VISITE AL BLOG N. 340.000 se copi qualcosa cita la fonte per correttezza

16 ottobre 2026

PADRE GABRIELE ANDREOZZI

   

Padre Gabriele Andreozzi TOR S. Francesco

IN QUESTO ANNO 2026 RICORRONO 20 ANNI DALLA DIPARTITA
 
Religioso francescano del Terzo Ordine Regolare, Sacerdote, Magister Ordinis.
Mogliano Marche 14 ottobre 1917 - + Assisi 5 ottobre 2006 
 
Promotore del culto a San Corrado Confalonieri sia in Noto che in Calendasco, i devoti lo ricordano con immenso affetto, grande storico e studioso.
Anche nel piccolo borgo di Calendasco è ricordato con molto affetto: qui egli aiutò la rinascita della devozione al Patrono già dalla fine degli anni '90.

Tante volte, per la Patronale del 19 febbraio di S. Corrado, è stato ospite di famiglie a Calendasco ed ha concelebrato la Messa Solenne. 



I TERZIARI A CALENDASCO

TERZIARI FRANCESCANI
ED IL ROMITORIO OSPITALE DI CALENDASCO 

CASTELLO DI CALENDASCO (PIACENZA) DEL XIII secolo foto elaborata con IA

 



II 18 agosto 1289, con la Bolla "Supra Montem", Niccolo IV approvò definitivamente la regola di questo nuovo movimento francescano: Terziari penitenti. Parallelamente alcuni terziari andarono rivelando il desiderio di lasciare gli impegni familiari e lavorativi, per vivere in fraternità, praticando i consigli evangelici votati al servizio dei bisognosi, all'assistenza agli ammalati e governando ospizi per pellegrini.

Fu cosi che il Terz'Ordine di San Francesco si divise in Terz'Ordine Secolare ed in Terz'Ordine Regolare (T.O.R.). 

Quest'ultimo venne riconosciuto da Papa Niccolò V, come ordine canonicamente istituito all'interno della famiglia francescana, con la Bolla "Pastoralis Officii" del 20 luglio 1447. Calendasco, piccolo centro a pochi chilometri da Piacenza, situato lungo la Via Francigena, vide germinare una delle prime fraternità del Terz'Ordine Regolare, insediatasi verso l’anno 1270 nella zona in Cò di Borgo chiamata dai locali  "Gorgolare".

Quest'eremo-ospizio serviva precipuamente come luogo di sosta e di ristoro per coloro che, una volta passato il fiume Po, erano diretti verso mete distanti. Provvisto di un proprio oratorio con congiunto il campanile, era, con la chiesa ed il castello una delle tre strutture più incidenti di Calendasco. 

L’appellativo "Gorgolare" si desume dal peculiare rumore costante dell'acqua del canale limitrofo all'ospizio francescano, che serviva la ruota di un mulino.

Si riporta che la prima fratellanza terziaria di Calendasco fosse composta da cinque penitenti laici, sotto la guida del superiore Fra Aristide. 

Singolare quanto leggiamo nel saggio storico "II Terz'Ordine Regolare di S. Francesco attraverso i secoli" di Padre Raffaele Pazzelli TOR: " II terzo luogo di cui ci è stata tramandata memoria è il convento - eremitaggio di Calendasco presso Piacenza. Sin dal 1280 - 1290 esisteva qui una comunità di eremiti, sotto l'obbedienza di Frate Aristide, lo stesso che nel 1290 venne a Montefalco a trovare la Beata Chiara. Dopo la costruzione di quel convento lasciò a Montefalco alcuni suoi frati e ritornò a reggere la sua comunità nel Piacentino". 

Nel 1315 il giovane Corrado Confalonieri, nativo di Calendasco ed illustre esponente di una delle più importanti famiglie dell'epoca, fece il suo ingresso nella comunità terziaria del suo paese natale dopo il fatto dell'incendio causato durante la caccia.



15 ottobre 2026

THE PROSERPINA PRIZE 17TH EDITION

IN THE TOWN OF CARAVAGGIO
THE PROSERPINA PRIZE 17TH EDITION
DELIVERED ON APRIL 14, 2019 TO UMBERTO BATTINI
A prestigious award, presented in the Hall of Honor of the Municipality of Caravaggio 






13 ottobre 2026

IL ROMITORIO DI CALENDASCO

SAN CORRADO CONFALONIERI      
il romitorio e hospitale del 'gorgolare' 
e il superiore frà Aristide
 
ESTRATTO dal libro San Corrado Confalonieri Patrono di Noto 
edito a NOTO NEL 1984, di p. Giovanni Parisi TOR

https://www.araldosancorrado.org/6EremoCalendascoParticolareConStatua.jpg

A non molta distanza da Piacenza, e precisamente nel luogo ove sorge l'attuale borgo di Calendasco, molti anni prima dei fatti del nostro Corrado era in gran fama un convento di eremiti del Terz'Ordine, dove, appartate dal mondo tra le preghiere, la penitenza e il lavoro manuale, anime assetate di evangelica perfezione vivevano nell'esercizio delle più eroiche virtù.

