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7 ottobre 2026

IL RAID SUL PO DEL 2025

LE FOTO DEL PASSAGGIO
NELL'ALVEO A CALENDASCO

lunedì 2 giugno 2025
RAID PAVIA VENEZIA 

Nel 2026 causa il Po in grande secca la partenza è stata a S. Nazzaro d'Ongina e quindi non sono transitati i motoscafi del Raid nel tratto ovest del Po di Calendasco

ALCUNE FOTO DI UMBERTO BATTINI per il progetto ILMOVIAGGIOAPO



UN ARTICOLO STORICO DEL 2020

ECCO PROPOSTO UN ARTICOLO
STORICO INTERESSANTE
uno tra le decine dedicati a San Corrado
e pubblicati da Umberto Battini negli anni
 
ARTICOLO DA ILPIACENZA.it
del 13 febbraio 2020 di Umberto Battini
 
 


IPOTESI CORRADIANA

UNA IPOTESI DEVOZIONALE
RIPORTARE SAN CORRADO CONFALONIERI NEI SUOI LUOGHI NATIVI
 
A Calendasco dove è nato in corpo e poi convertito nel romitorio e a Piacenza 
 
Un pio desiderio devozionale, forse un giorno poter vedere l'Arca di San Corrado esposta nella Chiesa di Calendasco e poi portata in processione, passando per il Romitorio ospitale dove venne accolto nel 1315 e dove si convertì dopo il fatto dell'incendio.
E poi il passaggio al Castello dei Confalonieri dove nacque nel 1290.
Con ovviamente la sosta anche a Piacenza.
 
Un pio desiderio, un semplice sogno devozionale, ma chissà!
 
Toccherebbe alle Autorità Religiose e Civili tutto il procedimento organizzativo.
Mai mettere freni alla Divina Provvidenza al quale ogni cristiano deve credere ed ampiamente trattata anche nella Dottrina cristiana. 

l'Arca con il corpo di San Corrado  Traslazione di Noto del 2010 foto Umberto Battini

 




6 ottobre 2026

RICORDO DEL 2015

UN AVVENIMENTO STORICO
NOTO A CALENDASCO

Alcune immagini del 21 febbraio 2015 quando si è verificato un avvenimento entrato nella Storia del culto di San Corrado: la Cerimonia del Dono del Cilio al Patrono 

                                                








      




Calendasco 21 febbraio 2015 Cerimonia del Dono del Cilio a San Corrado

 

MONUMENTI CORRADIANI STORICI

A CALENDASCO
ECCO I LUOGHI CALPESTATI
DA SAN CORRADO
 
Dalla nascita, alla Damnatio memoriae fino alla conversione
 
S. Corrado Confalonieri - Calendasco 1290 Noto 19 febbraio 1351 

 

RELIQUIA E ALTRI DATI IMPORTANTI

VENERATA RELIQUIA DI SAN CORRADO
 
Nel libro dell'anno 2024 la storia del Reliquiario
che la contiene oltre ai documenti, anche in formato
fotografico, del dono reliquie direttamente da Noto
alla chiesa di Calendasco nel 1907 e 1927 e tanto altro

Circa 150 anni fa il culto era importante per il paese e 
degnamente rinvigorito dall'arciprete, che fece anche
affrescare la chiesa con episodi della Vita di S. Corrado 

Senza scordare gli altri libri storici documentali
 

 

 




5 ottobre 2026

SUORE CLARISSE A PIACENZA

MEDIOEVO PIACENTINO
ECCO I DATI STORICI
DELLE SUORE CLARISSE 
articolo da ILPIACENZA.it

 

THE RETURN TO HIS LAND

A DEVOTIONAL HYPOTHESIS
BRINGING SAN CORRADO CONFALONIERI 
BACK TO ITS NATIVE PLACES
 
Calendasco where he was born in the body and then converted in the hermitage and in Piacenza
 

l'Arca con il corpo di San Corrado  Traslazione di Noto del 2010 foto Umberto Battini

 

 
 
Devotional wishful thinking, perhaps one day to be able to see the Ark of San Corrado displayed in the Church of Calendasco and then carried in procession, passing through the hospitable hermitage where it was welcomed in 1315 and where it converted after the fire.
And then the passage to the Confalonieri Castle where he was born in 1290.
With obviously the stop in Piacenza too.
Wishful thinking, a simple devotional dream, but who knows!
It would be up to the Religious and Civil Authorities to carry out the entire organizational process.
Never put brakes on the Divine Providence that every Christian must believe in and which is also extensively covered in Christian Doctrine. 
 


