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19 giugno 2026

18 giugno 2026

PO GIUGNO ANTROPOCENE

CON LA SECCA ESTIVA 
IL PO RILASCIA DALL'ALVEO 
RIFIUTI UMANI INDECENTI
I famigerati oggetti plastici, tanto dannosi alle acque per secoli

Le microplastiche che si staccano da questi oggetti che sono nel Po, danneggeranno per molti secoli le falde acquifere. Rifiuti dell'uomo moderno - detti Antropocene dagli studiosi - e che finiscono nel Po per causa dell'inciviltà dell'uomo.
Trascinati da torrenti e fiumi che poi sfociano nel Grande Fiume, ma anche plastiche recenti, forse gettate direttamente nel fiume da persone altamente ignoranti. 
Le immagini qui sotto fanno parte del progetto ILMIOVIAGGIOAPO (foto-progetto ormai attivo da molti anni) di Umberto Battini, che ha in archivio centinaia di foto del Po nelle varie stagioni dell'anno. Foto sia della natura e della fauna che popola le rive del Grande Fiume, che di rifiuti d'ogni genere che emergono principalmente con la secca estiva.  
Nel 2023 una Mostra Evento su questo fatto CLICCA QUI E LEGGI


 

PO SICCITA' A GIUGNO 2026

ECCO I DATI AGGIORNATI
LA SICCITA' MODERATA DEL PO


 

16 giugno 2026

IL PRETE E I TEMPLARI

MEDIOEVO PIACENTINO
ECCO IL FATTO NEI DETTAGLI
 

 

UN DATO UN FATTO

QUELLI EDITATI NEL PIACENTINO
SAN CORRADO CONFALONIERI
IL SANTO NATO A CALENDASCO 
Nel 1614 una agiografia e poi solo tre volumi studio
tra il 2005 e il 2024 

Sacrosanta verità! 
Parliamo dei libri stampati circa San Corrado Confalonieri qui a Piacenza, salvo, come sappiamo, sporadici brevi testi molto generici. 

Dopo il libro dello storico piacentino Pietro Maria Campi stampato a Piacenza nel 1614, che ricalcava lo studio preciso del Littara di Noto, solo dopo oltre quattro secoli altri libri stampati a Piacenza dedicati al santo.

Si tratta dei tre volumi di ricerca di Umberto Battini, studioso con ricerche d'Archivio su San Corrado in terra piacentina negli ultimi trent'anni.  
Suoi i tre importanti libri con materiale d'archivio inedito, mai da nessuno prima visto e citato.
 
 
L'ultimo libro del giugno 2024 riguarda i verbali originali conservati nell'archivio della parrocchiale di Calendasco, che Battini nel tempo ha potuto visionare e studiare in modo accurato negli anni.

Sono emerse novità non indifferenti grazie al fiuto del ricercatore che è studioso e devoto del Patrono del borgo sul fiume Po.

Il nuovissimo libro venne presentato a Calendasco, presso il Romitorio medievale, quasi di fronte al Comune, nel giorno di sabato 22 giugno del 2024.
Erano presenti lo scrittore siciliano Carmelo Sciascia ed il giornalista scrittore Claudio Arzani  insieme all'autore del testo. 

Un importante tassello storico nella vita religiosa e di culto del borgo di Calendasco che condivide il patronato con la città di Noto in Sicilia, dove se ne conservano le sante spoglie.

15 giugno 2026

ANTROPOLOGIA DI UN CULTO LOCALE

ANTROPOLOGIA DEL CULTO 
DI SAN CORRADO IN TERRA PIACENTINA 
 
L'antropologia è la scienza che studia l'essere umano nelle sue dimensioni biologiche, sociali e culturali. 
Dal greco ànthropos (uomo) e lógos (studio), indaga l'evoluzione della nostra specie e i diversi comportamenti, credenze e sistemi di vita all'interno delle società. 


Inizia un progetto culturale sulla evoluzione del culto locale di San Corrado Confalonieri, il patrono di Calendasco da più di 400 anni!
Buona parte del progetto si sviluppa sui libri già editati a stampa sul Santo Eremita piacentino, nel particolare quelli degli studi di Umberto Battini.

Non indifferente l'apporto "antropologico" nel libro del 2024 "I Documenti del culto a S. Corrado - Le carte originali di Calendasco circa il Patronato secolare" edizioni Studi Corradiani 2024.
Ricerche e studi che verranno inseriti nel nuovo lavoro a stampa.
 
