VISITE AL BLOG N. 172.000 se copi qualcosa cita la fonte per correttezza

2 giugno 2026

ROMITORIO 2024 LIBRO

RICORDO DEL 22 GIUGNO 2024 
NUOVO LIBRO CON I VERBALI INEDITI
DEL CULTO NEL BORGO DI CALENDASCO
"I DOCUMENTI DEL CULTO A SAN CORRADO Le carte originali di Calendasco circa il Patronato secolare" edizioni Studi Corradiani 2024 autore Umberto Battini
 
LA PRESENTAZIONE DEL LIBRO NEL 
ROMITORIO MEDIEVALE A CALENDASCO
Pubblico attento e cordiale in un fresco tardo pomeriggio

Nel piccolo cortile davanti all'ingresso dell'antico hospitale dei pellegrini, nel piccolo borgo di Calendasco di Piacenza, una platea composta da adulti e un gruppetto di bambini, ha preso parte alla presentazione del libro.

Lo scrittore Claudio Arzani ha tracciato la linea storica della vita del Santo, cogliendo l'attenzione soprattutto dei bambini, attentissimi alle vicende del milite medievale.
La relazione dello scrittore siciliano Carmelo Sciascia si è incentrata su alcune questioni storiche del Santo nativo di Calendasco, evidenziando il lavoro di ricerca e studio sulle carte d'archivio svolta da Battini in quasi trent'anni e messa nero su bianco in tre preziosi libri.

Umberto Battini l'autore del nuovo libro ha fatto una analisi del contenuto del nuovo testo, con documenti di Calendasco che spaziano dal '700 al secolo scorso, dove la venerazione al Patrono del borgo era grandiosa, tutte carte mai pubblicate.

Alla fine il M° Bruno Grassi, proprietario del medievale luogo, ha offerto ai presenti un rinfresco graditissimo.


IL LIBRO DEL 1984

I PENITENTI DI CALENDASCO
dal libro San Corrado Confalonieri Patrono di Noto, edito a Noto 1984, di p. Giovanni Parisi TOR MA EDITO nella prima edizione a Torino nel 1960
 
SAN CORRADO
il romitorio e hospitale del 'gorgolare' e il superiore frà Aristide di Calendasco

A non molta distanza da Piacenza, e precisamente nel luogo ove sorge l'attuale borgo di Calendasco, molti anni prima dei fatti del nostro Corrado era in gran fama un convento di eremiti del Terz'Ordine, dove, appartate dal mondo tra le preghiere, la penitenza e il lavoro manuale, anime assetate di evangelica perfezione vivevano nell'esercizio delle più eroiche virtù.
Il luogo veniva detto dagli antichi storici, del «Gorgolare» e doveva trovarsi, con tutta probabilità, proprio all'inizio del moderno abitato.

INGRESSO DEL ROMITORIO HOSPITALE IN CALENDASCO oggi abitazione privata

[Infatti il molino posto poco discosto dal luogo dei Penitenti, aveva il canale delle acque che davanti all’hospito piegava a gomito verso destra, in direzione del borgo; le acque che facevano girare la grande pala creavano ovviamente un salto imponente che andava a creare quel rumore caratteristico che nel linguaggio comune chiamiamo gorgoglio e da qui la derivazione antica che indicava il luogo presso al Gorgolare. ndr]

Entrando, infatti, per la via principale si scorge a sinistra una costruzione assai antica, la quale, per quanto rimaneggiata, ritiene ancora caratteristiche sia di antichità che di convento. A fianco dell'ingresso, in avanti, col prospetto sulla pubblica via, un ambiente, adibito ora ad uso profano, mostra evidente la sagoma di una chiesetta, che gli abitanti indicano come il luogo ove il Santo vestì l'abito religioso.

un articolo a doppia pagina di Umberto Battini sul quotidiano di Piacenza La Cronaca

