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22 maggio 2021
PASSO DEL PO
21 maggio 2021
PASSA IL GIRO
20 maggio 2021
SANTA RITA
19 maggio 2021
MAPPA RAID SUL PO
17 maggio 2021
RAID SUL PO L' ARTICOLO
ARTICOLO SU ILPIACENZA DEL RAID
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Raid Pavia-Venezia, torna dopo dieci anni la gara motonautica
Il prossimo 6 giugno torna la manifestazione motonautica internazionale e vedrà coinvolto tutto il tratto di sponda piacentino, da dove si vedranno sfilare a gran velocità scafi di varie cilindrata
Sarà una domenica dedicata al Grande Fiume quella del prossimo 6 giugno e vedrà coinvolto tutto il tratto di sponda piacentino, da dove si vedranno sfilare a gran velocità scafi di varie cilindrata, torna infatti la manifestazione motonautica internazionale denominata Raid Pavia-Venezia da svolgersi in giornata. Saranno oltre 400 i chilometri percorsi da Pavia a Brondolo-Chioggia e Venezia con partenze già dal primo mattino, questa è la gara su fiume più lunga in tutta Europa, ed il primo tratto Pavia-Isola Serafini di 97 km dovrà essere percorso nel tempo massimo di due ore per questo il tratto dovrà esser percorso a forte velocità.
A Piacenza un punto classico di forte impatto è il passaggio sotto ai due ponti ma anche altre località bagnate dal Po godranno di scenari spettacolari come nell’area golenale di Sarmato, e poi al rettilineo al Masero di Calendasco e così fino a San Nazzaro con Monticelli d’Ongina e Castelvetro, tutte aree che offrono uno scenario unico che permettono anche di ammirare bellezze naturali, ad Isola Serafini ci sarà il passaggio in conca e da quel punto inizieranno anche i cronometraggi per le varie categorie in gara.
Il Raid motonautico nacque nel lontano 1929 e dopo periodi di sospensione causa anche la guerra oggi è alla sua 69 edizione l’ultimo si era tenuto nel 2011 ed è stato organizzato dalla Associazione Motonautica Pavia e dalla Associazione Motonautica Venezia e gode della approvazione della Federazione Italiana Motonautica. Alla competizione partecipano campioni di fama quale ad esempio Drew Langdon 5 volte campione del mondo di F1 motonautica e ci saranno i campioni italiani Giuliano Landini, Serafino Barlesi e Guido Cappellini oltre ad un nome storico Giampaolo Montavoci.
Gli Ufficiali di Gara sono della Federazione
Italiana mentre il cronometraggio è a cura della Federazione Italiana
di Cronometraggio tra le curiosità sono ammessi al Raid anche
Idrovolanti a elica aerea e Aquabike, quindi mezzi Diporto ma ovviamente
la faran da padrone Offshore, Racers ed Endurance. Dato l’obbligo ed il
limite delle 2 ore per percorrere il tratto Pavia-Isola Serafini il
passaggio nel piacentino assumerà certamente connotati di alta velocità
dei mezzi nautici che offriranno uno spettacolo d’impatto dato anche dal
fatto del rombo forte e assordante dei potenti motori e che richiamerà
appassionati e curiosi sulle rive del Grande Fiume.
