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11 luglio 2026

L'UOMO DELLA GROTTA A NOTO

NELLA GROTTA DELLA VALLE NETINA
CON LA CITTA' ANTICA SULLO SFONDO

San Corrado Confalonieri
eremita penitente francescano 

 
Immagine di Umberto Battini con IA 
 

 

INCOGNITE DI SAN ROCCO

SAN ROCCO

TANTE INCOGNITE STORICHE

Ecco alcuni aspetti curiosi


di Umberto Battini 
    STORICO E DIVULGATORE 

Proviamo a porci alcune domande su questioni del Santo Rocco ed anche su quelle che riguardano il suo soggiorno qui nel piacentino.

Ben sappiamo che le questioni sulle date di nascita e morte sono dibattute ed incerte ma ad ogni modo sui fatti storici c’è da riflettere e non cambiano di una virgola se è vissuto ad inizio 1300 oppure dopo la metà di quel secolo.

Domanda uno:

come mai si tramanda e non in pochi testi attenzione! che prese dimora vicino a Sarmato in un capanno tra la vegetazione posto non lontano dal fiume Trebbia ?

A Sarmato c’è il fiume Po al suo nord e ad est a circa 5 km il fiume Tidone mentre il fiume Trebbia è a circa 15 km più ad est vicino a Piacenza.

Domanda due:

come mai in alcuni testi si parla di Sarmato e di una grotta per alloggio?

Probabilmente un retaggio poetico? Qui in queste aree padane prossime al fiume Po di grotte proprio geograficamente non è possibile averne traccia.

Domanda tre:

Era un terziario francescano?

Pare proprio di sì perchè papa Paolo III lo inserisce nel Catalogo Ufficiale del Terzo Ordine Regolare di S. Francesco nel 1547 con una Bolla la “Cum a nobis”.

Quando queste avviene è perchè viene presentato del materiale storico e studiato ed approvato dalla Santa Sede, anche in quel tempo, non siate così ingenui da credere che il papa al mattino si sveglia e solo perchè l’Ordine Terziario gli chiede questo atto, il papa così lo fa come bere un bicchier d’acqua!

Domanda quattro:

Perchè il culto è approvato dalla Santa Sede solo nel 1629?

Circa l’approvazione Ufficiale del culto religioso di S. Rocco fatta da papa Urbano VIII nel 1629 è un atto Ufficiale del Vaticano che riconosce questo culto che da tempo memorabile si rendeva al Santo, perchè erano i Vescovi locali che avevan questo potere e prerogativa, magari anche col semplice consenso della Santa Sede.

Urbano VIII quindi supera queste difficoltà passate mettendo il sigillo Vaticano della Chiesa Universale sulla antica venerazione!

Domande che han già qualche ottima risposta a nostro avviso ma che senza dubbio possono essere più dettagliate proprio per comprendere di più e meglio: ad ogni modo S. Rocco resta un potente Intercessore che è vissuto realmente, qui in questo nostro mondo, su questa terra, e nel piacentino ha trascorso parte della sua vita!

Che sia stata ad inizio 1300 o qualche decennio dopo, poco cambia!

E le domande restano.

PUOI approfondire cliccando QUI - ARTICOLO  da ILPIACENZA
oppure leggendo QUI - ARTICOLO (Una selva e tre fiumi)
oppure leggendo QUI - ARTICOLO (S. Rocco itinerario piacentino)
oppure leggendo QUI - ARTICOLO (S. Rocco d'indole francescana)
 
 
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10 luglio 2026

HOSPITIO SULLA FRANCIGENA

 
LE CARTE D'ARCHIVIO
DI STATO A PIACENZA
Ritrovati nel 1998 ben 23 notarili
riferiti all'ospitale di Calendasco

Qui sotto ecco una parte estratta dal libro
di Umberto Battini edito nel 2005 (che trovò i notarili inediti)
"San Corrado Confalonieri il cercatore di Dio"
con una analisi storico-critica dei luoghi di Calendasco
che hanno visto presente il Santo Patrono del borgo 
 

L'ESISTENZA GIURIDICO-SOCIALE DELL'HOSPITIO DI CALENDASCO SORTO LUNGO L'ASSE VIARIO DELLA VIA FRANCIGENA, NEL TRATTO DELLA PIU' ANTICA STRADA Placentia-Ticinum, è data dai documenti cartacei rinvenuti presso l'Archivio di Stato di Piacenza, nel Fondo Notarile.

Si tratta di vari pezzi relativi al XVII sec., facenti parte della Diplomatica Speciale, quella riservata alla Scrittura Privata. 

Carte notarili preziose e che riportano nel protocollo, nel testo e nell'escatocollo, quei caratteri di maggiore importanza dell'atto e la sua attinenza con la struttura stessa.

L'analisi delle parole latine, di cui tutti gli atti sono composti, ci apre le porte alla comprensione del luogo e del territorio.

