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28 maggio 2026

ERA IL 2022 IL PO

GLI IMMENSI SABBIONI DEL PO
UNA SECCA INSOLITA DEL 2022 
Un gennaio ed un febbraio diversi dal solito per il PO, infatti questa secca particolare invernale aveva portato alla luce spiaggioni immensi che si potevano vedere così vasti solo in estate.
Nella foto si vede l'immensa distesa posta davanti allo sbocco del fiume Lambro in PO davanti a Boscone Cusani di Calendasco del febbraio 2022.
il Po nel febbraio 2022 foto U B

ANTROPOCENE 2023

LA PLASTICA CHE NON VORREMMO NEL PO
LA MOSTRA EVENTO DEL 2023 
UN SUCCESSO IMPORTANTE 

 

LA PESCA NEL PO

LA PESCA NELL'800
QUANDO SI PESCAVANO NEL PO RANE E GAMBERI IN GRANDE QUANTITA'
UN ARTICOLO DI UMBERTO BATTINI
oppure scorri la pagina e leggilo qui sotto  

Sono ben sessantacinque i chilometri di Po che con i suoi meandri sfiora tutta la provincia di Piacenza e la città stessa: il confine è dalla foce del torrente Bardoneggia poco a monte di Castel S. Giovanni e più giù fino oltre Soarza in comune di Villanova d’Arda. 

L’importanza storica del Grande Fiume a fini di navigazione, di pesca e relativa tassazione ha sempre finito per interessare chi governava. 

Ed è quindi molto interessante andare a buttare lo sguardo sulla “Relazione sulla pesca di fiume della provincia di Piacenza” fatta dal Ministero di Agricoltura, Industria e Commercio il 21 gennaio 1870.

Qui si si elencano tipi di pesci, tipi di reti da pesca, imbarcazioni ed altro per la buona pratica di questa attività importante per l’economia piacentina.

La relazione del Ministero elenca i pesci che si trovano in Po: “anguille, lucci, carpioni, cavedini, ciprini, tinche e trote e da marzo ad agosto i pesci di mare che rimontano: storioni, salmoni, chepie e lamprede”.

Interessante che nei canali di derivazione “si pescano in buona quantità gamberi e rane” ed il tutto finisce sui banchi del mercato ad un prezzo che qui leggiamo essere per “trote e storioni di lire 2,30 al chilogrammo, si vende tutto fresco e nessuna qualità pescata viene salata, marinata o seccata”.

I nomi delle reti da pesca coincidono con quello dialettale che il rapporto del ministero mette tra parentesi nel documento e così elenca: “Giacchio (in vulgo sparaver)... il Tramaglio per la pesca dello storione... lo Strascino (strascinass)... il Bertavello (bertavell)... la Nassa (nassein)... la Bilancia (balanza)...”.

La relazione del 1870 al punto sette ci dice che “la pesca nel fiume Po è sempre stata affittata dal Governo” e che “nella Provincia di Piacenza non vi sono stabilimenti di Piscicoltura e nessuno si applica a tale industria”, insomma si pescava e vendeva solo pesce fresco: dall’acqua alla tavola.

In quell’anno “il numero dei pescatori di professione è di n. 40” mentre “le barche impiegate per la pesca sul fiume Po sono 40” e spiccano le dimensioni della classica battellina piacentina “lunghezza in media di metri 6 e larghezza 1 metro e 30 ed a due remi”.

Segue alla fine del testo una “Avvertenza” che riporta anche questa saggia decisione “nella Provincia piacentina nessuno pensa ai mezzi di pesca distruggitori... nè alla pesca notturna con fiaccole”.

Qundi si conclude auspicando che “l’Autorità darà norme per la pesca destinate ad impedire il malgoverno, e la distruzione dei pesci, giacchè la libertà dell’industria non deve essere confusa con una disordinata licenza”.

Si prestava molta attenzione a preservare l’ambiente con le sue specie autoctone, e d’altra parte il Po era una buona fonte di reddito per tante famiglie ma non solo di pescatori professionisti, tanti i mestieri legati al Grande Fiume.

Erano ancora tempi nei quali Piacenza ed il Po erano una cosa sola.

