Arriva la notte più lunga e attesa dai bambini
SANTA LUCIA E L'ASINELLO
Carico di doni il dorso dell'animale che viaggia con la Santa
di Umberto Battini
Tradizione religiosa e non solo. La notte tra il 12 ed il 13 dicembre, qui al nord e specialmente qui nel piacentino, per i bambini è notte di attesa.
Nella notte buia e nebbiosa con tanto freddo, i bambini cercano di sentire "il campanello" che la Santa suona mentre è in cammino per distribuire giocattoli e anche dolci.
Ai bambini un pò monelli la Santa porta "carbone" ma con il trucco: è carbone di zucchero! Si mangia e molto volentieri si sgranocchia.
Santa Lucia viaggia con un asinello carico di giochi e allora è tradizione lasciare fuori dalla porta o sulla finestra, una ciotola di acqua e qualche bocconcino di pane secco.
La mattina porta meraviglia e gioia: l'asinello ha bevuto e mangiato e la Santa ha lasciato sulla tavola i suoi preziosi pacchetti ben incartati. Ognuno ha scritto per tempo una letterina in cui si chiedeva il dono preferito ma a volte compariva anche a fine letterina un "...oppure vedi tu, portami quello che vuoi!".
La lettera per Santa Lucia è solitamente guarnita di disegni che la ritraggono assieme al fedele asinello.
E' notte, quella del 12 e all'alba del 13, dopo che si è andati a letto presto, molto presto e con l'orecchio teso a scoprire rumori, sarà un risveglio frizzante e assonnatamente felice!
Anche stavolta niente carbone.
Finiva sempre così, e ancora oggi finisce così!
Santa Lucia inoltre ci protegge la vista! A lei furono donati due meravigliosi nuovi occhi azzurri, dopo che un carnefice glieli aveva strappati!
Un miracolo, immenso, per questa giovane Santa Vergine e Martire che amiamo da sempre e che per sempre accompagna il ricordo di noi adulti.
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7 dicembre 2016
28 novembre 2016
PO E PIENA
NESSUN PERICOLO
LA PIENA DEL PO
IL NOSTRO AMATO FIUME
E' passata senza problemi questa ennesima piena del Grande Fiume
A Calendasco siamo abituati al fiume e alle sue piene, non spaventano nessuno, a parte in storici e quasi rari eventi di piena veramente di grande portata come ad esempio quella che abbiamo avuto nel 2000 e che portò un livello d'acque trattenute dall'argine maestro, di quasi 11 metri!
Stavolta, in questo novembre, siamo arrivati a 7,50 metri.Non è stata quindi una piena paurosa come invece poteva sembrare da quel che dicevano alla televisione nei telegiornali.Anche stavolta tutto liscio, sia a Calendasco che in tutto il piacentino ma anche lungo tutta l'asta del Po.Il
Grande Fiume scorre ancora impetuoso ma generoso e nel giro di qualche
giorno tornerà sereno e lento dentro al suo letto e come sempre
continueremo ad ogni modo ad andarlo a vedere godendo della sua
grandiosità.
LA PIENA DEL PO
IL NOSTRO AMATO FIUME
E' passata senza problemi questa ennesima piena del Grande Fiume
A Calendasco siamo abituati al fiume e alle sue piene, non spaventano nessuno, a parte in storici e quasi rari eventi di piena veramente di grande portata come ad esempio quella che abbiamo avuto nel 2000 e che portò un livello d'acque trattenute dall'argine maestro, di quasi 11 metri!
Stavolta, in questo novembre, siamo arrivati a 7,50 metri.Non è stata quindi una piena paurosa come invece poteva sembrare da quel che dicevano alla televisione nei telegiornali.Anche stavolta tutto liscio, sia a Calendasco che in tutto il piacentino ma anche lungo tutta l'asta del Po.Il
Grande Fiume scorre ancora impetuoso ma generoso e nel giro di qualche
giorno tornerà sereno e lento dentro al suo letto e come sempre
continueremo ad ogni modo ad andarlo a vedere godendo della sua
grandiosità.
