20 agosto 2016

NOTO 2016


CON SAN CORRADO
NELLA GROTTA
Da Calendasco a Noto

alcuni AMICI DEVOTI - io tra la Corrada e la Veronica e Corrado (a Noto ho letteralmente centinaia di AMICI)

E' stata come sempre una emozione enorme, molto grande, da spaccare il cuore!
Una emozione che toglie il fiato!
Vedere San Corrado, l'Uomo di Calendasco, lì nella grotta dei Miracoli, coccolato da migliaia di devoti netini, che per la maggior parte oltre a donargli preghiere e canti dell'Inno, piangono lacrime commosse!
Ed io ero là, accanto a lui come faccio ormai da anni, anche io "coccolato" dai netini e non eagero!
Ti amo immensamente Corrado Santo Patrono di Noto e Calendasco, che mi hai dato e mi dai ininterrotte grazie e mi converti tenendomi con i piedi per terra umanamente e tenendomi innalzato al desiderio del Cielo con l'anima! Mio amato Patrono!

Umbe Battini

in questa ARCA d'argento è il CORPO SANTO di SAN CORRADO























il PARADISO di SAN CORRADO

veglia al portone del SANTUARIO durante la S. Messa (io c'ero in divisa Portatore di Cilio)

veglia d'onore all'ARCA nella GROTTA durante la S. Messa (Corrado e la Veronica)



10 agosto 2016

AGOSTO A NOTO

AGOSTO CORRADIANO 
NELLA CITTA' CHE LO ACCOLSE
NOTO FEDELE A SAN CORRADO

di Umberto Battini

E' arrivato circa nel 1343 a Noto.
Giungeva da Palazzolo, poco più a nord e a qualche chilometro dalla città.
Lì lo avevano fatto fuggire inseguito da cani, non immaginavano che quell'uomo in saio grigio, un pò malandato e barbuto era un Santo!
Era già Santo quando giunge a Noto!
Lo sostengo da sempre. Ed il perchè è presto detto: quando comincia a vivere a Noto da tranquillo fraticello eremita, alla prima occasione di far del bene si mostra per quel che era divenuto: un Uomo in Grazia di Dio, Amato da Dio! Infatti quando il suo povero amico calzolaio gli mostra il piccolo figlio malato d'una fastidiosa e deformante ernia inguinale, Corrado il Santo! gli fa un semplice segno di croce su quella gonfia carne ricoperta di umili stracci. Poi si allontana, torna al suo nascondimento. Intanto il piccolo, per prodigio, perde il gonfiore, il dolore svanisce e l'ernia è vinta! Non c'è più! Da lì i nuticiani s'accorgono di quell'Uomo speciale. Non vuole niente da nessuno ma a tutti dà! Altri miracoli si sussegguono.
Nella grotta santa dei Tre Pizzoni appare con facilità del pane caldo, che il Santo dona a chi è affamato.
Mai e poi mai mostrerà un vanto, una parola di elogio per se stesso, mai! Nemmeno quando lo prenderanno a bastonate, nemmeno quando il Vescovo di Siracusa gli fa una visita inquisitiva, insomma mai!
Noto e la gente di questa terra sicula lo hanno non amato, ma stra-amato da subito, da quel 1343 e fino ad oggi senza interruzione e così sarà per sempre, potete starne certi.
Potrei continuare ancora per molto a scrivere della potente e benedetta devozione fedele verso San Corrado Confalonieri da parte della gente di Noto, da secoli, da tanti secoli! Calendasco è altrettanto legata al Santo Incendiario, certamente in una forma meno sanguigna ma da quello che sappiamo dalla storia locale, il Patrono in questo luogo piacentino è stato molto amato e grazie a Dio ora rivalutato sebbene sempre a passo lento. Forse questo è dato dal fatto che siamo gente di PO che scorre lento ma inesorabile, senza sosta e forse anche la devozione è stata così, non troppo gridata ma sempre portata avanti e da ben ormai 400 anni come Patronato del borgo.
Quest'anno speciale, dedicato alla Misericordia dal Papa, ci ha regalato la 24^ Traslazione dell'arca che contiene il corpo di S. Corrado dalla cattedrale di Noto fino al Santuario che ingloba la grotta!
Così in questo agosto 2016 le processioni con il Corpo del Santo saranno ben quattro!
Quanto sono intimamente innamorato di Noto per via di San Corrado ormai lo sanno tutti.
Ormai a Noto ho così tanti amici che posso senza dubbio dire di essere mezzo netino e queste amicizie me le ha donate San Corrado, dalla prima all'ultima!
Spero di diventare un uomo migliore, col tempo, con pazienza seguendo l'Amato Corrado santo eremita francescano, intanto posso ammettere che se provo amore per il Tabernacolo e per la Madonna una buona fetta di conversione me l'ha donata, miracolata, proprio lui Corrado Confalonieri. Grazie.

