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29 luglio 2014

DECISI




E' fissato per venerdì 1 agosto 2014.
Organizzato dalla Curia diocesana piacentina, un invito alla preghiera! Rivolto a tutti, di qualsiasi fede e confessione religiosa.
La pace è e dovrebbe essere una perla, da custodire in questo mondo, cominciando da me e te. Da me e te!
Presso i chiostri della chiesa di San Francesco a Piacenza, alle ore 21, saremo lì.
Con me porterò "i miei Santi! primo tra tutti San Corrado". I Santi hanno vissuto per la pace, sempre e comunque, per questo sono esempio anche in tale virtù eroica.
Venerdì è anche l'inizio del Perdono di Assisi, ed è possibile lucrare l'indulgenza plenaria per sè o per un defunto.
Dalle 12 del 1 agosto alle 24 del 2 agosto di ogni anno la  facoltà è estesa a tutte le chiese parrocchiali diocesane e a tutte le chiese francescane del mondo.

Vengono di seguito descritte le condizioni necessarie per lucrare l’Indulgenza della Porziuncola e le corrispondenti disposizioni con cui il fedele dovrà chiederla al Padre delle misericordie:
  • Ricevere l’assoluzione per i propri peccati nella Confessione sacramentale, celebrata nel periodo che include gli otto giorni precedenti e successivi alla visita della chiesa della Porziuncola, per tornare in grazia di Dio;
  • Partecipazione alla Messa e alla Comunione eucaristica nello stesso arco di tempo indicato per la Confessione;
  • Visita alla chiesa della Porziuncola o ad una chiesa parrocchiale, cattedrale o francescana (per visita si intende un momento di preghiera presso il Tabernacolo con il SSmo Sacramento)
  • ... dove si rinnova la professione di fede, mediante la recita del CREDO, per riaffermare la propria identità cristiana,
  • ... e si recita il PADRE NOSTRO, per riaffermare la propria dignità di figli di Dio, ricevuta nel Battesimo;
Una preghiera secondo le intenzioni del Papa, per riaffermare la propria appartenenza alla Chiesa, il cui fondamento e centro visibile di unità è il Romano Pontefice. Normalmente si recita un Padre, un’Ave e un Gloria; è data tuttavia ai singoli fedeli la facoltà di recitare qualsiasi altra preghiera secondo la pietà e la devozione di ciascuno verso il romano pontefice.






10 luglio 2014

CERCA CERCA




IL LONGOBARDO
Kalendasco  nel VII e VIII secolo
Carta canta e vilàn dòrma

Di Umberto Battini

Mi è sempre di “gasamento” pensare al mio paesello in questa epoca.
La certezza della fondazione romana con la primigenia Ad Padum è scientifica e non vado oltre.
Ma il mio paesello, questo, è stato fondato quasi certamente e non molto lungi da Ad Padum dai primi coloni longobardi quando Pavia era capitale del regno italico.
Difatti sappiamo da Codici Longobardi di pergamene notarili ove il prete del paese era longobardo, ciò lo dice il loro nome stesso e la Casata era lombarda.
Mica è poco sapere che il porto personale del paese di Kalendasco posto a circa 500 m. oltre il Masero era di possesso della ricca famiglia monzese longobardissima del prete.
Che il fiume Po avesse un corso leggermente diverso lo dicono le mappe di cinquecento anni fa.
Una mia personale ipotesi di studio – surrogata da carte! E dagli studi di eminentissimi studiosi del secolo scorso e non solo – mi fa ritenere che il porto di Soprarivo conosciuto nel 1184, non esisteva a quel tempo dei longobardi e il porto pre-francigeno era in Kalendasco…
Ho tutto nero su bianco e in un  prossimo studio lo presenterò al pubblico e credo che susciterà non poche attenzioni: badate bene, non rivoluziona la faccenda francigena! Voglio ribadirlo! eppure probabilmente va a sistemare certe ottime intuizioni di studiosi  che con certosina storicità non si spiegavano nettamente del fatto dei “porti” dell’area calendaschese.
Forse – ma credo io più di forse – ci siamo per poter dare delle risposte; quello che è servito è stato il raggruppare tutto il materiale e rinvenirne anche fuori confine, materiale databile a duecento anni prima del nostro Sigerico… che…
Non mi piace vivere di rendita delle ricerche fatte,  per cui in questi anni ho fatto il racimolatore di frutti per portare alla luce sempre più chicche della mia terra che spero un giorno interessino la nostra gioventù alla ricerca di radici.
Col tempo e con la paglia maturano le nespole.