Il luogo veniva detto dagli antichi storici, del «Gorgolare» e doveva trovarsi, con tutta probabilità, proprio all'inizio del moderno abitato.

(Infatti il molino posto poco discosto dal luogo dei Penitenti, aveva il canale delle acque che davanti all’hospito piegava a gomito verso destra, in direzione del borgo; le acque che facevano girare la grande pala creavano ovviamente un salto imponente che andava a creare quel rumore caratteristico che nel linguaggio comune chiamiamo gorgoglio e da qui la derivazione antica che indicava il luogo presso al Gorgolare ndr)

 Entrando, infatti, per la via principale si scorge a sinistra una costruzione assai antica, la quale, per quanto rimaneggiata, ritiene ancora caratteristiche sia di antichità che di convento. 

A fianco dell'ingresso, in avanti, col prospetto sulla pubblica via, un ambiente, adibito ora ad uso profano, mostra evidente la sagoma di una chiesetta, che gli abitanti indicano come il luogo ove il Santo vestì l'abito religioso.

L'esistenza di questo romitorio si può storicamente far risalire al 1280-1290. Era a capo della religiosa comunità, in tale periodo, Fra Aristide, al quale qualche documento dell'epoca dà il titolo di Beato, ma che certamente era uomo di grande prudenza e di singolari virtù. 

Verso il 1290 come abbiamo altrove detto, venne invitato da S. Chiara a recarsi in Montefalco, in Umbria, per essere da lui spiritualmente diretta e per essere nel contempo istruita intorno alla pratica della professione dei tre voti monastici, già in uso in quella sua comunità del piacentino.

 Sollecitato dalla generosità dei signori Bennati, costruì in Montefalco il convento di S. Rocco, che divenne uno dei più rinomati dell'Ordine, poiché vi fu celebrato nel 1448 il primo Capitolo Generale. Cosicché sappiamo con certezza che la comunità religiosa del Gorgolare di Calendasco, della quale era a capo Fra Aristide, esisteva almeno fin dal 1290.

Ora fu appunto a questo antico e solitario romitorio del nostro Terz'Ordine che nel 1315, dopo avere atteso per un paio d'anni alla definitiva sistemazione dei suoi molti beni e delle gravi pendenze, scaturite dal fatto dell'incendio, che Corrado venne umilmente a bussare per essere accolto tra gli umili eremiti del Poverello d'Assisi.

Il perché egli si sia precisamente diretto a questo convento del Terz'Ordine e non ad altro luogo più remoto da Piacenza, ove avrebbe potuto vivere in maggior nascondimento, non sapremmo propriamente dirlo. 

Forse fu la grande fama di santità o la personale conoscenza di Fra Aristide ad attirarvelo, come pure poté essere il fatto che il romitorio gli era già familiare trovandosi vicino al suo castello se non addirittura nell'ambito delle sue stesse possessioni calendaschesi.

dal libro San Corrado Confalonieri Patrono di Noto, edito a Noto 1984, di p. Giovanni Parisi TOR

SE COPI CITA LA FONTE
 
 

12 ottobre 2026

ERA IL GENNAIO 1482

ASSEDIO AL CASTELLO DI CALENDASCO
FEUDO DEI CONFALONIERI 

Le truppe inviate da Ludovico Il Moro Signore di Milano 




Era il gennaio del 1482 ed il poderoso castello di Calendasco, a poca distanza dal fiume Po ed a soli 9 km dalla città di Piacenza, era feudo del capitano Antonio Confalonieri.
Alla fine di questo assedio invernale, il capitano Antonio Confalonieri viene lasciato a reggere il castello, con le sue truppe.
Un dato storico su cui riflettere. E avvalorato dagli Atti d'Archivio del tempo.
 
In questo blog trovi alcuni testi storici di Umberto Battini divulgatore storico, sul fatto ed anche gli articoli storici pubblicati nel tempo sul quotidiano online ILPIACENZA.it

 

PIACENZA E LE LETTERE DEL DUCA

ECCO ALCUNE MISSIVE
DOVE FRANCESCO SFORZA
RISOLVE QUESTIONI PIACENTINE
 
da ILPIACENZA.IT quotidiano online
ARTICOLO DI UMBERTO BATTINI
DI DOMENCIA 11 OTTOBRE 2026
 

 

10 ottobre 2026

NASCE NEL 1290 NEL GRANDE FORTILIZIO

IL CASTELLO ERA IL FEUDO
DEI CONFALONIERI
Militi del vescovo di Piacenza
 
Come si afferma nel Legato Sancti Conradi del 9 agosto 1617, scritto dal notaio in Curia a Piacenza, con la presenza e l'approvazione dello stesso Vescovo del tempo, San Corrado è nato in questo luogo. 
 