Umberto Battini



5 agosto 2016

SAN ROCCO FRATE TERZIARIO

DA SECOLI SEGNATO NEL CATALOGO 
DEI SANTI DEL TERZO ORDINE FRANCESCANO
SAN ROCCO FRATELLO DI SAN CORRADO
VESTIVANO LO STESSO ABITO PENITENZIALE


E' stata una sopresa anche per me, quando anni fa, venni a conoscenza del fatto che S. Rocco sia un penitente terziario francescano.
Come usava storicamente per i terziari, l'attività cui si dedicavano principalmente era la cura dei malati negli ospedali.
San Rocco è stato un "infermiere" pellegrino di ospitio in ospitio. Anche S. Corrado dè Confalonieri è stato frate nell'ospedale francigeno di Calendasco ove era il passaggio del fiume Po.
Calendasco vanta un secolare ospitio-conventino di frati terziari di S. Francesco che già dal 1280 era governato da frate Aristide.
A Calendasco, nella località a 1 km dal borgo detta Arena, esisteva già dal 1400 un oratorio dedicato a San Rocco.
Lo testimonia una carta della visita pastorale del vescovo di Piacenza del XVI secolo.
San Rocco venerato contro la peste anche in Calendasco dove sappiamo che furono storicamente aperti dei lazzaretti per coloro che erano colpiti da questo morbo, la testimonianza più recente è quella del 1800 quando il territorio piacentino venne colpito dal colera. In un mio articolo del 2012 pubblicato sul quotidiano di Piacenza, ipotizzai anche che S. Rocco e S. Corrado abbiano potuto lavorare insieme forse nell'ospitio di Calendasco.
Stando ad alcuni dati storici - io mi attengo agli studi del 1400 del Diedo - le date possono coincidere con la sosta di San Rocco in terra piacentina e specialmente a Sarmato, ma se teniamo vivo il fatto che S. Rocco era terziario, (Piacenza era terra di tantissimi di questi uomini, basta ricordare il Capitolo tenuto in città nel 1280) non escludiamo possa anche esser passato per l'ospedale dei frati sotto la guida del beato Aristide.
Certamente in Sarmato e a Piacenza nello stupendo oratorio dedicato al Santo della Peste si venera profondamente e farne memoria è importantissimo.
Viva quindi i due "frati terziari" pellegrini: Rocco e Corrado!
Umberto Battini

1 agosto 2016

VIDEO CANALE YOUTUBE

COMUNICAZIONE
di
Umberto Battini

E' possibile vedere i VIDEO su YOU TUBE del mio canale personale, di cultura e devozione, Calendasco e S. Corrado e tanto altro.

Sempre nuovi video saranno messi, un modo facile e semplice per restare "collegati" con Calendasco e scoprire questi luoghi!

CLICCA QUI e VEDI  

la pagina dei Video di UMBE




















28 luglio 2016

LONGOBARDI A KALENDASCO

Circa il Codice Diplomatico Longobardo
IL PAESE SUL PO E' NEI DOCUMENTI
La documentazione è ricca e importante

di Umberto Battini 


particolare di uno dei volumi
Un paese fondato dai Longobardi poteva  non trovarsi citato nei documenti più antichi?