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14 novembre 2016
CADUTI 2016
COMMEMORATI
ONORE E MEMORIA AI CADUTI
DI TUTTE LE GUERRE
Calendasco domenica 13 novembre 2016
I numeri: questi i Caduti di Guerra di Calendasco
- nella 1^ Guerra mondiale abbiamo avuto il tributo di 82 caduti
- nella 2^ Guerra mondiale abbiamo avuto ben 16 caduti e 17 dispersi con 6 civili morti
- nella "Liberazione" abbiamo avuto 3 vittime

Dopo il corteo dal Municipio in chiesa la solenne santa messa. Presenti autorità militari oltre al sindaco.
Finita la cerimonia con un corteo ci si è portati al Sacrario che è nella scuola del paese.
I bambini della scuola hanno intonato l'Inno di Mameli e la canzone del Piave.
Sono seguite le preghiere e cioè quella dei Reduci e Dispersi e quella dell'Alpino.
Il Sindaco ha tenuto un breve discorso.
Quindi don Fabio ha benedetto la corona di alloro che è stata deposta nel sacrario da due alpini del locale gruppo di Calendasco.
Un momento importante che però va detto, potrebbe essere più partecipato dagli abitanti del borgo, visto che la cerimonia serve a ricordare tanti nostri compaesani che han dato la vita per la Patria.
Umberto Battini
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5 novembre 2016
CADUTI DELLE GUERRE
LA COMMEMORAZIONE
ANCHE CALENDASCO HA TANTI CADUTI
Domenica 13 novembre di questo 2016 si ricorderanno i Caduti di tutte le guerre
La data risulta diversa da quella ufficiale del 4 novembre inquanto le commemorazioni da parte del Comune e tutte con la santa messa, riguardano anche le località di Cotrebbia Nuova e Boscone Cusani.
Domenica ci ritroveremo alle ore 11.00 in Municipio da dove prenderà avvio il corteo che dirigerà verso la chiesa dove ci sarà la santa messa ed infine, sempre in corteo solennemente, andremo alla scuola del borgo dove c'è il sacrario nell'atrio che ricorda i Caduti di questo nostro amato borgo di Calendasco!
- nella 1^ Guerra mondiale abbiamo avuto il tributo di 82 caduti
- nella 2^ Guerra mondiale abbiamo avuto ben 16 caduti e 17 dispersi con 6 civili morti
- nella "Liberazione" abbiamo avuto 3 vittime
Umberto Battini
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27 ottobre 2016
CIAMBELLINE DEI MORTI
Una tradizione piacentina
LA COLLANA DI BUSLANEI
Ogni bimbo e bimba ne aveva una al collo
di Umberto Battini
Andare alla messa dei defunti al cimitero per i bambini non è mai stato il massimo perchè sembrava interminabile e soprattutto per noi che ricordiamo quel periodo, quando l'autunno era davvero autunno e quindi il freddo e la nebbia "di mort" - dei morti, cioè di quel periodo - erano sempre presenti e puntigliosi.
La nebbia la potevi tagliare con una lama, ma incappottati e con dei cuffioni di lana, si resisteva a quella messa, tra adulti e parenti quasi mai visti.
Però alla fine di questa lunga ora -la lunghezza della messa all'aperto dipendeva dal prete che celebrava - avevi un premio: la collana delle ciambelline, che tra l'altro, potevi scegliere: dure o morbide!
Io personalmente adoravo quelle gonfie e dure, che sgranocchiarle era una lotta, ma alla fine si vinceva sempre e la povera ciambellina veniva ingoiata senza riserve.
