VISITE AL BLOG N. 180.000 se copi qualcosa cita la fonte per correttezza

15 giugno 2026

TEMPLARI E PRETI A FIORENZUOLA

      LA LITE ECONOMICA
   ECCO IL FATTO MEDIEVALE
   ARTICOLO DA ILPIACENZA.IT
   di domenica 14 giugno 2026
    articolo di Umberto Battini


 

ANTROPOLOGIA DI UN CULTO LOCALE

ANTROPOLOGIA DEL CULTO 
DI SAN CORRADO IN TERRA PIACENTINA 
 
L'antropologia è la scienza che studia l'essere umano nelle sue dimensioni biologiche, sociali e culturali. 
Dal greco ànthropos (uomo) e lógos (studio), indaga l'evoluzione della nostra specie e i diversi comportamenti, credenze e sistemi di vita all'interno delle società. 


Inizia un progetto culturale sulla evoluzione del culto locale di San Corrado Confalonieri, il patrono di Calendasco da più di 400 anni!
Buona parte del progetto si sviluppa sui libri già editati a stampa sul Santo Eremita piacentino, nel particolare quelli degli studi di Umberto Battini.

Non indifferente l'apporto "antropologico" nel libro del 2024 "I Documenti del culto a S. Corrado - Le carte originali di Calendasco circa il Patronato secolare" edizioni Studi Corradiani 2024.
Ricerche e studi che verranno inseriti nel nuovo lavoro a stampa.
 
ANTROPOLOGIA DEL CULTO A SAN CORRADO
IN TERRA PIACENTINA
un progetto a cura di Umberto Battini studioso e storico di S. Corrado


NEL 1547 IL FATTO DI SANGUE

PARTE DAL CASTELLO 
DI CALENDASCO IL NOBILE
GIOVANLUIGI CONFALONIERI
Era feudatario residente nel borgo, ma anche un potente tra i nobili di Piacenza

di Umberto Battini
    divulgatore storico 

Partecipò attivamente con altri tre, alla uccisione del figlio di papa Paolo III nel castello in Cittadella a Piacenza, residenza del Duca Pier Luigi Farnese, era il 10 settembre 1547. Da quel giorno il culto a S. Corrado venne bloccato completamente fino agli inizi del '600 sia nel borgo di Calendasco come anche in tutto il territorio piacentino, compresa la città di Piacenza.

nella foto sotto l'inizio della "Relatione della morte di Pier Luigi Farnese figliolo naturale di Papa Paolo 3°"  



LA BELLEZZA NATURALE NEL PO

NEL SILENZIO DEL GRANDE FIUME
IL PO FOTOGRAFATO CON LA MIA CANON REFLEX
PER IL PROGETTO ATTIVO DAL 2021  ILMIOVIAGGIOAPO 

Ecco una bella e rara immagine di aprile 2026
fenicotteri rosa nel Po fotografati da Umberto Battini 


UN DATO DI FATTO

dal 2016 RECUPERATA
RIMESSA AL CULTO PUBBLICO
NELLA CHIESA DI CALENDASCO 
L'antica statua del Patrono San Corrado

Ecco la storia del recupero 
la statua del Patrono in chiesa a Calendasco foto U B
 
Era abbandonata dagli anni '70 nel solaio della Casa Canonica della chiesa parrocchiale di Calendasco

E addirittura, con grande devozione, anche se molto pesante, veniva portata in processione nella Festa solenne del 19 febbraio, giorno del Dies Natalis di San Corrado Confalonieri.

Una mattina di un mese invernale, Umberto Battini studioso e storico di S. Corrado e devoto, ritrovò nel solaio la preziosa statua, ricoperta da un telo plastico.
Guardandola vide che era annerita dal tempo, ma era ancora in più che ottime condizioni, sebbene fosse dipinta e in gesso non aveva danni.
Con il permesso del parroco di quei giorni, che era don Fabio Battiato, è stata portata al primo piano della Canonica, dove Umberto Battini l'ha ripulita in varie giornate.
 
