IL NOBILE CREMONESE
Negli anni corradiani scorrazzava nel piacentino
alleato del duro Galeazzo Visconti

Il condottiero Ponzino Ponzoni da Cremona
Mentre San Corrado è nel conventino-ospedale di Calendasco
Come ben sappiamo Galeazzo era despota e circa San Corrado Confalonieri conosciamo bene gli eventi del primo 1300 a Piacenza.
Questo Cives Ponzino Ponzoni – un nome, un destino – era in quel 1321-22 al soldo di Galeazzo Visconti nel piacentino mentre il nostro Santo Eremita Corrado, proprio in quegli anni, era con il Beato Aristide rinchiuso a penitenza nel piccolo ma importante ospedale per pellegrini e romitorio terziario nel feudo di Calendasco.
Questo Nobile condottiero di Cremona, a volte guelfo (cristiano) e un po’ ghibellino (eretico) a seconda dei casi e della bisogna, antico signore padano, leggendo nella storiografia appare banderuola che, un poco secondo l’uso dei tempi, a volte era schierato coi guelfi ed altre coi loro diretti avversari, i ghibellini: si andava dove andava l’interesse economico. Fu Signore della città di Cremona e di Castelponzone.
Soprattutto si distinse in territorio cremonese.
Il 14 marzo 1321 papa Giovanni XXII scomunica Matteo Visconti e procedimento aperto contro i suoi figli tra cui Galeazzo ed altri lombardi.
La scomunica toccò pure i Ponzone, citati in giudizio e condannati come fautori dei Visconti nel 1323.
I secoli passano. Gli uomini pure.
San Corrado rimane. Ben protetto dai suoi guelfi nel succedersi dei secoli, non ostante Nomen Omen.
Umberto Battini
divulgatore storico