L'esistenza di questo romitorio si può storicamente far risalire al 1280-1290. 
Era a capo della religiosa comunità, in tale periodo, Fra Aristide, al quale qualche documento dell'epoca dà il titolo di Beato, ma che certamente era uomo di grande prudenza e di singolari virtù. 
Verso il 1290 come abbiamo altrove detto, venne invitato da S. Chiara a recarsi in Montefalco, in Umbria, per essere da lui spiritualmente diretta e per essere nel contempo istruita intorno alla pratica della professione dei tre voti monastici, già in uso in quella sua comunità del piacentino.

particolare di mappa del 1500 Arch. di Stato di Parma

Sollecitato dalla generosità dei signori Bennati, costruì in Montefalco il convento di S. Rocco, che divenne uno dei più rinomati dell'Ordine, poiché vi fu celebrato nel 1448 il primo Capitolo Generale. Cosicché sappiamo con certezza che la comunità religiosa del Gorgolare di Calendasco, della quale era a capo Fra Aristide, esisteva almeno fin dal 1290.
Ora fu appunto a questo antico e solitario romitorio del nostro Terz'Ordine che nel 1315, dopo avere atteso per un paio d'anni alla definitiva sistemazione dei suoi molti beni e delle gravi pendenze, scaturite dal fatto dell'incendio, che Corrado venne umilmente a bussare per essere accolto tra gli umili eremiti del Poverello d'Assisi.
Il perché egli si sia precisamente diretto a questo convento del Terz'Ordine e non ad altro luogo più remoto da Piacenza, ove avrebbe potuto vivere in maggior nascondimento, non sapremmo propriamente dirlo. Forse fu la grande fama di santità o la personale conoscenza di Fra Aristide ad attirarvelo, come pure poté essere il fatto che il romitorio gli era già familiare trovandosi vicino al suo castello se non addirittura nell'ambito delle sue stesse possessioni calendaschesi.
 
dal libro San Corrado Confalonieri Patrono di Noto, edito a Noto 1984, di p. Giovanni Parisi TOR

SE CITI QUESTO TESTO RICORDATI DI DIRE LA FONTE, PER CORRETTEZZA!

 

1 giugno 2026

IL RITROVAMENTO

ECCO IL DOCUMENTO 
CHE CERTIFICA LA NASCITA
DI SAN CORRADO A CALENDASCO
Dopo le accurate ricerche che vennero fatte,
così come risulta nel notarile del 9 agosto 1617
 
Documento di 23 pagine ritrovato nel 1998
da Umberto Battini e pubblicato per intero nel volume del 2006
sia in formato fotografico anastatico, con il testo in latino
e la completa traduzione in italiano 

VIAGGIO MEDIEVALE E OSPITALITA'

VIAGGIARE E OSPITALITA'
A CAVALLO E A PIEDI
La sosta negli ospitali 

di Umberto Battini
    divulgatore storico 

L'accogliena dei pellegrini negli ospedali aveva anche una distinzione sociale, infatti il pellegrino era distinto nettamente: quello a piedi e quello a cavallo. 
A cavallo viaggia il ricco mentre il pellegrinaggio  a piedi è quello comune, del ceto povero e quindi obbligato a peregrinare in modo penitente più greve, passo dopo passo.

La foresteria per i ricchi solitamente è dentro alle mura di un luogo monastico e qui le celle per l'alloggio sono più confortevoli che nel classico hospitale hospitum destinato a tutti.

La strada è percorsa sia da pellegrini e mercanti che dai soldati, strumenti del potere. 
La Via Francigena nasce con l'epoca longobarda ed è costellata da luoghi di accoglienza per chi viaggia principalmente a piedi e nei secoli successivi l'itinerario per Roma diventa ben definito per chi giunge dall'europa nord-ovest cioè Francia e anche dall'Inghilterra.

La caritas che è la prima delle virtù teologali, con l'infermitatis  è ben legata anche allo stato di povertà ed anche di malattia e in questo contesto nasce l'ospedale del medioevo che era assolutamente luogo pubblico ed anche gratuito di carità. 

