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29 aprile 2026
NEL 1494 LEONARDO DA VINCI
LEONARDO DA VINCI
E LA LETTERA DEL 1494
ECCO COSA E' ACCADUTO
articolo da ILPIACENZA.it quotidiano
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28 aprile 2026
LAPIDE
COME E' SCRITTO NEL FAMOSO
LEGATO SANCTI CONRADI
Atto redatto dal notaio e cancelliere curiale
a Piacenza nel Palazzo Vescovile il 9 agosto 1617
Nel Legato Sancti Conradi si legge testualmente, tradotto dal latino, che "dopo accurate ricerche sulla sua Vita pubblica (inteso: di San Corrado)... nello stesso luogo (riferito nel testo al paese di Calendasco), come appurato, il Santo ha tratto la sua origine terrena"
il Legato è stato rintracciato da Umberto Battini in originale in due copie: una conservata nell'Archivio della parrocchia di Calendasco ed uno nel Regesto in Archvio di Stato a Piacenza nel Fondo Notarile
il Legato è riprodotto in copia anastatica dall'originale, con trascrizione latina integrale e traduzione in italiano, nel prezioso volume a cura di Umberto Battini, edito nell'anno 2006 "San Corrado Confalonieri I DOCUMENTI INEDITI PIACENTINI"
IMMAGINE DA IA creata da U B
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NEL 1872 NEL BORGO DI CALENDASCO
TUTTO IL MONDO E' PAESE
UN ANEDDOTO DELL'ANNO 1872
Pubblica amministrazione e ricorsi
di Umberto Battini
divulgatore storico
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| immagine grafica U B |
Rimaniamo al paesello adagiato sul Grande Fiume il Po, come
amava definirlo Guareschi, quello di don Camillo e Peppone!
Siamo sul finere dell’ottocento,
ed il Comune aveva indetto un concorso cui parteciparono in tre, per un posto di Segretario comunale,(per quel tempo e
forse lo e’ ancora un posto di prestigio).
Vinse un certo Francesco
Tiscornia e fu fatto atto al primo di agosto 1872 (mai sentito di un oriundo
con quel cognome, ma probabilmente veniva da fuori, cosa abbastanza normale per
i tempi visto che Calendasco, borgo prettamente agricolo, non vantava tra la
sua gente abitanti con alto titolo di studio).
Quel concorso a tre però non poteva esser fatto dal Comune, secondo le
regole del tempo, per cui venne annullato dal Prefetto di Piacenza.
Il Tiscornia fece ricorso,
giustamente anche a quel tempo la burocrazia già metteva piede.
Ma il Ministero dell’Interno (addirittura nda) annullò il ricorso in
data 10 ottobre 1872. Cosicché il Prefetto vide la sua ordinanza avvalorata ed
il Comune con il Tiscornia dovettero arrendersi all’evidenza.
Fu rifatto il concorso secondo
le leggi del tempo.
Il Comune di Calendasco ed il
Francesco Tiscornia videro annullata definitivamente quella nomina secondo un
parere di legge del Consiglio di Legge del 26 novembre 1872 ed adottato dal
Ministero dell’Interno in questa causa.
Umberto Battini
divulgatore storico e ricercatore
è cosa etica citare l’autore di
questo testo per chi se ne servisse
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27 aprile 2026
MESSER DA VINCI
CODICE LEONARDESCO
Portone e "braccino corto"
a Piacenza
di Umberto Battini
divulgatore storico
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| Leonardo da Vinci immagine con IA creata da U B |
Minuta di
lettera dal Codice Atlantico.
Messer
Leonardo da Vinci a fine del 1400. Scrive ai Fabbriceri del duomo di Piacenza
che volevano far portoni di bronzo.
Li consiglia che ci vuol “bono maestro e
bona opera”.
Purtroppo questi preti
rifiutarono l’offerta leonardesca.
Costava troppo.
Da buoni piacentini
preferirono tenersi i portoni in legno che di quello ce ne avevano a macca nei
loro possessi boschivi.
Certo a legger oggi vien la pelle d’oca, ma così vanno
i tempi e la storia. Amen.
Però è bello pensare a quale valore artistico e che
attrattiva turistica ci porterebbe oggi l’aver della cattedrale un enorme e
certamente meraviglioso portone bronzeo firmato Da Vinci!
Giustamente, per non
creare illusioni, secoli dopo anche il Raffaello di S. Sisto prese il largo.
Stavolta era roba da frati!
UMBERTO BATTINI
DIVULGATORE STORICO
se copi cita la fonte web
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L'ASSALTO ALLE CHIESE
UN ARTICOLO STORICO
DALLE FONTI DEL TEMPO
articolo apparso sul quotidiano ILPIACENZA.it
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26 aprile 2026
LIBRO DEL 2006
CON I DOCUMENTI ALLA MANO
COMPIE 20 ANNI IL PREZIOSO
STUDIO
La forte importanza del volume edito nel 2006 dalle Edizioni Storiche Compagnia di Sigerico in Calendasco si cela già nel titolo "San Corrado Confalonieri I DOCUMENTI INEDITI PIACENTINI" ed è stato curato da Umberto Battini, studioso dagli anni '90 di questo Santo Eremita.
Il volume contiene fonti archivistiche e documenti unici quali il Legato Sancti Conradi del 1617 che è redatto in Curia a Piacenza alla presenza del Vescovo.
Nel Legato
si attesta che "dopo ricerche sulla vita pubblica di S. Corrado... è
certo che nello stesso luogo di Calendasco questo Santo abbia avuto la
sua origine terrena".
Siamo nel 1617 e dopo le istanze scritte
a Piacenza da Noto con lettere del 1610 per sapere qualcosa di più
sulla vita del loro Patrono, questo avviene per mano del Vescovo di
Piacenza e del Nobile Zanardi-Landi.