La collanina di ciambelle la vendeva "al bùslanèr ad Sèrmat", un signore che aveva il dono della moltiplicazione (ma per la verità ero io che ero ingenuo bambinello) perchè lo ritrovavi ad ogni messa dei morti, in qualsiasi paese o frazione ti spostassi. E si, perchè quei giorni erano veramente pesanti per noi bambini, infatti i genitori ci trasportavano mattina e pomeriggio per cimiteri più o meno locali, dove ritrovavamo le radici, i nostri morti, nonni, bisnonni, zii e amici dei genitori, che quasi mai avevamo conosciuto e che ci guardavano da quelle lapidi in marmo scolorito dal tempo in piccole foto in bianco e nero d'una severità che ti metteva sull'attenti! Pareva che il parente defunto da quella foto in posa serissima, ti dicesse: "Ei, silenzio, rispetto, prega e va!".
Ma alla fine il premio era la collanina di ciambelline, che quell'omone messo appena fuori del cancello del cimitero con in mano decine di queste dolci collane, ti metteva la collo.
Dal cimitero di Calendasco mentre si tornava a piedi a casa, lentamente tra gruppi di adulti chiacchieroni, si cominciava a staccare la prima ciambella e la fortuna più grande per un bambino era anche data dal fatto che siccome tutti al collo ne avevamo una, non c'era pericolo di dover dividere la leccornia con fratelli e sorelle o amici vari.
Ognuno era "padrone" della sua ambita e dolce collana!
Ogni tradizione porta con se un racconto, una fatica che alla fine è sempre ripagata, e questo è il mio racconto, vero e vissuto, di qualche (forse già tanti!) anni fa.
LA COLLANA DI BUSLANEI
Ogni bimbo e bimba ne aveva una al collo
di Umberto Battini
Andare alla messa dei defunti al cimitero per i bambini non è mai stato il massimo perchè sembrava interminabile e soprattutto per noi che ricordiamo quel periodo, quando l'autunno era davvero autunno e quindi il freddo e la nebbia "di mort" - dei morti, cioè di quel periodo - erano sempre presenti e puntigliosi.
La nebbia la potevi tagliare con una lama, ma incappottati e con dei cuffioni di lana, si resisteva a quella messa, tra adulti e parenti quasi mai visti.
Però alla fine di questa lunga ora -la lunghezza della messa all'aperto dipendeva dal prete che celebrava - avevi un premio: la collana delle ciambelline, che tra l'altro, potevi scegliere: dure o morbide!
Io personalmente adoravo quelle gonfie e dure, che sgranocchiarle era una lotta, ma alla fine si vinceva sempre e la povera ciambellina veniva ingoiata senza riserve.
La collanina di ciambelle la vendeva "al bùslanèr ad Sèrmat", un signore che aveva il dono della moltiplicazione (ma per la verità ero io che ero ingenuo bambinello) perchè lo ritrovavi ad ogni messa dei morti, in qualsiasi paese o frazione ti spostassi. E si, perchè quei giorni erano veramente pesanti per noi bambini, infatti i genitori ci trasportavano mattina e pomeriggio per cimiteri più o meno locali, dove ritrovavamo le radici, i nostri morti, nonni, bisnonni, zii e amici dei genitori, che quasi mai avevamo conosciuto e che ci guardavano da quelle lapidi in marmo scolorito dal tempo in piccole foto in bianco e nero d'una severità che ti metteva sull'attenti! Pareva che il parente defunto da quella foto in posa serissima, ti dicesse: "Ei, silenzio, rispetto, prega e va!".
Ma alla fine il premio era la collanina di ciambelline, che quell'omone messo appena fuori del cancello del cimitero con in mano decine di queste dolci collane, ti metteva la collo.
Dal cimitero di Calendasco mentre si tornava a piedi a casa, lentamente tra gruppi di adulti chiacchieroni, si cominciava a staccare la prima ciambella e la fortuna più grande per un bambino era anche data dal fatto che siccome tutti al collo ne avevamo una, non c'era pericolo di dover dividere la leccornia con fratelli e sorelle o amici vari.