Umberto Battini




6 luglio 2014

V I A G G I O


Un borgo d'anima
A Q U I L E I A 
Occhi mente e cuore per l'anima 

di Umberto Battini



Mi piace scrivere delle cose che mi interessano, e stavolta mi butto sul diario di viaggio.
Sono innamorato del Museo di Santa Giulia di Brescia per via della ricchissima raccolta che possiede, non ultima, nella cappella palatina la croce di Agilulfo, re longobardo!
A Pavia amo la chiesa di S. Michele, su quell'altare si coronò Re il Barbarossa e in S. Pietro in Ciel d'Oro oltre all'Arca con il corpo di S. Agostino c'è anche la tomba di Liutprando!
Aquileia rimaneva un ricordo scolastico e religioso, sapevo di S. Cromazio d'Aquileia e dei suoi importantissimi scritti che Città Nuova negli anni ha pubblicato, ma alla fine mi fermavo lì.
Poi è arrivata l'occasione d'oro (visto l'esito) e Aquileia mi si è aperta per una intera stupenda soleggiata calda giornata estiva.
L'occasione me l'han data l'Ery e Sebba, loro ci andavano per un matrimonio in basilica, così io sono stato mollato lì per tutto il giorno, dato che sanno bene del mio amore per l'antichità ed i musei e non rimpiangerò mai quelle ore, anzi.
Aquileia sarà grande si e no tre volte Calendasco e questo la dice già lunga.
Di vestigia non ne ha tante: la basilica patriarcale, il campanile, la chiesa dei pagani ed il battistero, tutti lì sulla piazza. Poi ci sono sparsi nell'intorno gli scavi archeologici, importanti ben inteso, una gigantesca Veleia Romana per intenderci.
Il Museo Paleocristiano ed il Museo Archeologico Nazionale strachicca nelle chicche!
Dietro la basilica il piccolo cimitero suggestivissimo, della Prima Guerra.
Abbaglia il bianco del campanile, sul quale si può salire. La basilica mostra in ogni anfratto calpestabile un interminabile gigantesco mosaico, sul quale si cammina soprelevati da spesso vetro, con figure e simboli.
La cripta è stupenda, e poi si ridiscende da altro ingresso basilicale negli scavi sottostanti la Torre e qui c'è da impazzire dall'ampiezza e importanza dei rinvenimenti!
Dal portico si entra nella chiesa dei pagani (cosiddetta) e poi un portale t'immette nel grandioso battistero col suo fonte originale e di fianco t'imbatti in altri rinvenimenti con sarcofagi romani e ovviamente un altro gigantesco musivo.
Tutt'intorno han lasciato, nei secoli, un bel giardino a prato che mostra i fianchi di questa basilica, cosa rara da trovare perchè si tende a costruire in ogni dove.
Ho visto Pompei ma qui, per reperti romani, non ha nulla da invidiare.
Nel Museo Archeologico c'è da impazzire letteralmente... fuori un immenso giardino ed un porticato perimetrale conserva centinaia di pezzi d'epoca romana impareggiabili.
All'interno dal piano terra ai tre piani successivi c'è da tenrsi forte se non si fa turismo mordi e fuggi, anche perchè non godere della vista di questi reperti nel particolare, non avrebbe senso!
Le perfette statue ad esempio dell'Imperatore Augusto e Claudio lasciano senza fiato!
C'è da riflettere non poco sul perchè il romanico medievale ha voluto riproporre questi modelli.
Le ore sono volate. Ho fatto amicizia con tutti i custodi basilicali e museali che ho avuto sul mio cammino e con molta affabilità abbiamo intavolato anche ottimi brevi discorsi d'arte, come avrei potuto vedere quelle cose e non aver curiosità o domande da porre?
E tutto quel bene è stato rinvenuto in loco. D'altra parte se ancora nel IV secolo potevano permettersi una basilica di quelle dimensioni tutta musiva che altro dire?
Ero e sono stato per un bel pò in quell'estasi che solo la bellezza e le cose vere possono infondere, ti fan capire come l'anima ami e si nutra del bello e di quanto l'uomo di stupendo può fare e dovrebbe continuare a fare.
Un modo per non abbandonare le radici e le origini è proprio quello di cercare il bello il buono ed il vero e farne nutrimento, guardando, leggendo, ragionando... se San Corrado per me è fondamentale, non da meno come mi capita in queste occasioni, ho sentito la mia anima elevarsi per davvero, così solo nutrendo gli occhi e la mente e il cuore di cose frutto dell'uomo.
Dovrei e potrei scrivere ancora righe e pagine su Aquileia ma mi fermo qui, molto lo voglio tenere dentro, a chi legge dico, se vi capiterà occasione, questi 350 km meritano d'essere preventivati.
All'imbrunire, a tarda ora, quando son tornati a riprendermi, ormai ero parte del luogo, le mamme parlottavano dopo cena sedute sui muretti davanti a quei benedetti muri ed io avevo fatto amicizia con un nutrito gruppo di bambini che giocavano e mi coinvolgevano attivamente, poi un ciao e via... ti voglio bene Aquileia, come Noto e Pavia e la Brescia di S. Giulia.

