21 febbraio 2017

CALENDASCO S. CORRADO

LA FESTA DEL 19 FEBBRAIO
SAN CORRADO  CONFALONIERI
CALENDASCO LO AMA DA 400 ANNI

Domenica 19 febbraio 2017 - Calendasco (Piacenza)

Quest'anno la FESTA è arrivata in domenica. Noto e Calendasco unite in San Corrado!
A Calendasco San Corrado è nato nel 1290 e si convserva ancora il castello ed il romitorio dove si ritirò tra i frati penitenti francescani.
La chiesa era gremita di popolo del paese, e tra noi anche una ventina di devoti netini.


La processione è partita dal romitorio fino alla chiesa ed erano presenti due carabinieri in alta uniforme che hanno scortato la Reliquia del Patrono.
Quest'anno abbiamo ripreso la tradizione della CONFRATERNITA che è antica, iniziata nel 1700.
Il paese celebra i 400 anni di PATRONATO di SAN CORRADO.






















15 febbraio 2017

19 DOMENICA 2017

CALENDASCO
FESTEGGIA
400 ANNI DI PATRONATO
1617 - 2017

in questo anno
ricorrono i 400 anni che
San Corrado è PATRONO
di questo paese e gente

lo deduciamo dall'antico
Legato Sancti Conradi
del 1617




7 febbraio 2017

VERSO SAN CORRADO 2017

NOTO E CALENDASCO
UNITI IN SAN CORRADO


A Noto domenica 5 febbraio alle ore 18 c'è stata la traslazione dell'Arca di San Corrado Confalonieri in cattedrale.
Dalla cappella del Patrono il Santo Corpo è stato posto nell'abside, esposto alla vista dei devoti e fedeli.
La cattedrale era gremita di popolo, mentre l'Arca veniva portato in processione scortata dai cilii.
Portatori di San Corrado e Portatori dei Cilii erano presenti in gran numero.
Anche Calendasco, borgo natio del Patrono, si appresta a celebrare la solennità domenica 19 febbraio.
Verrà portato in processione accanto alla sacra reliquia, il grandioso cilio che è stato donato a questa comunità piacentina, nel febbraio del 2015 quando un grande numero di netini si portò in Calendasco proprio per far questo dono del cilio.
A Calendasco verranno distribuiti e benedetti i "Pani di San Corrado" a ricordo del miracolo più eclatante che faceva quando era in vita, dalla grotta santa dei Pizzoni in Noto.
Il filosofo-scrittore - ma anche per diletto pittore - Carmelo Sciascia, siciliano che vive in Piacenza, donerà alla parrocchiale di Calendasco un dipinto che raffigura l'incendio di San Currao.
A Noto il 19 febbraio la Festa sarà stupenda: al mattino omaggio floreale al Patrono, presso la statua bronzea che è posta appena fuori dalla Porta Reale e quindi pontificale. Al pomeriggio la processione, immensa e grandiosa, che vedrà come sempre, parteciparvi in numero di migliaia netini e devoti dalle cittadine circostanti siciliane.

"San Currau Cunfalunieri riccu e nobili cavalieri, di Calendasco unni nasciu, a Nuotu vinni per grazia di Diu"


23 gennaio 2017

S'AGNESE 2017

GRAZIE AGLI ALPINI DI CALENDASCO
LA PATRONA DEI BARCAIOLI DEL PO
Calendasco domenica 22 gennaio 2017

Sulla piazza della chiesa di Calendasco il locale Gruppo Alpini ha voluto ancora una volta mantenere viva una tradizione della nostra terra e cioè festeggiare Sant'Agnese vergine e martire che qui è protettrice dei barcaioli che sul fiume Po hanno le loro battelline.
Tutto intorno è stata "tirata" una lunga rete da pesca, un tramaglio e una battellina usata sul Po.
Dopo la s. messa nella parrocchiale, dove era stata esposta la statua di S. Agnese, il parroco ha benedetto barcaioli e imbarcazione.
Per tutti era possibile acquistare pesce fritto, il cui ricavato è stato donato interamente alla parrocchia del borgo.



