VISITE AL BLOG N. 158.000 se copi qualcosa cita la fonte per correttezza

10 maggio 2026

SCABINI DELL'ALTO MEDIOEVO

UOMINI ILLUSTRI TRA IL TEMPO
LONGOBARDO E POI CAROLINGIO
Un testo storico interessante dal quotidiano ILPIACENZA.it


 

PORTO DI PIACENZA "ALLA ROMEA"

ESISTE UNA RICCA DOCUMENTAZIONE
SIA CARTACEA CHE MAPPALE
 
Il Porto della città di Piacenza
chiamato ufficialmente "alla Romea"

sono solo alcuni, altri li trovi scorrendo le pagine Blog 
 
se copi cita la fonte 

 

9 maggio 2026

LUNGO IL PO

LUOGHI FUORI DALLE ROTTE
COMUNI DEL GRANDE FIUME
 
Le mie immagini di sabato 9 maggio 2026
dopo il mezzogiorno
 
Qui dove solo chi conosce il Grande Fiume da vicino può godere
di queste bellezze
 


8 maggio 2026

SALVATO DALLE ACQUE DEL PO

PILLOLA STORICA
SALVATAGGIO DALLE ACQUE
Durante una piena autunnale del Po 


di  Umberto Battini 
     divulgatore storico
     ripropongo qui un mio articolo che pubblicai nel 2016

 
Ritrovo in una vecchia "Gazzetta" la notizia di un ammirevole salvataggio. La nostra gente di fiume, da sempre legata a questo serpentone d'acqua chiamato Po, ha sempre avuto una attrazione per cui anche le piene erano ed ancora lo sono, motivo di curiosità.

E così un bambino, spintosi troppo appresso al fiume che stava lentamente crescendo per una piena, si trovò letteralmente quasi sommerso dalle acque.
 
Riuscì a salvarsi arrampicandosi su di un albero ma restò in balia della corrente e dell'acqua che continuava a crescere minacciosa. Fortuna volle che qualcuno si avvide del piccolo e delle sue urla.

Due coraggiosi uomini di Calendasco, con una battellina, raggiunsero nella corrente il piccolo e riuscirono a salvarlo con grande pericolo anche per se stessi!

I due buoni salvatori, due calendaschesi da premiare, si chiamavano Emilio Barbieri pescatore di professione e Agostino Bianchi contadino.

Il fattaccio del salvataggio del fanciullo avvenne sul fiume Po a Calendasco il 17 ottobre 1898.

Umberto Battini 
divulgatore storico
 
se copi cita la fonte


7 maggio 2026

NOTIZIE SULL'HOSPITALE CORRADIANO

SAN CORRADO CONFALONIERI      
il romitorio e hospitale del 'gorgolare' 
e il superiore frà Aristide
 
ESTRATTO dal libro San Corrado Confalonieri Patrono di Noto 
edito a NOTO NEL 1984, di p. Giovanni Parisi TOR

https://www.araldosancorrado.org/6EremoCalendascoParticolareConStatua.jpg

A non molta distanza da Piacenza, e precisamente nel luogo ove sorge l'attuale borgo di Calendasco, molti anni prima dei fatti del nostro Corrado era in gran fama un convento di eremiti del Terz'Ordine, dove, appartate dal mondo tra le preghiere, la penitenza e il lavoro manuale, anime assetate di evangelica perfezione vivevano nell'esercizio delle più eroiche virtù.

Il luogo veniva detto dagli antichi storici, del «Gorgolare» e doveva trovarsi, con tutta probabilità, proprio all'inizio del moderno abitato.

(Infatti il molino posto poco discosto dal luogo dei Penitenti, aveva il canale delle acque che davanti all’hospito piegava a gomito verso destra, in direzione del borgo; le acque che facevano girare la grande pala creavano ovviamente un salto imponente che andava a creare quel rumore caratteristico che nel linguaggio comune chiamiamo gorgoglio e da qui la derivazione antica che indicava il luogo presso al Gorgolare ndr)

 Entrando, infatti, per la via principale si scorge a sinistra una costruzione assai antica, la quale, per quanto rimaneggiata, ritiene ancora caratteristiche sia di antichità che di convento. 