Umberto Battini




29 giugno 2014

4 L U G L I O

SANT'ANTONINO
La Festa, la gente, la fiera
di Umberto Battini

Venerdì 4 luglio 2014 è qui la Festa, anzi la Solennità!
Piacenza e tutta la sua provincia - anzi la Diocesi! - è in grande festa: nel pieno dell'estate calda, afosa e padana.
Sant'Antonino martire cristiano, dei primissimi anni del IV secolo, soldato convertito.
Le sue ossa sante e venerabili sono esposte nella Basilica a lui dedicata in città.
Ma non è solamente il Santo della città di Piacenza, lo è anche per tutti i piacentini in genere.
Cadendo la Solennità in giorno lavorativo, solo i residenti in città godranno di "vacanza piena" mentre per tutti gli altri dal pomeriggio, dopo il lavoro, la Fiera sarà meta assoluta!

Non c'è piacentino "del sasso" o "arioso" che non abbia nella sua tradizione "il fare un giro" nella bolgia antoniniana.
Ma è un sacrificio obbligato, non ferma il popolo ne il caldo torrido e manco - quando capita - il temporale.
La liturgia solenne officiata dal Vescovo e presbiterio sarà come al solito in Basilica omonima in tarda mattinata con la consueta consegna dell'Antonino d'Oro ad un piacentino insigne.

E tradizione è anche il giro dei banchi di questa inesauribile sfilza di banchi di ogni genere e curiosità.
Dalla mattina prestissimo dove è il turno delle casalinghe che amano la frescura, fino all'ora di pranzo, poi solo i più coraggiosi tentano la "sfilata" tra ombra e sole dei platani del Faxsal nell'ora meridiana.
Ma già dal primo tardo pomeriggio - afa o non afa - si va!
E' come un richiamo, e sotto sotto si sente proprio questo richiamo ad una origine comune di piacentinità sotto lo stemma biancorosso, una delle pochissime occasioni dove velata ma neanche tanto, si coglie quel desiderio di comunità che tanto bene e secolarmente il Patrono richiama.
E guarda caso, la radice viene sempre da una figura laicissima ma convertita, e qualcosa vorrà pur dire no?




