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16 gennaio 2026
14 gennaio 2026
SAN CORRADO
UNA IMPORTANTE IMMAGINE
DI SAN CORRADO
che omaggio a tutti i devoti e fedeli
Umberto Battini storico di S. Corrado
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13 gennaio 2026
PORTO DI PO
LO STUDIO E LA RICERCA
CONCEDE FRUTTI INASPETTATI
Importantissimi atti notarili, medievali, parlano
chiaramente circa il Porto più antico di Calendasco
Erano più d'uno gli approdi, e come era prevedibile,
nuovi documenti lo hanno provato, anche circa quindi
la Via Francigena, qualcosa si "aggiunge"
e il nuovo studio pubblicherà queste carte clamorose,
rivoluzionarie e d'Archivio
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12 gennaio 2026
10 gennaio 2026
20 ANNI DEL LIBRO STUDIO STORICO
E' UN ANNIVERSARIO IMPORTANTE
PER LA STORIA DOCUMENTATA
DEL PATRONO DI CALENDASCO
Il volume del 2006 compie 20 anni
Ricco di documenti d'Archivio, analisi storiche, e tanti dati
circa la Vita, la Storia, gli eventi legati al Santo Corrado
piacentino, della casata Confalonieri, feudataria antica
del borgo di Calendasco
il più importante lavoro storico mai pubblicato sul Santo
per l'occasione una NUOVA presentazione pubblica
del libro, e a tempo debito sarà reso noto
il luogo - data - e l'ora dell'EVENTO !
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9 gennaio 2026
7 gennaio 2026
IL PORTO DI CITTA' NEL 1591
ECCO ALCUNI DATI STORICI
PRESI DALLA DOCUMENTAZIONE
articolo dal quotidiano ILPIACENZA.it
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6 gennaio 2026
PATRONO
SAN CORRADO CONFALONIERI
Terziario Penitente ed eremita francescano
Calendasco 1290 - Noto 19 febbraio 1351
il quadro antichissimo di Calendasco (Piacenza) di fine XVI secolo
un libro aperto d'arte sacra che parla con simboli
L'arte sacra serviva a "parlare" al cuore di tutti, ed i simboli raccontano
e tra questi simboli c'è ad esempio l'incendio, la cattura da parte di un
soldato del contadino innocente, il rivo del Gorgolare, il teschio segno della
morte umana, il santo rosario, la frusta detta "penitenza", il Vangelo.
I piedi nudi: il destro sulla nuda terra, puntato a dire "qui sono nato,
qui a Calendasco", mentre il piede sinistro sulla nuda roccia, segno della
vita eremitica a Noto in Sicilia, pietra simbolo della grotta nella
Valle dei Tre Pizzoni, grotta scavata tra le rocce
foto U B
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5 gennaio 2026
LA STATUA
NEL 2016 RECUPERATA
E RIMESSA AL CULTO
NELLA CHIESA DI CALENDASCO
L'antica statua del Patrono San Corrado
Ecco la storia del recupero di questa statua
![]() |
| la statua del Patrono in chiesa a Calendasco foto U B |
Era abbandonata dagli anni '70 nel solaio della Casa Canonica della chiesa parrocchiale di Calendasco.
E
addirittura, con grande devozione, veniva portata in processione nella
Festa solenne del 19 febbraio, giorno del Dies Natalis di San Corrado
Confalonieri.
Una
mattina di un mese invernale, Umberto Battini storico di S. Corrado e
devoto, ritrovò nel solaio la preziosa statua, ricoperta da un telo
plastico.
Guardandola
vide che era annerita dal tempo, ma era ancora in più che ottime
condizioni, sebbene fosse dipinta e in gesso non aveva danni.
Con
il permesso del parroco di quei giorni, che era don Fabio Battiato, è
stata portata al primo piano della Canonica, dove Umberto Battini l'ha
ripulita in varie giornate.
E
così nella festa del 19 febbraio di quel 2016 venne nuovamente esposta
alla devozione pubblica in chiesa ed ancora oggi è esposta con il Cilio
donato dai Netini nel 2015 quando vennero a Calendasco come pellegrini.
Alla
fine della santa messa lo storico devoto, sempre in accordo con il
parroco, tracciò una breve storia di questa bella statua, che ovviamente
i più anziani ben ricordavano.
Cercando
nell'archivio parrocchiale e studiandolo già da tempo ed alcuni anni,
Battini ha rinvenuto la documentazione relativa alla statua: la
relazione del 3 luglio 1907 del Consiglio parrocchiale di Calendasco,
presieduta dal parroco arciprete don Giovanni Caprara ed altri laici del
paese, ne deliberarono l'acquisto.
Viene indicato il prezzo: "una spesa di L. 40 circa", che al valore odierno corrispondono circa a 4000 euro.
La
documentazione è anche pubblicata nel libro di Umberto Battini edito
per Studi Corradiani nel 2024 "I Documenti del culto a San Corrado - le
carte originali di Calendasco circa il Patronato secolare".
Il parroco don Fabio Battiato qualche tempo dopo fece realizzare il bel basamento ligneo rialzato attuale.
In
questo settembre 2025 l'attuale parroco don Fabio Galli (che risiede
però in San Nicolò a Trebbia) la ha esposta ora all'ingresso della
chiesa con accanto sempre il maestoso Cilio di Noto e quattro brillanti
candelieri lignei.
Il
Patrono del borgo, dove vi è anche nato fisicamente nel grande
castello, come da atto notarile fatto in curia a Piacenza il 9 agosto
1617 firmato dal Vescovo, dopo una ricerca storica, è appunto da oltre
400 anni San Corrado Confalonieri.
Nell'ospitale
romitorio del borgo S. Corrado, accolto da frate Aristide nel 1315,
iniziò la sua missione laica di penitente terziario francescano.
Partirà
e dopo vari pellegrinaggi arriva a Noto dove vive nella Valle dei Tre
Pizzoni in una grotta in vita eremitica. Tantissimi i miracoli in vita e
dopo la sua morte, in quella rocciosa grotta.
Calendasco e Noto per questi fatti storici sono uniti nel culto e devozione al loro unico Patrono del Cielo.
Per
correttezza del racconto storico dei fatti, precisiamo che Umberto
Battini ha pubblicato alcuni libri studio con documenti circa S.
Corrado, oltre a decine di articoli divulgativi sul Santo Eremita su
quotidiani locali piacentini ed ha partecipato ad alcune conferenze
divulgative sul Santo di Calendasco, organizzato Mostre documentarie.
Dal 2015 è Socio Onorario dei Portatori dei Cilii di Noto, conferimento
avvenuto in chiesa a Calendasco. Nel 2019 gli è stato assegnato il
Premio Proserpina Siciliani nel Mondo, nel Salone d'Onore del Comune di
Caravaggio, per i suoi studi su S. Corrado e la famiglia Confalonieri.
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