Ognuno era "padrone" della sua ambita e dolce collana!
Ogni tradizione porta con se un racconto, una fatica che alla fine è sempre ripagata, e questo è il mio racconto, vero e vissuto, di qualche (forse già tanti!) anni fa.
Umberto Battini
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18 ottobre 2016
PROCESSIONE
BAMBINELLO DI PRAGA
COME OGNI ANNO ALL'APERTURA DELL'ANNO
CATECHISTICO
LA PROCESSIONE SOLENNE
A Calendasco domenica 16 ottobre, in una bella mattinata di sole, si è svolta la processione dalla scuola fino in chiesa a seguire la santa messa.
La vara con il Bambinello di Praga è stata portata da bambini e bambine del catechismo.
Questa ottima devozione è stata introdotta anni fa e questo prezioso Bambin Gesù è stato donato da un calendaschese doc il signor Marino Civardi e dalla sua famiglia, e tutto alla memoria della giovane figlia che anni fa è salita al Paradiso causa una grave malattia; il Marino - conosciutissimo e cattolicissimo uomo d'altri tempi! - e la moglie Marisa han così fatto alla chiesa questo dono prezioso e importantissimo.
La santa messa era affollata di gente e infine, nel cortile di fianco alla chiesa, sono state distribuite e vendute le castagne cotte sulla legna, buonissime caldarroste!
Ma anche un ottimo rinfresco aperto a tutti i parrocchiani ha accolto chi per un attimo, prima del pranzo, ha voluto fare due chiacchiere in compagnia, tra noi, gente di Calendasco, gente del Po, gente affabile.
COME OGNI ANNO ALL'APERTURA DELL'ANNO
CATECHISTICO
LA PROCESSIONE SOLENNE
A Calendasco domenica 16 ottobre, in una bella mattinata di sole, si è svolta la processione dalla scuola fino in chiesa a seguire la santa messa.
La vara con il Bambinello di Praga è stata portata da bambini e bambine del catechismo.
Questa ottima devozione è stata introdotta anni fa e questo prezioso Bambin Gesù è stato donato da un calendaschese doc il signor Marino Civardi e dalla sua famiglia, e tutto alla memoria della giovane figlia che anni fa è salita al Paradiso causa una grave malattia; il Marino - conosciutissimo e cattolicissimo uomo d'altri tempi! - e la moglie Marisa han così fatto alla chiesa questo dono prezioso e importantissimo.
La santa messa era affollata di gente e infine, nel cortile di fianco alla chiesa, sono state distribuite e vendute le castagne cotte sulla legna, buonissime caldarroste!
Ma anche un ottimo rinfresco aperto a tutti i parrocchiani ha accolto chi per un attimo, prima del pranzo, ha voluto fare due chiacchiere in compagnia, tra noi, gente di Calendasco, gente del Po, gente affabile.
Umberto Battini
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30 settembre 2016
PO CALENDASCO 1898
Una pillola storica
SALVATAGGIO DALLE ACQUE
Durante una piena autunnale
di Umberto Battini
Ritrovo in una vecchia "Gazzetta" la notizia di un ammirevole salvataggio.
La nostra gente di fiume, da sempre legata a questo serpentone d'acqua chiamato Po, ha sempre avuto una attrazione per cui anche le piene erano ed ancora lo sono, motivo di curiosità.
E così un bambino, spintosi troppo appresso al fiume che stava lentamente crescendo per una piena, si trovò letteralmente sommerso dalle acque.
Riuscì a salvarsi arrampicandosi su di un albero ma restò in balia della corrente e dell'acqua che continuava a crescere minacciosa. Fortuna volle che qualcuno si avvide del piccolo e delle sue urla.
Due coraggiosi uomini di Calendasco, con una battellina, raggiunsero nella corrente il piccolo e riuscirono a salvarlo con grande pericolo anche per se stessi!
