VISITE AL BLOG N. 142.000

26 febbraio 2026

ROMITORIO

IL ROMITORIO DEL GORGOLARE
LUOGO STORICO DI CALENDASCO

Un rivo oggi intubato e un mulino demolito per lungo
tempo sono stati importanti per il paese 
particolare di mappa del XVI secolo con il rivo, l'ospitale ed il borgo

 
di  Umberto Battini
     studioso di S. Corrado

Un’interessante questione storica locale, ma salita alle cronache in volumi pubblicati a Roma ed altrove già qualche secolo fa, riguarda l’hospitale detto “del gorgolare”, oggi inglobato nel piccolo borgo di Calendasco. Abbiamo fatto una accurata ricerca e ne risulta che era luogo conosciuto sia in modo “geografico” che in quello “topografico” già dal ’600 da storici di chiara fama.

Il primo ad occuparsene nel 1568 è lo storico di Noto, Girolamo Pugliese, in uno dei suoi libri studio dedicati al patrono di quella città sicula, che ne detiene il santo corpo. Nel borgo sul fiume Po a Calendasco, fino a pochi anni fa esisteva ancora, sebbene dismesso, il mulino sul rivo Confaloniero, da qualche decennio completamente intubato. Praticamente dietro all’attuale palazzo del Comune costruito proprio un secolo fa sul prato annesso al mulino, come risulta ad esempio dall’estimo napoleonico.

L’antico luogo ancora nel 1800 denominato “molino Baffoni” che ne era il proprietario, aveva il canale delle acque che andava a girare a gomito proprio in prossimità dell’antico ospedale medievale.

Da questo inconfondibile rumore delle acque, che si infrangevano in questa curva, il nome particolare e locale di “ospitio del gorgolare”, prodotto appunto dal gorgoglio delle acque.

Tra gli storici che citano il luogo, caro quindi anche a San Corrado per la sua conversione, un importante volume edito nel 1935 a Macerata, scritto dallo storico Raniero Luconi dove leggiamo che “al principio del trecento esisteva a Piacenza, in un luogo detto Gorgolare, una comunità di eremiti sotto l’obbedienza di frate Aristide” il superiore proprio del piccolo convento ospedale per pellegrini del borgo.

Sempre in un volume degli “Acta selecta” francescani edito a Roma nel 1944  si cita “l’eremitorio del Gorgolare dove S. Corrado Confalonieri prese l’abito per mano di fra Aristide”. Altra citazione viene dallo storico Raffaele Pazzelli che nel volume stampato in Roma nel 1958 dalla Curia Generalizia del Tor francescano cita testualmente, censendo tutti i luoghi terziari in Italia: “il terzo luogo di cui ci è stata tramandata la memoria è il convento eremitaggio di Calendasco presso Piacenza” posto proprio al ridosso del canale del mulino.

Ma notevole rimane anche lo studio di Giovanni Parisi in un volume titolato “San Corrado Confalonieri Patrono di Noto” stampato a Torino dalla editrice Carteggio nel 1960. Scrive lo storico: “nel luogo ove sorge l’attuale Calendasco... molti anni prima dei fatti del nostro Corrado era in gran fama un convento eremitaggio di terziari” e dopo una sua personale visita al luogo prima della stesura del volume, poté quindi anche scrivere altre precise notazioni storiche.

Sulla base di deduzioni e documentazione scrive l’autorevolissimo storico Parisi: “siamo d’avviso che il romitorio detto del Gorgolare veniva a trovarsi proprio all’inizio dell’attuale Calendasco... il pozzo, la cantina, le scale ci dicono chiaramente nei loro avanzi che si tratta di un vero e proprio romitorio”.

Uguale avviso esprime lo storico Francesco Bordoni nel suo studio del 1658 ci lascia scritto: “Gorgolarii conventus in diocesi Placentinam” nel quale vivono frati dediti a penitenze e assistenza.

In poche parole, qui citando solo alcuni tra coloro che occupandosi di storia antica francescana, vanno a corroborare della certa vitalità di questo medievale luogo che ha però una fondazione addirittura in tempo longobardo, come da recente documentazione emersa.

Insomma la posizione addossata all’antico rivo macinatorio del mulino, con piega a gomito davanti all’antico sito, è una bella prova storica della toponomastica che anticamente sopravviveva, e purtroppo nei secoli andata dimenticata con il disuso dell’ospedale francigeno.

Ma la cosa notevole è che anche in mappe conservate in Archivio di Stato di Parma è possibile vedere chiaramente distinto questo luogo accanto al borgo di Calendasco con segnalato proprio il rivo che gira a gomito e prosegue verso il castello andando ad alimentare il fossato che lo circondava.

