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15 giugno 2026

IL FRATE ARISTIDE

FRA ARISTIDE  

PRIMA COMUNITA' TERZIARIA
AL GORGOLARE DI CALENDASCO 
Per comprendere gli eventi pre-corradiani in terra piacentina

di Umberto Battini
    divulgatore e storico di S. Corrado

la statua di frate Aristide davanti al Romitorio ospitale di Calendasco

Nel libro dello storico Raffaele Pazzelli “Il Terz’Ordine Regolare di San Francesco attraverso i secoli”, edito in Roma nel 1958, reperiamo fondamentali dati storici, che oltre a servire per questa breve sintesi, si presteranno per la relazione che segue.

La comunità in Calendasco di Terziari in abito eremitico composta di pochi religiosi con a capo il frate Aristide, come ogni comunità terziaria, oltre a non essere molto appariscente era anche giuridicamente indipende, con una unione con le altre comunità terziarie “amico foedere”, cioè legame di mutua assistenza.

Questa mancanza di unità causava evidentemente una minore appariscenza esteriore del fenomeno della vita comune tra i Terziari, per cui fu facile che fosse trascurato nelle cronache del tempo, ed in effetti il primo storico che ricercò e rinvenne parecchi documenti dei primi tempi dell’Ordine, il De Sillis, ci fornisce ragione della mancanza di documenti nei più antichi Conventi Terziari.

I PENITENTI TERZIARI 
Il De Sillis nel libro del 1621 sui Terziari di S. Francesco o Penitenti dice chiaramente sul fatto della esistenza e smarrimento dei documenti che fu:
“...a causa dell’umile genere di vita dei nostri Padri;, non avendo grandi monasteri, ma per lo più eremi o piccole abitazioni all’ombra di Ospedali o di Chiese, non possedevano archivi, nè si preoccupavano di questo ma solo di vivere santamente, nella carità verso Dio e il prossimo.”
Anche Fredregando da Anversa dice che i Terziari:
“In molti luoghi essi aprirono degli ospedali e degli ospizi peri poveri e pellegrini, dove necessariamente alcuni fratelli dovevano prendere dimora”.

Del frate Aristide tratta ampiamente uno storico di alcuni secoli fa il cosiddetto ‘Anonimo di Montefalco’ in Umbria.

Lo scritto dell’Anonimo è stato rinvenuto da altro grande storico del Terzo Ordine il p. Gabriele Andreozzi, vedasi in Analecta TOR dello stesso Andreozzi “S. Rocco in Montefalco, la Porziuncola del Terz’Ordine Regolare” ed è ricco di dati a noi utili, che in altro studio presenteremo ai devoti e appassionati di storia. 
Resta importante la questione che già parechi secoli fa, in Umbria lontano centinaia di chilometri da Calendasco, uno storico rimasto ‘Anonimo’ abbia saputo tramandare del Frate Aristide chiamato a Montefalco da Calendasco a presiedere la costruzione del Convento di S. Rocco delle monache Terziarie.
(Possiedo la copia anastatica dello studio ndr) 

IL CONVENTO EREMITAGGIO 
Il Pazzelli nel già ricordato volume ci informa chiaramente che:
“Il terzo luogo di cui ci è stata tramandata memoria è il Convento-eremitaggio di Calendasco presso Piacenza. Sin dal 1280-1290 esisteva qui una Comunità di eremiti, sotto l’obbedienza di Frate Aristide, lo stesso che nel 1290 venne a Montefalco a trovare la Beata Chiara ed in tale occasione ricevé la donazione dei Sigg. Bennati di cui si è detto. Dopo la costruzione di quel Convento lasciò a Montefalco alcuni suoi Frati e ritornò a reggere la sua Comunità nel Piacentino. Qui nel 1315 ricevé nell’Ordine un nobile piacentino, Corrado Confalonieri, predicendogli che sarebbe diventato un grande santo”.

Umberto Battini

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14 giugno 2026

ILMIOVIAGGIOAPO 2026

LA GUERRA ALLE MICROPLASTICHE
E' INFINITA E L'ANTROPOCENE DOMINA
Nel caldo del giugno il Po mostra la sua florida bellezza dalle sponde intonse in luoghi inaccessibili e silenziosi 
 
L'antropocene - i rifiuti umani - non mancano mai sulle rive del Po: plastica, bottiglie di vetro, flaconi, spray in alluminio, lattine. Ma per fortuna qualche reperto, non antico, testimonia la vita animale di questi luoghi, una vita faunistica che ha i suoi cicli, come tutto, un inizio ed una fne.
Due immagini scattate da Umberto Battini significative, per il progetto che  attua da alcuni anni, con centinaia di scatti nelle varie stagioni, lungo le sponde del Grande Fiume, un progetto denominato ILMIOVIAGGIOAPO 
 

 
 
 

PORTI A META' '800



 

12 giugno 2026

CULTO E ANTROPOLOGIA

ANTROPOLOGIA DEL CULTO
DI SAN CORRADO IN TERRA PIACENTINA 
 
L'antropologia è la scienza che studia l'essere umano nelle sue dimensioni biologiche, sociali e culturali. 
Dal greco ànthropos (uomo) e lógos (studio), indaga l'evoluzione della nostra specie e i diversi comportamenti, credenze e sistemi di vita all'interno delle società. 