Scritto con la Kappa o con la "ci" il paese che ha dato la nascita a San Corrado Confalonieri nel 1290 ha il grande onore e l'onere di essere citato nel famoso Codice Diplomatico del quale la raccolta più copiosa è quella di uno storico di grandezza speciale cioè Carlo Troya.

Lo studio di questi Regesti è particolarmente arduo ma vi assicuro che alla fine il risultato è gratificante!
E così ritrovare Kalendasco quale paese vivo già 1300 anni fa è motivo di orgoglio per questa nostra terra prettamente e da sempre dedita all'agricoltura.



25 luglio 2016

A NOTO AGOSTO CORRADIANO

INIZIA L'AGOSTO DI SAN CORRADO
NOTO IN FESTA
PER OLTRE UN MESE ONORE E DEVOZIONE AL PATRONO

di Umberto Battini


Iniziano lunedi 25 luglio i solenni festeggiamenti in onore del Patrono San Corrado Confalonieri nella città sicula di Noto.
Alle ore 18 tra un tripudio di fedeli, di Cilii e emozione l'Urna che contiene il corpo del Santo sarà calato dalla Cappella ove è custodito e collocato sull'altare maggiore.
Sabato notte alle ore 24, entrando quindi nella domenica, ci sarà la processione notturna fino al Santuario ove l'Urna sarà esposta nella grotta ove S. Corrado visse e morì in santità fino al 20 di agosto!
Questa è la XXIV Traslazione storica!

uno degli articoli sul quotidiano dei Netini a Calendasco - questo è del 21 febbraio 2015

Volevo quindi fare un gemellaggio spirituale in unione con i netini ricordando quando un anno e mezzo fa - febbraio 2015! - Noto si portò a Calendasco perchè fu donato dai Portatori dei Cilii un enorme e decorato Cilio al Patrono del borgo sul fiume Po.
Con grande festa accogliemmo i netini a Calendasco e per una intera settimana il quotidiano di Piacenza Libertà ci dedicò ogni giorno un grande articolo!

Questa giornata del 25 luglio 2015 la festeggiamo in unione con i netini, nostri fratelli maggiori della devozione!
Viva sempre San Currau!

U. B.


20 luglio 2016

COME ME PIU' DI ME


SCORRENDO TRA LE CARTE DEVOZIONALI
I MIEI COMPAESANI CENT'ANNI FA
AMAVANO SAN CORRADO 
SENZA RISERVE
Li prendo ad esempio e non mollo!

di Umberto Battini

Io che "frugo" la Vita del Patrono da ormai vent'anni mi sono accorto che la gente di Calendasco, e in prima fila c'era sempre l'arciprete parroco del tempo, molto si sono distinti in devozione sfegatata verso San Corrado il Patrono!
Lo testimoniano decine di carte dell'archivio, verbali e memorie, firmate e controfirmate. Infatti il Patronato ha 400 anni, per cui nei secoli questa affezione al Santo Corrado è sempre più cresciuta.
Ce ne sarebbe da dire, ad esempio han fatto fare affreschi corradiani, oggi coperti dallo scialbo ma ancora "vivi" lì sotto, la statua, le due reliquie richieste a Noto e avute direttamente da là con tanto di sigillo vescovile! La campana dedicata al Patrono etc etc... 

particolare lettera 1926
Ora mi voglio soffermare su una carta scritta di pugno nel 1926 dal parroco don Giovanni Caprara che oltre ad aver chiesto una delle due reliquie al vescovo di Noto e la ottenne, era devotissimo!
Scrive questa lettera ai discendenti dei Confalonieri di Piacenza.
Dice che S. Corrado salvò Noto dalla peste e Calendasco dalla piena del fiume Po e da altre calamità naturali.
Chiede un aiuto economico per far fare un grandioso affresco sopra al portone interno della chiesa, che rappresenta San Corrado che protegge il paese di Calendasco dalla piena del Po e altri danni.
Dice di avere tanta gratitudine verso il Patrono e che anche gli abitanti del borgo han già fornito una somma per pagare parte dell'affresco.
E infatti questa pittura fu poi eseguita ed ancora si trova sotto lo scialbo, sarebbe interessante "rivederla" così come le altre pitture nella volta.

