VISITE AL BLOG N. 155.000 se copi qualcosa cita la fonte per correttezza

2 maggio 2026

FIUME PO

LA BELLEZZA DEL FIUME PO
Tra natura e silenzi unici
 

 

NEL 1547

UN EVENTO STORICO
GIOVANLUIGI CONFALONIERI
Tra i congiurati anche il feudatario di Calendasco
 
di Umberto Battini
   divulgatore storico 

castello di Calendasco feudo dei Confalonieri per tre secoli
  
Vado. L’ammazzo. E torno.
Giovanluigi Confalonieri. Feudatario.
 
1547 giorno 10 settembre. Da Calendasco a Piacenza sono 5 miglia circa.
La strada che parte dal borgo passa il Trebbia alla Malpaga e si sbuca nella “via di campagna” dai frati.
 
Poco più in sù c’è la zona S. Eufemia, qui il Confalonieri con i suoi fratelli ha palazzo.
Lo esige ‘per legge’ il nuovo duca, figlio di Papa, duca con molte, troppe idee per un feudatario all’antica, legato alla terra, alla campagna.
 
In città lo aspettano altri amici Nobili, ognuno con le sue mire di potere. A Giovanluigi basta conservare la vita selvatica rurale, così almeno ci appare al confronto con gli altri congiurati.
Per dei Nobili entrare nel Palazzo non è difficile, anzi.
Gli altri che congiurano con lui han mire più grandi.
 
I quattro lasciano il loro piccolo seguito e vengono ricevuti dal Pierluigi loro Duca.
Partono le stilettate. Pochi attimi e il figlio del Papa è cadavere.
 
Succede quel che succede: la storia piacentina e quella italiana dell’epoca ben racconta e dettaglia questo insano episodio. Ognuno lo legge secondo il proprio tornaconto.
 
Epilogo: trentanove anni dopo Giovanluigi Confalonieri (ha un avo già Santo in Sicilia, a Noto, del quale han scritto gli agiografi) deve vendere “per obbligo” i suoi beni di Calendasco.
Una confisca più politica che di legge, infatti gli basta emigrare a Milano trentanove anni dopo l’omicidio, col suo gruzzolo cospicuo, e là divenire immanente Capitano di Giustizia.
 
Giustizia è fatta!
 
Più volte in questi decenni i Farnese gli han teso vendetta mandando sicari, lui ce l’ha fatta sempre! Nel suo feudo di Calendasco in fin dei conti non si vive male.
Un Santo in Paradiso c’è, anche senza saperlo.
 
E poi non tutti possono diventare Santi. Il mondo ha continuato a girare. E ancora gira.

Umberto Battini
divulgatore storico
 
il fatto della congiura del PLAC (così chiamata per l'iniziale dei cognomi dei quattro principali congiurati) è ottimamente studiata da decenni ed il nobile Confalonieri di Calendasco partecipò attivamente così come risulta dagli atti del processo del tempo
 
se copi cita la fonte web
 

1 maggio 2026

GABELLA DI PO AL MILANESE

GABELLA SUL PO
LA LETTERA DEL DUCA DI MILANO
I barcaioli e navaroli piacentini
trasbordano gente senza dare il dazio alle casse milanesi 
 
di Umberto Battini
    ricercatore e divulgatore storico 
 
grafica U B

Il primo Duca della dinastia Sforza, era figlio illegittimo. 
Si lamenta il Francesco con legittima pressione, era duca anche di Piacenza e dalla Milano mandava a destra e manca ordini su missive.
 
A Piacenza i pescatori, i navaroli gli facevano "saltare la gabella" perchè conducevano gente "in qua e in là" sul Po che il Duca diceva essere fiume suo, eh si! Con porticcioli, ponti, guadi e navaroli ducali ci traeva soldo. 
Gabella, tassa, obolo s-forzato.
 