Umberto Battini

 
 
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26 maggio 2026

ANTROPOCENE 2023

ALLESTITA NELL'ANTICO HOSPITALE
DI CALENDASCO NEL 2023
ANTROPOCENE ARCHEOLOGIA DI PLASTICA 
Per sensibilizzare sull'inquinamento delle acque del Grande Fiume le plastiche per migliaia di anni rilasceranno microplastiche  

Da lunedì 8 a sabato 13 maggio 2023 nel Padiglione San Corrado, presso l'antico Hospitale francigeno di Calendasco (Piacenza). 
Entrata libera con orari così distinti: mattina 10-12 pomeriggio 15-17.30
La Mostra Evento recensita dalla stampa ha meritato anche un servizio RAITV


25 maggio 2026

L'ANNIVERSARIO DEL VOLUME

CON I DOCUMENTI ALLA MANO
COMPIE 20 ANNI IL PREZIOSO
LIBRO STUDIO 

La forte importanza del volume edito nel 2006 dalle Edizioni Storiche Compagnia di Sigerico in Calendasco si cela già nel titolo "San Corrado Confalonieri I DOCUMENTI INEDITI PIACENTINI" ed è stato curato da Umberto Battini, studioso dagli anni '90 di questo Santo Eremita. 
 
Il volume contiene fonti archivistiche e documenti unici quali il Legato Sancti Conradi del 1617  che è redatto in Curia a Piacenza alla presenza del Vescovo.
 
Nel Legato si attesta che "dopo ricerche sulla vita pubblica di S. Corrado... è certo che nello stesso luogo di Calendasco questo Santo abbia avuto la sua origine terrena".
 
Siamo nel 1617 e dopo le istanze scritte a Piacenza da Noto con lettere del 1610 per sapere qualcosa di più sulla vita del loro Patrono, questo avviene per mano del Vescovo di Piacenza e del Nobile Zanardi-Landi. 
Nel Legato sono presenti questi dati trascritti per mano del notaio e cancelliere della Curia piacentina.
 
Ma tanti altri dati storici sono disvelati tra i quali: il convento del gorgolare a Calendasco, il castello, la casata dei Confalonieri, il luogo dell'incendio e le carte sulla moglie del Santo piacentino. Ed altro ancora con i riferimenti dei fondi d'Archivio consultati.
particolare del volume di Umberto Battini edito nel 2006

IL PO ANNO 1751

LA STORIA DEL GRANDE FIUME
ECCO COME ERANO LE LEGGI DEL 1751
PER I PIACENTINI CHE AVEVANO BARCHE
dal quotidiano ILPIACENZA.it 

 

24 maggio 2026

IL PO E IL BOTTO

ATTIVISSIMO PUNTO DI PASSO
TRA CALENDASCO E L'AREA DI SOMAGLIA
TRA EMILIA E LOMBARDIA
Un luogo secolare sul Po
 
particolare da una mappa antica del 1800

 

PIOGGIA E FEDE

   UN FATTO DEL 1683
 

23 maggio 2026

LE STRADE MEDIEVALI


UN ARTICOLO STORICO
SUI 4 PRINCIPALI ITINERARI
DI PASSAGGIO
articolo da ILPIACENZA.it quotidiano piacentino
del 18-5-2025 di Umberto Battini

MOSTRA EVENTO DEL 2023

IN OCCASIONE DELLA MOSTRA
"ANTROPOCENE
ARCHEOLOGIA DI PLASTICA"
Curata da Umberto Battini 
l'importante Mostra Evento
che si tenne nel 2023 

Nell'anno 2023 la Mostra Evento a Calendasco
e un servizio della Rai Tv  

Esposti sotto al portico dell'antico medievale Hospitale Romitorio
di Calendasco, oggi abitazione della famiglia di Bruno Grassi,
decine di oggetti plastici, ritrovati nel Po in secca.
Pezzi di vario genere, plastica che inquina le acque,
rilasciando microplastiche per secoli.
Un successo di pubblico accorso. 

Nell'occasione anche la Rai Tv arrivò a Calendasco. 

CARTE PREZIOSE

GLI ORIGINALI RELATIVI
AL CASTELLO DEI CONFALONIERI
DI CALENDASCO NEL MEDIOEVO
Castello di Calendasco (Piacenza)  XIII secolo foto Umberto Battini
Buona parte delle carte, le ho già pubblicate nei miei due libri di studio fatti negli anni passati, carte inedite e molte, anche circa il castello e il recetto mai da nessuno prima rese pubbliche così nettamente.
E questo è un fatto. 
Invalicabile, poi se qualcuno vuol andare contro il vero io sarò qui pronto a controbattere con dati alla mano.

Ora si procede con i documenti medievali che rinvenni a Milano tanti anni fa, e che avevo lì in copia nel mio archivio personale, pronti ad esser messi nero su bianco.
 
Attendevo tempi migliori e giusti: ormai ci siamo quasi e saranno novità clamorose.
Sì, posso dirlo, clamorose.
Chi vivrà vedrà!
 
Umberto Battini
divulgatore storico