I due buoni salvatori, due calendaschesi da premiare, si chiamavano Emilio Barbieri pescatore di professione e Agostino Bianchi contadino.
Il fattaccio del salvataggio del fanciullo avvenne sul fiume Po a Calendasco il 17 ottobre 1898.
SALVATAGGIO DALLE ACQUE
Durante una piena autunnale
di Umberto Battini
Ritrovo in una vecchia "Gazzetta" la notizia di un ammirevole salvataggio.
La nostra gente di fiume, da sempre legata a questo serpentone d'acqua chiamato Po, ha sempre avuto una attrazione per cui anche le piene erano ed ancora lo sono, motivo di curiosità.
E così un bambino, spintosi troppo appresso al fiume che stava lentamente crescendo per una piena, si trovò letteralmente sommerso dalle acque.
Riuscì a salvarsi arrampicandosi su di un albero ma restò in balia della corrente e dell'acqua che continuava a crescere minacciosa. Fortuna volle che qualcuno si avvide del piccolo e delle sue urla.
Due coraggiosi uomini di Calendasco, con una battellina, raggiunsero nella corrente il piccolo e riuscirono a salvarlo con grande pericolo anche per se stessi!
I due buoni salvatori, due calendaschesi da premiare, si chiamavano Emilio Barbieri pescatore di professione e Agostino Bianchi contadino.
Il fattaccio del salvataggio del fanciullo avvenne sul fiume Po a Calendasco il 17 ottobre 1898.
Umberto Battini
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28 settembre 2016
FRANCIGENA
INAUGURAZIONE
LA NUOVA BARCA PER PELLEGRINI
AL GUADO DI SIGERICO
Venerdì pomeriggio (orario purtroppo lavorativo e questo penalizza) si inaugura la nuova imbarcazione.
La Via Francigena a Calendasco è un bene culturale importantissimo.
LA NUOVA BARCA PER PELLEGRINI
AL GUADO DI SIGERICO
Venerdì pomeriggio (orario purtroppo lavorativo e questo penalizza) si inaugura la nuova imbarcazione.
La Via Francigena a Calendasco è un bene culturale importantissimo.
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19 settembre 2016
CORTEO IN CITTA'
Città blindata
PASSA IL CORTEO DEL SINDACATO USB
Tutto si è svolto in modo corretto
di Umberto Battini
Sabato pomeriggio del 17 settembre, Piacenza si blinda e diventa un deserto.
Negozi chiusi, mercato ridotto e smantellato in anticipo.
Alle ore 13 già tutto in centro era "chiuso" e non si vedeva in giro anima viva a parte i primi gruppi di polizia antisommossa.
Le camionette della Celere posizionati nei luoghi strategici a bloccare alcune strade del centro.
Il corteo dell'USB che protestava per il fatto tragico del povero operaio rimasto schiacciato sotto ad un tir al polo logistico, aveva la partenza dalla piazza della stazione e dopo aver attraversato il centro città ha avuto la sua parte finale ai giardini di fronte alla stessa stazione.
Dopo circa due ore (partenza prevista ore 14) il corteo arrivava in centro composto da circa 1500 persone e uno sventolare un pò "malinconico" di bandiere rosse alcune con la "famosa" falce e martello gialla.
Urla di slogan, qualche fumogeno, ma infine niente fuori le righe perchè effettivamente il pericolo che qualche "sbandato" potesse creare problemi e qualche danno a cose e vetrine era nell'aria ma per fortuna è stato tutto sotto controllo.
Per chi ha assistito al passaggio di questo curioso corteo "rosso" la sensazione è stata di rivedere un vecchio filmato del '68, ma resta il fatto che la protesta è lecita quando si mantiene nella legalità.
Ho seguito il corteo solo nel suo passaggio nel cuore della città, piazza Cavalli, dove un buon numero di piacentini curiosi, da sotto i portici guardava e commentava.