ANTROPOLOGIA DEL CULTO A SAN CORRADO
IN TERRA PIACENTINA
un progetto a cura di Umberto Battini studioso e storico di S. Corrado


NEL 1547 IL FATTO DI SANGUE

PARTE DAL CASTELLO 
DI CALENDASCO IL NOBILE
GIOVANLUIGI CONFALONIERI
Era feudatario residente nel borgo, ma anche un potente tra i nobili di Piacenza

di Umberto Battini
    divulgatore storico 

Partecipò attivamente con altri tre, alla uccisione del figlio di papa Paolo III nel castello in Cittadella a Piacenza, residenza del Duca Pier Luigi Farnese, era il 10 settembre 1547. Da quel giorno il culto a S. Corrado venne bloccato completamente fino agli inizi del '600 sia nel borgo di Calendasco come anche in tutto il territorio piacentino, compresa la città di Piacenza.

nella foto sotto l'inizio della "Relatione della morte di Pier Luigi Farnese figliolo naturale di Papa Paolo 3°"  



LA BELLEZZA NATURALE NEL PO

NEL SILENZIO DEL GRANDE FIUME
IL PO FOTOGRAFATO CON LA MIA CANON REFLEX
PER IL PROGETTO ATTIVO DAL 2021  ILMIOVIAGGIOAPO 

Ecco una bella e rara immagine di aprile 2026
fenicotteri rosa nel Po fotografati da Umberto Battini 


UN DATO DI FATTO

dal 2016 RECUPERATA
RIMESSA AL CULTO PUBBLICO
NELLA CHIESA DI CALENDASCO 
L'antica statua del Patrono San Corrado

Ecco la storia del recupero 
la statua del Patrono in chiesa a Calendasco foto U B
 
Era abbandonata dagli anni '70 nel solaio della Casa Canonica della chiesa parrocchiale di Calendasco

E addirittura, con grande devozione, anche se molto pesante, veniva portata in processione nella Festa solenne del 19 febbraio, giorno del Dies Natalis di San Corrado Confalonieri.

Una mattina di un mese invernale, Umberto Battini studioso e storico di S. Corrado e devoto, ritrovò nel solaio la preziosa statua, ricoperta da un telo plastico.
Guardandola vide che era annerita dal tempo, ma era ancora in più che ottime condizioni, sebbene fosse dipinta e in gesso non aveva danni.
Con il permesso del parroco di quei giorni, che era don Fabio Battiato, è stata portata al primo piano della Canonica, dove Umberto Battini l'ha ripulita in varie giornate.
 
E così nella festa del 19 febbraio di quel 2016 venne nuovamente esposta alla devozione pubblica in chiesa ed ancora oggi è esposta con il Cilio donato dai Netini nel 2015 quando vennero a Calendasco come pellegrini.
 
Alla fine della santa messa lo storico devoto, sempre in accordo con il parroco, tracciò una breve storia di questa bella statua, che ovviamente i più anziani ben ricordavano.
 
Cercando nell'archivio parrocchiale e studiandolo già da tempo ed alcuni anni, Battini ha rinvenuto la documentazione relativa alla statua: la relazione del 3 luglio 1907 del Consiglio parrocchiale di Calendasco, presieduta dal parroco arciprete don Giovanni Caprara ed altri laici del paese, ne deliberarono l'acquisto.
Viene indicato il prezzo: "una spesa di L. 40 circa", che al valore odierno corrispondono circa a 4000 euro.
 
La documentazione è anche pubblicata nel libro di Umberto Battini edito per Studi Corradiani nel 2024 "I Documenti del culto a San Corrado - le carte originali di Calendasco circa il Patronato secolare".
 
Il parroco don Fabio Battiato qualche tempo dopo fece realizzare il bel basamento ligneo rialzato attuale.
Dal settembre 2025 l'attuale parroco don Fabio Galli (che risiede però in San Nicolò a Trebbia) la ha esposta in un nuovo allestimento, all'ingresso della chiesa con accanto sempre il maestoso Cilio di Noto e quattro brillanti candelieri lignei.
 
Il Patrono del borgo, dove vi è anche nato fisicamente nel grande castello, come da atto notarile fatto in curia a Piacenza il 9 agosto 1617 firmato dal Vescovo, dopo una ricerca storica, è appunto da oltre 400 anni San Corrado Confalonieri.
 
Nell'ospitale romitorio del borgo S. Corrado, accolto da frate Aristide nel 1315, iniziò la sua missione laica di penitente terziario francescano.