Dove si legge "SUBTUS PORTICHUS HOSPITII DICTI LOCI" oppure " IN LOCO CALENDASCHI DUCATO PIACENTINO IN HOSPITIO DICTI LOCI PORTICHUS VERSUS" od ancora " IN LOCO CALENDASCHI….IN HOSPITIO STRATA PUBLICAM VERSUS". 

Vi si ritrova un chiaro riferimento ad HOSPITIO, cioè luogo atto al ricovero di persone e animali al seguito, albergo, luogo di ospitalità per il viandante povero e non a caso, ancor oggi, sebbene a lettere ormai quasi illeggibili e cancellate dal tempo, sopra all'arco del portico di ingresso vi sono tracce di una scritta dicente:"QUI SI OFFRE VITTO ALLOGGIO E STALLA". 

Era quindi luogo di ospitalità continua, cotidiana, per il viandante occasionale ma anche luogo di assistenza agli indigenti, agli ultimi del posto.

Gli atti relativi all'Hospitale di Calendasco, danno la esatta ubicazione geografica dello stesso, dicendo "STRATA PUBLICA VERSUS".

Nella dizione latina "STRATA PUBLICA" sta per STRADA PRINCIPALE, la via più importante, quella che andava a collegare il Borgo di Calendasco alla città.

I Documenti relativi all'Hospitio di Calendasco, sono redatti per la maggior parte, sotto al portico dello stesso, ed esso era ed è tutt'ora, ubicato a lato della strada principale, "STRATA PUBLICA VERSUS". 

Gli studi riportano che i Terziari francescani avevano in Italia molti romitori come quello detto 'al gorgolare' di Calendasco, ove spinti dal desiderio di perfezione, sotto la guida di un superiore da loro stessi scelto, si dedicavano al servizio degli infermi poveri e pellegrini presso qualche pubblico ospedale od ospitio

Umberto Battini 
storico di S. Corrado e divulgatore
 
questo riportato sopra è solo un breve estratto dal libro
"San Corrado Confalonieri il cercatore di Dio" di Umberto Battini edito nel 2005 con la Prefazione del cardinal Tomas Spidlik S.J. 
 
se copii cita la fonte
 

NEL 2023 LA MOSTRA EVENTO DEL PO

UN GRANDE SUCCESSO
NE PARLARONO TANTI GIORNALI
ARRIVO' ANCHE LA RAI TV  

L'EVENTO A CALENDASCO DALL'8 AL 13 MAGGIO 2023

 

 

ILMIOVIAGGIOAPO CONTINUA CON SUCCESSO

UN PROGETTO 
FOTOGRAFICO e VIDEOGRAFICO
Un ricchissimo Archivio di più anni che riprende golena e riva del Po nello scorrere dei mesi 
 
A questo progetto sono legate le Mostre Evento 
ANTROPOCENE ARCHEOLOGIA DI PLASTICA
 
Per sensibilizzare sui rifiuti umani che il Grande Fiume trasporta ed ingloba e che andranno a rilasciare microplastiche in alveo e nelle falde acquifere per secoli
 
ILMIOVIAGGIOAPO è un progetto di Umberto Battini
 
 

9 luglio 2026

IL PO ALL'8 DI LUGLIO

IL PO IN MAGRA
SCESO AI LIVELLI DEL 2022
NEL SUO TRATTO PIACENTINO
ECCO IL REPORTAGE
TROVI ANCHE L'ARTICOLO DEL 1 LUGLIO REPORTAGE DA FOCE LAMBRO
 
QUI SOTTO L'ARTICOLO DEL 18 GIUGNO SULLA SICCITA' MODERATA DEL PO
 
ARTICOLI DAL QUOTIDIANO ILPIACENZA.IT 
 
 
 

8 luglio 2026

SAN ROCCO PENITENTE TERZIARIO

DA SECOLI INSERITO NEL CATALOGO 
DEI SANTI DEL TERZO ORDINE FRANCESCANO

SAN ROCCO FRATELLO DI SAN CORRADO

VESTIVANO LO STESSO ABITO PENITENZIALE
 
di Umberto Battini
    divulgatore storico
 

E' stata una sopresa anche per me, quando anni fa, venni a conoscenza del fatto che S. Rocco fosse un penitente terziario francescano.
Come usava storicamente per i terziari, l'attività cui si dedicavano principalmente era la cura dei malati negli ospedali.

San Rocco è stato un "infermiere" pellegrino di ospitio in ospitio. Anche S. Corrado dè Confalonieri è stato frate laico nell'ospedale francigeno di Calendasco, ove era il passaggio del fiume Po della Via Francigena o "Romea".