Propongo alcune immagini di questa "insolita" giornata piacentina conclusa sotto ad una pioggia battente.
PASSA IL CORTEO DEL SINDACATO USB
Tutto si è svolto in modo corretto
di Umberto Battini
![]() |
| città deserta, mercato smantellato, dehors tolti già da mezzogiorno |
Sabato pomeriggio del 17 settembre, Piacenza si blinda e diventa un deserto.
Negozi chiusi, mercato ridotto e smantellato in anticipo.
Alle ore 13 già tutto in centro era "chiuso" e non si vedeva in giro anima viva a parte i primi gruppi di polizia antisommossa.
Le camionette della Celere posizionati nei luoghi strategici a bloccare alcune strade del centro.
Il corteo dell'USB che protestava per il fatto tragico del povero operaio rimasto schiacciato sotto ad un tir al polo logistico, aveva la partenza dalla piazza della stazione e dopo aver attraversato il centro città ha avuto la sua parte finale ai giardini di fronte alla stessa stazione.
Dopo circa due ore (partenza prevista ore 14) il corteo arrivava in centro composto da circa 1500 persone e uno sventolare un pò "malinconico" di bandiere rosse alcune con la "famosa" falce e martello gialla.
Urla di slogan, qualche fumogeno, ma infine niente fuori le righe perchè effettivamente il pericolo che qualche "sbandato" potesse creare problemi e qualche danno a cose e vetrine era nell'aria ma per fortuna è stato tutto sotto controllo.
Per chi ha assistito al passaggio di questo curioso corteo "rosso" la sensazione è stata di rivedere un vecchio filmato del '68, ma resta il fatto che la protesta è lecita quando si mantiene nella legalità.
Ho seguito il corteo solo nel suo passaggio nel cuore della città, piazza Cavalli, dove un buon numero di piacentini curiosi, da sotto i portici guardava e commentava.
Propongo alcune immagini di questa "insolita" giornata piacentina conclusa sotto ad una pioggia battente.
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16 settembre 2016
OPERA PARROCCHIALE 1894
IL CONSIGLIO DELLA PARROCCHIA
NE FACEVANO PARTE I NOBILI
NE FACEVANO PARTE I NOBILI
La Fabbrica della Parrocchia, cioè il gruppo di persone che dovevano deliberare circa le spese della chiesa di Calendasco, era composto dai nobili del paese.
Sorprende leggere quanti essi fossero ad abitare in questa terra piacentina.
L'avvocato Lancillotto Anguissola era il Presidente (sappiamo il bene che la nobil donna Maria Vittoria Anguissola ha fatto a Calendasco donando immensi beni mobili e immobili).
Ne faceva poi parte il dottor Giacomo Antonini, proprietario della "Villa" che fu dei Dal Verme, il conte Francesco Falconi, e poi Luigi Briola e Ferdinando Tirelli con il parroco don Egidio Agazini.
Dai Registri dei vari secoli, scopriamo che ad esempio anche il conte Perletti ne fece parte, leggiamo che il consiglio deliberava non solo circa le spese per il mantenimento della chiesa e della casa canonica ma decideva anche circa l'acquisto dei paramenti sacri e degli oggetti liturgici.
Interessanti le delibere per lavori alla chiesa, per l'organo e per le pitture.
Di queste sedute del consiglio veniva mantenuta una memoria scritta molto scrupolosa e chiara che ci consente di capire come e quando vennero apportate modifiche importanti e come erano organizzate le varie celebrazioni solenni quando ad esempio richiedevano un intervento economico per la miglior riuscita ad esempio della solennità patronale di San Corrado.
Umberto Battini
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5 settembre 2016
FESTA PRO SLA
PIAZZALE DELLA PISCINA GREMITO
UNA FESTA NELLA FESTA
PER UN'OPERA MERITORIA
di Umberto Battini
Sabato 3 agosto, una notte estiva caldissima! Sulla piazza di fronte alla piscina di Calendasco, si è svolta la 2^ Festa della Speranza pro SLA.
