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13 luglio 2026

ARISTIDE FRIAR IN CALENDASCO

BETWEEN ARISTIDES  
FIRST TERTIARY COMMUNITY
AT THE CALENDASCO GURGLE 

To understand pre-Corradian events in Piacenza

by Umberto Battini
    popularizer and historian of S. Corrado
 
the statue of Brother Aristide in front of the hospitable hermitage of Calendasco
 
In the book by historian Raffaele Pazzelli “The Third Order Regular of Saint Francis Through the Centuries”, published in Rome in 1958, we find fundamental historical data, which, in addition to serving this brief synthesis, will lend themselves to the following report.

The community in Calendasco of Terziari in hermit's habit composed of a few religious men led by the friar Aristide, like any tertiary community, in addition to not being very conspicuous, was also legally independent, with a union with the other tertiary communities “amico foedere”, that is, a bond of mutual assistance.

This lack of unity evidently caused a lesser outward appearance of the phenomenon of common life among the Tertiaries, so it was easy for it to be overlooked in the chronicles of the time, and in fact the first historian who researched and found several documents from the early times of the Order, De Sillis, provides us with the reason for the lack of documents in the oldest Tertiary Convents.

De Sillis in the 1621 book on the Tertiaries of St. Francis or Penitents clearly says about the existence and loss of documents that it was:
“...because of the humble kind of life of our Fathers;, having no large monasteries, but mostly hermitages or small dwellings in the shadow of hospitals or churches, they did not possess archives, nor did they care about this but only about living holy lives, in charity towards God and neighbor.”
Fredregando from Antwerp also says that the Tertiaries:
“In many places they opened hospitals and hospices for the poor and pilgrims, where some brothers necessarily had to take up residence.”

A historian from a few centuries ago, the so-called ‘Anonymous of Montefalco’ in Umbria, deals extensively with the friar Aristide.

The writing of the Anonymous was found by another great historian of the Third Order, Fr. Gabriele Andreozzi, see in Analecta TOR by Andreozzi himself “S. Rocco in Montefalco, the Porziuncola of the Third Order Regular” and is rich in data useful to us, which in another study we will present to devotees and history enthusiasts. 

It remains important that even centuries ago, in Umbria, hundreds of kilometers from Calendasco, a surviving historian ‘Anonymous’ was able to pass down the Friar Aristide called to Montefalco by Calendasco to preside over the construction of the Convent of S. Rocco of the Tertiary nuns.
(I own the facsimile copy of the study ed.) 

In the aforementioned volume Pazzelli clearly informs us that:
“The third place whose memory has been handed down to us is the hermitage-convent of Calendasco near Piacenza. Since 1280-1290, a community of hermits existed here, under the obedience of Friar Aristide, the same one who came to Montefalco in 1290 to visit Blessed Chiara and on that occasion received the donation of the aforementioned Signors Bennati. After the construction of that Convent he left some of his Friars in Montefalco and returned to govern his community in the Piacenza area. Here in 1315 he received into the Order a nobleman from Piacenza, Corrado Confalonieri, predicting that he would become a great saint”.

Umberto Battini
popularizer and historian of S. Corrado
 
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ECCO IL VOLTO DELL'EREMITA

IL VERO VOLTO
DI SAN CORRADO CONFALONIERI 

In 1989, scientific studies were carried out on the bones of the body of Saint Corrado Confalonieri.
The analysis of the skull was able to reconstruct the appearance of the Holy Hermit, and therefore we can see his true face.
We know that these scientifically based reconstructions are very close to the truth.
San Corrado was born in the village of Calendasco on the Po River, near the city of Piacenza. His family was feudal lords of these lands. In this town he was born in the castle in the year 1290 and died in Sicily in Noto in a cave, on 19 February 1351. The holy body is preserved in Noto in the cathedral, in a magnificent silver Ark.
Saint Conrad is a Franciscan tertiary penitent who later became a hermit.
 