E così nella festa del 19 febbraio di quel 2016 venne nuovamente esposta alla devozione pubblica in chiesa ed ancora oggi è esposta con il Cilio donato dai Netini nel 2015 quando vennero a Calendasco come pellegrini.
 
Alla fine della santa messa lo storico devoto, sempre in accordo con il parroco, tracciò una breve storia di questa bella statua, che ovviamente i più anziani ben ricordavano.
 
Cercando nell'archivio parrocchiale e studiandolo già da tempo ed alcuni anni, Battini ha rinvenuto la documentazione relativa alla statua: la relazione del 3 luglio 1907 del Consiglio parrocchiale di Calendasco, presieduta dal parroco arciprete don Giovanni Caprara ed altri laici del paese, ne deliberarono l'acquisto.
Viene indicato il prezzo: "una spesa di L. 40 circa", che al valore odierno corrispondono circa a 4000 euro.
 
La documentazione è anche pubblicata nel libro di Umberto Battini edito per Studi Corradiani nel 2024 "I Documenti del culto a San Corrado - le carte originali di Calendasco circa il Patronato secolare".
 
Il parroco don Fabio Battiato qualche tempo dopo fece realizzare il bel basamento ligneo rialzato attuale.
Dal settembre 2025 l'attuale parroco don Fabio Galli (che risiede però in San Nicolò a Trebbia) la ha esposta in un nuovo allestimento, all'ingresso della chiesa con accanto sempre il maestoso Cilio di Noto e quattro brillanti candelieri lignei.
 
Il Patrono del borgo, dove vi è anche nato fisicamente nel grande castello, come da atto notarile fatto in curia a Piacenza il 9 agosto 1617 firmato dal Vescovo, dopo una ricerca storica, è appunto da oltre 400 anni San Corrado Confalonieri.
 
Nell'ospitale romitorio del borgo S. Corrado, accolto da frate Aristide nel 1315, iniziò la sua missione laica di penitente terziario francescano.

Partirà e dopo vari pellegrinaggi arriva a Noto dove vive nella Valle dei Tre Pizzoni in una grotta in vita eremitica. 
 
Tantissimi i miracoli in vita e dopo la sua morte, in quella rocciosa grotta.
Calendasco e Noto per questi fatti storici sono uniti nel culto e devozione al loro unico Patrono del Cielo. 

Per correttezza del racconto storico dei fatti, precisiamo che Umberto Battini ha pubblicato alcuni libri studio con documenti circa S. Corrado, oltre a decine di articoli divulgativi sul Santo Eremita su quotidiani locali piacentini ed ha partecipato ad alcune conferenze divulgative sul Santo di Calendasco, ha organizzato Mostre documentarie importanti.

Dal 2015 è Socio Onorario dei Portatori dei Cilii di Noto, conferimento avvenuto in chiesa a Calendasco. 
Nel 2019 gli è stato assegnato il Premio Proserpina Siciliani nel Mondo, nel Salone d'Onore del Comune di Caravaggio, per i suoi studi su S. Corrado e la famiglia Confalonieri. 
 
se copi cita la fonte

IL FRATE ARISTIDE

FRA ARISTIDE  

PRIMA COMUNITA' TERZIARIA
AL GORGOLARE DI CALENDASCO 
Per comprendere gli eventi pre-corradiani in terra piacentina

di Umberto Battini
    divulgatore e storico di S. Corrado

la statua di frate Aristide davanti al Romitorio ospitale di Calendasco

Nel libro dello storico Raffaele Pazzelli Il Terz’Ordine Regolare di San Francesco attraverso i secoli”, edito in Roma nel 1958, reperiamo fondamentali dati storici, che oltre a servire per questa breve sintesi, si presteranno per la relazione che segue.

La comunità in Calendasco di Terziari in abito eremitico composta di pochi religiosi con a capo il frate Aristide, come ogni comunità terziaria, oltre a non essere molto appariscente era anche giuridicamente indipende, con una unione con le altre comunità terziarie “amico foedere”, cioè legame di mutua assistenza.

