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21 febbraio 2026

DOMANDE

ALCUNE PERTINENTI DOMANDE
SUL CASTELLO DI CALENDASCO
CIRCA CURIOSI DATI CHE CIRCOLANO

E' lecito porsi delle domande "storiche" sul castello di Calendasco (da non confondere con il recetto).
Infatti circolano dati veramente "estrosi" ed ai quali qualcuno può in buona fede anche credere.
Ma è proprio così?
 
Domanda 1
 
Il castello ha avuto mai 4 torri? Diciamo nettamente: no!
Eppure circola questo dato estremamente falso. Il castrum così come lo vedete ha sempre avuto una sola torre, cilindrica, accanto al levatoio.
Ma in qualche libro, il dato circola, e qualcuno ancora oggi, con estrema ignoranza lo sostiene. Venire a vedere per credere: una sola torre.
 
Domanda 2
 
Appartenne prima dei Confalonieri ad altri feudatari?
Prima di tutto arrivò il recetto vescovile! Poi il castello: avete visto gli atti notarili del castello ad altri che non siano dei Confalonieri? Alcune dritte ci hanno portato a verificare. Già molto tempo fa. Sui Confalonieri non ci piove. Neanche sul tempo della nascita di San Corrado (1290).
Ma questa non è la sede per dare dati, carte, del fatto! Sono pubblicati.
 
Domanda 3
 
Qualcuno scrisse che fu "distrutto alla base" dai ghibellini piacentini nel XIV secolo.
Qualcuno lo ripete, così a "copia e incolla" ancora oggi! Ma vi sembra un dato storico vero? Secondo voi fu veramente raso al suolo e distrutto? 
Anche qui la risposta non la mettiamo ora, ma da altra parte nero su bianco a tempo debito.
Intanto, lasciamo rispondere al "fatto" se sia o no successo questo, alla vostra intelligenza.
 
Domanda 4
 
I Farnese ebbero mano dura con i Confalonieri di Calendasco? (Non d'altri luoghi come sappiamo). E quindi anche sul culto per San Corrado a Piacenza?
E questo a causa del Confalonieri, feudatario e abitante e residente a Calendasco, che uccise con altri nel 1547 a Piacenza città il figlio del papa Paolo III cioè Pierluigi Farnese? 

Una risposta storica esiste. 
Ad ogni domanda. Basta cercarla!
Per concretezza poi daremo dati da ogni Libro, Autore, Pagina e anno d'edizione dove si citano dati errati. 
E tanto altro ancora.

Umberto Battini
storico locale 


PORTO DEL BOTTO SUL PO

DETTAGLI DA UNA MAPPA
IL PORTO DEL BOTTO NEL PO 
TRA CALENDASCO E SOMAGLIA
Come ben indica la ricerca storica, sappiamo che erano più di uno 
i porti sul fiume Po dell'area di Calendasco 

 

 

20 febbraio 2026

UN QUADRO DONATO NEL 2017

UN SICILIANO DOC
CARMELO SCIASCIA
SCRITTORE E DEVOTO
Nell'occasione dei 400 anni del Patronato di San Corrado nel paese di Calendasco (1617-2017) lo scrittore ha voluto offrire alla parrocchia questo suo dipinto: l'incendio di San Corrado 

 

16 febbraio 2026

GRANDI AFFRESCHI

NEL NUOVO LIBRO EDITO A GIUGNO 2024
VENGONO PRESENTATI PER LA PRIMA VOLTA I DOCUMENTI DELLA PARROCCHIALE DI CALENDASCO CHE RIGUARDANO IL CULTO AL PATRONO 
SAN CORRADO CONFALONIERI
 
Nel libro sono messe sotto la lente storica le carte dei tempo passato, da dove si deduce che ad esempio la chiesa era affrescata con episodi della Vita di San Corrado.
Nel testo l'Autore pubblica le carte originali che parlano di come si arrivò a queste pitture.
Il parroco fece istanza al consiglio parrocchiale, quindi c'è l'appalto dei lavori al pittore, il costo e cosa rappresentano.
Nel libro anche l'articolo apparso sul quotidiano "La Scure Libertà" di Piacenza della inaugurazione degli affreschi, riportato integralmente.
E tanti altri fatti storici documentali.
Già nei precedenti due libri l'Autore aveva citato carte, date e fatti e gli Archivi di Stato ed i Fondi dove trovare la documentazione lì pubblicata.
Un lavoro importante.





LIBRO IMPORTANTISSIMO

STUDIO STORICO 

UNA FONTE DI DOCUMENTI D'ARCHIVIO 
INEGUAGLIATA FINO AD OGGI
CIRCA SAN CORRADO CONFALONIERI 
Un libro denso di storia, con la citazione diretta di carte conservate in Archivio di Stato a Piacenza ma non solo!



15 febbraio 2026

LO STEMMA DELLA CASATA

NEL CASTELLO DI CALENDASCO
LA STORIA SOTTO AGLI OCCHI
Ecco come la grande casata feudale
dei Confalonieri abbellì il salone 
Secoli di storia e di vita di questa casata di Militi vescovili, che hanno abitato il poderoso fortilizio. Interessante il dato storico che possiamo vedere nei tanti stemma che abbelliscono il soffitto ligneo del salone superiore.
Lo stemma su sfondo rosso con gonfalone bianco, che dai tempi addirittura di Carlo Magno è rappresentativo dei Confalonieri.
Ma anche nel più antico Recetto svetta lo stemma, che con orgoglio veniva esibito sui muri. 
 