Vuole che il "portonaro" il 'capo' del porto e traghetto sul Po stia attento a che nessuno salvo i barcaroli autorizzati faccian transitare le genti.
Il Duca avrebbe volentieri messo lo scontrino fiscale, a saperlo inventare!
 
I nostri Confalonieri erano già al tempo, ottimi feudatari e abitanti del magnifico castello del Calendasco borgo. 
Qui sotto ecco la "missiva" originale trascritta.    
Francesco Sforza la lettera al referendario di Piacenza 
1452 luglio 23 (S)Gabbioneta
 
Refrendario Placentie.
Havemo sentito che suno molti navaroli, piscatori et altre persone che tenneno naveti, osia burgelli, cun li quali passeno el fiumo nostro de Po contra li ordini nostri, conducendo gente in qua e in là, et hanci in preiuditio dela Camera nostra, perché non vano al nostro porto lì como debitamente deno andare, la qual cosa a nuy è molto molesta, nì intendemo per modo niuno tollera[r]la. Pertanto te scrivimo et volemo cum bona diligentia intendi (a) questo facto et gli faci tal provisione che più non ne sentiamo altra querela, administrando rasone al portonaro nostro lì contra qualunch'abia passato fora deli ordini nostri, e in modo che in lo avenire se ne contenteno. Ex castris, ut supra.
 
Umberto Battini
ricercatore e divulgatore storico
 
se copi cita la fonte
 
 

28 aprile 2026

LAPIDE

COME E' SCRITTO NEL FAMOSO
LEGATO SANCTI CONRADI
Atto redatto dal notaio e cancelliere curiale
a Piacenza nel Palazzo Vescovile il 9 agosto 1617
 
Nel Legato Sancti Conradi si legge testualmente, tradotto dal latino, che "dopo accurate ricerche sulla sua Vita pubblica (inteso: di San Corrado)... nello stesso luogo (riferito nel testo al paese di Calendasco), come appurato, il Santo ha tratto la sua origine terrena"
 
il Legato è stato rintracciato da Umberto Battini in originale in due copie: una conservata nell'Archivio della parrocchia di Calendasco ed uno nel Regesto in Archvio di Stato a Piacenza nel Fondo Notarile
 
il Legato è riprodotto in copia anastatica dall'originale, con trascrizione latina integrale e traduzione in italiano, nel prezioso volume a cura di Umberto Battini, edito nell'anno 2006 "San Corrado Confalonieri I DOCUMENTI INEDITI PIACENTINI" 
 
IMMAGINE DA IA creata da U B
 

 

NEL 1872 NEL BORGO DI CALENDASCO

TUTTO IL MONDO E' PAESE
UN ANEDDOTO DELL'ANNO 1872
Pubblica amministrazione e ricorsi

di Umberto Battini
     divulgatore storico
 
immagine grafica U B

Rimaniamo al  paesello adagiato sul Grande Fiume il Po, come amava definirlo Guareschi, quello di don Camillo e Peppone!
 
Siamo sul finere dell’ottocento, ed il Comune aveva indetto un concorso cui parteciparono in tre, per un  posto di Segretario comunale,(per quel tempo e forse lo e’ ancora un posto di prestigio).
 
Vinse un certo Francesco Tiscornia e fu fatto atto al primo di agosto 1872 (mai sentito di un oriundo con quel cognome, ma probabilmente veniva da fuori, cosa abbastanza normale per i tempi visto che Calendasco, borgo prettamente agricolo, non vantava tra la sua gente abitanti con alto titolo di studio).

Quel concorso a tre però non poteva esser fatto dal Comune, secondo le regole del tempo, per cui venne annullato dal Prefetto di Piacenza.
Il Tiscornia fece ricorso, giustamente anche a quel tempo la burocrazia già metteva piede.
 
