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29 novembre 2011

Cattocomunist

Se il PSC di Piacenza nel 2012 sarà approvato saremo fregati per i prossimi circa 20/30 anni perchè il PSC piacentino struttura interventi a lungo termine.

Anche la BRETELLONA che passerà per la terra di Calendasco collegando con autostrada la A21 a Rottofreno con la A1 a Casalpusterlengo è prevista nel PSC che sarà approvato nel prossimo inizio 2012 a Piacenza, purtroppo per tutti noi!

Disastro per l'area agricola e paesaggistica di Calendasco, sulla Via Francigena.

Immaginate anche solo il Ponte sul PO nuovo del collegamento autostradale che sarà in zona mezzano-cotrebbiavecchia circa: che sfacelo di territorio!

Ricordate che sul sito web del COMUNE di Piacenza potete leggere, vedere e scaricare in PDF TUTTO il cartaceo relativo appunto a queste cose! Non sono balle ma fatti!

Non sarà proprio bello tutto ciò... meditate gente votante... meditate.... pensate a voi e ai vostri nipoti in che bell'area agricola cresceranno... meditate...

Umbe l'avvisante

26 novembre 2011

UDITE udite BENE

Qualcuno sa qualcosina???

Umbe il curioso


SI AVVISA CHE

L’Autorità competente: Regione Emilia-Romagna - Servizio Valutazione Impatto e Promozione Sostenibilità Ambientale avvisa che, ai sensi del Titolo III della Legge Regionale 18 maggio 1999, n. 9 come integrata ai sensi del Decreto Legislativo 3 aprile 2006, n. 152 come modificato dal Decreto legislativo 16 gennaio 2008, n. 4, ha depositato per la libera consultazione da parte dei soggetti interessati gli elaborati prescritti per l’effettuazione della procedura di VIA relativi al progetto: Permesso di ricerca per idrocarburi liquidi e gassosi denominato “FIORENZUOLA D’ARDA” localizzato: regione Emilia Romagna, nelle Provincie di Piacenza e Parma e presentato da: Mac Oil SpA con sede in Roma – Piazza Barberini n. 52.

L’intervento interessa il territorio dei seguenti Comuni: Alseno, Besenzone, Cadeo, Calendasco, Carpaneto Piacentino, Castell’Arquato, Cortemaggiore, Fiorenzuola d’Arda, Gazzola, Gossolengo, Gragnano Trebbiense Gropparello, Lugagnano Val D’Arda, Piacenza, Podenzano, Ponte dell’Olio, Pontenure, Rivergaro, Rottofreno, San Giorgio Piacentino, Vernasca, Vigolzone, Busseto, Fidenza, Pellegrino Parmense e Salsomaggiore Terme, delle Provincie di Parma e Piacenza.

Il progetto prevede: La ricerca di idrocarburi liquidi e gassosi è volta ad individuare possibili reservoirs in trappole di tipo stratigrafico e strutturale localizzate tra le sequenze torbiditiche- miocenico-plioceniche. Qualora dall’indagine sismica venisse confermata la presenza di giacimenti tecnicamente interessanti e l’economicità delle situazioni di interesse minerario, sarà prevista la perforazione di uno o più pozzi esplorativi, che potranno raggiungere la profondità di circa 3000-4000 m.

I soggetti interessati possono prendere visione degli elaborati e presentare osservazioni entro il 24 dicembre 2011; gli elaborati sono depositati presso:

Regione Emilia-Romagna - Servizio Valutazione Impatto e Promozione Sostenibilità Ambientale, Via dei Mille n. 21 - 40121 Bologna (BO);

Provincia di Piacenza – C.so Garibaldi, 50 – 20121 Piacenza

presso la sede dei comuni interessati


22 novembre 2011

ALLELUJA alleluja

Leggetevi qui sotto e poi al VATICAN Insider della STAMPA altre ottimissimissimi articoli: quando tempo fa sulla LIBERTA' quotidiano di Piacenza scrissi sulle "angherie" profano-eretiche nei luoghi sacri fu un pccol apriticielo massonico nascosto e apertamente pure!
Ma m'accorgo che già Socci ne disse e ne dice oggi il Tornielli e meno male...
e Madre Chiesa fà! Viva!

voster semper voster
aggiornatissimo
Umberto Battini


Vaticano, ecco la commissione anti "chiese-garage"

Sarà istituita tra breve all’interno della Congregazione per il culto. Si occuperà anche della musica e del canto per la liturgia

ANDREA TORNIELLI
Città del Vaticano

Un’equipe per dire basta alle chiese-garage, a quelle ardite architetture che rischiano di snaturare tanti moderni luoghi di culto cattolici. E per promuovere un canto che aiuti davvero la celebrazione della messa. Nelle prossime settimane sarà istituita presso la Congregazione del culto divino la «Commissione per l’arte e la musica sacra per la liturgia». Non un semplice ufficio, ma una vera e propria squadra che avrà il compito di collaborare con le commissioni incaricate di valutare i progetti delle nuove chiese nelle diocesi, come pure di approfondire il tema della musica e del canto che accompagnano la celebrazione.

