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15 marzo 2026

IL PO NELLE MAPPE

SONO A DECINE LE ANTICHE MAPPE
L'ANTICO ALVEO
Così come appare nelle mappe del XVII secolo
 Quando parliamo dei porti (secondo l'accezione medievale) situati sul fiume Po a Calendasco dobbiamo attenerci alle mappe del territorio più vecchie e precise.
 
Solo in questo modo possiamo collocare i luoghi di porto, cioè di attracco delle imbarcazioni o del semplice trasbordo da una riva all'altra.
 
In questa mappa moderna viene stilizzato in modo semplice l'alveo del fiume.
Rimangono pressochè invariati quelli del Mezzano di fronte a Somaglia e quello di Cotrebbia (vecchia).
Interessante è che oltre al porto del Veratto ce ne fosse uno anche quasi dirimpetto alle Gabbiane sponda lombarda, praticamente guardando la mappa qui pubblicata, alla sinistra di Boscone Cusani.
Di regola sono indicati in ogni luogo ben due attracchi: uno con barca piccola per persone ed uno con traghetto per carri. Di questo fatto abbiamo le mappe d'Archivio, preziose e precise, che ci indicano le posizioni esatte 
 
Le carte d'archivio del tardo 1700 testimoniano invece un accresciuto numero di porticcioli nel comune di Calendasco: ecco che quindi vi ritroviamo il Soprarivo (che ha l'alveo così vicino oggi da quando c'è stato nel XVIII secolo il taglio di Po e del Tidone) e poi i porticcioli del Masero, del Bosco e Mezzano, della Raganella e Cotrebbia vecchia.
 
Insomma una evoluzione legata ai tempi ed anche al movimento dell'alveo del Po che era in antico ovviamente senza arginature, arginature che se poi furon adottate, certamente furono molto ridotte e non adatte a contenere piene con portate d'acqua importanti, come ben conosciamo.
 
Tanto si potrebbe raccontare su questi luoghi ma già farne una riflessione semplice e precisa aiuta a comprendere il territorio e la sua evoluzione storica e moderna.

Umberto Battini
studioso divulgatore
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