Umberto Battini
historian of San Corrado and popularizer
 

Nel 1989 sono stati eseguiti degli studi scientifici, sulle ossa del corpo di San Corrado Confalonieri.
L'analisi del teschio ha potuto ricostruire le sembianze del Santo Eremita, e quindi possiamo vederne il vero volto.
Sappiamo che queste ricostruzioni, con base scientifica, sono molto vicino al vero.
San Corrado è nato nel borgo di Calendasco sul fiume Po, vicino alla città di Piacenza. La sua famiglia era feudataria di queste terre. In questo paese nacque nel castello nell'anno 1290 e morì in Sicilia a Noto in una grotta, il 19 febbraio 1351. Il santo corpo si conserva a Noto nella cattedrale, in una magnifica Arca in argento.
San Corrado è un penitente terziario francescano divenuto poi eremita.

Umberto Battini
storico di S. Corrado e divulgatore 
 
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12 luglio 2026

ANTICO PASSAGGIO SUL FIUME PO

FRANCIGENA E IL PASSO DEL PO 
IL PORTO LONGOBARDO DI CALENDASCO
 
NEWS
 
Dopo l'anno Mille diventano in ampio uso i porti sul fiume Po di Corte Sant'Andrea, di Monticelli Piacentino e quello di Soprarivo. 
Dai documenti preziosi scopriamo però che il primo porto e traghetto era proprio a Calendasco, per questo il passaggio di Sigerico, a cavallo di quei secoli, potrebbe essere stato per motivi strategici, propRio qui di fronte al borgo.
Ma di questo si parlerà prossimamente: nuove carte, pergamene milanesi, raccontano di questo fatto, ricerca e studio danno frutti. 
 
Sigeric crossed the Po River near Calendasco in the year 990.
The ancient port on the Po was of Roman origin, but under the Lombards, 
this river port became extremely important.  
However, from these precious documents, we discover that the first port 
and ferry crossing were actually located at Calendasco.
 

11 luglio 2026

L'UOMO DELLA GROTTA A NOTO

NELLA GROTTA DELLA VALLE NETINA
CON LA CITTA' ANTICA SULLO SFONDO

San Corrado Confalonieri
eremita penitente francescano 

Dopo circa otto anni, verso il 1323, se ne parte dal romitorio ospedale di Calendasco, pellegrino, frate laico teriziario, diretto a Roma e poi da Brindisi si imbarca per la Terra Santa, dopo un lungo periodo ritorna passando per Malta e da lì poi sbarca a Messina, siamo nel 1343.
Finalmente si incammina verso la Sicilia orientale e giunto nella città di Noto si ferma accolto nell’ospitale di San Martino e vive per certo tempo alle Celle presso il castello: ma questa volta gli tocca vivere nei sottofondi delle mura, non è più il figlio del nobile Confalonieri padrone del castello di Calendasco.

Ma dopo certo tempo decide di vivere in una spartanissima grotta nella rocciosa valle dei tre Pizzoni, discosta da Noto antica, e fino alla sua morte, avvenuta il 19 febbraio del 1351 vive da eremita penitente ed in santità conclamata.

Compie già in vita tanti miracoli: principalmente guarisce bambini e, fatto strabiliante, fa comparire dal “nulla” piccoli pani caldi e fragranti che dona ai visitatori. 

Non ultimo ne è testimone certo, anche storicamente, il vescovo di Siracusa, che allibito, può gustare di quel pane angelico e “misterioso”.

Alla morte è acclamato santo a furor di popolo, Corrado il Santo del pane caldo, l’eremita mite e coraggioso, venuto da lontano, da una terra alle porte di Piacenza, da un piccolo borgo adagiato sulle sponde del fiume Po chiamato Calendasco, ma questo fatto storico lo dedurrà con ricerche il vescovo di Piacenza solo nel 1617.