E la società del tempo sviluppa un concreto assetto di ospitali che sorgono ad un giorno di cammino l'un dall'altro, insomma una costellazione importante di questi luoghi di accoglienza e cura.

se copi cita la fonte
 
 

31 maggio 2026

IL RECUPERO STORICO

dal 2016 RECUPERATA
E RIMESSA AL CULTO PUBBLICO
NELLA CHIESA DI CALENDASCO 
L'antica statua del Patrono San Corrado

Ecco la storia del recupero 
la statua del Patrono in chiesa a Calendasco foto U B
 
Era abbandonata dagli anni '70 nel solaio della Casa Canonica della chiesa parrocchiale di Calendasco

E addirittura, con grande devozione, anche se molto pesante, veniva portata in processione nella Festa solenne del 19 febbraio, giorno del Dies Natalis di San Corrado Confalonieri.

Una mattina di un mese invernale, Umberto Battini studioso e storico di S. Corrado e devoto, ritrovò nel solaio la preziosa statua, ricoperta da un telo plastico.
Guardandola vide che era annerita dal tempo, ma era ancora in più che ottime condizioni, sebbene fosse dipinta e in gesso non aveva danni.
Con il permesso del parroco di quei giorni, che era don Fabio Battiato, è stata portata al primo piano della Canonica, dove Umberto Battini l'ha ripulita in varie giornate.
 
E così nella festa del 19 febbraio di quel 2016 venne nuovamente esposta alla devozione pubblica in chiesa ed ancora oggi è esposta con il Cilio donato dai Netini nel 2015 quando vennero a Calendasco come pellegrini.
 
Alla fine della santa messa lo storico devoto, sempre in accordo con il parroco, tracciò una breve storia di questa bella statua, che ovviamente i più anziani ben ricordavano.
 
Cercando nell'archivio parrocchiale e studiandolo già da tempo ed alcuni anni, Battini ha rinvenuto la documentazione relativa alla statua: la relazione del 3 luglio 1907 del Consiglio parrocchiale di Calendasco, presieduta dal parroco arciprete don Giovanni Caprara ed altri laici del paese, ne deliberarono l'acquisto.
Viene indicato il prezzo: "una spesa di L. 40 circa", che al valore odierno corrispondono circa a 4000 euro.
 
La documentazione è anche pubblicata nel libro di Umberto Battini edito per Studi Corradiani nel 2024 "I Documenti del culto a San Corrado - le carte originali di Calendasco circa il Patronato secolare".
 
Il parroco don Fabio Battiato qualche tempo dopo fece realizzare il bel basamento ligneo rialzato attuale.
Dal settembre 2025 l'attuale parroco don Fabio Galli (che risiede però in San Nicolò a Trebbia) la ha esposta in un nuovo allestimento, all'ingresso della chiesa con accanto sempre il maestoso Cilio di Noto e quattro brillanti candelieri lignei.
 
Il Patrono del borgo, dove vi è anche nato fisicamente nel grande castello, come da atto notarile fatto in curia a Piacenza il 9 agosto 1617 firmato dal Vescovo, dopo una ricerca storica, è appunto da oltre 400 anni San Corrado Confalonieri.
 
Nell'ospitale romitorio del borgo S. Corrado, accolto da frate Aristide nel 1315, iniziò la sua missione laica di penitente terziario francescano.

Partirà e dopo vari pellegrinaggi arriva a Noto dove vive nella Valle dei Tre Pizzoni in una grotta in vita eremitica. 
 
Tantissimi i miracoli in vita e dopo la sua morte, in quella rocciosa grotta.
Calendasco e Noto per questi fatti storici sono uniti nel culto e devozione al loro unico Patrono del Cielo. 

