GABELLA SUL PO
LA LETTERA DEL DUCA DI MILANO
I barcaioli e navaroli piacentini
trasbordano gente senza dare il dazio alle casse milanesi
di Umberto Battini
ricercatore e divulgatore storico
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Il primo Duca della dinastia Sforza, era figlio illegittimo.
Si lamenta il Francesco con legittima pressione, era duca anche di Piacenza e dalla Milano mandava a destra e manca ordini su missive.
A Piacenza i pescatori, i navaroli gli facevano "saltare la gabella" perchè conducevano gente "in qua e in là"
sul Po che il Duca diceva essere fiume suo, eh si! Con porticcioli,
ponti, guadi e navaroli ducali ci traeva soldo.
Gabella, tassa, obolo s-forzato.
Vuole che il "portonaro" il 'capo' del porto e traghetto sul Po stia attento a che nessuno salvo i barcaroli autorizzati faccian transitare le genti.
Il Duca avrebbe volentieri messo lo scontrino fiscale, a saperlo inventare!
I nostri Confalonieri erano già al tempo, ottimi feudatari e abitanti del magnifico castello del Calendasco borgo.
Qui sotto ecco la "missiva" originale trascritta.
Francesco Sforza la lettera al referendario di Piacenza
1452 luglio 23 (S)Gabbioneta
Refrendario Placentie.
Havemo sentito che suno molti navaroli, piscatori et altre persone che
tenneno naveti, osia burgelli, cun li quali passeno el fiumo nostro de
Po contra li ordini nostri, conducendo gente in qua e in là, et hanci in
preiuditio dela Camera nostra, perché non vano al nostro porto lì como
debitamente deno andare, la qual cosa a nuy è molto molesta, nì
intendemo per modo niuno tollera[r]la. Pertanto te scrivimo et volemo cum bona diligentia intendi (a)
questo facto et gli faci tal provisione che più non ne sentiamo altra
querela, administrando rasone al portonaro nostro lì contra
qualunch'abia passato fora deli ordini nostri, e in modo che in lo
avenire se ne contenteno. Ex castris, ut supra.
Umberto Battini
ricercatore e divulgatore storico
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