25 giugno 2014

RIFLETTENDO


Mi viene una riflessione, molto personale, sono miei pensieri, ma vorrei rivolgerli ai miei compaesani.
Domenica alla santa messa il Don dice chiaro e tondo: "...sapete perchè anche a Calendasco c'è tanta divisione gli uni gli altri? perché non sappiamo perdonare...", per me dopo questa frase l'omelia poteva terminare, da riflettere qui ce n'è e tanto! Stupende parole!
Era la messa del Corpus Domini - e siccome il sacerdote è secondo dottrina Alter Christo! - queste parole espresse dal Don le incornicio! Valgono per me, per altri, per il Borgo tutto intero.
Perdonare.
Ce la sto mettendo tutta, dato che - laudetur! - non sono in "lotta" con nessuno nessuno del mio natio borgo, ce la sto mettendo tutta a ricercare una pacificazione tra coloro che per astiosità tra le più varie, si "divertono" a bacchettarsi a vicenda.
Ma tanti cuori sono ancora poco aperti. Soprattutto dopo queste elezioni comunali il clima sociale pare essersi fermato come in catalessi, ma invece al contrario mi pare che il mondo continui a girare e che il nostro Sindaco sia stato democraticamente eletto!
Calendasco rimane Calendasco e non è che siamo alla fine del mondo, anzi c'è da rimboccarsi le maniche e trovare sempre di più tante belle idee per rendere socialmente e civilmente bello il nostro territorio e la sua gente.
Come ben sapete la mia bandiera è San Corrado, che grazie a Lui la mia fede riesce a mantenersi in un solco il più possibile umano, e allora, visto che non sono l'unico corradiano! (almeno spero) nel nome del Patrono non riuscite proprio a stringervi la mano? che forse siamo al tempo dei guelfi e ghibellini del tempo del Nostro?
Faccio anche fatica a trovare le parole per questo scritto, perchè il sentimento di gratitudine verso la mia gente e la mia terra è troppo grande per poterlo esprimere e proprio per questo è per me molto strano vedere la mia terra divisa tra gente che è nata, vissuta e cresciuta porta a porta.
Prego San Corrado che ci protegga sempre. 
Anche Lui è stato un uomo concreto e vero della nostra terra, fino alla fine dei suoi giorni, nella grotta di Noto, dove lo amano d'un amore concreto! sociale e quasi patologico! Come vorrei che la nostra gente di Calendasco potesse scoprire anche solo un decimo, la decima parte, della devozione corradiana netina, e forse allora sì che le cose potrebbe cambiarci nel cuore... nelle nostre debolezze d'umanità...
La radice è sana e forte, quella della nostra terra intendo... ma rimangono tanti e tanti ma!
Speriamo che l'estate calda e afosa della nostra terra di PO ci ristori e ci riconduca a qualcosa di più savio, io da parte mia non mollo.
Voglio bene a Calendasco, a San Corrado e alla mia gente, tutta tutta.
Così è, per me.

Umberto Battini

 

19 giugno 2014

musicaMUSICAmusica


LA NUOVA PIAZZA DEL CASTELLO CORRADIANO
E L'OSTELLO SONO A TUTTA MUSICA
Due serate interessanti nel paese appoggiato al fiume PO

Venerdì 20 giugno alle ore 21.30 all'Ostello Le Tre Corone e domenica 22 alle ore 21 sulla piazza del castello di San Corrado succede qualcosa di ottimo!
Due distinte tappe dei due Festival Musical-culturali piacentini, che fanno tappa a Calendasco, peccato che le due date siano così ravvicinate, nel senso che poi per un pochettino al paesello saranno serate calde e tranquille non ravvivate da così ottimi eventi.
Grazie allora al Valtidone Jazz Fest ed al Dal Mississipi al PO per queste due chicche.
Venerdì una session acustica folk american style e domenica la Banditaliana con Riccardo Tesi con musica popolare italiana, un concerto che sarà elegantissimo!
Una birretta ghiacciata e via...


11 giugno 2014

GIUGNO 2014


C'è una canzone ed un album di Francesco Guccini che titola come questo scritto e mi sembrava azzeccato riprenderlo qui. Dopo averci pensato un pò su e riflettendo sul carattere di noi gente di pianura e di fiume, mi è balucicata questa intuizione.
In effetti siamo gente alla Peppone e don Camillo, non politicamente s'intende, siamo in altri tempi, ma come caratteri umani, difatti da Giovannino Guereschi in poi il carattere di noi gente d'argine e di piene d'acque, è stato ben definito, io mi ci riconosco molto bene!
Noi gente che vive tra due serpentoni, uno silenzioso e un altro elettrizzante, il PO e la Via Emila!
D'altra parte se già nell'anno 715 (1300 anni fa) e anche nel 1200 firmavamo carte di patti di navigazione con comacchiesi e ferraresi, qualcosa vorrà dire, in effetti corre un filo unico tra il PO e l'Emilia fino al mare, come genti d'argine abbiamo molte, tante caratteristiche e anche parte di linguaggio uguali (ma non ne parlerò qui).
Tutto sta cappello (molto breve, proprio solo un "berciolino") per arrivare al dunque: elezioni fatte, Sindaco eletto, vita che continua e si spera, continuino anche le amicizie e i rapporti civili e umani soprattutto m'auguro!
Oggi mercoledì 11 giugno il paese vivrà un momento storico, il giuramento del Sindaco, son tutte cose che alla luce dell'oggi e dell'adesso, sembrano quasi banali e di routine, ma invece no! fan già parte della storia, la nostra, che forse tra cent'anni o più qualcuno racconterà ad altri "ragnaroli".
E poi il paese e le frazioni e le decine di località, siamo un paesone esteso, da sempre.
E siamo anche gente che si conosce da sempre, almeno per tanti, e per fortuna altra gente e famiglie hanno ripopolato il nostro paese che, dopo gli anni '80 con l'avvio di una nuova dimenionsione agricola, s'era un poco spopolato nelle frazioni, nelle cascine ed anche in paese. Ora invece, nuovi abitanti s'aggiungono, calendaschesi anch'essi da subito!
Ma permangoni i caratteri, caratteri forti padani e di fiume, forgiati in questa striscia di fertile terra dove l'occhio si perde nell'orizzonte infinito dalla parte del PO, rimaniamo una stramba genia rinchiusa tra la Via Emilia e il PO rinchiusi anche sui lati dalle acque di fiume: il Trebbia e il Tidone.
Il Sindaco ha proceduto anche alla nomina degli assessori che riportiamo pari-pari da quello ufficiali pubblicati dal Comune:
  


