza, subirono come altre casate nobiliari momenti positivi e periodi di aspra contesa e lotta.
I Confalonieri erano “antichi capitanei episcopali che si erano inseriti nella lotta per il predominio cittadino ed avevano assunto il potere assieme ai capi della fazione nobiliare che nel 1310 aveva battuto Alberto Scotti”
 
A Piacenza dopo il 1220 si impone il sistema politico retto dal Podestà, che diventa arbitro tra le varie fazioni, nel 1242 troviamo in carica Manfredo Confalonieri. 
E’ una Casata molto prolifica, ad esempio in carte del 1282 e 1283 troviamo citati vari componenti: Jacopo Confalonieri con i figli Alberto, Bernabò e Filippino ed ancora Bernardo figlio di Oprando Confalonieri.
 
Umberto Battini
storico di S. Corrado e divulgatore 
 
brani estratti dal volume di U. B. del 2006 
se copii cita la fonte 
 

25 marzo 2026

HOSPITIUM

Pillole di storia medievale
NELLA FORESTERIA
Hospitale e funzionalità
di Umberto Battini
    divulgatore storico
 
L'accoglienza dei pellegrini negli ospedali aveva anche una distinzione sociale, infatti il pellegrino era distinto nettamente: quello a piedi e quello a cavallo. 
Ovvio che chi è a cavallo è il ricco mentre il pellegrinaggio  a piedi è quello comune, del ceto povero e quindi obbligato per certi versi a peregrinare in modo penitente più greve, passo dopo passo. 
La foresteria per i ricchi solitamente è dentro alle mura di un luogo monastico e qui le celle per l'alloggio sono più confortevoli che nel classico hospitale hospitum destinato a tutti. 
La strada è percorsa sia da pellegrini e mercanti, che dai soldati, strumenti del potere. La Via Francigena nasce con l'epoca longobarda ed è costellata da luoghi di accoglienza per chi viaggia principalmente a piedi e nei secoli successivi l'itinerario per Roma diventa ben definito per chi giunge dall'europa nord-ovest cioè Francia e anche dall'Inghilterra.

La caritas che è la prima delle virtù teologali, con l'infermitatis  è ben legata  allo stato di povertà ed anche di malattia e in questo contesto nasce l'ospedale del medioevo, che era assolutamente luogo pubblico ed anche gratuito di carità. 
E la società del tempo sviluppa un concreto assetto di ospitali che sorgono ad un giorno di cammino l'uno dall'altro, insomma una costellazione importante di questi luoghi di accoglienza e cura.
Cruciale ad esempio l'ospitale per romei diretti o in arrivo dal fiume Po a Calendasco, in provincia di Piacenza,oggi abitazione privata, nel quale si conserva la parte longobarda dello xenodochio. 
 
Umberto Battini
studioso e divulgatore storico 
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