A fianco dell'ingresso, in avanti, col prospetto sulla pubblica via, un ambiente, adibito ora ad uso profano, mostra evidente la sagoma di una chiesetta, che gli abitanti indicano come il luogo ove il Santo vestì l'abito religioso.

L'esistenza di questo romitorio si può storicamente far risalire al 1280-1290. Era a capo della religiosa comunità, in tale periodo, Fra Aristide, al quale qualche documento dell'epoca dà il titolo di Beato, ma che certamente era uomo di grande prudenza e di singolari virtù. 

Verso il 1290 come abbiamo altrove detto, venne invitato da S. Chiara a recarsi in Montefalco, in Umbria, per essere da lui spiritualmente diretta e per essere nel contempo istruita intorno alla pratica della professione dei tre voti monastici, già in uso in quella sua comunità del piacentino.

 Sollecitato dalla generosità dei signori Bennati, costruì in Montefalco il convento di S. Rocco, che divenne uno dei più rinomati dell'Ordine, poiché vi fu celebrato nel 1448 il primo Capitolo Generale. Cosicché sappiamo con certezza che la comunità religiosa del Gorgolare di Calendasco, della quale era a capo Fra Aristide, esisteva almeno fin dal 1290.

Ora fu appunto a questo antico e solitario romitorio del nostro Terz'Ordine che nel 1315, dopo avere atteso per un paio d'anni alla definitiva sistemazione dei suoi molti beni e delle gravi pendenze, scaturite dal fatto dell'incendio, che Corrado venne umilmente a bussare per essere accolto tra gli umili eremiti del Poverello d'Assisi.

Il perché egli si sia precisamente diretto a questo convento del Terz'Ordine e non ad altro luogo più remoto da Piacenza, ove avrebbe potuto vivere in maggior nascondimento, non sapremmo propriamente dirlo. 

Forse fu la grande fama di santità o la personale conoscenza di Fra Aristide ad attirarvelo, come pure poté essere il fatto che il romitorio gli era già familiare trovandosi vicino al suo castello se non addirittura nell'ambito delle sue stesse possessioni calendaschesi.

dal libro San Corrado Confalonieri Patrono di Noto, edito a Noto 1984, di p. Giovanni Parisi TOR

SE COPI CITA LA FONTE
 
 

6 maggio 2026

LA VIA FRANCIGENA

LA FRANCIGENA 
STRADA ANTICA
STORICA E MEDIEVALISSIMA
A Piacenza i pellegrini venivano indicati
come "Romei" anche nelle carte notarili
 
 di Umberto Battini
     divulgatore storico
 

Bisogna intanto dire "grazie" ai longobardi. Bene o male la conformazione classica del percorso lo dobbiamo anche a loro.
Perlomeno nel tratto anch'esso "famoso" del Passo della Cisa, con Berceto.
 
E tanto influenzerà il pellegrinaggio cristiano: anche i modi, forme e luoghi del vivere comune medievale.
Si arriva in terra emiliana da Corte Sant'Andrea, sul Po in terra lombarda, e si sbarca a Soprarivo di Calendasco.
 
E proprio nel borgo di Calendasco le sorprese: una chiesa ed un castello costruiti su di un monticello, lì nella pianura immensa, e poco discosto un antico medievale hospitale. Romitorio e ospedale per pellegrini, che è di fondazione longobarda.
Che sarà anche il primo luogo di "nuova vita" di San Corrado Confalonieri dal 1315, figlio del feudatario locale. E divenuto Patrono secolare del piccolo borgo. 
Infatti alla sua "conversione" dopo un fatto tragico, si ritira nel piccolo ospedale retto da frati laici teriziari francescani.
Addirittura ancora oggi è visibile una piccola ma importante parte longobarda, di questo antico edificio, oggi di proprietà privata.
 
La Via Francigena attraversa questo territorio comunale, che lentamente, porta alla città: Piacenza da qui è veramente ormai "alle porte".
E la tappa giornaliera può concludersi.

Umberto Battini
divulgatore storico
 
se copi cita la fonte
 

4 maggio 2026

NEI LUOGHI INACCESSIBILI DEL PO

NEL SILENZIO DEL GRANDE FIUME

IL PO FOTOGRAFATO CON LA MIA CANON REFLEX