Fatto sta che  don Caprara mi ha dato un bell'esempio di devozione e fedeltà al patrono, in prima persona il parroco si spendeva per far sì che l'amore al Santo rimanesse vivo come lo era già da secoli!
Quindi niente di nuovo sotto al sole, che ci sia stato un "don Caprara" oppure oggi ci sia "un Battini" a spingere sulla devozione nulla cambia! Non mi vergogno assolutamente di amare profondamente S. Corrado Confalonieri che è nato nel paese ove anche io sono nato e battezzato, e ringrazio don Federico Peratici che mi ha cresciuto a "pane e San Corrado" da bambino!
Sò molto bene che al paese della mia devozione qualcuno ride sotto i baffi, qualcuno mi ride alle spalle e qualcuno, i più intelligenti, mi fanno della buona e sana ironia e mi comprendono e anzi mi incoraggiano e loro stessi "s'avvicinano" al Patrono!
San Corrado mi ha fatto avvicinare meglio e più seriamente alla Madonna e a Gesù e al Tabernacolo Santo!
Non potevo chiedere di meglio!
E sono tremendamente innamorato di Noto e specialmente del Corpo Santo di Corrado Confalonieri e di quella grotta santa che è custodita nel Santuario!
Viva Calendasco e viva Noto con la sua e "mia" gente!

voster
Umberto Battini 


19 luglio 2016

ORGANO E CANTORIA


IL PRIMO STRUMENTO FU PRESO NEL 1893
L'ORGANO E LA CANTORIA
NELLA CHIESA DI CALENDASCO 

di Umberto Battini

Dai Registri parrocchiali scopriamo che prima del 1893 la chiesa non possedeva un organo per cui deduciamo che i canti fino ad allora furono principalmente gregoriani.
Sappiamo anche che però, non ostante l'organo fosse presente, nei primi decenni del 1900 la festa patronale di San Corrado veniva solennizzata facendo arrivare da Piacenza una piccola orchestra di archi.
Svariate volte l'organo ed il mantice furono restaurati nel corso del tempo. 
In quel 1893 fu acquistato un vecchio organo dismesso ma nel 1903 ne fu costruito uno completamente nuovo.
L'organo attuale della chiesa è appunto di questa data, la differenza è stata che nel 1971 la cantoria sospesa venne eliminata e l'organo abbassato al livello del presbiterio. Tutto questo ad opera dell'arciprete don Federico Peratici che appunto nei primi anni '70 fece gli adeguamenti voluti con il Concilio Vaticano II.
Nell'immagine che vedete datata 1966 si nota l'organo sospeso con la cantoria e sono visibili gli affreschi fatti nei primi anni del 1900 dal pittore Alberico Bossi.

particolare estratto da immagine del 1966 - foto proprietà Corini/Molinari

Grazie per l'immagine alla fam. Corini/Molinari

Umberto Battini


18 luglio 2016

ACCADDE NEL 1890

Un episodio sacrilego
IL FURTO IN CHIESA
Accadde nell'agosto del 1890
 
di Umberto Battini

particolare della memoria del 1890 lasciataci dal parroco del tempo don Egidio Agazzini

Nella notte tra il 20 ed il 21 agosto del 1890 (126 anni fa ndr) si verificò un increscioso episodio. Dal tabernacolo dell'altare maggiore in chiesa a Calendasco furono rubati la pisside e l'ostensorio entrambi d'argento.
Ovviamente la pisside era piena delle Sacre Specie per cui l'episodio risultò ancor più sgradevole.
Oltre agli atti riparatori con riti la popolazione del borgo si mobilitò immediatamente e furono riacquistati un nuovo ostensorio con custodia ed una pisside con coppa d'argento per richiuderla.
L'episodio sacrilego è riportato accuratamente in un registro della parrocchia, scritto di pugno, arciprete e parroco era don Egidio Agazzini.
Come scopriamo nulla di nuovo sotto il sole! Episodi che sempre si sono verificati e che ancora ai nostri tempi capitano.
Quello che incuriosisce è sapere quale fine avran fatto quelle ostie consacrate contenute nella pisside, probabilmente a quei giorni, non poca era l'indigenza e si può ipotizzare che qualche furfante, non necessariamente del luogo, abbia forzato quel tabernacolo per impossessarsi di quegli oggetti di culto in argento e di un certo valore.