Ma il Ministero dell’Interno (addirittura nda) annullò il ricorso in data 10 ottobre 1872. Cosicché il Prefetto vide la sua ordinanza avvalorata ed il Comune con il Tiscornia dovettero arrendersi all’evidenza.
Fu rifatto il concorso secondo le leggi del tempo.
 
Il Comune di Calendasco ed il Francesco Tiscornia videro annullata definitivamente quella nomina secondo un parere di legge del Consiglio di Legge del 26 novembre 1872 ed adottato dal Ministero dell’Interno in questa causa.
 
Umberto Battini
divulgatore storico e ricercatore 

è cosa etica citare l’autore di questo testo per chi se ne servisse
 
 

27 aprile 2026

PO E ANIMALI SELVATICI

 


MESSER DA VINCI

CODICE LEONARDESCO
Portone e "braccino corto"
a Piacenza 
 
di Umberto Battini
    divulgatore storico
 
Leonardo da Vinci  immagine con IA creata da U B


 
Minuta di lettera dal Codice Atlantico
Messer Leonardo da Vinci a fine del 1400. Scrive ai Fabbriceri del duomo di Piacenza che volevano far portoni di bronzo. 
Li consiglia che ci vuol “bono maestro e bona opera”.  
 
Purtroppo questi preti rifiutarono l’offerta leonardesca. 
Costava troppo. 
 
Da buoni piacentini preferirono tenersi i portoni in legno che di quello ce ne avevano a macca nei loro possessi boschivi. 
Certo a legger oggi vien la pelle d’oca, ma così vanno i tempi e la storia. Amen. 
 
Però è bello pensare a quale valore artistico e che attrattiva turistica ci porterebbe oggi l’aver della cattedrale un enorme e certamente meraviglioso portone bronzeo firmato Da Vinci!
 
Giustamente, per non creare illusioni, secoli dopo anche il Raffaello di S. Sisto prese il largo. 
 
Stavolta era roba da frati!

 
UMBERTO BATTINI
DIVULGATORE STORICO
 
se copi cita la fonte web
 

L'ASSALTO ALLE CHIESE

UN ARTICOLO STORICO
DALLE FONTI DEL TEMPO
articolo apparso sul quotidiano ILPIACENZA.it 

 

26 aprile 2026

UN ANNIVERSARIO IMPORTANTE

IL TESTO DEL 2006 COMPIE 20 ANNI
Una fonte di documentazione storica importante  
 


 

LIBRO DEL 2006

CON I DOCUMENTI ALLA MANO
COMPIE 20 ANNI IL PREZIOSO
STUDIO 

La forte importanza del volume edito nel 2006 dalle Edizioni Storiche Compagnia di Sigerico in Calendasco si cela già nel titolo "San Corrado Confalonieri I DOCUMENTI INEDITI PIACENTINI" ed è stato curato da Umberto Battini, studioso dagli anni '90 di questo Santo Eremita. 
 
Il volume contiene fonti archivistiche e documenti unici quali il Legato Sancti Conradi del 1617  che è redatto in Curia a Piacenza alla presenza del Vescovo.
 
Nel Legato si attesta che "dopo ricerche sulla vita pubblica di S. Corrado... è certo che nello stesso luogo di Calendasco questo Santo abbia avuto la sua origine terrena".
 
Siamo nel 1617 e dopo le istanze scritte a Piacenza da Noto con lettere del 1610 per sapere qualcosa di più sulla vita del loro Patrono, questo avviene per mano del Vescovo di Piacenza e del Nobile Zanardi-Landi. 
Nel Legato sono presenti questi dati trascritti per mano del notaio e cancelliere della Curia piacentina.
 
Ma tanti altri dati storici sono disvelati tra i quali: il convento del gorgolare a Calendasco, il castello, la casata dei Confalonieri, il luogo dell'incendio e le carte sulla moglie del Santo piacentino. Ed altro ancora con i riferimenti dei fondi d'Archivio consultati.
particolare del volume I DOCUMENTI INEDITI PIACENTINI di Umberto Battini