PASSA IL RAID SUL PO
16 maggio 2021
RAID SUL PO
12 maggio 2021
NEL MEDIOEVO
- ludus ad nevolas gioco delle cialde del 1300
- ludus biscatie gioco d'azzardo generico
- ludus ad canestrellos gioco con scommessa di dolci
- pannus bisus panno di lana bigio
- paternoster collana del rosario
- pelizone pelliccia
- piarda sponda del fiume
- pidone uomo a piedi
- pignata pignatta
- scafa scaffale o banco
- duplerium cero
- galena gallina
- axum asse
9 maggio 2021
ANCORA DEI LONGOBARDI
- omicidio
- lungo
- roba
- scaffale
- schiena
- zazzera
- zolla
- sterzo
- panca
- ciuffo
- federe
- magone
1 maggio 2021
HOSPITIUM
L'accogliena dei pellegrini negli ospedali aveva anche una distinzione sociale, infatti il pellegrino era distinto nettamente: quello a piedi e quello a cavallo. Ovvio che quello a cavallo è il ricco mentre il pellegrinaggio solo a piedi è quello comune, del ceto povero e quindi obbligato per certi versi a peregrinare in modo penitente più greve, passo dopo passo.28 aprile 2021
TERZIARIO FRANCESCANO
Ai nostri giorni abbiamo proprio qui sul Po, il passo francigeno detto “di Sigerico”. Il romitorio già verso il 1280 era retto da frà Aristide, maestro spirituale di s. Corrado e superiore del piccolo ospedale, proprio frà Aristide nel 1290 andò a Montefalco per presiedere alla costruzione del convento di s. Chiara e poi tornò a reggere la sua Comunità piacentina di fraticelli della penitenza o del terz’ordine francescano.
Nel 1315 circa vi è l’incendio devastante causato dal Confalonieri durante la caccia, e se fino a qualche anno fa la storiografia lo indicava essere nei pressi di Celleri, basandosi solo su una tradizione, ora abbiamo il sostegno di una pergamena che ribalta e corrobora la storia. L’abbiamo rintracciata in Archivio di Stato a Parma nel fondo del monastero di Quartazzola, è una pergamena in scrittura corsiva latina datata 11 gennaio 1589. Questa investitura di un fondo terriero di 200 pertiche piacentine (circa 45 campi da calcio) ci dice che le terre in direzione di S. Nicolò a Trebbia e che coinvolgono anche il territorio di Calendasco sono chiamate “alla Brugiata”. Questo grande spazio rurale fatto di campi coltivabili, boschi e viti con ragione possiamo intenderlo come la prova che lì un tempo vi fu un grande incendio, indicato appunto dalla toponomastica che chiama tutto quell’appezzamento “Bruciata” nonostante fosse stato terreno fertile e coltivo.
D’altra parte anche le “case bruciate” di Celleri sono una indicazione toponomastica così come il “molino bruciato” di Calendasco. Gli Statuti piacentini più antichi, quelli del feroce Galeazzo Visconti (1322 – 1336) prevedevano per l’incendio doloso varie pene a seconda della gravità ed entità dello stesso, ma il reo poteva pagare il danno al Comune con una grande somma pari a 200 lire oppure era libero – tra virgolette - di fare una volontaria cessione di tutti i beni. Senza addentrarci nella questione, possiamo credere fosse appunto questa la pena dovuta per l’incendio del nostro santo come già la storia secolare tramanda e ancor più quella del XV e XVI secolo scritta nella lontana Noto.
Lo sviluppo del culto al Santo Penitente ha una svolta in Piacenza nel 1611, quando giunge la lettera del 1610 scritta dai Giurati da Noto, bellissima città sicula nella quale da ormai sette secoli si conserva con somma venerazione il corpo del Confalonieri. Nella lettera si chiede di far ricerche negli archivi piacentini per scoprire quello che il santo frate “habbia molto più occultato per humiltà di quello che s’é investigato”.
La risposta è in parte nella lettera spedita da Piacenza nel 1611 che vede gli Anziani e Priori comunicare quanto avevan potuto sapere. Allegano alla missiva una “Informatione circa l’Illustre Famiglia Confaloniera” dalla quale leggiamo testualmente che nel Monastero francescano di S. Chiara, ancor oggi visibile sullo Stradone Farnese, tra le tante cose avevan “trovato notitia di una suor Gioannina Confalloniera che specialmente viveva nel 1340 et anco nel 1356” e che poteva essere la moglie del Santo Corrado al tempo della sua vita piacentina. Come detto, in questi primi decenni del 1600 assistiamo a Piacenza un rincorrersi di espressione di devozione e di propaganda del culto molto significativa a s. Corrado Confalonieri.
parte di testo estratto da un articolo pubblicato sul quotidiano di Piacenza Libertà nel 2013 da Umberto Battini