Umberto Battini



19 febbraio 2016

SICILIA 19 FEBBRAIO


un articolo del quotidiano nazionale 
LA SICILIA
del 19 febbraio 2016 venerdì PATRONALE di SAN CORRADO

a firma del grande giornalista di Noto Ottavio Gintoli




Legame a distanza nel nome di San Corrado. Mentre oggi Noto si veste a festa per una giornata interamente dedicata agli appuntamenti religiosi con il suo santo patrono, a Calendasco, piccolo comune in provincia di Piacenza dove San Corrado nacque, viene esposta una statua in gesso, restaurata e ripristinata dopo quasi 4 decenni. Tutto grazie all’impegno di due devoti di San Corrado: Veronica Rizza, netina trasferita al nord, e Umberto Battini, che invece vive a Piacenza, studioso e agiografo di San Corrado. La statua sarà esposta nella piccola chiesa di Santa Maria Assunta di Calendasco, chiesa dove da oltre 4 secoli si venera San Corrado Confalonieri, santo patrono anche del piccolo comune in provincia di Piacenza. Quello di Veronica Rizza e Umberto Battini è stato un gesto di devozione nei confronti del santo ma soprattutto di condivisione con gli altri fedeli. Si sono impegnati lavorando compatibilmente con i propri impegni per restituire il colore alla statua, usurata dal tempo e che per la comunità di Calendasco ha una certa rilevanza storica dato che secondo fonti storiche attendibili proprio in quest’anno compie un secolo di vita. La statua raffigura San Corrado nel solito atteggiamento di pace e tranquillità, con lo sguardo rasserenante e col vangelo in mano, oltre al consueto abito da penitente e ai piedi il teschio simbolo degli eremiti. Fu commissionata nel 1915 per i festeggiamenti del IV centenario della beatificazione di San Corrado e negli anni successivi era usata durante le processioni tra le caratteristiche strade del piccolo borgo piacentino. E’ alta circa 180 centimetri e per la cerimonia di inaugurazione erano presenti anche i discendenti della famiglia Confalonieri, oltre al vescovo di Piacenza di allora. I 2 devoti a San Corrado hanno impugnato i pennelli per rimuovere la polvere, dato che per molti anni la statua è stata inutilizzata, e poi hanno definito qualche dettaglio di colore dovuto al passare degli anni. Ripristinata in tempo per la festa di oggi, resterà esposta nella chiesa di Santa Maria Assunta per qualche settimana ma non sarebbe una sorpresa se restasse anche per qualche giorno in più. Nonostante la distanza geografica, tra Calendasco e Noto si è creato una sorta di gemellaggio religioso. Le due città sono accomunate dallo stesso santo patrono, appunto San Corrado Confalonieri, il quale nacque a Calendasco nel 1290 e morì a Noto il 19 febbraio del 1351. Nel 2015 una delegazione netina giunse nel piccolo borgo per una giornata interamente dedicata al culto di San Corrado, organizzata all’interno dei festeggiamenti del V centenario della beatificazione. 
Ottavio Gintoli

11 febbraio 2016

STUDI CORRADIANI




Dalla nobiltà alla polvere fino alla santità 
di S. Corrado piacentino
di Umberto Battini

Una figura di religioso significativa: il nobile cacciatore poi incendiario, il penitente che si fà pellegrino, il taumaturgo che letteralmente “fa comparire” pane angelico, come richiamo alla manna del deserto – la sua vita nel deserto simbolizzato dall’isolamento nella grotta presso Noto ove muore il 19 febbraio 1351.
Sulla origine del santo dalla nobile casata dei Confalonieri non lascian dubbi nemmeno gli stessi Giurati della città di Noto, che nella triplice lettera inviata nel 1610 agli Anziani e Priori di Piacenza, al Vescovo Conte mons. Rangoni ed al Farnese scrivono: “si ben fiorì di virtù Eremita et oggi reluce fra beati, già nel secolo fu cavaliero della famiglia Confaloniera e segnalatissimo nella patria per aver lasciata in un monasterio di quella la moglie e distribuito li beni fra quali s’è fatta coniectura d’alcuni curiosi esserci stato il Castello Calendasco…”. 