4 ottobre 2026

IL CONGIURATO NEL 1547

Loisi Confalonier 1547
FEUDATARIO  PASSATO ALLA STORIA
Da Calendasco a Piacenza nel PLAC

di  Umberto Battini
      storico locale/agiografo di San Corrado Confalonieri

PLAC Pallavicino Landi Anguissola Confalonieri
 
Il famosissimo quartetto, che dai cognomi dei feudatari congiurati, venne passato alla storiografia con l’iniziale del loro cognome e da qui il PLAC (che era anche l’abbreviazione però riferita a Piacenza, sulla moneta coniata dal povero assassinato).
Tra i maggiori nobili piacentini era appunto anche Giovanluigi Confalonieri castellano e feudatario di Calendasco; Giovanluigi amava Calendasco, quel piccolissimo borgo a due passi dal fiume Po e a quattro passi dalla città.
 
E’ molto interessante un fatto: i quattro del PLAC per “passare” la città all’imperatore Carlo V si unirono in congiura per disfarsi del dominio Farnese.
 
Era stato nominato a capo del ducato di Parma e Piacenza il figlio di papa Paolo III Farnese, cioè Pierluigi. 
Tralascerò di entrare in dettagli o diatribe storico/politiche che nel tempo e fino al tutt’oggi ci sono tra gli storici: cioè se questo omicidio abbia o meno portato benefici alla città di Piacenza.
 
Pierluigi Farnese in un ritratto del Tiziano e il castello dei Confalonieri a Calendasco

Noi di Calendasco vantiamo nei Confalonieri appunto due insigni personaggi: uno è il santo francescano Corrado (nato nel castello del paese nel 1290) e l'altro Giovanluigi, congiurato nel 1547.
Stessa casata ma due stoffe diverse, anche se, nei carteggi d’archivio di Stato che ho potuto visionare mai mi è apparso un fatto negativo di questa casata dei Confalonieri nei confronti del bene del paese di Calendasco che dominavano in tutto il suo circondario, ma anzi apparivano molto ben disposti verso la gente e l’arciprete che reggeva la loro parrocchia.
 
L’assassinio avvenne il 10 settembre 1547. 
Il papa stesso aprì un’indagine. E purtroppo con quel fatto dell'omicidio, venne bloccato il culto di San Corrado a Piacenza e in Calendasco. 
 
Qualche anno dopo Piacenza tornò nelle mani dei Farnese ma per la confisca dei beni del congiurato ci vollero quasi 40 anni! E l’unica vendetta dei Farnese sul Confalonieri di Calendasco fu che lui dovette andare a vivere fuori dal ducato, e si scelse Milano dove fu creato Capitano di Giustizia! 
 
Ed i proventi della vendita del castello di Calendasco e di tutto il suo ricco feudo, furono versati dal Landi direttamente a Giovanluigi. 
Ed il Landi fu per Calendasco un degno feudatario successore dei Confalonieri. 
 
Ma in un prossimo mio lavoro, si conterranno anche documenti e più precise notizie su questo ed altri fatti che fan bella la nostra terra, ricca di storia e aneddoti dimenticati.
 
Umberto Battini
 
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RITORNO ALLA TERRA NATALE

IL RITORNO DEL SANTO 
NELLA TERRA NATIA

Niente è impossibile ed i pii desideri non vanno smorzati

Chissà mai che il Penitente del Terz'Ordine Francescano poi divenuto eremita, forse un giorno - anche non troppo lontano - possa fare ritorno nei luoghi che lo videro nascere, crescere, cambiare la vita. Un pio desiderio più che lecito.