Calendasco vanta un secolare ospitio-conventino di frati terziari di S. Francesco che già dal 1280 era governato da frate Aristide.
A Calendasco, nella località a 1 km dal borgo detta Arena, esisteva già dal tardo '400 un oratorio dedicato a San Rocco.
Lo testimonia una carta della visita pastorale del vescovo di Piacenza del XVI secolo, che possiedo in copia anastatica.

San Rocco venerato contro la peste anche in Calendasco, dove sappiamo che furono storicamente aperti dei lazzaretti per coloro che furono colpiti da questo morbo letale, la testimonianza più recente è quella del 1800 quando il territorio piacentino venne colpito dal colera.
 
In alcuni miei articoli, negli anni  pubblicati sui quotidiani di Piacenza, ipotizzai anche che S. Rocco e S. Corrado abbiano potuto lavorare insieme, forse nell'ospitio di Calendasco, una tesi basata su alcuni dati storici.

Stando quindi ad alcuni dati storici - io mi attengo agli studi del 1400 del Diedo e poi del piacentino Campi - le date possono coincidere con la sosta di San Rocco in terra piacentina e specialmente a Sarmato, ma se teniamo vivo il fatto che S. Rocco era terziario (Piacenza era terra di tantissimi di questi uomini, basta ricordare il Capitolo tenuto in città nel 1280) non escludiamo possa anche esser passato per l'ospedale dei frati sotto la guida del beato Aristide.

Certamente in Sarmato ed a Piacenza nello stupendo oratorio dedicato al Santo della Peste, si venera profondamente e farne memoria è importantissimo.
Viva quindi i due "frati terziari" pellegrini: Rocco e Corrado!
Entrambi Terziari penitenti francescani. 

Umberto Battini
divulgatore storico
 
se copi cita la fonte
 

SAN ROCCO PELLEGRINO

DA GIOVANE SI FECE TERZIARIO
IL CULTO DIVULGATO DAI FRANCESCANI
Papa Paolo III lo inserisce nel catalogo dei Terziari

di Umberto Battini
    divulgatore storico 

Leggendo la Vita di San Rocco scopriamo che dopo la perdita dei due genitori, quindi un fatto molto significativo e toccante, il giovane e nobile Rocco prende la decisione di farsi terziario, così come indicato nella bolla papale Supra Montem del 1289. 
Resta però allo stato laicale, senza affiliarsi a nessuna piccola comunità terziaria francescana, come era quella ad esempio cui aderì S. Corrado Confalonieri presso Calendasco di Piacenza.
Si dedica quindi al volontariato di carità in ospedali per poveri malati e pellegrini ed a un certo momento parte egli stesso pellegrino.
 
L'aspetto che si vuol significare qui è quello d'essere stato S. Rocco un vero e proprio penitente francescano: infatti fin da bambino visse molto da vicino l'ideale francescano e come S. Corrado ne fu attratto e dopo i fatti decisivi della vita, fu a questo ideale terziario cui dedicò la vita, in modo solitario come era tra le possibilità della Regola del tempo per i laici cioè la Supra Montem.

Con atto formale papa Paolo III nel 1547 con la bolla "Cum a nobis" inserisce San Rocco ufficialmente nel catalogo dei Santi del Terzo Ordine di San Francesco de penitentia nuncupati e che dal 1447 era un Ordine proprio come quelli già conosciuti, cioè con propri conventi, ospedali, oratori ed un proprio Ministro Generale etc.
 
Papa Urbano VIII approva ufficialmente il culto nel 1629 e papa Innocenzo XII nel 1694 prescrive ai francescani di celebrarlo con solennità.
 
Ovviamente S. Rocco già dai primi decenni del 1400 è molto venerato e conosciuto come protettore dalla peste ed il suo culto si propaga nel popolo rapidamente, e soprattutto grazie ai francescani cappuccini dal 1500, e quindi la Chiesa di Roma arriva a farne indagine per compiere gli atti che abbiamo sopra descritto.
 
Quindi sul dato che S. Rocco sia un penitente terziario francescano non esistono dubbi: un culto da sempre portato avanti dai francescani e quindi ufficialmente inserito nel Catalogo del Terz'Ordine e senza che gli altri ordini francescani facessero proteste, come ad esempio i frati Minori oppure i Conventuali o i Cappuccini.

In questi decenni il culto sanrocchino, causa la non precisa conoscenza della sua Vita, lo ha posto tra i santi laici anonimi, ma così non è, cioè non è il caso di San Rocco di Montpellier, egli appartiene al francescanesimo. 
E questo accade fin dalla sua giovinezza, per sua scelta personale e quindi poi estesa a tutta la sua santa vita, che è poi passata alla Storia sacra e umana come il Santo protettore contro la Peste.
 
Umberto Battini
divulgatore storico 
 
se copi cita la fonte per correttezza


IL PO PIACENTINO

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Raccolte in qualche anno, nelle varie stagioni, per documentare il Po
 
ILMIOVIAGGIOAPO un progetto di Umberto Battini