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5 ottobre 2026

SUORE CLARISSE A PIACENZA

MEDIOEVO PIACENTINO
ECCO I DATI STORICI
DELLE SUORE CLARISSE 
articolo da ILPIACENZA.it

 

THE RETURN TO HIS LAND

A DEVOTIONAL HYPOTHESIS
BRINGING SAN CORRADO CONFALONIERI 
BACK TO ITS NATIVE PLACES
 
Calendasco where he was born in the body and then converted in the hermitage and in Piacenza
 

l'Arca con il corpo di San Corrado  Traslazione di Noto del 2010 foto Umberto Battini

 

 
 
Devotional wishful thinking, perhaps one day to be able to see the Ark of San Corrado displayed in the Church of Calendasco and then carried in procession, passing through the hospitable hermitage where it was welcomed in 1315 and where it converted after the fire.
And then the passage to the Confalonieri Castle where he was born in 1290.
With obviously the stop in Piacenza too.
Wishful thinking, a simple devotional dream, but who knows!
It would be up to the Religious and Civil Authorities to carry out the entire organizational process.
Never put brakes on the Divine Providence that every Christian must believe in and which is also extensively covered in Christian Doctrine. 
 


4 ottobre 2026

IL CONGIURATO NEL 1547

Loisi Confalonier 1547
FEUDATARIO  PASSATO ALLA STORIA
Da Calendasco a Piacenza nel PLAC

di  Umberto Battini
      storico locale/agiografo di San Corrado Confalonieri

PLAC Pallavicino Landi Anguissola Confalonieri
 
Il famosissimo quartetto, che dai cognomi dei feudatari congiurati, venne passato alla storiografia con l’iniziale del loro cognome e da qui il PLAC (che era anche l’abbreviazione però riferita a Piacenza, sulla moneta coniata dal povero assassinato).
Tra i maggiori nobili piacentini era appunto anche Giovanluigi Confalonieri castellano e feudatario di Calendasco; Giovanluigi amava Calendasco, quel piccolissimo borgo a due passi dal fiume Po e a quattro passi dalla città.
 
E’ molto interessante un fatto: i quattro del PLAC per “passare” la città all’imperatore Carlo V si unirono in congiura per disfarsi del dominio Farnese.
 
Era stato nominato a capo del ducato di Parma e Piacenza il figlio di papa Paolo III Farnese, cioè Pierluigi. 
Tralascerò di entrare in dettagli o diatribe storico/politiche che nel tempo e fino al tutt’oggi ci sono tra gli storici: cioè se questo omicidio abbia o meno portato benefici alla città di Piacenza.
 
Pierluigi Farnese in un ritratto del Tiziano e il castello dei Confalonieri a Calendasco

Noi di Calendasco vantiamo nei Confalonieri appunto due insigni personaggi: uno è il santo francescano Corrado (nato nel castello del paese nel 1290) e l'altro Giovanluigi, congiurato nel 1547.
Stessa casata ma due stoffe diverse, anche se, nei carteggi d’archivio di Stato che ho potuto visionare mai mi è apparso un fatto negativo di questa casata dei Confalonieri nei confronti del bene del paese di Calendasco che dominavano in tutto il suo circondario, ma anzi apparivano molto ben disposti verso la gente e l’arciprete che reggeva la loro parrocchia.
 
L’assassinio avvenne il 10 settembre 1547. 
Il papa stesso aprì un’indagine. E purtroppo con quel fatto dell'omicidio, venne bloccato il culto di San Corrado a Piacenza e in Calendasco. 
 
Qualche anno dopo Piacenza tornò nelle mani dei Farnese ma per la confisca dei beni del congiurato ci vollero quasi 40 anni! E l’unica vendetta dei Farnese sul Confalonieri di Calendasco fu che lui dovette andare a vivere fuori dal ducato, e si scelse Milano dove fu creato Capitano di Giustizia! 
 
Ed i proventi della vendita del castello di Calendasco e di tutto il suo ricco feudo, furono versati dal Landi direttamente a Giovanluigi. 
Ed il Landi fu per Calendasco un degno feudatario successore dei Confalonieri. 
 
Ma in un prossimo mio lavoro, si conterranno anche documenti e più precise notizie su questo ed altri fatti che fan bella la nostra terra, ricca di storia e aneddoti dimenticati.
 
Umberto Battini
 
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RITORNO ALLA TERRA NATALE

IL RITORNO DEL SANTO 
NELLA TERRA NATIA

Niente è impossibile ed i pii desideri non vanno smorzati

Chissà mai che il Penitente del Terz'Ordine Francescano poi divenuto eremita, forse un giorno - anche non troppo lontano - possa fare ritorno nei luoghi che lo videro nascere, crescere, cambiare la vita. Un pio desiderio più che lecito.