Per correttezza del racconto storico dei fatti, precisiamo che Umberto Battini ha pubblicato alcuni libri studio con documenti circa S. Corrado, oltre a decine di articoli divulgativi sul Santo Eremita su quotidiani locali piacentini ed ha partecipato ad alcune conferenze divulgative sul Santo di Calendasco, ha organizzato Mostre documentarie importanti.

Dal 2015 è Socio Onorario dei Portatori dei Cilii di Noto, conferimento avvenuto in chiesa a Calendasco. 
Nel 2019 gli è stato assegnato il Premio Proserpina Siciliani nel Mondo, nel Salone d'Onore del Comune di Caravaggio, per i suoi studi su S. Corrado e la famiglia Confalonieri. 
 
se copi cita la fonte
 
 

IL PO LA SUA BELLEZZA

ALCUNE IMMAGINI
GLI SCATTI TRA APRILE E MAGGIO 
PER "ILMIOVIAGGIOAPO" 2026

Le fotografie di Umberto Battini per il progetto ormai di più anni titolato ILMIOVIAGGIOAPO



IL GORGOLARE DI CALENDASCO

IL "GORGOLARE" DI CALENDASCO
NELLA SUA STORIA
Ecco il mio articolo storico che potete leggere al link sopra indicato



I DATI LE DATE

CHIESA DI CALENDASCO
UNA STORIA IMPORTANTE
C'è tantissimo materiale cartaceo originale da studiare nel dettaglio 
 
di Umberto Battini
     divulgatore storico 

 
Dirò della chiesa: la parrocchiale di Santa Maria. E’ di fondazione longobarda lo dicono le pergamene del Codice Diplomatico Longobardo e degli Archivi piacentini.
Ce ne sono di scritte a Calendasco e Trevozzo ma anche a Pavia e pure a Milano in Santambross’ e ci richiamano il presbitero del momento abitante in Kalendasco. 
 
Notarili del 769, 784, 804, 892 etc etc. La più grandiosa ristrutturazione fu svolta nel 1734. 
Poi nel 1970-71 ci fu quella di don Federico Peratici per il giusto adeguamento al Vaticano II (su questa faccenda avrò da rievocare di più a tempo debito).

La chiesa prima del 1734 era “quasi quadrata” – fere quadrata dice una carta del tempo! L'ho rintracciata tanti anni fa nell'archivio privato di don Peratici, conservato a casa della sorella, che me lo lasciò consultare con piacere.

Inoltre nei miei libri, pubblicati anni fa, c'è parte di questa documentazione. 

Con le capriate e il pavimento di legno: non sorprende! La chiesa è scritto essere costruita su monticello e quindi ben al riparo dalle piene umidie e malsane del fiume Po.

Era quindi un luogo elevato quel tanto che bastava a mantenere i piedi sull’asciutto, paro paro è ancora uguale oggi. 
C’è anche (ben nascosta ma c’è) una antica finestra in ordine romanico, tra due muri – uno posticcio ed uno originale, è un rimasuglio coi baffi, un documento lapideo che vale oro, un testimone muto che urla (tipo Legato Sancti Conradi!).

Le chiese longobarde non di rado han fattura a pianta quadra, architettura in uso negli identici anni tra i bizantini che eran padroni fino a Modena. Sappiamo il nome di due nostri vecchi preti longobardi: ed ecco apparire Stabelfredus e Orso che sopra al conto erano anche potenti, con proprietà immobili in luoghi ben oltre la terra piacentina. 
Officiavano a Kalendasco con diritto di decima sui poveri rurali del posto. Decima al prete, così tanto per cambiare. 

In fin dei conti un piatto di zuppa te lo concedevano sempre nello xenodochio, quasi a tutte le ore, bastava bussare. Toc toc toc.

Umberto Battini
divulgatore storico


se copi cita la fonte 

UN CONGIURATO

UN EVENTO STORICO
GIOVANLUIGI CONFALONIERI
Tra i congiurati anche il feudatario di Calendasco
 
di Umberto Battini
   divulgatore storico 

castello di Calendasco feudo dei Confalonieri per tre secoli
  
Vado. L’ammazzo. E torno.
Giovanluigi Confalonieri. Feudatario.
 