Partirà e dopo vari pellegrinaggi arriva a Noto dove vive nella Valle dei Tre Pizzoni in una grotta in vita eremitica. 
 
Tantissimi i miracoli in vita e dopo la sua morte, in quella rocciosa grotta.
Calendasco e Noto per questi fatti storici sono uniti nel culto e devozione al loro unico Patrono del Cielo. 

Per correttezza del racconto storico dei fatti, precisiamo che Umberto Battini ha pubblicato alcuni libri studio con documenti circa S. Corrado, oltre a decine di articoli divulgativi sul Santo Eremita su quotidiani locali piacentini ed ha partecipato ad alcune conferenze divulgative sul Santo di Calendasco, ha organizzato Mostre documentarie importanti.

Dal 2015 è Socio Onorario dei Portatori dei Cilii di Noto, conferimento avvenuto in chiesa a Calendasco. 
Nel 2019 gli è stato assegnato il Premio Proserpina Siciliani nel Mondo, nel Salone d'Onore del Comune di Caravaggio, per i suoi studi su S. Corrado e la famiglia Confalonieri. 
 
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IL FRATE ARISTIDE

FRA ARISTIDE  

PRIMA COMUNITA' TERZIARIA
AL GORGOLARE DI CALENDASCO 
Per comprendere gli eventi pre-corradiani in terra piacentina

di Umberto Battini
    divulgatore e storico di S. Corrado

la statua di frate Aristide davanti al Romitorio ospitale di Calendasco

Nel libro dello storico Raffaele Pazzelli Il Terz’Ordine Regolare di San Francesco attraverso i secoli”, edito in Roma nel 1958, reperiamo fondamentali dati storici, che oltre a servire per questa breve sintesi, si presteranno per la relazione che segue.

La comunità in Calendasco di Terziari in abito eremitico composta di pochi religiosi con a capo il frate Aristide, come ogni comunità terziaria, oltre a non essere molto appariscente era anche giuridicamente indipende, con una unione con le altre comunità terziarie “amico foedere”, cioè legame di mutua assistenza.

Questa mancanza di unità causava evidentemente una minore appariscenza esteriore del fenomeno della vita comune tra i Terziari, per cui fu facile che fosse trascurato nelle cronache del tempo, ed in effetti il primo storico che ricercò e rinvenne parecchi documenti dei primi tempi dell’Ordine, il De Sillis, ci fornisce ragione della mancanza di documenti nei più antichi Conventi Terziari.

Il De Sillis nel libro del 1621 sui Terziari di S. Francesco o Penitenti dice chiaramente sul fatto della esistenza e smarrimento dei documenti che fu:
“...a causa dell’umile genere di vita dei nostri Padri;, non avendo grandi monasteri, ma per lo più eremi o piccole abitazioni all’ombra di Ospedali o di Chiese, non possedevano archivi, nè si preoccupavano di questo ma solo di vivere santamente, nella carità verso Dio e il prossimo.”
Anche Fredregando da Anversa dice che i Terziari:
In molti luoghi essi aprirono degli ospedali e degli ospizi peri poveri e pellegrini, dove necessariamente alcuni fratelli dovevano prendere dimora”.

Del frate Aristide tratta ampiamente uno storico di alcuni secoli fa il cosiddetto Anonimo di Montefalco in Umbria.

Lo scritto dell’Anonimo è stato rinvenuto da altro grande storico del Terzo Ordine il p. Gabriele Andreozzi, vedasi in Analecta TOR dello stesso Andreozzi “S. Rocco in Montefalco, la Porziuncola del Terz’Ordine Regolare” ed è ricco di dati a noi utili, che in altro studio presenteremo ai devoti e appassionati di storia. 
Resta importante la questione che già parechi secoli fa, in Umbria lontano centinaia di chilometri da Calendasco, uno storico rimasto ‘Anonimo’ abbia saputo tramandare del Frate Aristide chiamato a Montefalco da Calendasco a presiedere la costruzione del Convento di S. Rocco delle monache Terziarie.
(Possiedo la copia anastatica dello studio ndr) 

Il Pazzelli nel già ricordato volume ci informa chiaramente che:
Il terzo luogo di cui ci è stata tramandata memoria è il Convento-eremitaggio di Calendasco presso Piacenza. Sin dal 1280-1290 esisteva qui una Comunità di eremiti, sotto l’obbedienza di Frate Aristide, lo stesso che nel 1290 venne a Montefalco a trovare la Beata Chiara ed in tale occasione ricevé la donazione dei Sigg. Bennati di cui si è detto. Dopo la costruzione di quel Convento lasciò a Montefalco alcuni suoi Frati e ritornò a reggere la sua Comunità nel Piacentino. Qui nel 1315 ricevé nell’Ordine un nobile piacentino, Corrado Confalonieri, predicendogli che sarebbe diventato un grande santo”.