Il cardinale Antonio Cañizares Llovera, Prefetto del culto Divino, in accordo con Benedetto XVI, considera questo lavoro come «molto urgente». La realtà è sotto gli occhi di tutti: negli ultimi decenni, la chiese sono state sostituite da costruzioni che assomigliano più a saloni multiuso. E troppo spesso gli architetti, anche quelli di grido, nelle loro realizzazioni non sono partiti da ciò che è la liturgia cattolica, finendo per realizzare costruzioni d’avanguardia, che assomigliano a tutto, tranne che a una chiesa. Cubi di cemento, scatole di vetro, forme azzardate, spazi confusi, entrando nei quali si è richiamati a tutto tranne che al senso del sacro e del mistero, dove il tabernacolo risulta seminascosto e talora richiede una vera e propria caccia al tesoro, o dove le immagini sacre sono praticamente bandite. La nuova commissione, il cui regolamento viene redatto in questi giorni, darà indicazioni precise alle diocesi, occupandosi soltanto dell’arte per la liturgia, non dell’arte sacra in generale; come pure della musica e del canto per la liturgia. E agirà i poteri giuridici della Congregazione del culto.

Com’è noto, lo scorso 27 settembre, Benedetto XVI, con il motu proprio Quaerit semper, aveva trasferito alla Rota Romana, che è il tribunale d’appello della Santa Sede, la competenza su due materie fino a questo momento trattate dalla Congregazione per il culto. La prima di queste riguarda la nullità dell’ordinazione sacerdotale che, come accade per il matrimonio, può essere nulla a causa di vizi di materia e di forma, di consenso e di intenzione, sia da parte del vescovo ordinante sia del chierico che viene ordinato prete. La seconda materia è la dispensa nei casi di matrimoni contratti ma non consumati. Pratiche che impegnavano non poco il dicastero guidato da Cañizares.

Nel motu proprio il Papa spiegava: «Nelle presenti circostanze è parso conveniente che la Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti si dedichi principalmente a dare nuovo impulso alla promozione della sacra liturgia nella Chiesa, secondo il rinnovamento voluto dal Concilio Vaticano II a partire dalla costituzione Sacrosanctum Concilium». Il dicastero deve dunque dedicarsi «a dare nuovo impulso» alla promozione della liturgia, secondo quella centralità sulla quale Papa Ratzinger insiste, anche e soprattutto con l’esempio. Da questo punto di vista, rispetto ai progetti iniziali, sembra tramontare l’idea di una «riforma della riforma» liturgica (espressione usata dallo stesso Ratzinger quando era cardinale), e prevale invece un progetto di ampio respiro che senza proporsi di introdurre modifiche nella messa, si occupi di favorire l’ars celebrandi, e la fedeltà ai dettami e alle istruzioni del nuovo messale.

Vale la pena infatti di ricordare che gli abusi liturgici, verificatisi negli ultimi decenni e in qualche caso divenuti prassi comune, vengono compiuti non in accordo, ma in contrasto con le norme stabilite dalla riforma liturgica di Paolo VI. Non è quindi la riforma da ritoccare, ma è il senso della liturgia bene celebrata da approfondire e in qualche caso da recuperare. Per questo, la Congregazione del culto intende promuovere un lavoro di formazione dal basso, che coinvolga sacerdoti, religiosi e catechisti. Seguendo l’esempio e il magistero di Benedetto XVI favorisca il recupero del senso del sacro e del mistero nella liturgia.

Alcuni testi liturgici sono da rivedere, perché datati, come nel caso del rituale della penitenza, pubblicato nel 1974: negli anni successivi sono seguite infatti un’istruzione apostolica, un motu proprio, il nuovo Codice di diritto canonico e il nuovo Catechismo. Un aggiornamento e un’attualizzazione, in questo come in qualche altro caso, sarà necessario. L’idea alla quale lavora il cardinale Cañizare è quella di riaffermare il primato della grazia sull’azione umana, della necessità di dare spazio all’azione di Dio nella liturgia rispetto a quello lasciato alla creatività dell’uomo. Le occasioni per riflettere su questi temi saranno molteplici. L’anno prossimo, 2012, ricorrono i cinquant’anni dall’inizio del Concilio Vaticano II e l’anno successivo si celebreranno i cinquant’anni del primo testo conciliare approvato, la costituzione sulla liturgia Sacrosanctum Concilium.