Nominata la Giunta del Comune di Calendasco

Il Sindaco con decreto n. 6 del 04/06/2014 ha nominato Vice-Sindaco e Giunta C.le


Vice Sindaco ed Assessore:
BELTRAMETTI MARIA nata a Piacenza il 16/7/1950,
residente a Calendasco, loc. Gazza n. 2,
con delega ai seguenti servizi:
Istruzione e Cultura

Assessore BASSANONI FRANCESCO
nato a Castel San Giovanni il 10/08/1988
residente a Rottofreno Fr. San Nicolo' Via Bosi n. 5
con delega ai seguenti servizi:
Lavori Pubblici, Viabilità e Ambiente

Il Sindaco riserva a se stesso il Servizio Finanziario, l'Urbanistica, il Personale ed i Servizi Sociali.


Per quel che mi riguarda, auguro buon lavoro davvero al Sindaco e Co. perchè di cose da fare ovviamente ce n'è sempre! 
Una cosa mi sta a cuore e non la nascondo mai a nessuno, la dico e ripeto da tempo, chi mi conosce già lo sa bene: cerchiamo di essere uniti, di volerci bene civilmente almeno, siamo figli di questa bella terra, dovremmo essere come una famiglia d'amici, dei Peppone e don Camillo che sempre! sempre finivano in un abbraccio il loro discutere.
Continuo a crederci, io sì!

Umberto Battini

Ordine del giorno comunale - punto 2 Giuramento del Sindaco




28 maggio 2014

V O T O 2014


Al voto, al voto! Ebbene è andata, meno male è andata anche questa volta. Cioè Calendasco ha un Sindaco! e lo scrivo maiuscolo.
Si andava al voto per amministrare questo piccolo e fertile comune padano. Ma è sempre stato così, con formule e modi diversi, da secoli; ma stavolta sembrava una questione particolarmente caprina ed invece - laudetur - s'è risolta.
E' ovvio, umanamente naturale avere delle simpatie cui rivolgere il proprio "voto", ma non bisogna mai scadere nel turbine dell'astio post-elettorale ed anzi onore ai vinti ed a chi ha vinto e aver vinto significa prendersi le responsabilità del caso, non è semplicemente un salire sul podio, ma dovrebbe essere un rimboccarsi le maniche (e non voglio dubitarne, perchè a me interessa "la persona" cioè l'altro, forse me l'ha insegnato San Corrado nostro comune Patrono).

Allora, dicevo che Calendasco ha una tradizione che è comune ad ogni luogo, circa il fatto della amministrazione del bene civico.
Nel 1600 il Podestà del paese si riuniva, previa "campana pulsata" del piccol campanile dell'ospizio corradiano, sotto allo stesso portico assieme ai suoi consiglieri. Sapete bene che parlo per presa-visione, queste cose le ho già dette e scritte e studiate e viste nell'Archivio Statale piacentino e parmigiano e fanno parte del fardello storico del borgo.
Milletrecento anni fa ci amministrava un longobardo monzese, nel medioevo per almeno duecento anni è toccato ai Confalonieri (quelli del nostro Eremita).
E andando avanti nei secoli fino ad oggi, sempre qualcuno ci ha amministrato, e non è mai morto nessuno, siamo qui nel ventunesimo secolo e altri verranno poi.

Quindi Sindaco Francesco Zangrandi e consiglieri e Minoranza (anche qui lo scrivo maiuscolo per rispetto!) buon lavoro!