20 gennaio 2017

2017 IN ATTESA DI SAN CORRADO

LA SOLENNITA' PATRONALE IN FEBBRAIO
SAN CORRADO CONFALONIERI
Eremita Terziario francescano nato a Calendasco di Piacenza nel 1290
morto a Noto nella grotta il 19 febbraio 1351

Quest'anno il DIES NATALIS del 19 febbraio cade in domenica.
Noto celebrerà come sempre avviene da secoli, con grande solennità.
La discesa dell'Arca del Patrono dovrebbe avvenire domenica 5 febbraio 2017 in cattedrale a Noto.
Calendasco vanta 400 anni di Patronato il più antico e importante in Italia dopo quello di Noto.
San Corrado si è spento il 19 febbraio del 1351 nella grotta della Valle dei Tre Pizzoni di Noto dove oggi sorge un santuario dedicato al Patrono che ha inglobato la grotta del Santo!
Come sempre le due Società netine di Devoti e Fedeli cioè quella dei Portatori dell'Arca di San Corrado e quella dei Portatori dei Cilii saranno in prima linea nei festeggiamenti.

una foto del passato anno

12 gennaio 2017

SANT'ANTONIO ABATE

FESTEGGIATO IL 17 GENNAIO
SANT'ANTONIO EREMITA

Per Sant'Antonio abate, egiziano, eremita, anche nel piacentino la festa solenne liturgica è vivibile in tante località montane e di pianura.
La benedizioni degli animali della fattoria è una delle caratteristiche di questa festa, come ad esempio benedire il sale che viene poi dato agli animali per garantirne la salute e la benedizione dell'olio d'oliva, anche esso usato per "ungere" ferite negli animali ma anche per essere usato dall'uomo come protezione.

E' tradizione distribuire piccoli pani bendetti anch'essi in chiesa mentre nelle case la tradizione piacentina ci porta ad assaporare il tortelli (tùrtlitt) che sono fagottini di pasta dolce ripieni di marmellata e fritti in abbondante strutto.
Una tradizione cristiana che va mantenuta intatta nonostante la nostra società sia un poco meno agricola.
Tanti anni fa presentai in una conferenza storica una mia ricerca sui Frati del Tau che erano in Sant'Antonio a Trebbia. La documentazione che ritrovai in archivio era prevalentemente del tardo 1500 ma testimoniava una assidua e vivace presenza dei frati detti del Tau che anche avevano un ospedale per pellegrini.
Il convento passò ai primi del 1600 ai francescani del Terzo Ordine Regolare "de Penitentia nuncupati", cioè gli stessi che han dato l'abito al piacentino San Corrado Confalonieri nel lontano 1315.

Umberto Battini


7 dicembre 2016

SANTA LUCIA

Arriva la notte più lunga e attesa dai bambini
SANTA LUCIA E L'ASINELLO
Carico di doni il dorso dell'animale che viaggia con la Santa

di Umberto Battini

Tradizione religiosa e non solo. La notte tra il 12 ed il 13 dicembre, qui al nord e specialmente qui nel piacentino, per i bambini è notte di attesa.
Nella notte buia e nebbiosa con tanto freddo, i bambini cercano di sentire "il campanello" che la Santa suona mentre è in cammino per distribuire giocattoli e anche dolci.
Ai bambini un pò monelli la Santa porta "carbone" ma con il trucco: è carbone di zucchero! Si mangia e molto volentieri si sgranocchia.
Santa Lucia viaggia con un asinello carico di giochi e allora è tradizione lasciare fuori dalla porta o sulla finestra, una ciotola di acqua e qualche bocconcino di pane secco.
La mattina porta meraviglia e gioia: l'asinello ha bevuto e mangiato e la Santa ha lasciato sulla tavola i suoi preziosi pacchetti ben incartati. Ognuno ha scritto per tempo una letterina in cui si chiedeva il dono preferito ma a volte compariva anche a fine letterina un "...oppure vedi tu, portami quello che vuoi!".