20 novembre 2011

anno 1262: la preparazione


Piacenza. Lo Statutum del 1262 sulla giustizia criminale.

Premessa, anche se ancor variabile, alla giustizia pre- e con- corradiana.
Tre tipi di processo:
  1. per accusa
  2. per inquisitionem
  3. per denuntiationem

Al Podestà si aggiungono sei membri per porta eletti 'privatim'; due saranno obbligatoriamente iudices e la sentenza del podestà non può esser diversa dalla maggioranza dei consiliatores.

E come il Nostro Corrado verrà messo a giudizio?

Lo sapremo a tempo ottimo!

Umbe il rispettoso


19 novembre 2011

UN PERCORSO storico

Documenti e attestazioni
per una raccolta sistematica
dei possedimenti e del potere dal VII al XI secolo


Anche la nostra terra, al ridosso del Po, è stata di grande importanza
strategica longobardica. Al di là del fatto strada Piacenza-Pavia,
(Pavia capitale del Regno longobardo italico) sulla nostra area
si insediarono nei secoli importantissimi uomini di potere del regno.

La documentazione è ricca e secolare.
Coinvolge l'epoca longobardica e poi franco-longobarda
e anche germanica.
Kalendasco luogo posto vicino al Po.



L'inizio di un percorso. A tappe.

9 novembre 2011

900 un'altra data


ROPERTO
longobardo

Nell'anno del Signore 900 una bella carta notarile longobardica ci fa sapere una bella novità: quella che nel 1300, nel 1500 etc. era Villa Arena (l'Arena località calendaschese attuale) era una curtes come quella vicina di Cotrebbia.
Anno 889 Roperto ha beni in Calendasco confinanti con altri di corte Causarena ove abita e dall'anno dopo dice di abitare proprio nel paese.
La carta antichissima dice lo stesso Roperto essere Alamanno, cioè tedesco. Il regno vero e proprio Alamanno (o anche detto Alemanno) finì nel secolo VIII inglobato e sconfitto dai Franchi.
Però esso ebbe rinascita con gli Svevi.
Essere di sangue calendaschese allora vuol un pò dire essere longobardico-alamanno, ma non c'erano dubbi storici, lo si immaginava e lo accertiamo!
Interessante il fatto della corte di Arena. Nell'anno 889 stipula anche con i suoi due fratelli Ostiglione e Fredo.
Ma anche... Monza, parla un poco calendaschese... ma questa è altra storia...!!

Umbe
piripizzoso


22 settembre 2011

PERICOLO passato... ?

Francesco Sforza al Consiglio Segreto

Lettera inviata da Lodi, 12 dicembre 1450

Il Duca Francesco Sforza ordina ai membri del Consiglio segreto di accertare segretamente se Piacenza è realmente fuori dal contagio della peste. Ma secondo voi che leggete, questa "peste" vi sembra realmente passata? Possiamo paragonare sta 'peste' a qualcosa di cattivo che permea sotto sotto la nostra piacentinità? Esiste chi lavora 'di sottobanco' per avere solo ed esclusivo vantaggio personale non ostante i fatti, la storia e la realtà? Io mi riferisco alle buone cose cui tengo, ognuno poi l'applichi da sé. Comunque mi sà che un pò di "casone de peste" sia ancora nell'aria...

Dominis de Conscilio Secreto.
Perché intendiamo che la città nostra de Piasenza per la gratia de Dio è in bona convalesentia et molti dì passati non gli è morto alcuna persona per casone de peste, perché etiamdio, essendo cavata de bando, veneriano qua et a quella nostra cità delle victualie assay, che seriano utilissime ali subdicti et intracte nostre, ne pare et volemo mandati uno fidato secretamente alla dicta cità per intendere el stato et condicione d'essa. Et essendo in bona convalesentia, siamo contenti la faciati desbandire.

Data Laude, die xii decembris 1450

Umberto Battini

corradianamente



12 settembre 2011

POVERI frati cerconi


Propongo una lettera del Duca di Milano al Vicario del Vescovo di Piacenza che non permetteva ai frati 'cerconi' di girare nella diocesi di Piacenza ad elemosinare: forse temeva gli fosse "tolto il pane di bocca", fatto è che interviene il Duca affinchè possano farlo in libertà.

Spedita da Quinzano d'Oglio il 20 agosto 1452.

LA LETTERUCCIA mandata a Piacenza dal Duca Francesco Sforza così informa:

Domino vicario domini episcopi Placentini pro fratribus questoribus.
El n'è fatto grave querela per parte deli frati questori per la casa de Sant' Antonio, de San Bono, de San Bernardo, de Sancta Maria de Roncivalia, de San Iacomo et de Sancto Spirito dicendo che contra el debito et consueto gli inhibiti le loro queste in quello dioci[se] de Piasenza, et cum summa instantia n'hanno supplicato voglinie providere nuy non siano spoliati et privati de questa loro preheminentia.