San Corrado Confalonieri, nato a Calendasco nel 1290 e morto a Noto il 19 febbraio 1351
 

San Corrado Confalonieri quadro fine XVI sec in Calendasco

 

3 ottobre 2026

IL CANCELLO DEL SANTUARIO

L'INGRESSO AL SANTUARIO DI NOTO

LA FRASE SUL CANCELLO

Tratta dal libro dell'Esodo

di Umberto Battini
    storico di San Corrado 


Quando ci avviciniamo al Santuario di San Corrado nella Valle dei Tre Pizzoni anche detta da secoli dai devoti Valle dei Miracoli, veniamo accolti al cancello d'ingresso da una frase solenne incisa a caratteri color oro: Porta Coeli ne appropries solve calceamentum locus in quo stas, terra sancta est.

La frase significa: Porta del Cielo, non avvicinarti prima togli le scarpe, il luogo nel quale stai è Terra Santa. E' una frase della Bibbia, del libro dell'Esodo capitolo 3 versetto 5, molto usata da secoli, per indicare luoghi venerabili ed importanti per il cristianesimo e per la fede. 

La si ritrova spesso questa scritta, facendoci caso, in luoghi dove han vissuto i santi e certamente questa terra dove sorge il Santuario di S. Corrado con la sua ed altre grotte di uomini di vita penitente ed eremitica, è terra benedetta e santa!

Ecco quindi il monito, l'avvertimento dato a chi si avvicina: un modo di svegliare la coscienza religiosa e spirituale del fedele, per fargli comprendere che questo posto è speciale perchè chi ha vissuto qui lo ha fatto secondo la totale dedicazione alla vita del Vangelo.

Nei secoli questa frase, sebbene scritta in lingua latina, era compresa da tanti o perlomeno ne veniva spiegato il significato profondo al popolo dai sacerdoti, per essere capita e saper avvicinarsi a questi posti benedetti con discrezione e molto rispetto. Ai nostri giorni passa un poco inosservata o sembra quasi un ornamento artistico, mentre da sempre ha tutto un altro valore e significato.

E' quasi ovvio che chi si avvicina a questi Santi Luoghi è certamente portato lì da senso di fede e devozione, ma senza dubbio comprendere in pieno la frase che ci accoglie aiuta a dar ancor più un senso di riverenza al luogo e a quanto in esso si vede e ammira!

La grotta ci riporta alla mente il San Corrado vivo, uomo, che lì vive e cammina, passa le giornate tra piccoli lavori di campagna per il sostentamento, curando orto e piante di frutto e poi la penitenza e la preghiera, il vero motivo per cui S. Corrado vive fine alla morte lì!

E quindi conoscendo di quella severa e nobile frase che ci accoglie, noi fedeli ancora di più riusciremo a meditare nella mente e col cuore sulla bellezza  e la fortuna di poter camminare su terra santa e benedetta, in un lembo di Cielo, che è quello a cui dovremmo e dobbiamo tutti aspirare. Canta infatti una strofa del melodioso Poemetto al Patrono musicato e composto da don Salvatore Rametta di Noto: Valle misteriosa dei Pizzoni, lembo sei di Cielo sulla terra!

Ogni volta che andiamo lì, attraversiamo la porta del Cielo, sembra quasi incredibile a dirsi, ma certo, come devoti, lo sappiamo bene il nodo al petto che prende appena ci si incammina su quel vialetto, diretti alla Santa Casa del Nostro Amato, pronti poi a sciogliere a Lui le nostre lacrime e i nostri grazie per il bene che mai ci fa mancare!



LA MADONNA DEL SANTO ROSARIO

CALENDASCO 
FESTA DELLA MADONNA DEL ROSARIO IL 7 OTTOBRE

A Calendasco questa celebrazione è un'antica tradizione religiosa, che già nel secolo scorso veniva festeggiata con una piccola sagra paesana.
La santa messa era partecipatissima, era un giorno di festa per il borgo. 
Sappiamo che era abitudine allestire anche una balera. 
Dalla documentazione che ho potuto studiare e pubblicare, questa festa nasce ufficialmente a Calendasco verso la fine del '500 nel ricordo della famosa Battaglia di Lepando del 1571.
E in contemporanea a Calendasco viene costituita una Confraternita della Madonna del Rosario, anche questa attestata nei documenti ufficiali, carte e documenti che possiedo in copia e che raccontano tanta storia.

la facciata della chiesa di Calendasco (Piacenza)

 




2 ottobre 2026

LA PESTE E IL SANTO ROCCO

ECCO ALCUNI DATI STORICI
IMPORTANTI
da ILPIACENZA.it quotidiano online
articolo di Umberto Battini
del 16 agosto 2024


 

IL BRACCIO D'ARGENTO

IN ARGENTO MASSICCIO
REALIZZATO CON LE OFFERTE DEI DEVOTI NETINI

Il Reliquiario del Braccio di S. Corrado
 
di Umberto Battini
    storico di S. Corrado 
 
A Noto oltre al Corpo del Patrono, custodito come ben risaputo, in una stupenda Arca d'argento, in Cattedrale si conserva anche la Reliquia del Braccio, che viene solennemente esposta durante le sante celebrazioni Patronali giornaliere agostane e di febbraio.
Realizzato dall'argentiere di Milano Devecchi. 
Nell'anno 2025 ricorrevano i 75 anni della sua realizzazione e di quando venne donato dal Popolo Netino Devoto a S. Corrado.
Nelle immagini potete notare dove sono posizionate le scritte dedicatorie ricerca-studio già presentata nel 2020.
 