 
CASTELLO DEI CONFALONIERI A CALENDASCO

E la risposta dei Giurati piacentini non tardò, con la lettera del 14 maggio 1611 inviata a Noto essi li informarono dell’esito delle ricerche negli archivi allegando alla stessa una lunga relazione ove si legge che “il più vecchio della stirpe Confalloniera” ha il privilegio “d’accompagnare il nuovo Vescovo quando entra Pontificalmente la prima volta”, ma più clamorosamente questa relazione rivela che nel monastero di S. Chiara di Piacenza “per molta diligenza usata da persone autorevoli, altro non si è trovato che la notizia d’una suora Gioanina Confalloniera, che specialmente viveva nel 1340 et anco nel 1356. Detta qual suora si dice che, rispetto al tempo, non ci sarebbe difficoltà che non potesse essere la moglie di Santo Corrado.”.
Il luogo della nascita fisica di San Corrado ci viene presentato in forma ufficiale nel Legato Sancti Conradi del 1617, che il Vescovo di Piacenza anch’egli spronato dai Giurati netini, “tutte le predette cose approvò confermò e lodò, e approva conferma e loda”.
E’ un documento redatto nel Palazzo del Vescovo, alla sua stessa presenza ed è reso pubblico dal notaio e cancelliere episcopale Giovan Francesco de’ Parma. Il Legato voluto dallo Zanardi-Landi feudario succeduto ai Confalonieri, esplicita: “qui quidam S.tus Conradus, ut perhibetur fuit oriundus de praedecta Civitate ex admodum Ill.ma famiglia D.D. Confanoneriorum abitatores Dominorum Loci Calendaschi loci, et Villa Ducatus Placentini ultra trebiam…” .

 
LA PIAZZA CON LA CHIESA
Vi è contenuta pure la frase ut in eius vita pubblica tipis mandata videre est , valida conferma che le indagini sul santo erano concluse ed avevano portato a poter fare delle dichiarazioni certe grazie a ciò che si era rintracciato dei trascorsi civili: le affermazioni sicure che sono punti saldi che vanno a fortificare la narrazione esposta nel documento, sono: 1 – San Corrado è un piacentino, 2 – discende dalla Nobile Famiglia dei Confalonieri, 3 – è nato fisicamente in Calendasco.
Il Legato contiene questa importantissima affermazione: “certamente quella maggiore devozione è da promuovere e deve essere stimolata nella predetta Chiesa del luogo di Calendasco, il medesimo luogo dal quale codesto Santo, avendo tratto la sua origine terrena come si riporta, avrebbe assistito veramente gli abitanti del medesimo luogo, devoti del suo nome, per le grazie ed intercessione presso Dio Ottimo Massimo”.
Senza equivoco leggiamo che San Corrado è nato fisicamente a Calendasco ed il Vescovo di Piacenza, i Testimoni presenti, il parroco Rettore di Calendasco, il Conte Zanardi Landi e lo stesso notaio e cancelliere della Curia Episcopale ritengono quindi fuori di ogni dubbio la autenticità della affermazione e mai nessuno si contrappose, est probatio probata.