La lettera per Santa Lucia è solitamente guarnita di disegni che la ritraggono assieme al fedele asinello.
E' notte, quella del 12 e all'alba del 13, dopo che si è andati a letto presto, molto presto e con l'orecchio teso a scoprire rumori, sarà un risveglio frizzante e assonnatamente felice!
Anche stavolta niente carbone.
Finiva sempre così, e ancora oggi finisce così!
Santa Lucia inoltre ci protegge la vista! A lei furono donati due meravigliosi nuovi occhi azzurri, dopo che un carnefice glieli aveva strappati!
Un miracolo, immenso, per questa giovane Santa Vergine e Martire che amiamo da sempre e che per sempre accompagna il ricordo di noi adulti.


28 novembre 2016

PO E PIENA

NESSUN PERICOLO
LA PIENA DEL PO 
IL NOSTRO AMATO FIUME

E' passata senza problemi questa ennesima piena del Grande Fiume

A Calendasco siamo abituati al fiume e alle sue piene, non spaventano nessuno, a parte in storici e quasi rari eventi di piena veramente di grande portata come ad esempio quella che abbiamo avuto nel 2000 e che portò un livello d'acque trattenute dall'argine maestro, di quasi 11 metri!

Stavolta, in questo novembre, siamo arrivati a 7,50 metri.Non è stata quindi una piena paurosa come invece poteva sembrare da quel che dicevano alla televisione nei telegiornali.Anche stavolta tutto liscio, sia a Calendasco che in tutto il piacentino ma anche lungo tutta l'asta del Po.Il Grande Fiume scorre ancora impetuoso ma generoso e nel giro di qualche giorno tornerà sereno e lento dentro al suo letto e come sempre continueremo ad ogni modo ad andarlo a vedere godendo della sua grandiosità.



14 novembre 2016

CADUTI 2016


COMMEMORATI
ONORE E MEMORIA AI CADUTI
DI TUTTE LE GUERRE

Calendasco domenica 13 novembre 2016

I numeri: questi i Caduti di Guerra di Calendasco
  • nella 1^ Guerra mondiale abbiamo avuto il tributo di 82 caduti
  • nella 2^ Guerra mondiale abbiamo avuto ben 16 caduti e 17 dispersi con 6 civili morti
  • nella "Liberazione" abbiamo avuto 3 vittime


Dopo il corteo dal Municipio in chiesa la solenne santa messa. Presenti autorità militari oltre al sindaco.
Finita la cerimonia con un corteo ci si è portati al Sacrario che è nella scuola del paese.
I bambini della scuola hanno intonato l'Inno di Mameli e la canzone del Piave.
Sono seguite le preghiere e cioè quella dei Reduci e Dispersi e quella dell'Alpino.
Il Sindaco ha tenuto un breve discorso.
Quindi don Fabio ha benedetto la corona di alloro che è stata deposta nel sacrario da due alpini del locale gruppo di Calendasco.
Un momento importante che però va detto, potrebbe essere più partecipato dagli abitanti del borgo, visto che la cerimonia serve a ricordare tanti nostri compaesani che han dato la vita per la Patria.















  

Umberto Battini

 

5 novembre 2016

CADUTI DELLE GUERRE


LA COMMEMORAZIONE
ANCHE CALENDASCO HA TANTI CADUTI
Domenica 13 novembre di questo 2016 si ricorderanno i Caduti di tutte le guerre

La data risulta diversa da quella ufficiale del 4 novembre inquanto le commemorazioni da parte del Comune e tutte con la santa messa, riguardano anche le località di Cotrebbia Nuova e Boscone Cusani.
Domenica ci ritroveremo alle ore 11.00 in Municipio da dove prenderà avvio il corteo che dirigerà verso la chiesa dove ci sarà la santa messa ed infine, sempre in corteo solennemente, andremo alla scuola del borgo dove c'è il sacrario nell'atrio che ricorda i Caduti di questo nostro amato borgo di Calendasco!

