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7 gennaio 2026

IL PORTO DI CITTA' NEL 1591

ECCO ALCUNI DATI STORICI
PRESI DALLA DOCUMENTAZIONE 
articolo dal quotidiano ILPIACENZA.it



6 gennaio 2026

PATRONO

SAN CORRADO CONFALONIERI
Terziario Penitente ed eremita francescano
Calendasco 1290 - Noto 19 febbraio 1351
il quadro antichissimo di Calendasco (Piacenza) di fine XVI secolo
un libro aperto d'arte sacra che parla con simboli
L'arte sacra serviva a "parlare" al cuore di tutti, ed i simboli raccontano
e tra questi simboli c'è ad esempio l'incendio, la cattura da parte di un
soldato del contadino innocente, il rivo del Gorgolare, il teschio segno della
morte umana, il santo rosario, la frusta detta "penitenza", il Vangelo.
I piedi nudi: il destro sulla nuda terra, puntato a dire "qui sono nato,
qui a Calendasco", mentre il piede sinistro sulla nuda roccia, segno della
vita eremitica a Noto in Sicilia, pietra simbolo della grotta nella
Valle dei Tre Pizzoni, grotta scavata tra le rocce 
foto U B 



DIES NATALIS 19



5 gennaio 2026

LA STATUA

NEL 2016 RECUPERATA
E RIMESSA AL CULTO
NELLA CHIESA DI CALENDASCO 
L'antica statua del Patrono San Corrado
Ecco la storia del recupero di questa statua 
la statua del Patrono in chiesa a Calendasco foto U B
Era abbandonata dagli anni '70 nel solaio della Casa Canonica della chiesa parrocchiale di Calendasco.
 
E addirittura, con grande devozione, veniva portata in processione nella Festa solenne del 19 febbraio, giorno del Dies Natalis di San Corrado Confalonieri.

Una mattina di un mese invernale, Umberto Battini storico di S. Corrado e devoto, ritrovò nel solaio la preziosa statua, ricoperta da un telo plastico.
Guardandola vide che era annerita dal tempo, ma era ancora in più che ottime condizioni, sebbene fosse dipinta e in gesso non aveva danni.
Con il permesso del parroco di quei giorni, che era don Fabio Battiato, è stata portata al primo piano della Canonica, dove Umberto Battini l'ha ripulita in varie giornate.
E così nella festa del 19 febbraio di quel 2016 venne nuovamente esposta alla devozione pubblica in chiesa ed ancora oggi è esposta con il Cilio donato dai Netini nel 2015 quando vennero a Calendasco come pellegrini.
 
Alla fine della santa messa lo storico devoto, sempre in accordo con il parroco, tracciò una breve storia di questa bella statua, che ovviamente i più anziani ben ricordavano.
Cercando nell'archivio parrocchiale e studiandolo già da tempo ed alcuni anni, Battini ha rinvenuto la documentazione relativa alla statua: la relazione del 3 luglio 1907 del Consiglio parrocchiale di Calendasco, presieduta dal parroco arciprete don Giovanni Caprara ed altri laici del paese, ne deliberarono l'acquisto.
Viene indicato il prezzo: "una spesa di L. 40 circa", che al valore odierno corrispondono circa a 4000 euro.
La documentazione è anche pubblicata nel libro di Umberto Battini edito per Studi Corradiani nel 2024 "I Documenti del culto a San Corrado - le carte originali di Calendasco circa il Patronato secolare".
Il parroco don Fabio Battiato qualche tempo dopo fece realizzare il bel basamento ligneo rialzato attuale.
In questo settembre 2025 l'attuale parroco don Fabio Galli (che risiede però in San Nicolò a Trebbia) la ha esposta ora all'ingresso della chiesa con accanto sempre il maestoso Cilio di Noto e quattro brillanti candelieri lignei.
Il Patrono del borgo, dove vi è anche nato fisicamente nel grande castello, come da atto notarile fatto in curia a Piacenza il 9 agosto 1617 firmato dal Vescovo, dopo una ricerca storica, è appunto da oltre 400 anni San Corrado Confalonieri.
Nell'ospitale romitorio del borgo S. Corrado, accolto da frate Aristide nel 1315, iniziò la sua missione laica di penitente terziario francescano.
Partirà e dopo vari pellegrinaggi arriva a Noto dove vive nella Valle dei Tre Pizzoni in una grotta in vita eremitica. Tantissimi i miracoli in vita e dopo la sua morte, in quella rocciosa grotta.
Calendasco e Noto per questi fatti storici sono uniti nel culto e devozione al loro unico Patrono del Cielo. 
 
Per correttezza del racconto storico dei fatti, precisiamo che Umberto Battini ha pubblicato alcuni libri studio con documenti circa S. Corrado, oltre a decine di articoli divulgativi sul Santo Eremita su quotidiani locali piacentini ed ha partecipato ad alcune conferenze divulgative sul Santo di Calendasco, organizzato Mostre documentarie. 
 Dal 2015 è Socio Onorario dei Portatori dei Cilii di Noto, conferimento avvenuto in chiesa a Calendasco. Nel 2019 gli è stato assegnato il Premio Proserpina Siciliani nel Mondo, nel Salone d'Onore del Comune di Caravaggio, per i suoi studi su S. Corrado e la famiglia Confalonieri. 
 


2 gennaio 2026

IMMAGINI CHE SPIEGANO



IL CASTELLO



LA DAMNATIO DEL 1315

ERA IL 1315 E A PIACENZA
DOMINAVA IL GHIBELLINO
GALEAZZO VISCONTI MILANESE
Nemico giurato dei Guelfi e delle sue Casate
compresi i Confalonieri
 
Dopo l'incendio ed il pagamento del danno, Corrado è in miseria, abbandonato
dalla sua famiglia, feudataria di Calendasco, e riceve la sua prima
Damnatio Memoriae cioè Dannazione della memoria, che significava essere
cancellato dagli appartenenti alla famiglia 


 

1 gennaio 2026

EMATITE VULCANICA DEL PO

ERA LA PRIMAVERA DEL 2025
ECCO L'ARTICOLO CHE SPIEGA
DEL RINVENIMENTO
apparso sul quotidiano ILPIACENZA.it

 

DAL 1315 ACCOLTO AL "GORGOLARE"

DOPO IL PROCESSO A PIACENZA
SI RITIRA COME PENITENTE NEL PICCOLO
OSPITALE DI CALENDASCO DEI TERZIARI 
LAICI FRANCESCANI 
San Corrado Confalonieri, penitente terziario francescano ed eremita
Calendasco 1290 - Noto 19 febbraio 1351  

 

30 dicembre 2025

FRANCIGENA 2025 I DATI

ECCO I NUMERI DEI PASSAGGI
DI PELLEGRINI 
articolo dal quotidiano ILPIACENZA.it
del 30 dicembre 2025
articolo di Umberto Battini

 

29 dicembre 2025

PORTO SUL PO MEDIEVALE

ECCO COME APPARIVA
SECONDO UNA RICOSTRUZIONE IA 
Nel medioevo erano attivi più porti sul Po
e a Calendasco uno era proprio addossato al paese 
come appare da nuovi documenti  
La nuova documentazione, cartacea e mappale, mostra chiaramente
e storicamente la localizzazione, che verrà presentata in un prossimo
nuovissimo libro studio.