San Corrado Confalonieri, nato a Calendasco nel 1290 e morto a Noto il 19 febbraio 1351
 

San Corrado Confalonieri quadro fine XVI sec in Calendasco

 

3 ottobre 2026

IL CANCELLO DEL SANTUARIO

L'INGRESSO AL SANTUARIO DI NOTO

LA FRASE SUL CANCELLO

Tratta dal libro dell'Esodo

di Umberto Battini
    storico di San Corrado 


Quando ci avviciniamo al Santuario di San Corrado nella Valle dei Tre Pizzoni anche detta da secoli dai devoti Valle dei Miracoli, veniamo accolti al cancello d'ingresso da una frase solenne incisa a caratteri color oro: Porta Coeli ne appropries solve calceamentum locus in quo stas, terra sancta est.

La frase significa: Porta del Cielo, non avvicinarti prima togli le scarpe, il luogo nel quale stai è Terra Santa. E' una frase della Bibbia, del libro dell'Esodo capitolo 3 versetto 5, molto usata da secoli, per indicare luoghi venerabili ed importanti per il cristianesimo e per la fede. 

La si ritrova spesso questa scritta, facendoci caso, in luoghi dove han vissuto i santi e certamente questa terra dove sorge il Santuario di S. Corrado con la sua ed altre grotte di uomini di vita penitente ed eremitica, è terra benedetta e santa!

Ecco quindi il monito, l'avvertimento dato a chi si avvicina: un modo di svegliare la coscienza religiosa e spirituale del fedele, per fargli comprendere che questo posto è speciale perchè chi ha vissuto qui lo ha fatto secondo la totale dedicazione alla vita del Vangelo.

Nei secoli questa frase, sebbene scritta in lingua latina, era compresa da tanti o perlomeno ne veniva spiegato il significato profondo al popolo dai sacerdoti, per essere capita e saper avvicinarsi a questi posti benedetti con discrezione e molto rispetto. Ai nostri giorni passa un poco inosservata o sembra quasi un ornamento artistico, mentre da sempre ha tutto un altro valore e significato.

E' quasi ovvio che chi si avvicina a questi Santi Luoghi è certamente portato lì da senso di fede e devozione, ma senza dubbio comprendere in pieno la frase che ci accoglie aiuta a dar ancor più un senso di riverenza al luogo e a quanto in esso si vede e ammira!

La grotta ci riporta alla mente il San Corrado vivo, uomo, che lì vive e cammina, passa le giornate tra piccoli lavori di campagna per il sostentamento, curando orto e piante di frutto e poi la penitenza e la preghiera, il vero motivo per cui S. Corrado vive fine alla morte lì!

E quindi conoscendo di quella severa e nobile frase che ci accoglie, noi fedeli ancora di più riusciremo a meditare nella mente e col cuore sulla bellezza  e la fortuna di poter camminare su terra santa e benedetta, in un lembo di Cielo, che è quello a cui dovremmo e dobbiamo tutti aspirare. Canta infatti una strofa del melodioso Poemetto al Patrono musicato e composto da don Salvatore Rametta di Noto: Valle misteriosa dei Pizzoni, lembo sei di Cielo sulla terra!

Ogni volta che andiamo lì, attraversiamo la porta del Cielo, sembra quasi incredibile a dirsi, ma certo, come devoti, lo sappiamo bene il nodo al petto che prende appena ci si incammina su quel vialetto, diretti alla Santa Casa del Nostro Amato, pronti poi a sciogliere a Lui le nostre lacrime e i nostri grazie per il bene che mai ci fa mancare!



LA MADONNA DEL SANTO ROSARIO

CALENDASCO 
FESTA DELLA MADONNA DEL ROSARIO IL 7 OTTOBRE

A Calendasco questa celebrazione è un'antica tradizione religiosa, che già nel secolo scorso veniva festeggiata con una piccola sagra paesana.
La santa messa era partecipatissima, era un giorno di festa per il borgo. 
Sappiamo che era abitudine allestire anche una balera. 
Dalla documentazione che ho potuto studiare e pubblicare, questa festa nasce ufficialmente a Calendasco verso la fine del '500 nel ricordo della famosa Battaglia di Lepando del 1571.
E in contemporanea a Calendasco viene costituita una Confraternita della Madonna del Rosario, anche questa attestata nei documenti ufficiali, carte e documenti che possiedo in copia e che raccontano tanta storia.

la facciata della chiesa di Calendasco (Piacenza)