Umberto Battini

SE COPI CITA LA FONTE

14 giugno 2026

ILMIOVIAGGIOAPO 2026

LA GUERRA ALLE MICROPLASTICHE
E' INFINITA E L'ANTROPOCENE DOMINA
Nel caldo del giugno il Po mostra la sua florida bellezza dalle sponde intonse in luoghi inaccessibili e silenziosi 
 
L'antropocene - i rifiuti umani - non mancano mai sulle rive del Po: plastica, bottiglie di vetro, flaconi, spray in alluminio, lattine. Ma per fortuna qualche reperto, non antico, testimonia la vita animale di questi luoghi, una vita faunistica che ha i suoi cicli, come tutto, un inizio ed una fne.
Due immagini scattate da Umberto Battini significative, per il progetto che  attua da alcuni anni, con centinaia di scatti nelle varie stagioni, lungo le sponde del Grande Fiume, un progetto denominato ILMIOVIAGGIOAPO 
 

 
 
 

PORTI A META' '800



 

12 giugno 2026

CULTO E ANTROPOLOGIA

ANTROPOLOGIA DEL CULTO
DI SAN CORRADO IN TERRA PIACENTINA 
 
L'antropologia è la scienza che studia l'essere umano nelle sue dimensioni biologiche, sociali e culturali. 
Dal greco ànthropos (uomo) e lógos (studio), indaga l'evoluzione della nostra specie e i diversi comportamenti, credenze e sistemi di vita all'interno delle società. 


Inizia un progetto culturale sulla evoluzione del culto locale di San Corrado Confalonieri, il patrono di Calendasco da più di 400 anni!
Buona parte del progetto si sviluppa sui libri già editati a stampa sul Santo Eremita piacentino, nel particolare quelli degli studi di Umberto Battini.
Non indifferente l'apporto "antropologico" nel libro del 2024 "I Documenti del culto a S. Corrado - Le carte originali di Calendasco circa il Patronato secolare" edizioni Studi Corradiani 2024.
Ricerche e studi che verranno inseriti nel nuovo lavoro a stampa.
 
ANTROPOLOGIA DEL CULTO A SAN CORRADO
IN TERRA PIACENTINA
un progetto a cura di Umberto Battini studioso e storico di S. Corrado
 
 
 

DOMANDE STORICHE

ALCUNE PERTINENTI DOMANDE
SUL CASTELLO DI CALENDASCO
Circolano dati a volte assai "curiosi"

il castello di Calendasco fotografato dal campanile foto U B

E' lecito porsi delle domande "storiche" sul castello di Calendasco (da non confondere con il recetto).
Infatti circolano dati veramente "estrosi" ed ai quali qualcuno può in buona fede anche credere.
Ma è proprio così?

Domanda 1

Il castello ha avuto mai 4 torri? Diciamo nettamente: no!
Eppure circola questo dato estremamente falso. 
Il castrum così come lo vedete ha sempre avuto una sola torre, cilindrica, accanto al levatoio.
Ma in qualche libro, il dato circola, e qualcuno ancora oggi, con estrema ignoranza lo sostiene. Venire a vedere per credere: una sola torre.

Domanda 2

Appartenne prima dei Confalonieri ad altri feudatari?
Prima di tutto arrivò il recetto vescovile! Poi il castello: avete visto gli atti notarili del castello di altri che non siano dei Confalonieri?  
Alcune dritte ci hanno portato a verificare. Già molto tempo fa.
Qualche fraintendimento di lettura di carte notarili antiche sul fatto.  
Sui Confalonieri non ci piove. Neanche sul tempo della nascita di San Corrado (1290).
Ma questa non è la sede per dare dati, carte, del fatto!
Non si scordi il Legato del 1617 notarile di Curia. 

Domanda 3

Qualcuno scrisse che fu "distrutto alla base" dai ghibellini piacentini nel XIV secolo.
Qualcuno lo ripete, così a "copia e incolla" ancora oggi!  
Ma vi sembra un dato storico vero? Secondo voi fu veramente raso al suolo e distrutto? 
Anche qui la risposta non la mettiamo ora, ma da altra parte nero su bianco a tempo debito.
Intanto, lasciamo rispondere al "fatto" se sia o no successo questo, alla vostra intelligenza.