Pertanto, sì perché in summa reverentia havemo et devotione qualunca dele mansione predicte et tuto voriamo fare per observatione et conservatione dele cose loro, sì etiam perché non habiano iusta casone de lamentarse che, più in Piasentina, che in li altri loci gli sia prohibito facto fare le loro cerche, et queste vi scrivemo et carichemo pur assay che, possendo loro debitamente fare queste questarie et che, non deci, nì xx, nì xxx anni, ma xl et l et più siano così usitate, provideati opportunamente che possano così fare nello avenire, ad ciò non si gli dia materia che cum iusta casone si possano agravare, et como si rendemo certissimi che fareti, perché sapiamo seti savio et conosciti quello vole la iustitia in multo maiore cosa non sia questa.

Et così iterato ve ne carichemo.

Data in nostris felicibus castris apud Quinzanum, die xx augusti 1452.



Umberto Battini
agiografo di San Corrado Confalonieri




7 settembre 2011

SAN CORRADO e i suoi anni

PONZINO PONZONI
Nobile cremonese

Negli anni corradiani scorrazzava nel piacentino
alleato del duro Galeazzo Visconti

Nomen omen

Il condottiero Ponzino Ponzoni da Cremona

Mentre San Corrado è nel conventino-ospedale di Calendasco

Nel 1321 milita al servizio di Galeazzo Visconti qui a Piacenza.

Come ben sappiamo Galeazzo era despota e circa San Corrado Confalonieri conosciamo bene gli eventi del primo 1300 a Piacenza.

Questo Cives Ponzino Ponzoni – un nome, un destino – era in quel 1321-22 al soldo di Galeazzo Visconti nel piacentino mentre il nostro Santo Eremita Corrado, proprio in quegli anni, era con il Beato Aristide rinchiuso a penitenza nel piccolo ma importante ospedale per pellegrini e romitorio terziario nel feudo di Calendasco.

Questo Nobile condottiero di Cremona, a volte guelfo (cristiano) e un po’ ghibellino (eretico) a seconda dei casi e della bisogna, antico signore padano, leggendo nella storiografia appare banderuola che, un poco secondo l’uso dei tempi, a volte era schierato coi guelfi ed altre coi loro diretti avversari, i ghibellini: si andava dove andava l’interesse economico. Fu Signore della città di Cremona e di Castelponzone.

Soprattutto si distinse in territorio cremonese.

Il 14 marzo 1321 papa Giovanni XXII scomunica Matteo Visconti e procedimento aperto contro i suoi figli tra cui Galeazzo ed altri lombardi. La scomunica toccò pure i Ponzone, citati in giudizio e condannati come fautori dei Visconti nel 1323.

I secoli passano. Gli uomini pure.

San Corrado rimane. Ben protetto dai suoi guelfi nel succedersi dei secoli, non ostante Nomen Omen.


Umberto Battini

6 settembre 2011

SANTO IMENTO e l'erba vescovile

1451 l'erba del vicino
non deve essere sempre la migliore


Una lettera del Duca di Milano per l'erba
e l'acqua del vescovo di Piacenza

Secondo quanto ci capisco, dalla letteruzza dello Sforza si evince che siccome il suo segretario era un Amidani e cioè lo stesso fratello di sangue del vescovo di Piacenza, bisognava allontanarsi dai prati di Santo Imento ch'erano vescovili e portare i cavalli altrove.
Insomma il proverbio non andava rispettato: l'erba del vicino non è più verde e cioè "siccome l'Amidani è raccomandato e l'erba in questione è del vescovo suo fratello, e siccome quest'ultimo la vuole tenere per sè, per le sue manze e cavalli" non è erba buona per gli altri!
I cavalli vanno dissetati in altro luogo. mica nel Rivo del Vescovo che passava lì. E' d'impaccio e gravezza per il vescovo tutto ciò.

Il commissario per Piacenza (ch'era di Spoleto) deve allontanare la truppa salariata del Duca che è nel piacentino e nel caso particolare di stazza dalle parte Santimentine, per non cagionare danno all'erbetta rugiadosa (forse dimenticando che ci ricavavano concime gratutio!).
Calendasco per fortuna qui non c'entra, infatti i Confalonieri sono Capitanei e Milites vescovili e della città e buoni feudatari del borgo e non davan danno ad altri ne però ne volevano d'altrui.
Eccovi la letterina del Duca Francesco Sforza:


Umberto Battini