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22 giugno 2026

IL PO E L'ANTROPOCENE

ANTROPOCENE
ARCHEOLOGIA DI PLASTICA 
Inquinamento plastico che non vorremmo nel Po 

Per secoli tutta la plastica e ogni altro tipo di rifiuto umano non riciclato correttamente e gettato nel letto dei fiumi e torrenti, che poi sfociano nel Po, andranno a rilasciare microplastiche che per centinaia di anni si mischieranno alle acque e ovviamente finiranno nelle falde acquifere.

foto di Umberto Battini per il progetto ILMIOVIAGGIOAPO

 


L'ABITO MEDIEVALE PLACENTINUM

E' PIACENTINO L'ABITO FEMMINILE
DELLE TERZIARIE MEDIEVALI
 

 

PO ESTIVO

LA SECCA ESTIVA DEL PO
UN CALO D'ACQUE COME NEL 2022
Intanto spuntano immensi sabbioni sotto al sole
 
Il motivo della secca viene indicato nelle scarse nevicate, nelle poche piogge primaverili e dai prelievi idrici per irrigazione.
Ma l'estate è sempre stata stagione di magra per il Po.
Certamente i cambiamenti climatici incidono sul dato della portata, ma in certi anni, come nel 2022 e come pare si prepari anche in questo 2026, vedremo una carenza idrica storica o vicino al dato storico.
Il Po mantiene il suo alveo principale pieno d'acqua, e con una buona profondità di qualche metro.
Nella foto sotto la situazione in zona piacentina, dove l'isola in mezzo al fiume è ora raggiungibile a piedi, essendo a secco una parte di alveo.
 

 

19 giugno 2026

18 giugno 2026

PO GIUGNO ANTROPOCENE

CON LA SECCA ESTIVA 
IL PO RILASCIA DALL'ALVEO 
RIFIUTI UMANI INDECENTI
I famigerati oggetti plastici, tanto dannosi alle acque per secoli

Le microplastiche che si staccano da questi oggetti che sono nel Po, danneggeranno per molti secoli le falde acquifere. Rifiuti dell'uomo moderno - detti Antropocene dagli studiosi - e che finiscono nel Po per causa dell'inciviltà dell'uomo.
Trascinati da torrenti e fiumi che poi sfociano nel Grande Fiume, ma anche plastiche recenti, forse gettate direttamente nel fiume da persone altamente ignoranti. 
Le immagini qui sotto fanno parte del progetto ILMIOVIAGGIOAPO (foto-progetto ormai attivo da molti anni) di Umberto Battini, che ha in archivio centinaia di foto del Po nelle varie stagioni dell'anno. Foto sia della natura e della fauna che popola le rive del Grande Fiume, che di rifiuti d'ogni genere che emergono principalmente con la secca estiva.  
Nel 2023 una Mostra Evento su questo fatto CLICCA QUI E LEGGI


 

PO SICCITA' A GIUGNO 2026

ECCO I DATI AGGIORNATI
LA SICCITA' MODERATA DEL PO


 

16 giugno 2026

IL PRETE E I TEMPLARI

MEDIOEVO PIACENTINO
ECCO IL FATTO NEI DETTAGLI
 

 

UN DATO UN FATTO

QUELLI EDITATI NEL PIACENTINO
SAN CORRADO CONFALONIERI
IL SANTO NATO A CALENDASCO 
Nel 1614 una agiografia e poi solo tre volumi studio
tra il 2005 e il 2024 

Sacrosanta verità! 
Parliamo dei libri stampati circa San Corrado Confalonieri qui a Piacenza, salvo, come sappiamo, sporadici brevi testi molto generici. 

Dopo il libro dello storico piacentino Pietro Maria Campi stampato a Piacenza nel 1614, che ricalcava lo studio preciso del Littara di Noto, solo dopo oltre quattro secoli altri libri stampati a Piacenza dedicati al santo.