Domanda 4

I Farnese ebbero mano dura con i Confalonieri di Calendasco? (Non d'altri luoghi come sappiamo). E quindi anche sul culto per San Corrado a Piacenza?
E questo a causa del Confalonieri, feudatario e abitante e residente a Calendasco, che uccise con altri nel 1547 a Piacenza città il figlio del papa Paolo III cioè Pierluigi Farnese? 
Purtroppo il culto fu fermato a Piacenza e territorio, fino all'espusione, 40 anni dopo il fatto, del Confalonieri feudatario di Calendasco. Carta alla mano, dagli originali. 

Una risposta storica esiste. Ad ogni domanda. Basta cercarla! A volte non si riesce nell'intento, allora bisogna usare "l'intelligenza storica" collegando dati e date.

Per concretezza poi daremo dati da ogni Libro, Autore, Pagina e anno d'edizione dove si citano dati errati.

Umberto Battini
divulgatore storico
 
se copi cita la fonte 
 

11 giugno 2026

LETTURE IMPORTANTI

180MILA CLICK AL BLOG 

LA DIVULGAZIONE STORICA LOCALE
CHE COLPISCE NEL SEGNO
Semplice, precisa e immediata 
DAL 2010 ON LINE 

sigericohistory sigerico on the francigena

9 giugno 2026

NEL SILENZIO DEL PO

ILMIOVIAGGIOAPO2026
NEL MOMENTO GIUSTO
Con la  mia Canon reflex lungo il Po caldo e afoso
in questo giugno 

 

MOSTRA ANTROPOCENE PLASTICA NEL PO 2023

IN OCCASIONE DELLA MOSTRA
"ANTROPOCENE
ARCHEOLOGIA DI PLASTICA"
Curata da Umberto Battini 
l'importante Mostra Evento
che si tenne nel 2023 

Nell'anno 2023 la Mostra Evento a Calendasco
e un servizio della Rai Tv  

Esposti sotto al portico dell'antico medievale Hospitale Romitorio
di Calendasco, oggi abitazione della famiglia di Bruno Grassi,
decine di oggetti plastici, ritrovati nel Po in secca.
Pezzi di vario genere, plastica che inquina le acque,
rilasciando microplastiche per secoli.
Un successo di pubblico.

Nell'occasione anche la Rai Tv arrivò a Calendasco. 

8 giugno 2026

IL BARBAROSSA ANNO 1162

CON IL CAPPELLO IN MANO I PIACENTINI
A PAVIA DALL'IMPERATORE NEL 1162
L'ARTICOLO DA ILPIACENZA.IT quotidiano





PLASTICA DI FIUME

ANTROPOCENE
ARCHEOLOGIA DI PLASTICA 
Inquinamento plastico che non vorremmo nel Po 

Per secoli tutta la plastica e ogni altro tipo di rifiuto umano non riciclato correttamente e gettato nel letto dei fiumi e torrenti, che poi sfociano nel Po, andranno a rilasciare microplastiche che per centinaia di anni si mischieranno alle acque e ovviamente finiranno nelle falde acquifere.

foto sotto di Umberto Battini per il progetto ILMIOVIAGGIOAPO


 

UN DATO DI FATTO

UN FATTO
CHE E' TESTIMONIANZA REALE 

 

7 giugno 2026

BARBAROSSA LA PACE DEL 1162

CON IL CAPPELLO IN MANO I PIACENTINI
A PAVIA DALL'IMPERATORE NEL 1162
L'ARTICOLO DA ILPIACENZA.IT quotidiano



 

6 giugno 2026

LA MOSTRA DEL 2023

UNA MOSTRA PER IMMAGINI
DEDICATA A SAN CORRADO
DAL 19 AL 24 SETTEMBRE 2023

 



SAN ROCCO I DATI

I DATI
DA GIOVANE SAN ROCCO SI FECE TERZIARIO
IL CULTO DIVULGATO DAI FRANCESCANI 
Papa Paolo III lo inserisce nel catalogo dei Terziari
 
di Umberto Battini
    divulgatore storico 
 
Leggendo la Vita di San Rocco scopriamo che dopo la perdita dei due genitori, quindi un fatto molto significativo e toccante, il giovane e nobile Rocco prende la decisione di farsi terziario.  
Come è indicato nella bolla papale Supra Montem del 1289 - regola per i terziari - resta però allo stato laicale senza affiliarsi a nessuna piccola comunità terziaria francescana come era quella ad esempio cui aderì S. Corrado Confalonieri presso Calendasco di Piacenza.