La terra piacentina è ricca di piccoli luoghi densi di storia, forse in parte andata dimenticata, trascurata, ma che ha lasciato tracce certe nella memoria scritta nei possenti studi di storici dei quali forse neanche sapevamo l’esistenza.

questo pezzo è apparso sul quotidiano ILPIACENZA il 16 giugno 2024
se copii cita autore e web site


25 febbraio 2026

HA DESTATO GRANDE INTERESSE

 
LIBRO MEDIOEVO PIACENTINO
UN GRANDE SUCCESSO
Andato a ruba ed ora introvabile, copie esaurite
Nei prossimi mesi uscirà il secondo volume della serie
e nei prossimi tempi la ristampa di questo 

 

PLASTICA NEL PO 2025

ECCO LA SITUAZIONE
LUNGO L'ALVEO DEL GRANDE FIUME
IN QUESTO INIZIO DI NOVEMBRE
articolo dal quotidiano ILPIACENZA.it

 

I TRE MONUMENTI




 

 

23 febbraio 2026

UN INCENDIO E POI LA SANTITA'

L'ARTICOLO STORICO
DEDICATO AL PATRONO
DI CALENDASCO
articolo dal quotidiano ILPIACENZA.it 

 

21 febbraio 2026

DOMANDE

ALCUNE PERTINENTI DOMANDE
SUL CASTELLO DI CALENDASCO
CIRCA CURIOSI DATI CHE CIRCOLANO

E' lecito porsi delle domande "storiche" sul castello di Calendasco (da non confondere con il recetto).
Infatti circolano dati veramente "estrosi" ed ai quali qualcuno può in buona fede anche credere.
Ma è proprio così?
 
Domanda 1
 
Il castello ha avuto mai 4 torri? Diciamo nettamente: no!
Eppure circola questo dato estremamente falso. Il castrum così come lo vedete ha sempre avuto una sola torre, cilindrica, accanto al levatoio.
Ma in qualche libro, il dato circola, e qualcuno ancora oggi, con estrema ignoranza lo sostiene. Venire a vedere per credere: una sola torre.
 
Domanda 2
 
Appartenne prima dei Confalonieri ad altri feudatari?
Prima di tutto arrivò il recetto vescovile! Poi il castello: avete visto gli atti notarili del castello ad altri che non siano dei Confalonieri? Alcune dritte ci hanno portato a verificare. Già molto tempo fa. Sui Confalonieri non ci piove. Neanche sul tempo della nascita di San Corrado (1290).
Ma questa non è la sede per dare dati, carte, del fatto! Sono pubblicati.
 
Domanda 3
 
Qualcuno scrisse che fu "distrutto alla base" dai ghibellini piacentini nel XIV secolo.
Qualcuno lo ripete, così a "copia e incolla" ancora oggi! Ma vi sembra un dato storico vero? Secondo voi fu veramente raso al suolo e distrutto? 
Anche qui la risposta non la mettiamo ora, ma da altra parte nero su bianco a tempo debito.
Intanto, lasciamo rispondere al "fatto" se sia o no successo questo, alla vostra intelligenza.
 
Domanda 4
 
I Farnese ebbero mano dura con i Confalonieri di Calendasco? (Non d'altri luoghi come sappiamo). E quindi anche sul culto per San Corrado a Piacenza?
E questo a causa del Confalonieri, feudatario e abitante e residente a Calendasco, che uccise con altri nel 1547 a Piacenza città il figlio del papa Paolo III cioè Pierluigi Farnese? 

Una risposta storica esiste. 
Ad ogni domanda. Basta cercarla!
Per concretezza poi daremo dati da ogni Libro, Autore, Pagina e anno d'edizione dove si citano dati errati. 
E tanto altro ancora.

Umberto Battini
storico locale 


PORTO DEL BOTTO SUL PO

DETTAGLI DA UNA MAPPA
IL PORTO DEL BOTTO NEL PO 
TRA CALENDASCO E SOMAGLIA
Come ben indica la ricerca storica, sappiamo che erano più di uno 
i porti sul fiume Po dell'area di Calendasco 

 

 

20 febbraio 2026

UN QUADRO DONATO NEL 2017

UN SICILIANO DOC
CARMELO SCIASCIA
SCRITTORE E DEVOTO
Nell'occasione dei 400 anni del Patronato di San Corrado nel paese di Calendasco (1617-2017) lo scrittore ha voluto offrire alla parrocchia questo suo dipinto: l'incendio di San Corrado 

 

16 febbraio 2026

GRANDI AFFRESCHI

NEL NUOVO LIBRO EDITO A GIUGNO 2024
VENGONO PRESENTATI PER LA PRIMA VOLTA I DOCUMENTI DELLA PARROCCHIALE DI CALENDASCO CHE RIGUARDANO IL CULTO AL PATRONO 
SAN CORRADO CONFALONIERI
 
Nel libro sono messe sotto la lente storica le carte dei tempo passato, da dove si deduce che ad esempio la chiesa era affrescata con episodi della Vita di San Corrado.
Nel testo l'Autore pubblica le carte originali che parlano di come si arrivò a queste pitture.
Il parroco fece istanza al consiglio parrocchiale, quindi c'è l'appalto dei lavori al pittore, il costo e cosa rappresentano.
Nel libro anche l'articolo apparso sul quotidiano "La Scure Libertà" di Piacenza della inaugurazione degli affreschi, riportato integralmente.
E tanti altri fatti storici documentali.
Già nei precedenti due libri l'Autore aveva citato carte, date e fatti e gli Archivi di Stato ed i Fondi dove trovare la documentazione lì pubblicata.
Un lavoro importante.





LIBRO IMPORTANTISSIMO

STUDIO STORICO 

UNA FONTE DI DOCUMENTI D'ARCHIVIO 
INEGUAGLIATA FINO AD OGGI
CIRCA SAN CORRADO CONFALONIERI 
Un libro denso di storia, con la citazione diretta di carte conservate in Archivio di Stato a Piacenza ma non solo!