Foto e ricerca a cura di Umberto Battini, studioso di San Corrado
 

 

IL RITORNO NELLA SUA TERRA

UNA IPOTESI DEVOZIONALE
RIPORTARE SAN CORRADO CONFALONIERI NEI SUOI LUOGHI NATIVI
 
Calendasco dove è nato in corpo e poi convertito nel romitorio e a Piacenza 
 
Un pio desiderio devozionale, forse un giorno poter vedere l'Arca di San Corrado esposta nella Chiesa di Calendasco e poi portata in processione, passando per il Romitorio ospitale dove venne accolto nel 1315 e dove si convertì dopo il fatto dell'incendio.
E poi il passaggio al Castello dei Confalonieri dove nacque nel 1290.
Con ovviamente la sosta anche a Piacenza.
Un pio desiderio, un semplice sogno devozionale, ma chissà!
Toccherebbe alle Autorità Religiose e Civili tutto il procedimento organizzativo.
Mai mettere freni alla Divina Provvidenza al quale ogni cristiano deve credere ed ampiamente trattata anche nella Dottrina cristiana. 

l'Arca con il corpo di San Corrado  Traslazione di Noto del 2010 foto Umberto Battini

 


 

L'ATTO NOTARILE

ECCO IL DOCUMENTO 
CHE CERTIFICA LA NASCITA
DI SAN CORRADO A CALENDASCO
Dopo le accurate ricerche che vennero fatte,
così come risulta nel notarile del 9 agosto 1617
 
Documento notarile di 23 pagine ritrovato nel 1998
da Umberto Battini - storico di S. Corrado e pubblicato per intero nel volume del 2006 in formato fotografico anastatico, con il testo in latino
e la completa traduzione in italiano.


1 ottobre 2026

IL VIAGGIO DEL PATRONO

LA MAPPA DEL PERCORSO
E' STATO UN LUNGO PELLEGRINAGGIO
Infine la svolta eremitica a Noto

di Umberto Battini
    storico di San Corrado Confalonieri 

Analizzando le varie fonti storiche che ci parlano di S. Corrado, e ragionando con rigore logico su certi accadimenti, ecco che è ben ipotizzabile questo percorso, durato parecchi anni, prima di giungere a Noto.
Ad esempio va tenuta in considerazione la durata della sua vita da convertito, nel 1315 nel romitorio ospedale per pellegrini di Calendasco. Luogo gestito da terziari laici francescani, laici riuniti in fraternità come prevedeva la Regola "Supra Montem" del 1289 data da papa Nicolò IV.
E poi il periodo di noviziato in quel luogo, che sappiamo doveva durare qualche anno, prima di poter ricevere l'abito grigio vero e proprio da terziario.  Quindi la partenza dall'ospitale di Calendasco, per dirigersi ormai vestito dell'abito grigio penitenziale, verso Assisi e poi Roma.
Ipotizzabile il viaggio in Terra Santa? Analizzando nel concreto le Fonti Storiche che abbiamo, prima di tutte "La Vita di San Corrado" che si conserva a Noto nel Libro Verde della Curia vescovile, possiamo vedere che il racconto agiografico è stringato. Troppo succoso e riassuntivo per essere la cronaca della Vita di S. Corrado, intesa come decennale, cioè senza interporre il Viaggio a Gerusalemme e il ritorno per Malta, anche qui con indizi da non sottovalutare.
Non a caso, mons. Nunzio Zappulla, in un suo studio sul fatto del 1943, rimarcava l'arrivo di San Corrado a Noto nell'anno 1343. 
Cosa ben plausibile. Ma anche tanti altri buoni indizi portano a scegliere questo tipo di "percorso" del Pellegrino Penitente. 
E questa è solo la base di un più articolato studio storico-cronologico.

immagine grafica qui sopra creata da Umberto Battini



 

29 settembre 2026

LO STATUTO DEGLI OSTI

GLI OSTI DI PIACENZA
E LO STATUTO DEL 1720
ECCO COSA AVEVANO DECISO

articolo da ILPIACENZA.it quotidiano online
di domenica 27 settembre 2026
articolo di Umberto Battini