Si dedica quindi al volontariato di carità in ospedali per poveri malati e pellegrini ed a un certo momento parte pellegrino.


L'aspetto che si vuol significare qui è quello d'essere stato S. Rocco un vero e proprio penitente francescano: infatti fin da bambino visse molto da vicino l'ideale francescano e come S. Corrado ne fu attratto e dopo i fatti decisivi della vita.  
San Rocco aderì a questo ideale terziario, vissuto in modo solitario come era tra le possibilità della Regola del tempo per i laici cioè la Supra Montem.

Con atto formale papa Paolo III nel 1547 con la bolla "Cum a nobis" inserisce San Rocco ufficialmente nel catalogo dei Santi del Terzo Ordine di San Francesco de penitentia nuncupati, e che dal 1447 era un Ordine come quelli già conosciuti cioè con propri conventi, ospedali, oratori e un proprio Ministro Generale etc.

Papa Urbano VIII approva ufficialmente il culto nel 1629  e papa Innocenzo XII nel 1694 prescrive ai francescani di celebrarlo con solennità.

Ovviamente S. Rocco già dai primi decenni del 1400 è molto venerato e conosciuto come protettore dalla peste e il suo culto si propaga nel popolo rapidamente e soprattutto grazie ai francescani cappuccini dal 1500, e quindi la Chiesa di Roma arriva a farne indagine e compiere gli atti che abbiamo sopra descritto.

Quindi sul dato che S. Rocco sia un penitente terziario francescano non esistono dubbi: culto da sempre portato avanti dai francescani ed ufficialmente inserito nel Catalogo del Terz'Ordine, senza che gli altri ordini francescani facessero proteste, come ad esempio i frati Minori oppure i Conventuali o i Cappuccini.

In questi decenni il culto sanrocchino, causa la non precisa conoscenza della sua Vita, lo ha posto tra i santi laici anonimi, ma così non è, cioè non è il caso di San Rocco di Montpellier.  Egli appartiene al francescanesimo, e fin dalla sua giovinezza per scelta personale, una scelta quindi poi estesa a tutta la sua santa vita, e poi passata alla Storia sacra e umana del Santo della Peste Rocco.
 
testo Umberto Battini 
           divulgatore storico 
 
se copii qualcosa cita la fonte 

LA PACE DI COSTANZA IL PREACCORDO

ECCO I DATI STORICI DEL FATTO
UN ARTICOLO DEL 2023 
DA ILPIACENZA.IT
quotidiano piacentino online


 

5 giugno 2026

TRAGHETTI PER CARRI

LUNGO IL PO I TANTI TRAGHETTI
PER PASSARE DA SPONDA A SPONDA
Erano molti proprio perchè lo spostarsi dei contadini
e dei loro carichi agricoli erano giornalieri

si pagava un dazio di transito  foto IA di U B

 

4 giugno 2026

SERIETA' E RICERCA

RICERCA E SERIETA'
VANNO DI PARI PASSO
Lo studio e la ricerca corradiana piacentina
 
di Umberto Battini
    storico di S. Corrado e divulgatore 

San Corrado Confalonieri e Calendasco, tanta documentazione inedita emersa dagli archivi

Ma la ricerca d'archivio a chi è riservata? A qualche privilegiato?
No! La ricerca d'archivio è aperta a tutti, chiunque può andare in Archivio di Stato a Piacenza e Parma o Milano e fare una ricerca storica. 

E' quello che iniziai quasi 30 anni fa, così ho fatto io!
Sacrificando il tempo libero per dedicarmi alla polvere di queste carte preziose, facendole passare una ad una, a volte con successo a volte invece senza risultati.
Ma a furia di ricercare le carte sono saltate fuori!
Basta andare tra le carte antiche e impolverarsi le mani, sfogliare carte raccolte in faldoni. Basta avere la voglia di guardare tra libri, fogli, e cartelle e leggere le carte e sperare di ritrovarci qualcosa di importante o utile allo studio.
Intanto bisogna ribadire che Calendasco vanta oltre 400 anni di Patronato di San Corrado! Cioè è Patrono e Protettore di questo comune e di questa gente piacentina calendaschese da più di quattro secoli!

