15 settembre 2017

LIBRO FRANCIGENA


IL VOLUME SUL GUADO DEL PO
STAMPATO ANCHE IN BRAILLE
Un unicum per ora ineguagliato

Del volume sulla Via Francigena, un prodotto molto interessante editato dalla BANCA DI PIACENZA, scritto da Gianni e Umberto Battini appasionati storici locali piacentini, stampato circa 20 anni fa, bisogna dare anche conto che fu editato sempre per cura della Banca di Piacenza, che per la cultura locale è da sempre sponsor numero uno, anche in lingua BRAILLE (a punti in sovrimpressione).

Il libro è reperibile presso l'Unione ciechi in Piacenza presso l'istituzione Madonna della Bomba ed anche presso la BIBLIOTECA NAZIONALE dell'unione ciechi italiana in Monza.
Qui i non-vedenti inviano la loro richiesta del volume che vogliono leggere in scrittura braille e viene loro spedito a casa per un certo periodo.

Insomma un atto culturale ancor più di valore! Un fatto unico anche questo!
Grazie!

 

12 settembre 2017

STATUA NOTO 2017

NOTO ESTATE 2017
DONATA LA NUOVA STATUA BRONZEA
Accoglie i devoti sul piazzale del Santuario

di Umberto Battini

Giovedì 27 luglio è stata posata ed inaugurata la nuova statua di S. Corrado Confalonieri, tutta in bronzo.
E’ stata donata personalmente da Sebastiano Floridia, devotissimo al Patrono e Presidente della Società dei Portatori dei Cilii di Noto.
La maestosa statua rappresenta il Santo Eremita Corrado mentre accoglie con un braccio disteso e benedicente i pellegrini fedeli.
E’ stata fatta di misura eguale ad un uomo per cui dal suo grande piedistallo in pietra di Noto, rende ancor più l’effetto “umano”, sembra proprio lo stesso Santo Corrado che da quella posizione elevata chiami a sé per lasciarci la sua benedizione e protezione.
Alla solenne cerimonia di inaugurazione cui è seguita anche la santa messa, centinaia di fedeli netini assieme al sindaco di Noto Corrado Bonfanti, al Vescovo e al vicario generale, ad altri sacerdoti e religiosi e ovviamente il Rettore del Santuario corradiano.
Erano presenti tanti Portatori di San Corrado e Portatori dei Cilii che hanno omaggiato il Patrono con una grande festa. La banda musicale di Noto ha reso ancor più importante questo momento devozionale.
Presente anche un rappresentante devoto di Calendasco, vestito della maglia della Confraternita corradiana del paese piacentino che ha dato i natali fisici e spirituali al Santo Incendiario.
Una bellissima e calda serata tutta dedicata a S. Corrado che viene costantemente amato dai devoti di Noto e non solo, ed un evento che resterà di esempio perché questo nobile gesto di Sebastiano Floridia possa aprire altri cuori a questa devozione.
San Corrado dona ancora grazie e miracoli ai suoi fedeli e apre il cuore devoto verso la venerazione della Madre di Dio Maria SSma e a Cristo Gesù contenuto nel Tabernacolo!

10 settembre 2017

20 ANNI DI UN UNICUM

LA CULTURA PIACENTINA
UNA CHICCA FRANCIGENA
Un volume unico e documentatissimo

di Umberto Battini
    storico locale e agiografo di S. Corrado Confalonieri

Un prodotto di elevato contenuto, ineguagliato per certi versi, anche se sono usciti libri generici sulla Via Francigena nel particolare sul territorio piacentino, questo volume rimane una perla.
Stampato tutto a colori, questo volume edito dalla Banca di Piacenza, compie 20 anni! Ormai introvabile o reperibile sui mercatini dell'usato piacentini.
Un lavoro mirato sul Passo del fiume PO frutto della ricerca di Gianni e Umberto Battini, storici locali. Contiene riferimenti del passato conservati in archivio di Stato di Piacenza e di Parma circa il porto sul fiume Po della terra di Calendasco, porto che era anche dogana d’esezione e legato al medievale Comune di Piacenza e anche passo della Via Francigena!
Sono riprodotte nel volume mappe antiche reperite in archivio e sono citati atti storici.
In questo anno 2018 che vedrà la valorizzazione più massiccia della storia locale, sarebbe interessante poter riavere editato ed arricchito questo libro piacentino, editato dalla Banca di Piacenza che da sempre attua serie e importanti manifestazioni di cultura locale.
Come storici locali innamorati delle radici piacentine siamo sempre a disposizione ed attenti a mantenere vive – secondo il nostro conoscere storico locale – le memorie che dai nostri antenati sono trasmesse a noi e da ri-trasmettere alle generazioni future.

Umberto Battini

17 agosto 2017



RICORDO

L'ARCIPRETE CON LA FISARMONICA
Ricorrono 34 anni dalla sua dipartita



Don Federico Peratici è stato il prete che m'ha battezzato. Col passare degli anni ho imparato a ricordarlo spesso nelle mie memorie, nelle mie preghiere.