Dalla vita agiata di castellano, riverito e acclamato, a quella rude e semplice di eremita, bisogno di tutto, lontano dalla patria natia, dagli affetti, maturato nella fede e nell’affidamento alla religione cristiana: dal castello alla grotta, dalla vita penitente e dimenticata alla memoria che spetta alla Gloria dei Cieli.

E dopo secoli il suo ricordo è ancora vivo a Noto, città d’adozione dove il Santo corpo riposa, mentre a Calendasco il suo Patronato secolare lo si intuisce anche da quelle mura di mattone rosso del grande castello, che accarezzano sul fianco la chiesa parrocchiale, molto antica e ricca delle sue effigi, di venerate reliquie insigni.

Umberto Battini
storico di S. Corrado e divulgatore 

 
Immagine di Umberto Battini con IA 
 

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INCOGNITE DI SAN ROCCO

SAN ROCCO

TANTE INCOGNITE STORICHE

Ecco alcuni aspetti curiosi


di Umberto Battini 
    STORICO E DIVULGATORE 

Proviamo a porci alcune domande su questioni del Santo Rocco ed anche su quelle che riguardano il suo soggiorno qui nel piacentino.

Ben sappiamo che le questioni sulle date di nascita e morte sono dibattute ed incerte ma ad ogni modo sui fatti storici c’è da riflettere e non cambiano di una virgola se è vissuto ad inizio 1300 oppure dopo la metà di quel secolo.

Domanda uno:

come mai si tramanda e non in pochi testi attenzione! che prese dimora vicino a Sarmato in un capanno tra la vegetazione posto non lontano dal fiume Trebbia ?

A Sarmato c’è il fiume Po al suo nord e ad est a circa 5 km il fiume Tidone mentre il fiume Trebbia è a circa 15 km più ad est vicino a Piacenza.

Domanda due:

come mai in alcuni testi si parla di Sarmato e di una grotta per alloggio?

Probabilmente un retaggio poetico? Qui in queste aree padane prossime al fiume Po di grotte proprio geograficamente non è possibile averne traccia.

Domanda tre:

Era un terziario francescano?

Pare proprio di sì perchè papa Paolo III lo inserisce nel Catalogo Ufficiale del Terzo Ordine Regolare di S. Francesco nel 1547 con una Bolla la “Cum a nobis”.

Quando queste avviene è perchè viene presentato del materiale storico e studiato ed approvato dalla Santa Sede, anche in quel tempo, non siate così ingenui da credere che il papa al mattino si sveglia e solo perchè l’Ordine Terziario gli chiede questo atto, il papa così lo fa come bere un bicchier d’acqua!

Domanda quattro:

Perchè il culto è approvato dalla Santa Sede solo nel 1629?

Circa l’approvazione Ufficiale del culto religioso di S. Rocco fatta da papa Urbano VIII nel 1629 è un atto Ufficiale del Vaticano che riconosce questo culto che da tempo memorabile si rendeva al Santo, perchè erano i Vescovi locali che avevan questo potere e prerogativa, magari anche col semplice consenso della Santa Sede.

Urbano VIII quindi supera queste difficoltà passate mettendo il sigillo Vaticano della Chiesa Universale sulla antica venerazione!

Domande che han già qualche ottima risposta a nostro avviso ma che senza dubbio possono essere più dettagliate proprio per comprendere di più e meglio: ad ogni modo S. Rocco resta un potente Intercessore che è vissuto realmente, qui in questo nostro mondo, su questa terra, e nel piacentino ha trascorso parte della sua vita!

Che sia stata ad inizio 1300 o qualche decennio dopo, poco cambia!

E le domande restano.