Si tratta dei tre volumi di ricerca di Umberto Battini, studioso con ricerche d'Archivio su San Corrado in terra piacentina negli ultimi trent'anni.  
Suoi i tre importanti libri con materiale d'archivio inedito, mai da nessuno prima visto e citato.
 
 
L'ultimo libro del giugno 2024 riguarda i verbali originali conservati nell'archivio della parrocchiale di Calendasco, che Battini nel tempo ha potuto visionare e studiare in modo accurato negli anni.

Sono emerse novità non indifferenti grazie al fiuto del ricercatore che è studioso e devoto del Patrono del borgo sul fiume Po.

Il nuovissimo libro venne presentato a Calendasco, presso il Romitorio medievale, quasi di fronte al Comune, nel giorno di sabato 22 giugno del 2024.
Erano presenti lo scrittore siciliano Carmelo Sciascia ed il giornalista scrittore Claudio Arzani  insieme all'autore del testo. 

Un importante tassello storico nella vita religiosa e di culto del borgo di Calendasco che condivide il patronato con la città di Noto in Sicilia, dove se ne conservano le sante spoglie.

15 giugno 2026

ANTROPOLOGIA DI UN CULTO LOCALE

ANTROPOLOGIA DEL CULTO 
DI SAN CORRADO IN TERRA PIACENTINA 
 
L'antropologia è la scienza che studia l'essere umano nelle sue dimensioni biologiche, sociali e culturali. 
Dal greco ànthropos (uomo) e lógos (studio), indaga l'evoluzione della nostra specie e i diversi comportamenti, credenze e sistemi di vita all'interno delle società. 


Inizia un progetto culturale sulla evoluzione del culto locale di San Corrado Confalonieri, il patrono di Calendasco da più di 400 anni!
Buona parte del progetto si sviluppa sui libri già editati a stampa sul Santo Eremita piacentino, nel particolare quelli degli studi di Umberto Battini.

Non indifferente l'apporto "antropologico" nel libro del 2024 "I Documenti del culto a S. Corrado - Le carte originali di Calendasco circa il Patronato secolare" edizioni Studi Corradiani 2024.
Ricerche e studi che verranno inseriti nel nuovo lavoro a stampa.
 
ANTROPOLOGIA DEL CULTO A SAN CORRADO
IN TERRA PIACENTINA
un progetto a cura di Umberto Battini studioso e storico di S. Corrado


NEL 1547 IL FATTO DI SANGUE

PARTE DAL CASTELLO 
DI CALENDASCO IL NOBILE
GIOVANLUIGI CONFALONIERI
Era feudatario residente nel borgo, ma anche un potente tra i nobili di Piacenza

di Umberto Battini
    divulgatore storico 

Partecipò attivamente con altri tre, alla uccisione del figlio di papa Paolo III nel castello in Cittadella a Piacenza, residenza del Duca Pier Luigi Farnese, era il 10 settembre 1547. Da quel giorno il culto a S. Corrado venne bloccato completamente fino agli inizi del '600 sia nel borgo di Calendasco come anche in tutto il territorio piacentino, compresa la città di Piacenza.

nella foto sotto l'inizio della "Relatione della morte di Pier Luigi Farnese figliolo naturale di Papa Paolo 3°"  



LA BELLEZZA NATURALE NEL PO

NEL SILENZIO DEL GRANDE FIUME
IL PO FOTOGRAFATO CON LA MIA CANON REFLEX
PER IL PROGETTO ATTIVO DAL 2021  ILMIOVIAGGIOAPO 

Ecco una bella e rara immagine di aprile 2026
fenicotteri rosa nel Po fotografati da Umberto Battini 


UN DATO DI FATTO

dal 2016 RECUPERATA
RIMESSA AL CULTO PUBBLICO
NELLA CHIESA DI CALENDASCO 
L'antica statua del Patrono San Corrado

Ecco la storia del recupero 
la statua del Patrono in chiesa a Calendasco foto U B
 
Era abbandonata dagli anni '70 nel solaio della Casa Canonica della chiesa parrocchiale di Calendasco

E addirittura, con grande devozione, anche se molto pesante, veniva portata in processione nella Festa solenne del 19 febbraio, giorno del Dies Natalis di San Corrado Confalonieri.