Io vorrei un Rinascimento, come auspicava il card. e poi PP. Ratzinger... siccome siamo tutti sulla stessa barca (Calendasco e frazioni e siamo tra Po e Trebbia)smettiamo le diatribe. 
Più o meno ci conosciamo tutti da sempre, e chi è "nuovo" da quel che è la mia esperienza, ho capito che s'è ben aggregato e si sente parte di questa comunità.
Dai, facciamo uno sforzo, tutti assieme.
Riempiamo i vuoti che inutili caratterialità umane ci fanno faticare a colmare, con una semplice stretta di mano, basterebbe quella per ricominciare tutti... una stretta di mano collettiva, sulla piazza della chiesa, simbolica. Organizzatela, organizziamola.

Nel 1600 a Calendasco convertivamo addirittura gli ebrei, è scritto nei "Bilanci" del tempo... siamo bella gente, e altri lo saranno...


Umberto Battini



30 aprile 2014

AI PALI DI PARTENZA


Amministrative del 25 maggio 2014
I L  S I N D A C O   S I   F A   I N   Q U A T T R O
Mai detto fu più vero, Calendasco e le Liste di voto  

 







Sono partite le candidature.
Aspettiamo un attimo le presentazioni ufficiali e i programmi e poi possiamo ragionarci su. 
Trovo comunque tutto molto interessante già alla partenza visto l'affollamento che mira a "governare" questa antica e fertile terra, figlia senza dubbio del PO.




19 aprile 2014

Venerdì SANTO 2014


I RITI DELLA SETTIMANA SANTA
PER RITROVARE QUEL CHE SONO
Una riflessione personale

Quest'anno, ma come ogni anno, mi sono buttato a capofitto nella Settimana Santa.
Dalle Palme ai Riti del Giovedì e Venerdì Santo, con la voglia interiore di migliorarmi ed è effettivamente una bella lotta! Ma si può fare, la possiamo fare e vincere, a "tocch'e'bocconi" ma devo e voglio continuare.
Se durante un anno intero mi sforzo sulla via del mio Patrono tanto più durante questi tempi forti bisogna sentire ciò che l'anima vuole!

Calendasco, "paese caro come il primo amore", si cantava con don Federico da bambini. 

Buona Settimana Santa a tutti i mie amici e conoscenti!
Santa Pasqua.

Umbe


Calendasco venerdì 18 aprile 2014

Piacenza, venerazione della Sacra Spina





3 aprile 2014

MA CHE FIERA STA FIERA

Sabato 29 e domenica 30 marzo 2014
LA "FERA" FA' CINQUANTA
Centinaia, migliaia di visitatori a Calendasco


Complice il 50mo anniversario e alleata del sole caldo della primavera, la Fiera del PO quest'anno è stata una edizione con i fiocchi, da antologia. Attenzione: io ho amato sempre e comunque le "mie" fiere del PO, da quando ancora bambino, mi obbligavano a fare la foto su quel gigantesco asinello di pezza che era davanti alla chiesa in piazza.
Chissà quanti ragnaroli lo ricorderanno e ci avranno fatto la foto ricordo!
Questa Fiera è nata l'anno dopo della mia nascita, nel 1964.
Così oltre ad eventi molti belli tra sabato e soprattutto domenica da mane a sera tarda, abbiamo vissuto due giornate storiche anche per certi fatti.
Primo: per me corradiano e "campanilista ragnarolo" convinto, la presentazione del primo stralcio di restauri del castello è stato un evento!

Appena possibile farò una breve cronaca delle iniziative.

Per ora assaporate la Fiera con alcune immagini.


Voster Umbe

benvenuti a Calendasco


osteria dei ragnaroli















29 marzo 2014

FIERA DEL PO 29-30 marzo 2014

Partita alla grandissima!
La 50^ Fiera del Po di Calendasco

particolare del cassettone della sala magna superiore del castello con lo stemma dei Confalonieri


Sotto al sole, quello che scalda, mentre dalla piazza della chiesa partiva la Marcia del PO per podisti amanti della natura, perchè qui si corre e passeggia veramente nell'incanto del verde, del fiume e della ridente distesa che s'allarga infinita all'orizzonte!
Sotto al sole, iniziava nel primissimo pomeriggio la visita ufficiale al primo stralcio del restauro del grandioso castello, di proprietà comunale.
Veramente bravissime le ragazze che hanno illustrato alle autorità ed ai presenti, la storia di questo maniero antichissimo.
E le visite gratuite e guidate sono continuate per tutto il sabato e si replicherà - ovviamente! - tutta domenica. Anzi oltre al castello sarà possibile visitare e scoprire la storia della chiesa e del romitorio e ospedale francigeno di San Corrado.

Poi vi aggiorno con testi e foto, Umbe