Questa mancanza di unità causava evidentemente una minore appariscenza esteriore del fenomeno della vita comune tra i Terziari, per cui fu facile che fosse trascurato nelle cronache del tempo, ed in effetti il primo storico che ricercò e rinvenne parecchi documenti dei primi tempi dell’Ordine, il De Sillis, ci fornisce ragione della mancanza di documenti nei più antichi Conventi Terziari.

Il De Sillis nel libro del 1621 sui Terziari di S. Francesco o Penitenti dice chiaramente sul fatto della esistenza e smarrimento dei documenti che fu:
“...a causa dell’umile genere di vita dei nostri Padri;, non avendo grandi monasteri, ma per lo più eremi o piccole abitazioni all’ombra di Ospedali o di Chiese, non possedevano archivi, nè si preoccupavano di questo ma solo di vivere santamente, nella carità verso Dio e il prossimo.”
Anche Fredregando da Anversa dice che i Terziari:
In molti luoghi essi aprirono degli ospedali e degli ospizi peri poveri e pellegrini, dove necessariamente alcuni fratelli dovevano prendere dimora”.

Del frate Aristide tratta ampiamente uno storico di alcuni secoli fa il cosiddetto Anonimo di Montefalco in Umbria.

Lo scritto dell’Anonimo è stato rinvenuto da altro grande storico del Terzo Ordine il p. Gabriele Andreozzi, vedasi in Analecta TOR dello stesso Andreozzi “S. Rocco in Montefalco, la Porziuncola del Terz’Ordine Regolare” ed è ricco di dati a noi utili, che in altro studio presenteremo ai devoti e appassionati di storia. 
Resta importante la questione che già parechi secoli fa, in Umbria lontano centinaia di chilometri da Calendasco, uno storico rimasto ‘Anonimo’ abbia saputo tramandare del Frate Aristide chiamato a Montefalco da Calendasco a presiedere la costruzione del Convento di S. Rocco delle monache Terziarie.
(Possiedo la copia anastatica dello studio ndr) 

Il Pazzelli nel già ricordato volume ci informa chiaramente che:
Il terzo luogo di cui ci è stata tramandata memoria è il Convento-eremitaggio di Calendasco presso Piacenza. Sin dal 1280-1290 esisteva qui una Comunità di eremiti, sotto l’obbedienza di Frate Aristide, lo stesso che nel 1290 venne a Montefalco a trovare la Beata Chiara ed in tale occasione ricevé la donazione dei Sigg. Bennati di cui si è detto. Dopo la costruzione di quel Convento lasciò a Montefalco alcuni suoi Frati e ritornò a reggere la sua Comunità nel Piacentino. Qui nel 1315 ricevé nell’Ordine un nobile piacentino, Corrado Confalonieri, predicendogli che sarebbe diventato un grande santo”.

Umberto Battini

SE COPI CITA LA FONTE

14 giugno 2026

ILMIOVIAGGIOAPO 2026

LA GUERRA ALLE MICROPLASTICHE
E' INFINITA E L'ANTROPOCENE DOMINA
Nel caldo del giugno il Po mostra la sua florida bellezza dalle sponde intonse in luoghi inaccessibili e silenziosi 
 
L'antropocene - i rifiuti umani - non mancano mai sulle rive del Po: plastica, bottiglie di vetro, flaconi, spray in alluminio, lattine. Ma per fortuna qualche reperto, non antico, testimonia la vita animale di questi luoghi, una vita faunistica che ha i suoi cicli, come tutto, un inizio ed una fne.
Due immagini scattate da Umberto Battini significative, per il progetto che  attua da alcuni anni, con centinaia di scatti nelle varie stagioni, lungo le sponde del Grande Fiume, un progetto denominato ILMIOVIAGGIOAPO 
 

 
 
 

PORTI A META' '800



 

12 giugno 2026

CULTO E ANTROPOLOGIA

ANTROPOLOGIA DEL CULTO
DI SAN CORRADO IN TERRA PIACENTINA 
 
L'antropologia è la scienza che studia l'essere umano nelle sue dimensioni biologiche, sociali e culturali. 
Dal greco ànthropos (uomo) e lógos (studio), indaga l'evoluzione della nostra specie e i diversi comportamenti, credenze e sistemi di vita all'interno delle società. 