Inizia un progetto culturale sulla evoluzione del culto locale di San Corrado Confalonieri, il patrono di Calendasco da più di 400 anni!
Buona parte del progetto si sviluppa sui libri già editati a stampa sul Santo Eremita piacentino, nel particolare quelli degli studi di Umberto Battini.
Non indifferente l'apporto "antropologico" nel libro del 2024 "I Documenti del culto a S. Corrado - Le carte originali di Calendasco circa il Patronato secolare" edizioni Studi Corradiani 2024.
Ricerche e studi che verranno inseriti nel nuovo lavoro a stampa.
 
ANTROPOLOGIA DEL CULTO A SAN CORRADO
IN TERRA PIACENTINA
un progetto a cura di Umberto Battini studioso e storico di S. Corrado
 
 
 

DOMANDE STORICHE

ALCUNE PERTINENTI DOMANDE
SUL CASTELLO DI CALENDASCO
Circolano dati a volte assai "curiosi"

il castello di Calendasco fotografato dal campanile foto U B

E' lecito porsi delle domande "storiche" sul castello di Calendasco (da non confondere con il recetto).
Infatti circolano dati veramente "estrosi" ed ai quali qualcuno può in buona fede anche credere.
Ma è proprio così?

Domanda 1

Il castello ha avuto mai 4 torri? Diciamo nettamente: no!
Eppure circola questo dato estremamente falso. 
Il castrum così come lo vedete ha sempre avuto una sola torre, cilindrica, accanto al levatoio.
Ma in qualche libro, il dato circola, e qualcuno ancora oggi, con estrema ignoranza lo sostiene. Venire a vedere per credere: una sola torre.

Domanda 2

Appartenne prima dei Confalonieri ad altri feudatari?
Prima di tutto arrivò il recetto vescovile! Poi il castello: avete visto gli atti notarili del castello di altri che non siano dei Confalonieri?  
Alcune dritte ci hanno portato a verificare. Già molto tempo fa.
Qualche fraintendimento di lettura di carte notarili antiche sul fatto.  
Sui Confalonieri non ci piove. Neanche sul tempo della nascita di San Corrado (1290).
Ma questa non è la sede per dare dati, carte, del fatto!
Non si scordi il Legato del 1617 notarile di Curia. 

Domanda 3

Qualcuno scrisse che fu "distrutto alla base" dai ghibellini piacentini nel XIV secolo.
Qualcuno lo ripete, così a "copia e incolla" ancora oggi!  
Ma vi sembra un dato storico vero? Secondo voi fu veramente raso al suolo e distrutto? 
Anche qui la risposta non la mettiamo ora, ma da altra parte nero su bianco a tempo debito.
Intanto, lasciamo rispondere al "fatto" se sia o no successo questo, alla vostra intelligenza.

Domanda 4

I Farnese ebbero mano dura con i Confalonieri di Calendasco? (Non d'altri luoghi come sappiamo). E quindi anche sul culto per San Corrado a Piacenza?
E questo a causa del Confalonieri, feudatario e abitante e residente a Calendasco, che uccise con altri nel 1547 a Piacenza città il figlio del papa Paolo III cioè Pierluigi Farnese? 
Purtroppo il culto fu fermato a Piacenza e territorio, fino all'espusione, 40 anni dopo il fatto, del Confalonieri feudatario di Calendasco. Carta alla mano, dagli originali. 

Una risposta storica esiste. Ad ogni domanda. Basta cercarla! A volte non si riesce nell'intento, allora bisogna usare "l'intelligenza storica" collegando dati e date.

Per concretezza poi daremo dati da ogni Libro, Autore, Pagina e anno d'edizione dove si citano dati errati.

Umberto Battini
divulgatore storico
 
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11 giugno 2026

AGGIORNAMENTO LINK

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sigericohistory sigerico on the francigena

9 giugno 2026

NEL SILENZIO DEL PO

ILMIOVIAGGIOAPO2026
NEL MOMENTO GIUSTO
Con la  mia Canon reflex lungo il Po caldo e afoso
in questo giugno 

 

MOSTRA ANTROPOCENE PLASTICA NEL PO 2023

IN OCCASIONE DELLA MOSTRA
"ANTROPOCENE
ARCHEOLOGIA DI PLASTICA"
Curata da Umberto Battini 
l'importante Mostra Evento
che si tenne nel 2023 

Nell'anno 2023 la Mostra Evento a Calendasco
e un servizio della Rai Tv  

Esposti sotto al portico dell'antico medievale Hospitale Romitorio
di Calendasco, oggi abitazione della famiglia di Bruno Grassi,
decine di oggetti plastici, ritrovati nel Po in secca.
Pezzi di vario genere, plastica che inquina le acque,
rilasciando microplastiche per secoli.
Un successo di pubblico.

Nell'occasione anche la Rai Tv arrivò a Calendasco. 

8 giugno 2026

IL BARBAROSSA ANNO 1162

CON IL CAPPELLO IN MANO I PIACENTINI
A PAVIA DALL'IMPERATORE NEL 1162
L'ARTICOLO DA ILPIACENZA.IT quotidiano





PLASTICA DI FIUME

ANTROPOCENE
ARCHEOLOGIA DI PLASTICA 
Inquinamento plastico che non vorremmo nel Po 

Per secoli tutta la plastica e ogni altro tipo di rifiuto umano non riciclato correttamente e gettato nel letto dei fiumi e torrenti, che poi sfociano nel Po, andranno a rilasciare microplastiche che per centinaia di anni si mischieranno alle acque e ovviamente finiranno nelle falde acquifere.

foto sotto di Umberto Battini per il progetto ILMIOVIAGGIOAPO