Una mattina di un mese invernale, Umberto Battini studioso e storico di S. Corrado e devoto, ritrovò nel solaio la preziosa statua, ricoperta da un telo plastico.
Guardandola vide che era annerita dal tempo, ma era ancora in più che ottime condizioni, sebbene fosse dipinta e in gesso non aveva danni.
Con il permesso del parroco di quei giorni, che era don Fabio Battiato, è stata portata al primo piano della Canonica, dove Umberto Battini l'ha ripulita in varie giornate.
 
E così nella festa del 19 febbraio di quel 2016 venne nuovamente esposta alla devozione pubblica in chiesa ed ancora oggi è esposta con il Cilio donato dai Netini nel 2015 quando vennero a Calendasco come pellegrini.
 
Alla fine della santa messa lo storico devoto, sempre in accordo con il parroco, tracciò una breve storia di questa bella statua, che ovviamente i più anziani ben ricordavano.
 
Cercando nell'archivio parrocchiale e studiandolo già da tempo ed alcuni anni, Battini ha rinvenuto la documentazione relativa alla statua: la relazione del 3 luglio 1907 del Consiglio parrocchiale di Calendasco, presieduta dal parroco arciprete don Giovanni Caprara ed altri laici del paese, ne deliberarono l'acquisto.
Viene indicato il prezzo: "una spesa di L. 40 circa", che al valore odierno corrispondono circa a 4000 euro.
 
La documentazione è anche pubblicata nel libro di Umberto Battini edito per Studi Corradiani nel 2024 "I Documenti del culto a San Corrado - le carte originali di Calendasco circa il Patronato secolare".
 
Il parroco don Fabio Battiato qualche tempo dopo fece realizzare il bel basamento ligneo rialzato attuale.
Dal settembre 2025 l'attuale parroco don Fabio Galli (che risiede però in San Nicolò a Trebbia) la ha esposta in un nuovo allestimento, all'ingresso della chiesa con accanto sempre il maestoso Cilio di Noto e quattro brillanti candelieri lignei.
 
Il Patrono del borgo, dove vi è anche nato fisicamente nel grande castello, come da atto notarile fatto in curia a Piacenza il 9 agosto 1617 firmato dal Vescovo, dopo una ricerca storica, è appunto da oltre 400 anni San Corrado Confalonieri.
 
Nell'ospitale romitorio del borgo S. Corrado, accolto da frate Aristide nel 1315, iniziò la sua missione laica di penitente terziario francescano.

Partirà e dopo vari pellegrinaggi arriva a Noto dove vive nella Valle dei Tre Pizzoni in una grotta in vita eremitica. 
 
Tantissimi i miracoli in vita e dopo la sua morte, in quella rocciosa grotta.
Calendasco e Noto per questi fatti storici sono uniti nel culto e devozione al loro unico Patrono del Cielo. 

Per correttezza del racconto storico dei fatti, precisiamo che Umberto Battini ha pubblicato alcuni libri studio con documenti circa S. Corrado, oltre a decine di articoli divulgativi sul Santo Eremita su quotidiani locali piacentini ed ha partecipato ad alcune conferenze divulgative sul Santo di Calendasco, ha organizzato Mostre documentarie importanti.

Dal 2015 è Socio Onorario dei Portatori dei Cilii di Noto, conferimento avvenuto in chiesa a Calendasco. 
Nel 2019 gli è stato assegnato il Premio Proserpina Siciliani nel Mondo, nel Salone d'Onore del Comune di Caravaggio, per i suoi studi su S. Corrado e la famiglia Confalonieri. 
 
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