PUOI approfondire cliccando QUI - ARTICOLO  da ILPIACENZA
oppure leggendo QUI - ARTICOLO (Una selva e tre fiumi)
oppure leggendo QUI - ARTICOLO (S. Rocco itinerario piacentino)
oppure leggendo QUI - ARTICOLO (S. Rocco d'indole francescana)
 
 
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10 luglio 2026

HOSPITIO SULLA FRANCIGENA

 
LE CARTE D'ARCHIVIO
DI STATO A PIACENZA
Ritrovati nel 1998 ben 23 notarili
riferiti all'ospitale di Calendasco

Qui sotto ecco una parte estratta dal libro
di Umberto Battini edito nel 2005 (che trovò i notarili inediti)
"San Corrado Confalonieri il cercatore di Dio"
con una analisi storico-critica dei luoghi di Calendasco
che hanno visto presente il Santo Patrono del borgo 
 

L'ESISTENZA GIURIDICO-SOCIALE DELL'HOSPITIO DI CALENDASCO SORTO LUNGO L'ASSE VIARIO DELLA VIA FRANCIGENA, NEL TRATTO DELLA PIU' ANTICA STRADA Placentia-Ticinum, è data dai documenti cartacei rinvenuti presso l'Archivio di Stato di Piacenza, nel Fondo Notarile.

Si tratta di vari pezzi relativi al XVII sec., facenti parte della Diplomatica Speciale, quella riservata alla Scrittura Privata. 

Carte notarili preziose e che riportano nel protocollo, nel testo e nell'escatocollo, quei caratteri di maggiore importanza dell'atto e la sua attinenza con la struttura stessa.

L'analisi delle parole latine, di cui tutti gli atti sono composti, ci apre le porte alla comprensione del luogo e del territorio.

Dove si legge "SUBTUS PORTICHUS HOSPITII DICTI LOCI" oppure " IN LOCO CALENDASCHI DUCATO PIACENTINO IN HOSPITIO DICTI LOCI PORTICHUS VERSUS" od ancora " IN LOCO CALENDASCHI….IN HOSPITIO STRATA PUBLICAM VERSUS". 

Vi si ritrova un chiaro riferimento ad HOSPITIO, cioè luogo atto al ricovero di persone e animali al seguito, albergo, luogo di ospitalità per il viandante povero e non a caso, ancor oggi, sebbene a lettere ormai quasi illeggibili e cancellate dal tempo, sopra all'arco del portico di ingresso vi sono tracce di una scritta dicente:"QUI SI OFFRE VITTO ALLOGGIO E STALLA". 

Era quindi luogo di ospitalità continua, cotidiana, per il viandante occasionale ma anche luogo di assistenza agli indigenti, agli ultimi del posto.

Gli atti relativi all'Hospitale di Calendasco, danno la esatta ubicazione geografica dello stesso, dicendo "STRATA PUBLICA VERSUS".

Nella dizione latina "STRATA PUBLICA" sta per STRADA PRINCIPALE, la via più importante, quella che andava a collegare il Borgo di Calendasco alla città.

I Documenti relativi all'Hospitio di Calendasco, sono redatti per la maggior parte, sotto al portico dello stesso, ed esso era ed è tutt'ora, ubicato a lato della strada principale, "STRATA PUBLICA VERSUS". 

Gli studi riportano che i Terziari francescani avevano in Italia molti romitori come quello detto 'al gorgolare' di Calendasco, ove spinti dal desiderio di perfezione, sotto la guida di un superiore da loro stessi scelto, si dedicavano al servizio degli infermi poveri e pellegrini presso qualche pubblico ospedale od ospitio

Umberto Battini 
storico di S. Corrado e divulgatore
 
questo riportato sopra è solo un breve estratto dal libro
"San Corrado Confalonieri il cercatore di Dio" di Umberto Battini edito nel 2005 con la Prefazione del cardinal Tomas Spidlik S.J. 
 
se copii cita la fonte
 

NEL 2023 LA MOSTRA EVENTO DEL PO

UN GRANDE SUCCESSO
NE PARLARONO TANTI GIORNALI
ARRIVO' ANCHE LA RAI TV  

L'EVENTO A CALENDASCO DALL'8 AL 13 MAGGIO 2023

 

 