 


LE FONTI DOCUMENTARIE

VENERATA RELIQUIA DI SAN CORRADO
Nel libro dell'anno 2024 la storia del Reliquiario
che la contiene oltre ai documenti, anche in formato
fotografico, del dono reliquie direttamente da Noto
alla chiesa di Calendasco nel 1907 e 1927 e tanto altro

Circa 150 anni fa il culto era importante per il paese e 
degnamente rinvigorito dall'arciprete, che fece anche
affrescare la chiesa con episodi della Vita di S. Corrado 

 

 


13 febbraio 2026

LA RICERCA STORICA

LA STORIA PARLA ANCORA OGGI
BASTA CERCARLA TRA LE CARTE
San Corrado Confalonieri il Patrono 
antico di Calendasco
Nei libri, articoli di giornale, nelle Mostre
dedicate al Santo Eremita, qui a Calendasco,
negli anni, compare evidente il suo cammino
umano, religioso e sociale piacentino 




 


11 febbraio 2026

LA STATUA DEL PATRONO

NEL 2016 RECUPERATA
E RIMESSA AL CULTO
NELLA CHIESA DI CALENDASCO 
L'antica statua del Patrono San Corrado
Ecco la storia del recupero di questa statua 
la statua del Patrono in chiesa a Calendasco foto U B
Era abbandonata dagli anni '70 nel solaio della Casa Canonica della chiesa parrocchiale di Calendasco.
 
E addirittura, con grande devozione, veniva portata in processione nella Festa solenne del 19 febbraio, giorno del Dies Natalis di San Corrado Confalonieri.

Una mattina di un mese invernale, Umberto Battini storico di S. Corrado e devoto, ritrovò nel solaio la preziosa statua, ricoperta da un telo plastico.
Guardandola vide che era annerita dal tempo, ma era ancora in più che ottime condizioni, sebbene fosse dipinta e in gesso non aveva danni.
Con il permesso del parroco di quei giorni, che era don Fabio Battiato, è stata portata al primo piano della Canonica, dove Umberto Battini l'ha ripulita in varie giornate.
E così nella festa del 19 febbraio di quel 2016 venne nuovamente esposta alla devozione pubblica in chiesa ed ancora oggi è esposta con il Cilio donato dai Netini nel 2015 quando vennero a Calendasco come pellegrini.
 
Alla fine della santa messa lo storico devoto, sempre in accordo con il parroco, tracciò una breve storia di questa bella statua, che ovviamente i più anziani ben ricordavano.
Cercando nell'archivio parrocchiale e studiandolo già da tempo ed alcuni anni, Battini ha rinvenuto la documentazione relativa alla statua: la relazione del 3 luglio 1907 del Consiglio parrocchiale di Calendasco, presieduta dal parroco arciprete don Giovanni Caprara ed altri laici del paese, ne deliberarono l'acquisto.
Viene indicato il prezzo: "una spesa di L. 40 circa", che al valore odierno corrispondono circa a 4000 euro.
La documentazione è anche pubblicata nel libro di Umberto Battini edito per Studi Corradiani nel 2024 "I Documenti del culto a San Corrado - le carte originali di Calendasco circa il Patronato secolare".
Il parroco don Fabio Battiato qualche tempo dopo fece realizzare il bel basamento ligneo rialzato attuale.
In questo settembre 2025 l'attuale parroco don Fabio Galli (che risiede però in San Nicolò a Trebbia) la ha esposta ora all'ingresso della chiesa con accanto sempre il maestoso Cilio di Noto e quattro brillanti candelieri lignei.
Il Patrono del borgo, dove vi è anche nato fisicamente nel grande castello, come da atto notarile fatto in curia a Piacenza il 9 agosto 1617 firmato dal Vescovo, dopo una ricerca storica, è appunto da oltre 400 anni San Corrado Confalonieri.
Nell'ospitale romitorio del borgo S. Corrado, accolto da frate Aristide nel 1315, iniziò la sua missione laica di penitente terziario francescano.
Partirà e dopo vari pellegrinaggi arriva a Noto dove vive nella Valle dei Tre Pizzoni in una grotta in vita eremitica. Tantissimi i miracoli in vita e dopo la sua morte, in quella rocciosa grotta.
Calendasco e Noto per questi fatti storici sono uniti nel culto e devozione al loro unico Patrono del Cielo. 
 
Per correttezza del racconto storico dei fatti, precisiamo che Umberto Battini ha pubblicato alcuni libri studio con documenti circa S. Corrado, oltre a decine di articoli divulgativi sul Santo Eremita su quotidiani locali piacentini ed ha partecipato ad alcune conferenze divulgative sul Santo di Calendasco, organizzato Mostre documentarie. 
 Dal 2015 è Socio Onorario dei Portatori dei Cilii di Noto, conferimento avvenuto in chiesa a Calendasco. Nel 2019 gli è stato assegnato il Premio Proserpina Siciliani nel Mondo, nel Salone d'Onore del Comune di Caravaggio, per i suoi studi su S. Corrado e la famiglia Confalonieri.