VEDUTA DAL CAMPANILE
La causa che spinge il nobile Corrado alla conversione è collegata ad un incendio che provocò durante una battuta di caccia verso l’anno 1315. Siccome fu incolpato del danno un innocente contadino, Corrado lo fa liberare ammettendo la colpa: lui è il colpevole e lui è l’uomo da punire. Una nuova ipotesi sull’incendio causato dal giovane san Corrado è emersa dagli archivi, il fatto eccezionale è dato da una pergamena dell’11 gennaio 1589: è una investitura di un fondo terriero di 200 pertiche fatta dai monaci di Quartazzola.
La pergamena rinvenuta all’Archivio di Stato di Parma riporta che le terre sono poste nel territorio di Calendasco, in direzione di San Nicolò e nel luogo detto “alla Bruciata. A diritto questo grande spazio rurale fatto di campi coltivabili e di bosco può essere ritenuto il luogo dell’incendio di san Corrado Confalonieri, una ipotesi da prender sul serio, data dalla ragionevolezza che una così vasta possessione terriera sia ricordata nel ‘500 con il nome ‘Bruciata’, sintomo che lì vi fu nei tempi andati un possente incendio che ancora segnava la toponomastica e la memoria della gente.
Dalla sua nascita all’età matura, ad esempio san Corrado celebra tra i Confalonieri, come risulta dagli atti dei notai di Piacenza, Agnesina badessa nel 1292 in S. Maria di Galilea, mentre nel 1296 in S. Maria di Nazareth c’è suor Richelda e nel 1315, quando Corrado ha la brutta avventura dell’incendio causa della sua conversione, nel monastero di S. Siro ci sono Sibillina ed Ermellina, e la Sibillina è ancora una soror vivente nel 1340, anni della partenza di S. Corrado dal romitorio di Calendasco. 

Non di poco conto il frate minore Pietro Confalonieri, come trovato in pergamene dal 1324 al 1333, risulta essere il ‘curatore’ delle terziarie francescane di S. Maria Maddalena, dette volgarmente “le repentite.
Questo breve sunto di nomi e date per dire che S. Corrado non a caso si rifugia nella religione dopo gli accadimenti, e a ragion veduta egli non può farsi monaco tot court in quanto laico sposato ed allora è destinato all’abito francescano di terziario, fra gli umili penitenti del piccolo hospitale per romiti di Calendasco.
Il superiore frà Aristide figura viva e concreta come lo stesso Corrado è ricordato essere stato chiamato a Montefalco dalla stessa santa Chiara per presiedere alla costruzione del nuovo convento terziario.
I penitenti terziari che vivevano nell’hospitio in dicto loco Calendascho sulla strada diretta al passo del Po sulla Via Francigena erano assieme ad altri della realtà piacentina molto ben voluti, tanto che un Capitolo di questi frati giunti da tutto il nord Italia si tenne nel 1280 proprio a Piacenza.
Se ora Piacenza si giova di studi inediti pubblicati in questi anni, un buon testo rimane “S. Corrado Confalonieri Patrono di Noto” pubblicato nel 1961 da Giovanni Parisi che fu Ministro Generale del Terzo Ordine Francescano.
Sulla antichità del culto al Patrono Corrado in Calendasco scrive infatti il Parisi “La devozione infatti a S. Corrado in Calendasco, e un pò anche nelle borgate vicine, è profondamente radicata e anche antichissima. Nel 1617, a cura del Conte Zanardi-Landi, discendente della famiglia Confalonieri, venne fondato nella chiesa parrocchiale del paese, che si vede adorna di non poche pitture del Santo, un legato di S. Corrado, e prima ancora di tale data lo stesso Conte vi aveva fatto costruire in suo onore una cappella e un altare, cose queste che non spiegano ma confermano l’antichità del culto. Tutto questo ci porta naturalmente a pensare che assai grande dovette essere la fama di santità sollevata in Calendasco e nei dintorni dal nostro Corrado e per conseguenza anche molto lunga la sua permanenza in quel devoto romitorio francescano”.
Un uomo di questa terra che dalla nobiltà si ritrova improvvisamente nella polvere e nel fango ma che si riscatta ampiamente mostrando il carattere unico e deciso dei piacentini che ancora oggi possono farne orgogliosa memoria.

Umberto Battini
Agiografo e studioso di S. Corrado

Vedi anche  www.araldosancorrado.org