DA GIOVANE SI FECE TERZIARIO
IL CULTO DIVULGATO DAI FRANCESCANI
Papa Paolo III lo inserisce nel catalogo dei Terziari
di Umberto Battini
divulgatore storico
Leggendo la Vita di San Rocco
scopriamo che dopo la perdita dei due genitori, quindi un fatto molto
significativo e toccante, il giovane e nobile Rocco prende la decisione
di farsi terziario, così come indicato nella bolla papale Supra Montem
del 1289.
Resta però allo stato laicale, senza affiliarsi a nessuna
piccola comunità terziaria francescana, come era quella ad esempio cui
aderì S. Corrado Confalonieri presso Calendasco di Piacenza.
Si dedica quindi al volontariato di carità in ospedali per poveri malati e pellegrini ed a un certo momento parte egli stesso pellegrino.
L'aspetto che si vuol significare qui è quello d'essere stato S. Rocco un vero e proprio penitente
francescano: infatti fin da bambino visse molto da vicino l'ideale
francescano e come S. Corrado ne fu attratto e dopo i fatti decisivi
della vita, fu a questo ideale terziario cui dedicò la vita, in modo
solitario come era tra le possibilità della Regola del tempo per i laici
cioè la Supra Montem.
Con atto formale papa Paolo III nel 1547 con la bolla "Cum a nobis" inserisce San Rocco ufficialmente
nel catalogo dei Santi del Terzo Ordine di San Francesco de penitentia
nuncupati e che dal 1447 era un Ordine proprio come quelli già
conosciuti, cioè con propri conventi, ospedali, oratori ed un proprio
Ministro Generale etc.
Papa Urbano VIII approva ufficialmente il culto nel 1629 e papa Innocenzo XII nel 1694 prescrive ai francescani di celebrarlo con solennità.
Ovviamente
S. Rocco già dai primi decenni del 1400 è molto venerato e conosciuto
come protettore dalla peste ed il suo culto si propaga nel popolo
rapidamente, e soprattutto grazie ai francescani cappuccini dal 1500, e
quindi la Chiesa di Roma arriva a farne indagine per compiere gli atti che
abbiamo sopra descritto.
Quindi sul dato che S. Rocco sia un penitente terziario francescano non esistono dubbi: un culto da sempre portato avanti dai francescani e quindi ufficialmente inserito nel Catalogo del Terz'Ordine e senza che gli altri ordini francescani facessero proteste, come ad esempio i frati Minori oppure i Conventuali o i Cappuccini.
In
questi decenni il culto sanrocchino, causa la non precisa conoscenza della sua
Vita, lo ha posto tra i santi laici anonimi, ma così non è, cioè non è il
caso di San Rocco di Montpellier, egli appartiene al francescanesimo.
E questo accade fin dalla sua giovinezza, per sua scelta personale e quindi poi estesa a
tutta la sua santa vita, che è poi passata alla Storia sacra e umana come il Santo protettore contro la Peste.
Umberto Battini
divulgatore storico
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