  • nella 1^ Guerra mondiale abbiamo avuto il tributo di 82 caduti
  • nella 2^ Guerra mondiale abbiamo avuto ben 16 caduti e 17 dispersi con 6 civili morti
  • nella "Liberazione" abbiamo avuto 3 vittime

Umberto Battini 

27 ottobre 2016

CIAMBELLINE DEI MORTI

Una tradizione piacentina
LA COLLANA DI BUSLANEI
Ogni bimbo e bimba ne aveva una al collo 

di Umberto Battini

Andare alla messa dei defunti al cimitero per i bambini non è mai stato il massimo perchè sembrava interminabile e soprattutto per noi che ricordiamo quel periodo, quando l'autunno era davvero autunno e quindi il freddo e la nebbia "di mort" - dei morti, cioè di quel periodo - erano sempre presenti e puntigliosi.

 La nebbia la potevi tagliare con una lama, ma incappottati e con dei cuffioni di lana, si resisteva a quella messa, tra adulti e parenti quasi mai visti.
Però alla fine di questa lunga ora -la lunghezza della messa all'aperto dipendeva dal prete che celebrava - avevi un premio: la collana delle ciambelline, che tra l'altro, potevi scegliere: dure o morbide! 
Io personalmente adoravo quelle gonfie e dure, che sgranocchiarle era una lotta, ma alla fine si vinceva sempre e la povera ciambellina veniva ingoiata senza riserve.
La collanina di ciambelle la vendeva "al bùslanèr ad Sèrmat", un signore che aveva il dono della moltiplicazione (ma per la verità ero io che ero ingenuo bambinello) perchè lo ritrovavi ad ogni messa dei morti, in qualsiasi paese o frazione ti spostassi. E si, perchè quei giorni erano veramente pesanti per noi bambini, infatti i genitori ci trasportavano mattina e pomeriggio per cimiteri più o meno locali, dove ritrovavamo le radici, i nostri morti, nonni, bisnonni, zii e amici dei genitori, che quasi mai avevamo conosciuto e che ci guardavano da quelle lapidi in marmo scolorito dal tempo in piccole foto in bianco e nero d'una severità che ti metteva sull'attenti! Pareva che il parente defunto da quella foto in posa serissima, ti dicesse: "Ei, silenzio, rispetto, prega e va!".

 Ma alla fine il premio era la collanina di ciambelline, che quell'omone messo appena fuori del cancello del cimitero con in mano decine di queste dolci collane, ti metteva la collo.
Dal cimitero di Calendasco mentre si tornava a piedi a casa, lentamente tra gruppi di adulti chiacchieroni, si cominciava a staccare la prima ciambella e la fortuna più grande per un bambino era anche data dal fatto che siccome tutti al collo ne avevamo una, non c'era pericolo di dover dividere la leccornia con fratelli e sorelle o amici vari.
Ognuno era "padrone" della sua ambita e dolce collana!
Ogni tradizione porta con se un racconto, una fatica che alla fine è sempre ripagata, e questo è il mio racconto, vero e vissuto, di qualche (forse già tanti!) anni fa.

Umberto Battini

18 ottobre 2016

PROCESSIONE

BAMBINELLO DI PRAGA
COME OGNI ANNO ALL'APERTURA DELL'ANNO
CATECHISTICO
LA PROCESSIONE SOLENNE

A Calendasco domenica 16 ottobre, in una bella mattinata di sole, si è svolta la processione dalla scuola fino in chiesa a seguire la santa messa.

La vara con il Bambinello di Praga è stata portata da bambini e bambine del catechismo.
Questa ottima devozione è stata introdotta anni fa e questo prezioso Bambin Gesù è stato donato da un calendaschese doc il signor Marino Civardi e dalla sua famiglia, e tutto alla memoria della giovane figlia che anni fa è salita al Paradiso causa una grave malattia; il Marino - conosciutissimo e cattolicissimo uomo d'altri tempi! - e la moglie Marisa han così fatto alla chiesa questo dono prezioso e importantissimo.
La santa messa era affollata di gente e infine, nel cortile di fianco alla chiesa, sono state distribuite e vendute le castagne cotte sulla legna, buonissime caldarroste!

Ma anche un ottimo rinfresco aperto a tutti i parrocchiani ha accolto chi per un attimo, prima del pranzo, ha voluto fare due chiacchiere in compagnia, tra noi, gente di Calendasco, gente del Po, gente affabile.

Umberto Battini