Invecchiando le cose prendono un altro verso, un'altra veduta, e ci s'accorge del sapore buono che hanno lasciato le belle esperienze e di come quelle negative ci sono d'esempio per migliorare.

Il "mio" arciprete era un omone, lo ricordo alto e sempre vestito di quella tonaca nera che me lo faceva vedere ancora più grande.


Nel caldo agosto del 1983 appena dopo il mezzogiorno, le campane del paese di Calendasco suonarono a morto, con mia madre uscii sulla strada sotto al sole che arrostiva l'asfalto, intanto sulla stessa strada erano scese le altre donne.

Di fianco a casa mia, dove sono nato, abitava la donna (e la famiglia) più pia del borgo, la signorina Carla Cantoni, la mia catechista. In strada al drappelo di vicinato disse che quelle campane "a morto" erano per don Federico: un incidente stradale l'aveva portato al Cielo!

In quel periodo la mia gioventù, come ogni giovane, m'aveva spinto a non frequentare più assiduamente la mia chiesa, ma dentro sempre ne mantenevo un rispetto profondo. A quella ferale notizia anche io rimasi sbigottito, lo ricordo molto bene ancora oggi, rivedo quella scena a colori nei miei ricordi!

Don Federico, il "mio" don, che tanto avevo amato da bambino e ragazzino, che servivo da chierichetto con profonda gioia perchè quel tempo passato sull'altare al fianco del don mentre celebrava, m'accorgevo che non era tempo buttato, il don era morto e così all'improvviso ci aveva lasciati orfani della sua educata e religiosa presenza.

Don Federico suonava molto bene il pianoforte e l'organo della chiesa, sapeva leggere la musica dallo spartito, e durante le gite annuali sul pulman ci dilettava con la sua fisarmonica suonandoci ogni genere di folkloristica cantata, anche quelle più goliardiche.

Tantissimi ricordi m'affollano la mente.

Umberto Battini

19 luglio 2017

IO OVVERO ME STESSO

RICORDI
IO UMBERTO BATTINI
Fieramente nato in un piccolo borgo 
di Umberto Battini
 
Ho avuto la bella fortuna, ma vale per tutti, di nascere in un luogo che m'appartiene, che mi ha fatto crescere con le mie cose positive e quelle negative, i miei buoni propositi e sbandamenti. Insomma sono nato in un luogo che è diventato e resta un luogo dell'anima, la mia, e spero per chiunque sia così.
Calendasco è un paese piccolo, a quattro passi dalla città e uno dal Po, quel Po che diventa anch'esso un luogo dell'anima a se stante.
Mi dedico a ricerca storica locale da oramai un buon vent'anni! Vent'anni! Sono devoto del Patrono da sempre, ricordo bene quanti "San Corrado" disegnavo da bambino, sempre lo stesso modello: il santo su di una nuvola, con saio e aureola ed il bastone in mano! Ne disegnavo a decine e specialmente durante il periodo della Festa di febbraio quando a scuola e meglio ancora a catechismo ed in chiesa, don Federico ci raccontava di questo santo uomo di Calendasco che un giorno partì per la Sicilia e si fece eremita in una lontana città, Noto!
I miei genitori mi han messo al mondo in quella casa che ancora resiste nobilmente in paese, sono nato in quelle mura l'8 di luglio del 1963. E dopo pochi giorni, esattamente il 21 di luglio, fui battezzato in chiesa, quella chiesa che al tempo non aveva ancora internamente gli adattamenti del Concilio, ma tant'è!
Mi battezzò un sacerdote che amo ancora oggi, di venerata memoria, che m'ha cresciuto a "pane e San Corrado", si tratta dell'arciprete don Federico Peratici.
Don Federico, che a volte ancora oggi m'appare felicemente in sogno!
Quel parroco che ho messo nelle mie preghiere.
Il 21 luglio ricorre la festa bellissima del mio baptiza e questa data m'è scritta addosso!
 
 

1 luglio 2017

EXTRA MOENIA MACERIE



Omicidi deuropa
M A C E R  I  E
Silenzio di Chiesa, Cei, Movimenti



E’ una tragedia. Infinita. Eppure silenziosa, tutto ci passa addosso.
A cominciare dal fondo e su sempre più su.
Omicidio d’Europa, proibito farsi curare dove si vuole, come si vuole.
Il caso del piccolino inglese.
Sconfitti qui, nell’attesa!


