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9 novembre 2012

CAMPI ammette


Cosa hanno a che fare i Farnese con San Corrado? Eppure...



Ancora del Patrono. Il sacerdote e canonico Campi diede alle stampe a Piacenza nel 1614 la Vita di San Corrado basandosi sugli storici di Noto quali il Littara e Pugliesi. Ma già nella sua Historia data alle stampe tra 1651-1662 nei tre conosciuti volumi, il canonico-storico Campi scrivendo di San Corrado va ammettendo qualcosa d’importante. Sapendo d’aver pubblicato un libro impostato tutto sui testi inviati da Noto (lo ammette già da allora!) ebbene nella Historia appunto confessa che sarebbe stato utile “nel ristamparsi di nuovo la preallegata Vita, di aggiungervi più altre cose avvenute dapoi…”. Leggasi: ricerche sul Santo in terra piacentina. Vedasi: Legato Sancti Conradi. Ricordasi: Farnese ucciso dal Confalonieri di Calendasco luogo nel quale il Vescovo di Piacenza scopre e formalizza ufficialmente la nascita del Santo Piacentino! Ce n’è ancora di frutti ed abbondanti, che stan maturando di stagione in stagione. Nulla andrà perso. 

Umberto Battini



7 novembre 2012

FIGLIO illegittimo ma attento

Gabella gabella sul Po sei più bella


Il primo Duca della dinastia Sforza, era figlio illegittimo. 
Si lamenta il Francesco con legittima pressione, era duca anche di Piacenza e dalla Milano mandava a destra e manca ordini su missive.
A Piacenza i pescatori, i navaroli gli facevano "saltare la gabella" perchè conducevano gente "in qua e in là" sul Po che il Duca diceva essere fiume suo, eh si! Con porticcioli, ponti, guadi e navaroli ducali ci traeva soldo. Gabella, tassa, obolo s-forzato.
Vuole che il "portonaro" il 'capo' del porto e traghetto sul Po stia attento a che nessuno salvo i barcaroli autorizzati faccian transitare le genti.
Il Duca avrebbe volentieri messo lo scontrino fiscale, a saperlo inventare!
I nostri Confalonieri erano già al tempo, allegramente feudatari e abitanti del magnifico castello del Calendasco borgo.   

Francesco Sforza scrive al referendario di Piacenza 

1452 luglio 23 (S)Gabbioneta

Refrendario Placentie.
Havemo sentito che suno molti navaroli, piscatori et altre persone che tenneno naveti, osia burgelli, cun li quali passeno el fiumo nostro de Po contra li ordini nostri, conducendo gente in qua e in là, et hanci in preiuditio dela Camera nostra, perché non vano al nostro porto lì como debitamente deno andare, la qual cosa a nuy è molto molesta, nì intendemo per modo niuno tollera[r]la. Pertanto te scrivimo et volemo cum bona diligentia intendi (a) questo facto et gli faci tal provisione che più non ne sentiamo altra querela, administrando rasone al portonaro nostro lì contra qualunch'abia passato fora deli ordini nostri, e in modo che in lo avenire se ne contenteno. Ex castris, ut supra.


 Umbe cercatore

 

6 novembre 2012

LADROCINIO


Com'è cambiata la solfa in quarant'anni! A Calendasco e dappertutto. Furti e rapine. Sta proprio cambiando la solfa un pò in ogni dove, anche in quei luoghi che sembravano fuori dal mondo. Tipo noi di Calendasco o Boscone e Santimento e frazioncine varie.
Almeno una volta furtarelli e lavativi erano nostrani.
Non consola ma fa capire il salto sociale e culturale che c'è stato, di come ci stiamo abbassando. Più ce ne freghiamo e più tutto va a rotoli. Snobbiamo le cose. Le radici. C'è da rimpiangere quando ci prendavamo per i fondelli tra ragnaroli - marsinoni e boscaroli (per rimaner in loco).
Va bhe. Si va avanti.



3 novembre 2012

PLAC così sia

 



Con moneta sonante e ripagati della stessa moneta. 
 Il Duca Pier Luigi seppur preavvisato qualche tempo prima “i nomi de’ Congiurati, procurò per vie non lecite, sia per mezzo di Stregoni di saperlo; né con tutto ciò certezza poté havere…”. 
La moneta coniata dal Duca Morto quando era Vivo riportava scolpite le lettere PLAC e le parole Pet.Aloy.Farn.Plac.Dux. Putacaso le stesse prime lettere dei cognomi dei congiurati: Pallavicini, Landi, Anguissola e Confalonieri “et il luogo era PLACentie”.
 Ma sta inganno si scoprì solo dopo la morte. A noi sta bene ricordare del Giovan Luigi Confalonieri di Calendasco lì abitante e feudatario (con i fratelli!); mandò quindi il giovanissimo nipote del Duca ucciso, cioé l’Orazio Farnese, sicari contro il Confalonieri che però miseramente non andarono a segno.
 Non fu l’unico tentativo dei Farnese nello scorrer del tempo. Eh sì, era dura da digerire perché non ostante l’onta del Duca Morto si recita testuale nella confisca che “l’Ecc.mo Signor Duca di Parma (Piacenza non è nominata in questo atto e ciò la dice lunga ndr) pagarà l’ammontare del Castello, beni et ragioni di Calendasco delli Ill.mi Signori Confalonieri secondo l’estimo fatto…”. 
 Gli tocca pure pagare e molto! Dimenticavo siamo nel 1582, il fattaccio era del 1547! 
Domanda:  avrà saldato con l’antico conio PLAC? 