La Tradizione storica indica in Calendasco il convento del Gorgolare ove erano i frati penitenti terziari che accolgono San Corrado dopo l'incendio!
Lo hanno scritto fior fiore di storici antichi. E sempre a Calendasco nel 1290 il Santo Terziario francescano è nato nella camera superiore che dà sulla caminata magna del castello dei Confalonieri del paese.
Ma dove è scritto?
E' scritto in carte d'archivio nel Fondo Notarile dell'Archivio di Stato di Piacenza e in quello della Parrocchia di Calendasco, precisamente nel documento detto Legato Sancti Conradi del 9 agosto 1617.
Scritto dal notaio e cancelliere della Curia vescovile di Piacenza dentro al Palazzo del vescovo di Piacenza!

L'atto è degno di fede perchè scritto da notaio di Curia davanti a testimoni e sottoscritto e firmato dal Vescovo di Piacenza in persona!
Vi si legge che i Confalonieri erano da secoli feudatari di Calendasco e che proprio a Calendasco San Corrado ha avuto la sua origine terrena e che ne è Patrono!
Anche il castello lo testimonia nella sua struttura: il cassonato ligneo del 1300 del soffitto è tutto tappezzato dallo stemma dei Confalonieri.

Tante altre nuove carte importantissime ho ritrovate e verranno rese pubbliche al più presto perchè tutti i devoti sinceri possano sapere della storia e del culto in terra piacentina di San Corrado Confalonieri.

Genericamente a Noto si è sempre detto S. Corrado essere di Piacenza, ma va da sè che è una informazione fittizia, fatta perchè non c'erano notizie certe e ovviamente a Noto, a quei tempi antichi presero per riferimento la città capoluogo dell'Emilia, ove il Santo era originario.

Non avendo notizie a quel tempo, così come è certo, ma sapendo i netini che era piacentino, venne semplice dirlo nativo della città! In effetti a Noto come avrebbero potuto immaginare che era feudatario di un luogo vicino a Piacenza, era molto più semplice parlare della città.
Lo studio che ho potuto fare mi testimonia la feudalità dei Confalonieri a Calendasco per almeno oltre i 200 anni e lo possiamo leggere in carte di notaio antiche, e anche vedere nella struttura guelfa del castello del paese e negli affreschi dello stemma della Casata Confalonieri che sono pitturati.

una pagina del Legato Sancti Conradi del 1617

Quando i Netini scrissero a Piacenza nel 1610 di fare ricerca storica sul Santo perchè a Noto di lui della sua vita piacentina non si sapeva niente, scrissere nero su bianco già però che sapevano da alcuni storici, che era feudatario di Calendasco! 

La ricerca iniziò e la concluse il Vescovo di Piacenza omologando il Legato di San Corrado del 1617 voluto dal Landi e dove il notaio fece in duplice copia il prezioso e importante documento, una carta in più pagine scritta da un notaio e firmata anche dal Vescovo di Piacenza ha un valore di legalità e verità che non sono criticabili!
Un qualsiasi storico serio non metterà mai in discussione un documento di notaio curiale del genere!
Solo la mancanza di buona fede o di ignoranza delle regole di come era redatto un documento di notaio con valore legale, può portare a dire che quello che è scritto nel Legato non corrisponde al vero!
Ma fino a prova contraria, e per il buon senso comune, un atto notarile è inoppugnabile, così come anche al giorno d'oggi.
Viva San Corrado nato a Calendasco nel 1290 nel castello e nato a vita spirituale nel romitorio del paese dei francescani nell'anno 1315! 
Gli Anziani di Noto che governavano la città nel 1600, scrissero a Piacenza ben 3 lettere nel 1610, chiedendo in una se fosse possibile fare delle ricerche storiche in archivio su San Corrado per sapere di più della sua vita ed anzi essi scrivono che già loro sapevano che fosse stato feudatario di Calendasco!

Scrissero tre lettere: una agli Anziani del Comune di Piacenza, una al Duca Farnese ed una al Vescovo di Piacenza.