La raccolta di fondi da destinare alla ricerca su questa malattia molto invalidante è stata un successo pieno.
Centinaia di persone sedute ai tavoli a mangiare e bere ottimo cibo piacentino.
Altre decine di persone dislocate davanti alla balera dove per primi si sono esibiti a titolo gratuito ben sei artisti e comici di Colorado Cafè quelli della trasmissione di Italia1.
Personalmente ho potuto prestare la mia opera volontaria facendo servizio staff in cucina.
Complimenti a Cristian Dalmiglio e moglie che hanno organizzato questa manifestazione e a loro va tutto il merito di questa iniziativa benefica.
La maglietta con il motto ideata da Cristian per tutti noi volontari.
In effetti la festa ha avuto una connotazione "Mariana" molto forte, anche perchè Cristian è legato effettivamente/affettivamente in modo implacabile con Mediugorje.
UNA FESTA NELLA FESTA
PER UN'OPERA MERITORIA
di Umberto Battini
Sabato 3 agosto, una notte estiva caldissima! Sulla piazza di fronte alla piscina di Calendasco, si è svolta la 2^ Festa della Speranza pro SLA.
La raccolta di fondi da destinare alla ricerca su questa malattia molto invalidante è stata un successo pieno.
Centinaia di persone sedute ai tavoli a mangiare e bere ottimo cibo piacentino.
Altre decine di persone dislocate davanti alla balera dove per primi si sono esibiti a titolo gratuito ben sei artisti e comici di Colorado Cafè quelli della trasmissione di Italia1.
Personalmente ho potuto prestare la mia opera volontaria facendo servizio staff in cucina.
Complimenti a Cristian Dalmiglio e moglie che hanno organizzato questa manifestazione e a loro va tutto il merito di questa iniziativa benefica.
La maglietta con il motto ideata da Cristian per tutti noi volontari.
In effetti la festa ha avuto una connotazione "Mariana" molto forte, anche perchè Cristian è legato effettivamente/affettivamente in modo implacabile con Mediugorje.
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1 settembre 2016
NOTO NEL CUORE
ESTATE 2016
XXIV TRASLAZIONE
E TRADIZIONALI FESTEGGIAMENTI
Le due grandiose processioni della Traslazione del Santo Corpo dalla cattedrale fino al Santuario che rinchiude la grotta dei Miracoli! a circa 7 km dalla città! E poi quella del ritorno.
Io dal mio piccolo paesello di Calendasco partecipo come posso (oltre ad esser andato a Noto ovvio!).
XXIV TRASLAZIONE
E TRADIZIONALI FESTEGGIAMENTI
Per me lo sapete bene, parlare di SAN CORRADO significa puntare su NOTO e CALENDASCO.
E così anche in questa estate l'UOMO SANTO nato a Calendasco nel 1290 - S. Corrado Confalonieri il francescano! - è stato solennemente e con una marea di fedeli, festeggiato! Noto lo ha coccolato per ben 4 volte in questo anno 2016.
Le due grandiose processioni della Traslazione del Santo Corpo dalla cattedrale fino al Santuario che rinchiude la grotta dei Miracoli! a circa 7 km dalla città! E poi quella del ritorno.
Quindi le due tradizionali processioni agostane di fine agosto.
E' stato un tripudio di fedeli e devoti. A Noto per San Corrado stravedono tutti, ma tutti, proprio tutti.
Io dal mio piccolo paesello di Calendasco partecipo come posso (oltre ad esser andato a Noto ovvio!).
Comunque io resto in unione spirituale e umana con Noto e tanti miei "fratelli" devoti.
E quindi durante le due feste di fine agosto partecipo dalla terra natale di San Corrado mettendomi addosso la domenica mattina, alla santa messa, la mia bella amata maglia di Portatore di Cilio!
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