ILMIOVIAGGIOAPO CONTINUA CON SUCCESSO

UN PROGETTO 
FOTOGRAFICO e VIDEOGRAFICO
Un ricchissimo Archivio di più anni che riprende golena e riva del Po nello scorrere dei mesi 
 
A questo progetto sono legate le Mostre Evento 
ANTROPOCENE ARCHEOLOGIA DI PLASTICA
 
Per sensibilizzare sui rifiuti umani che il Grande Fiume trasporta ed ingloba e che andranno a rilasciare microplastiche in alveo e nelle falde acquifere per secoli
 
ILMIOVIAGGIOAPO è un progetto di Umberto Battini
 
 

9 luglio 2026

IL PO ALL'8 DI LUGLIO

IL PO IN MAGRA
SCESO AI LIVELLI DEL 2022
NEL SUO TRATTO PIACENTINO
ECCO IL REPORTAGE
TROVI ANCHE L'ARTICOLO DEL 1 LUGLIO REPORTAGE DA FOCE LAMBRO
 
QUI SOTTO L'ARTICOLO DEL 18 GIUGNO SULLA SICCITA' MODERATA DEL PO
 
ARTICOLI DAL QUOTIDIANO ILPIACENZA.IT 
 
 
 

8 luglio 2026

SAN ROCCO PENITENTE TERZIARIO

DA SECOLI INSERITO NEL CATALOGO 
DEI SANTI DEL TERZO ORDINE FRANCESCANO

SAN ROCCO FRATELLO DI SAN CORRADO

VESTIVANO LO STESSO ABITO PENITENZIALE
 
di Umberto Battini
    divulgatore storico
 

E' stata una sopresa anche per me, quando anni fa, venni a conoscenza del fatto che S. Rocco fosse un penitente terziario francescano.
Come usava storicamente per i terziari, l'attività cui si dedicavano principalmente era la cura dei malati negli ospedali.

San Rocco è stato un "infermiere" pellegrino di ospitio in ospitio. Anche S. Corrado dè Confalonieri è stato frate laico nell'ospedale francigeno di Calendasco, ove era il passaggio del fiume Po della Via Francigena o "Romea".

Calendasco vanta un secolare ospitio-conventino di frati terziari di S. Francesco che già dal 1280 era governato da frate Aristide.
A Calendasco, nella località a 1 km dal borgo detta Arena, esisteva già dal tardo '400 un oratorio dedicato a San Rocco.
Lo testimonia una carta della visita pastorale del vescovo di Piacenza del XVI secolo, che possiedo in copia anastatica.

San Rocco venerato contro la peste anche in Calendasco, dove sappiamo che furono storicamente aperti dei lazzaretti per coloro che furono colpiti da questo morbo letale, la testimonianza più recente è quella del 1800 quando il territorio piacentino venne colpito dal colera.
 
In alcuni miei articoli, negli anni  pubblicati sui quotidiani di Piacenza, ipotizzai anche che S. Rocco e S. Corrado abbiano potuto lavorare insieme, forse nell'ospitio di Calendasco, una tesi basata su alcuni dati storici.

Stando quindi ad alcuni dati storici - io mi attengo agli studi del 1400 del Diedo e poi del piacentino Campi - le date possono coincidere con la sosta di San Rocco in terra piacentina e specialmente a Sarmato, ma se teniamo vivo il fatto che S. Rocco era terziario (Piacenza era terra di tantissimi di questi uomini, basta ricordare il Capitolo tenuto in città nel 1280) non escludiamo possa anche esser passato per l'ospedale dei frati sotto la guida del beato Aristide.

Certamente in Sarmato ed a Piacenza nello stupendo oratorio dedicato al Santo della Peste, si venera profondamente e farne memoria è importantissimo.
Viva quindi i due "frati terziari" pellegrini: Rocco e Corrado!
Entrambi Terziari penitenti francescani. 

Umberto Battini
divulgatore storico
 
se copi cita la fonte