1547 giorno 10 settembre. Da Calendasco a Piacenza sono 5 miglia circa.
La strada che parte dal borgo passa il Trebbia alla Malpaga e si sbuca nella “via di campagna” dai frati.
 
Poco più in sù c’è la zona S. Eufemia, qui il Confalonieri con i suoi fratelli ha palazzo.
Lo esige ‘per legge’ il nuovo duca, figlio di Papa, duca con molte, troppe idee per un feudatario all’antica, legato alla terra, alla campagna.
 
In città lo aspettano altri amici Nobili, ognuno con le sue mire di potere. 
A Giovanluigi basta conservare la vita selvatica rurale, così almeno ci appare al confronto con gli altri congiurati.
Per dei Nobili entrare nel Palazzo non è difficile, anzi.
Gli altri che congiurano con lui han mire più grandi.
 
I quattro lasciano il loro piccolo seguito e vengono ricevuti dal Pierluigi loro Duca.
Partono le stilettate. Pochi attimi e il figlio del Papa è cadavere.
 
Succede quel che succede: la storia piacentina e quella italiana dell’epoca ben racconta e dettaglia questo insano episodio. Ognuno lo legge secondo il proprio tornaconto.
 
Epilogo: trentanove anni dopo Giovanluigi Confalonieri (ha un avo già Santo in Sicilia, a Noto, del quale han scritto gli agiografi) deve vendere “per obbligo” i suoi beni di Calendasco.
Una confisca più politica che di legge, infatti gli basta emigrare a Milano trentanove anni dopo l’omicidio, col suo gruzzolo cospicuo, e là divenire immanente Capitano di Giustizia.
 
Giustizia è fatta!
 
Più volte in questi decenni i Farnese gli han teso vendetta mandando sicari, lui ce l’ha fatta sempre! Nel suo feudo di Calendasco in fin dei conti non si vive male.
Un Santo in Paradiso c’è, anche senza saperlo.
 
E poi non tutti possono diventare Santi. Il mondo ha continuato a girare. E ancora gira.

Umberto Battini
divulgatore storico
 
il fatto della congiura del PLAC (così chiamata per l'iniziale dei cognomi dei quattro principali congiurati) è ottimamente studiata da decenni ed il nobile Confalonieri di Calendasco partecipò attivamente così come risulta dagli atti del processo del tempo
 
se copi cita la fonte
 

30 maggio 2026

IL RAID DEL 2025

LA PAVIA VENEZIA
DELL'ANNO PASSATO
Transiti dei motoscafi in alveo di Po in zona Calendasco 

Nel 2025 la partenza avvenne regolare dal Ponte pavese della Becca dove il fiume Ticino sfocia nel Po mentre in questo 2026 a causa del basso livello idrico, il Raid partirà da San Nazzaro d'Ongina al ridosso dello sbarramento di Monticelli domenica 31 maggio
      qui sotto alcune delle fotografie di Umberto Battini 

28 maggio 2026

ERA IL 2022 IL PO

GLI IMMENSI SABBIONI DEL PO
UNA SECCA INSOLITA DEL 2022 
Un gennaio ed un febbraio diversi dal solito per il PO, infatti questa secca particolare invernale aveva portato alla luce spiaggioni immensi che si potevano vedere così vasti solo in estate.
Nella foto si vede l'immensa distesa posta davanti allo sbocco del fiume Lambro in PO davanti a Boscone Cusani di Calendasco del febbraio 2022.
il Po nel febbraio 2022 foto U B

ANTROPOCENE 2023

LA PLASTICA CHE NON VORREMMO NEL PO
LA MOSTRA EVENTO DEL 2023 
UN SUCCESSO IMPORTANTE