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17 aprile 2026

TERRE E CAVALLI NEL 1453

QUESTIONE DI GUELFI E DI GHIBELLINI
LE TRUPPE DEL COLLEONI 
SULLE TERRE DEL VESCOVO
E DEI CONFALONIERI DI CALENDASCO 

di Umberto Battini
    divulgatore storico 

immagine creata da U B con IA di Gemini per rendere l'idea del testo sotto



 
Il vescovado piacentino aveva da ormai circa 150 anni il possesso del feudo di Sant’Imento mentre il borgo di Calendasco era affidato ai loro fedeli feudatari i milites Confalonieri che spartanamente vivevano nel castello, con una piccola truppa al servizio. 
Doveva essere un novembre piovoso e grigio, ma quando si è uomini d’arme non c’è stagione che tenga, gli homini d’arme del Colleoni dovevano stanziare in questi prati piacentini dei comuni di Sant’Imento e Calendasco. 
 
Si trattava di attendere tempi migliori e poi questi homini d’arme alleati del Duca di Milano, se ne sarebbero andati via. 
Nel frattempo però c’era da mantenerli assieme ai loro cavalli. 
E a ciò dovevano provvedere gli homini dei detti comuni. 
Si lamenta il Duca che il magnifico Bartholomeo Cogliono avesse già tentato ma senza risultato alcuno, di far albergare in quei comuni alcuni suoi uomini che però non erano stati accettati ne alloggiati.

E Benedetto de Curte, capitaneo citadelle civitatis nostre Placentie, sarebbe ora riuscito in tutto ciò? Leggetevi la missiva spedita dal Duca Francesco Sforza e traete le vostre conclusioni.

E’ veramente divertente il serioso ed antico linguaggio: un misto di latinismi ed italiano, ainostri giorni una simile scrittura riceverebbe molte sottolineature in rosso da una qualsiasi maestrina di scuola elementare, ma quello era il modo e la forma cancelleresca di scrivere – carta e penna – missive contenenti ordini ducali.

qui sotto l'integrale della lettera 
1453 novembre 5 - “in castris contra Rogadum”

Benedicto de Curte, capitaneo citadelle civitatis nostre Placentie.

Altra volta nuy scripsemo, ad instantia del magnifico Bartholomeo Cogliono, ad li homini et comune de Sancto Hymento et de Calendasco che dovessero allogiare certi cavalli del prefato Bartholomeo; et perché dicto Bartholomeo ne dice che, quantunche fosse stato scripto, che niente de mancho non gli mandò cavallo alcuno, hora luy gli manda certi cavalli et alcuni homini d’arme, quali ha tolti de novo ali suoi servicii, li quali haveranno a stare lì tanto che serano messi impuncto, et poi dicto Bartholomeo gli farà venire in campo et sarà prestissimo. Sichè volemo che tu fazi allogiare dicti cavalli deli dicti homini, et faray che li sia data stantia et strame. Data ut supra.

Ser Iohannes
 
Umberto Battini
divulgatore storico 
 
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