Umberto Battini
per la storia locale 



POESIA



Un  guazzo.

C’è in giro per l’Italia in tour un guazzo di elementi che ama mostrarsi molti e numerosi e forti e belli e puri!

Il guazzo pretende di esser primo fra i primi, trono sul trono! Ma dimentico è il guazzo che chi vuol esser primo sia ultimo e servo.

Và il guazzo menando incenso descrittivo fotografico facendo finta d’essere padrone degli edifizi. Ma all’Eterno è difficile esser padroni.

Si trastulla questo guazzo di immediate e solenni pomposità penose. E intanto il Ciel ch’è veramente Amore fa piovere sui buoni e sui cattivi!

Già.

Prosa di Umberto Battini






2 novembre 2012

POLITICANTI come Xp





Tempi di politica da vacche magre. Neanche si cambia col colpo di spugna per salvar la faccia e c’è un gran arrabatto. E’ un cambiamento che i politici vorrebbero fare per la nostra Italia usando lo stile computer. Cioè mi spiego meglio: si tenta d’usare il Transformer Pack. Che cosa è? Niente di che: semplicemente trasforma il tuo sistema Xp in Vista oppure il Vista in Sette oppure da oggi uno dei suddetti in Otto. Cambia la facciata ma la sostanza del tuo note rimane quel che è, il Sistema operativo rimane quello originale. Un Xp (ch’è obsoleto già di suo!) anche se gli usi il Transformer Pack per Windows 8 ti cambia solo i suoni, le icone e le finestre ma tutto rimane operativo come Xp, non è diventato un sistema Windows 8 all’ultimo grido e quindi con tutte le migliorie che porta. Mi pare che questo sia il sistema che si sta usando e cioè penso sia ai partiti politici che usano il Transformer Pack per mostrare una facciata di rinnovamento ed anche lo stesso Governo coi suoi provvedimenti Style Pack. Un computer è una bella cosa però anche lui ha bisogno di aggiornamenti, se no si blocca, ti va in crash prima o poi.

 Umberto Battini

29 ottobre 2012

SAN CARLO


Anche da noi si ricorda San Carlo Borromeo. Cioè la chiesa tutta celebra la memoria del Santo milanese. Negli estimi napoleonici una parte del romitorio è parcellata come Maison San Carlo. Difatti è saltato fuori, e lo potete vedere nella sua antica rustica bellezza, un affresco del San Carlo Borromeo, sulla facciata della antica chiesetta del romitorio. Tutto questo ha avuto un senso. Difatti fu San Carlo a ripromuovere nelle parrocchie la devozione ai Patroni locali ed è stato egli stesso protettore del Terzo Ordine Regolare Francescano. L'Ordine che è del Nostro Eremita per intenderci.
foto: l'antico affresco devozionale


Per chi ha voglia, il 4 di novembre oltre a ricordare i Caduti delle Guerre, diciamo un Pater a questo Santo amico dei Terziari.













 

24 ottobre 2012

foto: documento del 1860 con la firma autografa

 UN PRIMATO
 QUASI   SCONOSCIUTO

  Un calendaschese da ricordare




Che io sappia non c'è mai stata commemorazione. Direte: non lo sapevamo! Però il nostro borgo padano ha dato alla città il primo sindaco dopo l'unità dell'Italia.
Piacenza la Primogenita, la prima ad aderire.
Calendasco donò il primo Sindaco a Piacenza.
Per me un orgoglio doppio. Per di più il conte Faustino era grande devoto di San Corrado e con la famiglia, per tanti anni, fu iscritto con tanti compaesani, giovani e anziani, alla Compagnia di San Corrado eretta nella nostra chiesa parrocchiale.
Nato a Calendasco e morto a Firenze.



18 ottobre 2012

Don Silvio, prete e amico

Auguri don! Arciprete nostro d. Silvio.
Da Calendasco a Sarmato, da San Corrado penitente a San Rocco penitente anch'egli come ordine!
Evviva.
Con tanta preghiera, per davvero.
U. B.