Inizia un progetto culturale sulla evoluzione del culto locale di San Corrado Confalonieri, il patrono di Calendasco da più di 400 anni!
Buona parte del progetto si sviluppa sui libri già editati a stampa sul Santo Eremita piacentino, nel particolare quelli degli studi di Umberto Battini.
Non indifferente l'apporto "antropologico" nel libro del 2024 "I Documenti del culto a S. Corrado - Le carte originali di Calendasco circa il Patronato secolare" edizioni Studi Corradiani 2024.
Ricerche e studi che verranno inseriti nel nuovo lavoro a stampa.
 
ANTROPOLOGIA DEL CULTO A SAN CORRADO
IN TERRA PIACENTINA
un progetto a cura di Umberto Battini studioso e storico di S. Corrado
 
 
 

DOMANDE STORICHE

ALCUNE PERTINENTI DOMANDE
SUL CASTELLO DI CALENDASCO
Circolano dati a volte assai "curiosi"

il castello di Calendasco fotografato dal campanile foto U B

E' lecito porsi delle domande "storiche" sul castello di Calendasco (da non confondere con il recetto).
Infatti circolano dati veramente "estrosi" ed ai quali qualcuno può in buona fede anche credere.
Ma è proprio così?

Domanda 1

Il castello ha avuto mai 4 torri? Diciamo nettamente: no!
Eppure circola questo dato estremamente falso. 
Il castrum così come lo vedete ha sempre avuto una sola torre, cilindrica, accanto al levatoio.
Ma in qualche libro, il dato circola, e qualcuno ancora oggi, con estrema ignoranza lo sostiene. Venire a vedere per credere: una sola torre.

Domanda 2

Appartenne prima dei Confalonieri ad altri feudatari?
Prima di tutto arrivò il recetto vescovile! Poi il castello: avete visto gli atti notarili del castello di altri che non siano dei Confalonieri?  
Alcune dritte ci hanno portato a verificare. Già molto tempo fa.
Qualche fraintendimento di lettura di carte notarili antiche sul fatto.  
Sui Confalonieri non ci piove. Neanche sul tempo della nascita di San Corrado (1290).
Ma questa non è la sede per dare dati, carte, del fatto!
Non si scordi il Legato del 1617 notarile di Curia. 

Domanda 3

Qualcuno scrisse che fu "distrutto alla base" dai ghibellini piacentini nel XIV secolo.
Qualcuno lo ripete, così a "copia e incolla" ancora oggi!  
Ma vi sembra un dato storico vero? Secondo voi fu veramente raso al suolo e distrutto? 
Anche qui la risposta non la mettiamo ora, ma da altra parte nero su bianco a tempo debito.
Intanto, lasciamo rispondere al "fatto" se sia o no successo questo, alla vostra intelligenza.

Domanda 4

I Farnese ebbero mano dura con i Confalonieri di Calendasco? (Non d'altri luoghi come sappiamo). E quindi anche sul culto per San Corrado a Piacenza?
E questo a causa del Confalonieri, feudatario e abitante e residente a Calendasco, che uccise con altri nel 1547 a Piacenza città il figlio del papa Paolo III cioè Pierluigi Farnese? 
Purtroppo il culto fu fermato a Piacenza e territorio, fino all'espusione, 40 anni dopo il fatto, del Confalonieri feudatario di Calendasco. Carta alla mano, dagli originali. 

Una risposta storica esiste. Ad ogni domanda. Basta cercarla! A volte non si riesce nell'intento, allora bisogna usare "l'intelligenza storica" collegando dati e date.

Per concretezza poi daremo dati da ogni Libro, Autore, Pagina e anno d'edizione dove si citano dati errati.

Umberto Battini
divulgatore storico
 
se copi cita la fonte