Proprio il Vescovo di Piacenza mons. Claudio Rangoni fece compiere una ricerca che diede i suoi frutti e venne messa nero su bianco nell'occasione della scrittura del Legato di San Corrado.
 Il documento notarile si conserva in due copie originali: una in Archivio di Stato a Piacenza ed una in Archivio Parrocchiale a Calendasco!
E' stato scritto dal Notaio e Cancelliere della Curia vescovile di Piacenza propria nel Palazzo del Vescovo il 9 agosto 1617.
Tra i Testimoni convenuti anche il Vescovo in persona che alla fine sottoscrive l'atto diplomatico notarile approvandolo e firmandolo. 
Già nella prima pagina si dice che i Confalonieri furono per vari secoli feudatari di Calendasco paese della diocesi di Piacenza posto al di là del fiume Trebbia.
Alla pagina 12 si possono leggere tradotte dal latino, delle affermazioni inportantissime!
Cioè che San Corrado Confalonieri, che già era Patrono di Calendasco, nello stesso paese vi era nato fisicamente!

particolare del Romitorio ospitale di Calendasco oggi abitazione privata

Quello che viene trascritto è la sintesi di una ricerca storica fatta a quel tempo, infatti viene messo nero su bianco tradotto dal latino che "dopo una ricerca sulla vita fisica" su S. Corrado "ut in eius vita publica tipis mandata videre est" - si può con certezza dire che "San Corrado è nato fisicamente nello stesso luogo di Calendasco" e cioè che "in eodem loco iste Sanctus ut praefertur, vitam terrenam duxit" cioè nello stesso paese di Calendasco - ut praefertur cioè come è accertato! ha avuto la sua origine terrena!
E la parola "eodem" cioè "nello stesso luogo" viene tutta intorno puntinata per dare vigore a quanto affermato!

Nello stesso luogo "eodem" ove è Patrono (riferito a Calendasco) il Santo è anche nato, qui ha avuto l'origine terrena!
Un atto notarile fatto in curia vescovile di questo tipo non può in nessun modo essere messo in discussione.
Un qualsiasi storico serio mai si sognerebbe di negare quanto in una carta del genere viene scritto e affermato, proprio perchè è un documento ufficiale di Notaio e Cancelliere e fatto davanti a testimoni e allo stesso Vescovo di Piacenza che addirittura "loda, approva e firma" tutto!
E' un atto diplomatico notarile in latino.

Si comprende quindi che fino al 1617 la dicitura che San Corrado era nato a Piacenza era solo fittizia, e proprio da Noto nel 1610 gli Anziani scrivono per chiedere più notizie certe, e il Vescovo di Piacenza le fa fare e le mette nero su bianco, per mano del Notaio e tutto avviene nello stesso palazzo vescovile!
Se le cose fossero state diverse avrebbe evitato di scriverlo, e maggiore importanza è il fatto che ad affermarlo è proprio l'Autorità religiosa cioè il Vescovo!
A Calendasco San Corrado avevano appurato che vi era nato perchè avevano fatto indagini - ut in eius vita publica tipis mandata videre est!
Per dovere di serietà, di buona fede bisogna accettare senza dubbio alcuno quello che fu ricercato storicamente a quel tempo, e su espressa richiesta di Noto!
E da  oltre 400 anni ormai questo è scritto e affermato, inoltre la certezza storica che già avevamo nel piacentino, era il convento dove si ritirò nel 1315 già nominato da storici antichissimi, e altro dato inoppugnabile è  che Calendasco vanta ben 400 anni di Patronato, cioè  Protettore del paese e della gente di questo luogo.

La ricerca storica antica va rispettata ed accettata perchè da sempre è importante e soprattutto nel caso di San Corrado, del quale a Noto della vita piacentina si conosceva quasi nulla, e infatti scrivono nel 1610 per avere dati in più sul Santo e li ottengono dal Vescovo che accerta quanto detto!

La buona fede, l'apertura della mente e del cuore deve far accettare questo dato, che non cambia niente dal punto di vista devozioale, ma anzi arricchisce e aiuta la venerazione, e Calendasco vanta ancora una documentazione ricchissima di carte sui Confalonieri che furono feudatari per secoli del posto come testimonia anche il castello con il cassonato del soffitto ligneo del 1300 pitturato con lo stemma dei Confalonieri. 

Chi fa ricerca storica seria non può in nessun modo mettere in discussione questo documento che è un atto legale pubblico fatto da un Notaio e Cancelliere di Curia di Piacenza e firmato dallo stesso Vescovo!

Anzi dobbiamo essere fieri che sia stato fatto questo lavoro di ricerca già nel 1617 su proposta arrivata direttamente da Noto, e che per onore del vero va preso molto sul serio per rispetto del nostro Santo Patrono.

Piaccia o non piaccia un documento del genere non può essere criticato ne tacciato di essere falso, per chiunque abbia buon senso e conoscenza di studio del valore legale dei documenti! La scienza che li studia nelle università, si chiama ancora oggi "Diplomatica".

Umberto Battini
storico di S. Corrado e divulgatore 
 

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