Nel Legato sono presenti questi dati trascritti per mano del notaio e cancelliere della Curia piacentina.
Ma tanti altri dati storici sono disvelati tra i quali: il convento del gorgolare a Calendasco, il castello, la casata dei Confalonieri, il luogo dell'incendio e le carte sulla moglie del Santo piacentino. Ed altro ancora con i riferimenti dei fondi d'Archivio consultati.
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| particolare del volume I DOCUMENTI INEDITI PIACENTINI di Umberto Battini |
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25 aprile 2026
SAN ROCCO I LUOGHI
SAN ROCCO CAMMINO'
IN VARI LUOGHI PIACENTINI
PASSO' ALL'OSPITALE DI CALENDASCO?
IPOTESI DA NON TRASCURARE
di Umberto Battini
divulgatore storico e agiografo di S. Corrado
Continuiamo
ad analizzare un dato storico avvalendoci della memoria di Pietro Maria
Campi illustre storico piacentino che nel primo 1600 ci lasciò alcuni
monumentali libri di storia basata su documenti ampiamente citati dallo
stesso.
San
Rocco era senza dubbio un penitente, abbracciato all'ideale terziario
del francescanesimo, dedicato ai laici e che potevano in libertà
scegliere se vivere in questo stato laicale rimanendo indipendenti
oppure ritirandosi con altri fratelli in comunità di piccole dimensioni.
Calendasco
vanta un ospedale antico e nel medioevo era gestito da penitenti
terziari sotto la guida di fra Aristide, che nel 1315 accolse S. Corrado
Confalonieri dopo il fatto dell'incendio e della sua riduzione alla
completa povertà.
San Rocco arriva nel territorio di Piacenza nel 1322 e scorrazza e visita vari luoghi del piacentino, passando per tanti paesi.
Il Campi scrive che "in detto anno 1322 in Piacenza fu l'avventurosa venuta del glorioso San Rocco" e continua scrivendo "è da sapersi che il santo pellegrino, prima d'entrar in Piacenza, visitò molti villaggi del territorio...".
Ecco
quindi un indizio, che ci fa ipotizzare anche il suo passaggio tra i
suoi fratelli ospitalieri di Calendasco ed in questo 1322 è ancora in
piena attività e frate terziario vestito del saio grigio, anche S.
Corrado.
Qui
in questo luogo di ospitalità l'infermiere itinerante S. Rocco (così lo
definiscono eminenti studiosi per il fatto che vagava di ospitale in
ospitale prestando anche servizio di carità in opere) incontra S.
Corrado e gli altri fraticelli: un incontro tra futuri Santi, emblematico e inaspettato!
E
di lì a pochissimi anni anche S. Corrado partirà pellegrino per i
luoghi Santi di Assisi e Roma e fin alla Terra Santa per poi raggiungere
la Sicilia e di là fermarsi a Noto per viver da eremita nella gloriosa
Valle dei Miracoli fino alla sua morte avvenuta il 19 febbraio del 1351.
San
Rocco passò nella chiesa cittadina di S. Maria di Nazareth - oggi
Sant'Anna - e passò pure nel borgo di Caorso per infine stare per
svariato tempo nel luogo di Sarmato, in campagna.
Il caso è anche questo: Sarmato, Caorso e Calendasco sono tutti luoghi posti lungo il fiume Po.
Continueremo quindi nella analisi storica di aspetti dei due Santi con altri brevi ma succosi articoli.
se copii qualcosa cita la fonte, è un fatto di etica!
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GUADI DI PO
CALENDASCO
DE SUPER PADO
I GUADI SECONDO LA RICCHISSIMA
DOCUMENTAZIONE STORICA
di Umberto Battini
di Umberto Battini
divulgatore storico
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| immagine creata con IA Gemini da U B |
Intanto bisogna dire che gli studi circa Kalendasco stanno continuando.
Ed effettivamente sono emersi nuovi e importanti dati storici che confermano due cose: la strada romea diretta a Pavia antica capitale longobarda e franca aveva il passo del fiume proprio in Calendasco poi venne anche Soprarivo.
Si è scoperto nero su bianco che oltre al conosciuto passaggio di Soprarivo era attivo anche quello dirimpetto al paese, oggi lo identifichiamo con la località Masero a poche centinaia di metri dal borgo.
Un
documento milanese del '400 attesta la decadenza del porto di
Soprarivo, affittato dal Comune di Piacenza ad un lodigiano: si citano
porto con osteria.
Devo dire che è il passo più antico e storico, di epoca longobarda è quello del paese, la conferma è data da pergamene longobarde d'area milanese.
Addirittura i diritti di passaggio del fiume, i diritti di pesca sul Po e sui vari corsi d'acqua, dei canali dei molini ed anche i pozzi sono concessi di pugno dal Barbarossa: sempre sto parlando del porticciolo del paese!
In effetti ancora nel 1700 sappiamo dei porti di Soprarivo, del porto del Botto, un altro passaggio era al Mezzano e un guado era attestato a Cotrebbia Vecchia.
Ovviamente stiamo citando prettamente i guadi relativi a questa area ben specifica, che però, stando a quanto emerso, era strategicamente molto interessante se longobardi, franchi e poi anche il Barbarossa si prendon la briga nel corso dei secoli, di mantenere i diritti di questo passaggio accanto al paese di Kalendasco!
Insomma ce ne sarebbe da dire ma voglio essere sintetico e riservarmi gli approfondimenti e le citazioni degli atti in un prossimo studio.
Buona francigena a tutti!
UMBERTO BATTINI
divulgatore storico
se copi cita la fonte
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