17 ottobre 2012

ARTICOLI stampa

 Di news in news

TRA LE RIGHE QUALCOSA DI NUOVO
Spulciando negli articoli corradiani

Effettivamente in questi anni per chi ha avuto la bellavoglia di leggere le direi io ottime righe corradiane apparse sulla LIBERTA' di Piacenza e che si possono lietamente ri-leggere sul sito dedicato al Patrono www.araldosancorrado.org alle sezioni "articoli stampa", dicevo quindi che tra le righe ho sempre inserito delle chicche storiche.
Ad esempio la faccenda del Confalonieri assassino del Duca nel 1547, e poi il Confalonieri che "dilaniò" la moglie, la fuga della Confalonieri 'eretica' perchè luterana etc etc.
 Ho disseminato, a piccole e sensibili dosi, perle corradiane che sto ed ho ed avevo approfondito e che non sono ancora alle stampe.
E di roba ce n'è talmente tanta che c'è da divertirsi.
Prendetevi quindi la bella briga di rileggere quegli articoli e se siete buoni conoscitori della storia umana e religiosa di San Corrado trarrete delle novità sul conosciuto, altrimenti sarà un lieto arricchimento culturale sul Patrono. Che, ci tengo a ripeterlo allo sfinimento, abbiamo da 400 anni... e anche su questo c'è un motivo... ma pazienza ci vuole... pazienza...

 umbertobattini@gmail.com
 

16 ottobre 2012

Patrono PATRONO

La chiesa è di fondazione longobarda, come da documenti esistenti.




Benvenuti nel borgo
Burgi Calendaschi scrivevano già prima del tempo di San Corrado
Il guado di Ad Padum       e i suoi porticcioli secolari
 
 

 A Noto conoscono bene di Calendasco, non solo quei pochi che hanno avuto la fortuna negli anni passati di esserci passati, ma soprattutto quel grandioso popolo netino di fedeli devoti di San Corrado. E sono davvero tanti, praticamente tutto il popolo e posso testimoniarlo per "ragion vissuta e veduta".

Noi ragnaroli (così siamo conosciuti nel piacentino con tale appellativo) o meglio dirò noi calendaschesi (suona meglio ragnaroli che ha una valenza storica anch'essa ma non la esporrò ora)  abbiamo la fortuna d'avere questo eccezionale Patrono da ormai 400 anni! quattro secoli!

La consapevolezza del fatto è pressochè poca nel popolo paesano, o meglio, bastiamo noi pochi fedeli devoti veraci e sinceri per continuare la tradizione religiosa e anche culturale corradiana. Sarebbe bello vedere nuove forze e non solo quindi nel periodo forte della Patronale se nò vale il detto passatalafestaggabatulusantu! ma noi non siamo di questi, proprio no!

Continuiamo eccome e per fortuna con sempre dei buoni sacerdoti del nostro borgo che han sempre creduto nel mantenimento di questa forte Patronale non ostante i tempi.

Di storia a Calendasco ne abbiamo più del creduto a partire dalla nascita di San Corrado nel castello del borgo, nell'avere ancora sano e salvo il romitorio dei frati della penitenza che accolsero il Nostro Eremita alla conversione e poi la Via Francigena, il porticciolo del passo del Po, una storia medievale, romana e longobarda forte con reperti e documenti.

 

 umbertobattini@gmail.com


14 ottobre 2012

PO d'autunno

Sarà la stagione autunnale che mi risveglia la voglia di Po. Effettivamente il fiume ha un carattere molto più fantastico e immaginativo quando tutto è grigio. Andare a Po in questi giorni è come vivere in un mondo in bianco e nero, quello dei film di cinquant'anni fa. 

I rumori si percepiscono quasi attenuati. La musica lentissima che fa lo scorrere del fiume è una colonna sonora del film in bianco e nero proprio perfetta. Personalmente percepisco il fiume come un antico drago mitologico che d'autunno ti fa vedere ch'è vivo, che se lo avvicini nel modo giusto si lascerà accarezzare, ma appena appena; per gli altri più scettici potrebbe essere un nemico. Non c'è domatore che tenga. O hai imparato col tempo a farti riconoscere o non ti si rivelerà mai. Resterà una lunga e grigia colonna d'acqua che passa e scorre.

De super Pado. Kalendasco.

Umberto Battini voster

 



4 ottobre 2012

SESTO anniversario


Il giorno 5 ottobre ricorre l'anniversario della salita al Cielo del carissimo p. Gabriele Andreozzi.
Potete leggere un breve ricordo anche in Araldo San Corrado IL BLOG 
Buon ricordo a tutti, anche ricordando che il 4 ottobre è la Festa di San Francesco d'Assisi che ci ha 'donato' un Santo quale il Nostro Santo Corrado francescano penitente e terziario e poi pellegrino ed eremita!