26 giugno 2017

CENTENARIO



400 ANNI
PATRONO AMATO
Calendasco e San Corrado

di Umberto Battini
     agiografo di S. Corrado/storico locale

Domenica d’estate, nella data del 25 giugno dell’anno 2017! Nel piccolo borgo adagiato sulla sponda del fiume Po, in chiesa si è festeggiato il IV Centenario che ricorda l’assunzione di questa terra e di questa gente a Patrono  S. Corrado Confalonieri.
Il sindaco di Calendasco con l'ospite
Nell’occasione era presente il Vescovo di Piacenza mons. Gianni Ambrosio che ha celebrato assieme a don Fabio Battiato parroco.
La messa aveva anche valore quale apertura della visita pastorale che più innanzi si attuerà con altri eventi parrocchiali.
Confratelli in San Corrado
Il vescovo ha tenuto una omelia tutta corradiana, incentrata sull’esempio di vita di conversione continua del Patrono che va costantemente preso ad esempio per arrivare agilmente all’affidamento a Dio Padre ed alla Chiesa!
Presente il sindaco di Calendasco Francesco Zangrandi che nei saluti finali rivolti al vescovo ed ai presenti, ha ricordato e salutato due ospiti giunti dall’Argentina appositamente per questo evento!
Si tratta del discendente di S. Corrado il sig. Enrico Confalonieri piacentino da tanti anni che vive nell’America Latina e precisamente appunto in Buenos Aires, ed era accompagnato dalla consorte.
Il Vescovo di Piacenza, don Fabio e il sindaco con i Devoti della Confraternita
Emozionatissimi questi ospiti, ed Enrico Confalonieri ha potuto indossare la veste della Confraternita corradiana del paese dove lo stesso S. Corrado è nato in corpo e poi in spirito alla conversione.
La processione d’ingresso di mons. Vescovo è stata accompagnata dai Confratelli corradiani mentre un giovane ragazzo ha potuto indossare la maglia ufficiale dei Portatori di Cilio di Noto con tanto di fascia per poter reggere il maestoso cilio donato dai netini due anni fa e vegliare così per tutta la celebrazione!

19 giugno 2017

CENTENARIO

400 ANNI 
UN PAESE E IL PATRONO
Celebrazione storica corradiana a Calendasco

Ricorrono ben quattrocento anni che San Corrado Confalonieri
protegge il borgo dove è nato nel 1290!

13 giugno 2017

V O T O 2017



TORRE SINDACO
VINCITORE MORALE
Divertenti performance ma con arguzia

di Umberto Battini


Si è beccato 1801 voti! Impensabile. Eppure, lui ce l’ha fatta, Stefano Torre candidamente candidato a sindaco per Piacenza, contro tutti gli schemi politici precotti.
Perché gli altri candidati a sindaco erano tutti attorniati dalla potente macchina elettorale degli apparati! Urca!
Una campagna elettorale tutta mediatica quella dello Stefano Torre, che se per caso si fosse dato da fare un pelo in più si beccava con molta probabilità almeno il doppio di voti, garantito. Invece poche comparsate con banchetto (a differenza degli altri) ma però il Torre con una marcia in più: l’ironia, quella megagalattica! Quella che ti prende per il culo con paradossale tragicità bagnata dal sorriso!
Perché ad ascoltarlo bene ti prendeva anche una leggera vena di tristezza, proprio per il motivo che Torre toccava con i suoi paradossi parabolici, quell’agre senso del reale che ha deluso tanta gente perché s’accorge che la polis, che la politica, che la burocrazia sono tutte cose d’un calderone che non ha più nulla da spartire con la gente.
Complimenti alla lista Torre Sindaco. Concludendo: solo la metà dei piacentini è andata al seggio, quindi quella dell’Arguto Sindaco Torre una vittoria tripla.
Consiglio agli altri di tornare sul pianeta terra, quello che abitiamo tu, io, noi voi e tutti quanti! Il marziano di questa campagna elettorale, tenetelo bene a mente, non è Torre!

7 giugno 2017

URNA



VOTAXIO
ALE’ OH OH
Tutti all’Urne


di Umberto Battini


Ci siamo. Domenica 11 giugno 2017. Piacenza al voto. All’urna. Siamo tutti attesi là. A braccia aperte.
Peccato che non l’abbiamo sentita, intendo politicamente e socialmente, questa campagna elettorale.
Si andrà ancora una volta al voto così, per scontato, per inerzia.
Molti diserteranno l’urna probabilmente, è il tormento della politica che non si è rinnovata ne a Roma ne in altri luoghi.
Parole, poche, fatti bho! Chi li vede?
Poca retorica addirittura. L’unica novità (per modo di dire) la divertente performance di un candidato che come ben saprete ha adottato una campagna elettorale particolare.

Facce che si presentano per governare per 5 anni la città che, credo a ragione, pochi conoscono. E se una persona candidata non la conosci difficilmente puoi votarla a scatola chiusa, e se non la conosci, se non ne hai sentito parlare almeno politicamente salvo sporadicamente, come puoi pensare di affidargli le chiavi del bene comune che si riassume nel governo di Piacenza?
Mha! Eppure uno dei sette candidati ce la farà, anche solo con 4 voti ma ce la farà (democrazia si dice). Anche se è probabile che vinca il partito dei non votanti eppure con 4 voti qualcuno ce la farà e dirà che sarà sindaco per tutti! Dirà che ha vinto alla grande!
Continueremo nel tran-tran.
Piacenza, dal 218 a.c. a oggi è ancora qui. E la Piacenza romana è sotto alle gettate di cemento. Radici addio!
M’astengo di dare pensiero sul voto cattolico.
E l’ironia non basta.