 

9 ottobre 2026

THE “SANCTI CONRADI LEGATE”

THE “SANCTI CONRADI LEGATE” 
OF 9 AUGUST 1617 DRAWN UP 
IN THE CURIA IN PIACENZA

by Umberto Battini
historian of S. Corrado 

image of the year 1917 of Calendasco, the square with the church
 
This text was published in the Author's 2024 book "THE DOCUMENTS OF WORSHIP IN SAN CORRADO" and is reserved property
if you copy something cite the source


Among the archive documents, the original copy of the Legato Sancti Conradi is also preserved.
A copy is preserved in an original ink, in the State Archives of Piacenza in the Notarial Fund.
The important document was published in full, both in photographic format, and in the Latin transcription and Italian translation in the book “S. Corrado Confalonieri - I Documenti Inediti Piacentini” published in 2006 by Umberto Battini.
That book also contains a historical critique of the notarial document, of crucial importance for the history of the Holy Hermit.

The Legate written in the Curia is approved and decreed by the Bishop of Piacenza who publicly approves it. The notarial deed states that the Confalonieri family had been feudal lords of Calendasco for centuries. 
It is written down in black and white that after an investigation into the public life of Saint Corrado, it has been concluded that the Saint was physically born in the town of Calendasco.
It is written that for all these very reasons, the Saint elected Patron Saint was to be most venerated in that country.
As we have seen from the documentation, in fact the local cult in Calendasco was very strong.
 
By tradition, San Corrado was said “of Piacenza” because, in distant Noto, the capital city was taken into consideration. 
In that distant Middle Ages, who in the Sicilian land of Noto could have known of a small town called Calendasco, a fiefdom of the Santo family who lived among them? 
And we must not forget a historical event that is also crucial to the events in Corradi: the murder of Pope Paul III's son in Piacenza, Pier Luigi Farnese, by the conspirator Giovan Luigi Confalonieri, a feudal lord living in Calendasco: it was September 10, 1547. 
From that moment the cult towards St. Corrado suffered a strong “stop” to its spread in Piacenza and in particular in the town of the Confalonieri: Calendasco.

After the saint's death in 1351, given his distance from his homeland, it became more convenient to define him according to the case “of Piacenza” or “Piacentino” in a general sense.
In a predictable manner, after the 1617 curia deed that testifies to his birth in the village, as the documents recorded clearly show, Piacenza's cult was concentrated only on Calendasco.

The two monuments: the 13th-century castle, the Confalonieri fiefdom, and the convent hospital for pilgrims, the Saint's first retreat after the fire, encouraged the Noble Patron to bring prestige to the local church, founded in the 8th century.
From 1617, a chapel with an altar for Holy Mass was built in the church, it was completely decorated, and the large painting that still stands there in plain sight to devotees was placed.
 
This was followed by frescoes of the Life of the Hermit, the request for relics directly from Noto, and then the obtaining from the arm preserved in Piacenza, the Relic of the Left Thumb Finger.
 
In the church there is also the imperious statue for processions, and then the gift of the other painting from 1700, with the saint kneeling in the cave in front of the Holy Virgin. 
Also important is the 1971 fresco in the apse, where the majestic Saint Corrado stands among the saints next to the crucified Christ; a fresco painted by the Piacenza painter Luciano Ricchetti. 
 
by Umberto Battini
historian of S. Corrado 
This text was published in the Author's 2024 book "THE DOCUMENTS OF WORSHIP IN SAN CORRADO" and is reserved property
if you copy something cite the source
 


ARCA DI S. CORRADO

IL CORPO DEL SANTO
CUSTODITO IN QUESTA ARCA D'ARGENTO

foto del 2010 con l'Arca di San Corrado esposta nella grotta inglobata nel Santuario nella Valle dei Tre Pizzoni in località San Corrado fuori le mura


7 ottobre 2026

IL RAID SUL PO DEL 2025

LE FOTO DEL PASSAGGIO
NELL'ALVEO A CALENDASCO

lunedì 2 giugno 2025
RAID PAVIA VENEZIA 

Nel 2026 causa il Po in grande secca la partenza è stata a S. Nazzaro d'Ongina e quindi non sono transitati i motoscafi del Raid nel tratto ovest del Po di Calendasco

ALCUNE FOTO DI UMBERTO BATTINI per il progetto ILMOVIAGGIOAPO



UN ARTICOLO STORICO DEL 2020

ECCO PROPOSTO UN ARTICOLO
STORICO INTERESSANTE
uno tra le decine dedicati a San Corrado
e pubblicati da Umberto Battini negli anni
 
ARTICOLO DA ILPIACENZA.it
del 13 febbraio 2020 di Umberto Battini