LUOGHI CHE VANNO
MAGGIORMENTE VALORIZZATI
Da secoli l'area del PO che costeggia la zona di Calendasco vanta numerosi punti d'approdo
di Umberto Battini
divulgatore storico
Se avete voglia di
andare a spulciare le carte antiche che si trovano in Archivio potrete
senza tanta difficoltà imbattervi in quelle che riguardano i Porti nel
comune di Calendasco.
Ancora tra 1700/800 ho ritrovato anni fa - e ne tengo copia anastatica - ampia documentazione ben chiara ed esplicativa su questi luoghi.
Fatto salvo che grandi
novità ci sono anche per i porti locali in epoca longobarda (ma non dirò
oltre perchè lo presenterò a tempo debito in un lavoro) restando sulla
questione porti del Po a Calendasco attivissimi circa 250 anni fa, possiamo
senza dubbio menzionare:
- Masero di Calendasco
- Porto del Bosco cioè "del Botto"
- Mezzano dinanzi a Somaglia
- Raganella
- Cotrebbia Vecchia
- Boscone Cusani dirimpetto a Corte Sant'Andrea
Resta il dato della
diversa conformazione del fiume, ma ciò non toglie nulla alla esistenza
di questi porticcioli, utili, e come vedete in buon numero.
Circa quello che oggi
attestiamo al Soprarivo francigeno, ormai dei tempi dei quali parlo,
resta il porticciolo del Boscone Cusani.
Quello del Soprarivo verrà
rivalutato con l'incedere dell'anno 2000 giubilare e grazie anche al
libro documentato che pubblicai con mio fratello nell'anno 1998 per la
Banca di Piacenza: La Via Francigena - il guado del Po, storia gestione sviluppo e strategia tra IV e XIV secolo.
Ancora nei decenni del
primo 1900 alla Raganella esisteva un efficiente servizio di trasporto
fluviale con le tipiche imbarcazioni, le magane.
Sarebbe auspicabile, dato che pare il Po sia divenuto anche qui Patrimonio Ambientale Unesco, rivalutare per bene questi luoghi.
Essi hanno una storia,
una memoria e una anima molto fluviale che andrebbe appunto rivisitata e
cosparsa del suo valore proprio, ma tant'è!
Intanto possiamo
lodevolmente dare risalto al porticciolo imbarcadero privato, che si trova alla
località Masero di Calendasco, che in poco più di 800 metri si raggiunge
dalla Via Po posta proprio in fronte al palazzo del Comune!
Piaccia o meno la storia
dei luoghi è incancellabile e per fortuna messa nero su bianco secoli
fa, per darcene ancora oggi testimonianza e sprone: Po, che non sia solo una
parola che manco riempie la bocca, Po va pronunciata con entusiasmo,
quello vero.
di Umberto Battini
divulgatore storico
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